“La piazzetta di Riace”

“Le ragazze e i ragazzi delle botteghe del vetro, del ricamo, della ceramica, della tessitura, della cioccolata, degli aquiloni, Memma e il suo negozio degli alimentari, il barbiere, il bar di Alessio.”.

 

NEWSLETTER DI COMUNE

 

MIRAGGI MIGRANTI
La riapertura della scuole può essere un’occasione per mettere in discussione il clima di odio e paura sempre più diffuso e perfino legittimato dalle istituzioni? Come redazione di Comune abbiamo accolto l’invito della Rete di Cooperazione Educativa a promuovere iniziative rivolte a insegnanti, educatori, genitori per legare i temi dell’accoglienza, della condivisione e dell’educazione: è nata nata così, in modo spontaneo, una due giorni (6 e 7 ottobre) quanto mai importante e bella con oltre dieci splendidi laboratori e incontri di approfondimento tra educazione interculturale e pedagogia critica ospitati a Roma all’interno di Fabbrica di Roma ReAct, festival multidisciplinare. Ecco i titoli dei laboratori-incontri e le informazioni su come prenotarsi

 

LA PIAZZETTA DI RIACE

Le ragazze e i ragazzi delle botteghe del vetro, del ricamo, della ceramica, della tessitura, della cioccolata, degli aquiloni, Memma e il suo negozio degli alimentari, il barbiere, il bar di Alessio. E ancora i limiti dei piccoli comuni, teatro di condivisione e solidarietà ma anche di atteggiamenti meschini, gli amici dell’Asgi e naturalmente il sindaco che vale zero e di quella volta che si presentò a Venaus con un sacco di pane. C’è questo e molto altro nei pensieri raccolti da Chiara Sasso, coordinatrice nazionale della Rete dei comuni solidali, dopo la cittadinanza onoraria ricevuta insieme ad Alex Zanotelli e Gino Strada a Riace. Abbiamo insistito un po’ con Chiara per avere questo articolo ricco di vita perch&egra ve; conosciamo da quasi vent’anni la sua allergia a qualsiasi egocentrismo. Il suo racconto molto spontaneo dimostra prima di tutto che la ribellione ha a che fare con le persone comuni e con le piazze di un borgo dimenticato più di quanto siamo abituati a pensare. “Quella piazzetta è stata un luogo dell’anima dove per tutta l’estate si sono alternate persone, amici che hanno voluto portare la solidarietà non solo al sindaco ma a tutti gli operatori impegnati nei progetti di accoglienza e ovviamente anche ai migranti…. – scrive Chiara – Anche questa estate, proprio nella piazzetta donna Rosa è stato costituito un importante presidio di resistenza, trasformando quel luogo in una zona liberata di denuncia e disobbidienza….”
CHIARA SASSO
 

IL GREMBO CHE GENERA MOSTRI
Quello che accade nel Mediterraneo dimostra che la barbarie è in corso. Come si può sperare di lenire i sintomi se non si affrontano le cause del male? Possiamo trovare alcune risposte nella società in movimento, nella critica allo sviluppo, nella capacità di visione di lungo termine? Scrive Paolo Cacciari: «Il problema – diciamocelo chiaro – è che i governi hanno il consenso popolare. La uccidibilità degli esseri umani che tentano di passare il confine della sopravvivenza è accettata, persino incoraggiata… Come può accadere tutto ciò? …Siamo al disvelamento della “grande illusione” del sistema capitalistico: pace e prosperità, libertà e denaro per tutti… Non credo che riusciremo a fermare le destre senza offrire un’idea di futuro valida per l’intero pianeta. Senza una capacità di visione di lungo termine. Senza un sistema di pensiero olistico, capace cioè di cogliere le correlazioni tra biosfera e tecnosfera, tra sostenibilità e giustizia sociale, tra cittadinanza e democrazia, tra l’individuale e l’universale, tra le comunità viventi. Dopo Seattle 1999 e Genova 2001 ci eravamo arrivati vicini…». Vale la pena riprovarci dal basso e in tanti modi diversi, molti non hanno mai smesso
PAOLO CACCIARI
 

LA DEMOCRAZIA DELLE DEPORTAZIONI
Dopo nove anni di iter processuale, il 5 settembre la Corte suprema israeliana ha emesso un verdetto definitivo: la notissima Scuola di gomme, gestita dalla Ong italiana Vento di Terra, sarà demolita assieme al villaggio beduino di Alhan al Ahmar la prossima settimana. La comunità che abita il villaggio è lì da 70 anni. Non si tratta, naturalmente, di un episodio isolato. La confisca o la distruzione di scuole, case, alberi e ogni frammento di vita sociale non gradito è pratica abituale e di Israele, che non perderà certo questa volta l’assurda definizione di Stato democratico. L’assoluto arbitrio con il quale i governi israeliani continuano a bombardare, deportare, perseguitare e occupare nuove terre è coperto da un fantastico gio co di prestigio giuridico-lessicale capace di ipnotizzare i democratici onesti e di fornire materiale narrativo ai suoi valletti mediatici: le sue leggi lo consentono. Buona parte del mondo condannerà questa nuova crudeltà nei confronti di 170 bambini e del loro villaggio continuando a considerare quel regime di apartheid sconveniente ma legale
PATRIZIA CECCONI
 

INSEGNARE È FARE POLITICA
“Il ruolo educativo è stato inghiottito dalla burocrazia e il docente si è trasformato in un impiegato della formazione…, in un vigilantes dell’ordine pubblico… L’insegnante in realtà deve educare al pensiero critico, deve trasmettere la potenza liberatoria del conoscere e del saper fare – scrive Matteo Saudino – Insegnare è un’azione di ribellione contro l’opacità e l’ingiustizia del presente. Insegnare è un atto d’amore verso la possibilità di cambiare la realtà e di trasformare noi stessi. Insegnare è stimolare i desideri di libertà, di scoperta, di viaggio e di giustizia. Insegnare è saper distinguere le bellezze della vita, troppo spesse nascoste e imprigionate nella mediocrit&a grave; dei tempi. Insegnare significa immaginare altri mondi e altri modi di stare al mondo…”
MATTEO SAUDINO
 

SALTIMBANCHI SENZA FRONTIERE
Se l’arte può valicare i confini, perché non dovrebbero farlo ogni giorno anche uomini, donne e bambini? Nasce intorno a questa domanda la Grande Parata contro le frontiere promossa domanica 9 settembre da Claviere, in Alta Val di Susa, fino al confine con la Francia, da Saltimbanchi senza frontiere. L’area del confine ha ospitato un atto poetico contro tutte le frontiere (sono state messe in comune tante scarpe vecchie mentre lungo il percorso sono state lasciate alcune orme colorate, segno del paesaggio di uomini e donne in cerca di un futuro migliore…), prima del festoso ritorno a Claviere per il cerchio in piazza. Perché nessuno può dire “Io non c’emtro”… Alcune foto di Luca Perino, narratore fotografico
RACCONTO FOTOGRAFICO

PIER PAOLO E ANITA, OTTANTA ANNI DOPO
Senza quella disobbedienza agli ordini, mio padre, forse, non sarebbe mai nato. Storia di Pier Paolo e Anita, antifascisti ed ebrei. I miei nonni sono stati costretti a fuggire a Londra dalle leggi razziali e salvati da un soldato che decise di lasciarli passare alla frontiera olandese. Ottanta anni dopo, il mondo è pieno di Pier Paoli e Anite, che magari si chiamano Ahmed e Samira e non viaggiano in treno ma su una barca. L’Italia, però, non è di certo il paese che Pier Paolo e Anita avevano sognato diventasse
LAURA FANO MORRISSEY

NON POSSIAMO DIRE “IO NON C’ENTRO”
Non lasciare solo chi resta indietro, non pensare alla povertà come una colpa, non smettere di lottare ogni giorno per un mondo diverso. Un papà scrive a sua figlia di dodici anni, una lettera che dovremmo leggere tutti: “Non posso perdonarmi le immagini che ti scorrono davanti agli occhi quando guardi la televisione e che mostrano migranti in fuga e famiglie buttate di forza in mezzo alla strada. Me ne vergogno… Il fatto è che quando una società è ricca diventa egoista, le persone cominciano a confondere la dignità con il conto in banca e ad avere paura di perdere il poco o tanto che hanno, quindi a pensare che non possono farci niente…”. Tuttavia, “potrebbero esserci ancora il tempo e il modo per cambiare al meno un pochino le cose prima che voi diventiate grandi. Di sicuro il futuro non è scritto e potremmo provarci…”
MARCO ARTURI
 

SULLA DICIOTTI C’ERAVAMO TUTTI
“Sì: donne, uomini, bambini e minori non accompagnati migranti della nave Diciotti sono passati in questi giorni dal campo informale di Baobab Experience. Non abbiamo niente da nascondere e, come ci ricorda la Caritas, non stiamo parlando né di fuggitivi né di ricercati… Non abbiamo ritenuto rendere pubblica la loro sosta al nostro campo per proteggerli – scrivono quelli di Baobab – Proteggerli dalle dittature dalle quali fuggono, proteggerli dai media e dalla narrazione tossica con la quale spesso viene rappresentata la migrazione, proteggerli dal razzismo e dalla xenofobia dilaganti alimentate ad arte da chi vuole costruire consenso su una ingiustificata paura e proteggerli per garantire loro quello di cui ogni essere umano dovrebbe poter godere: la libertà di movi mento… Sulla Diciotti c’eravamo tutti e il viaggio non è finito…”
BAOBAB EXPERIENCE
 

IN CERCA DI UNA ROTTA DA SEGUIRE
In Messico, come in altri paesi del Sud del mondo, l’idea della decrescita è stata considerata per molti anni come una moda che interessava i paesi ricchi. Poi una critica dello sviluppo sempre più generalizzata ha cominciato ad essere espressione di molte resistenze dal basso. La prima Conferenza Nord-Sud sulla decrescita che si tiene a Città del Messico è un’ottima occasione per fare un bel passo avanti. Sarà di grande utilità anche per i movimenti che si oppongono ai pregiudizi e alle ossessioni sullo sviluppo e la crescita economica che sono ben saldi nei programmi e nella cultura del nuovo governo di Lopez Obrador. Le Grandi Opere annunciate avranno infatti conseguenze devastanti sia in termini ambientali che di giustizia sociale: da l Treno Maya, la linea ferroviaria di interesse turistico e commerciale che va da Cancun a Palenque, al corridoio dell’Istmo fra il Pacifico e l’Atlantico fino al discusso progetto del Nuovo Aeroporto Internazionale di Città del Messico
GUSTAVO ESTEVA
 

IL PREZZO DEL SALE
Racconta Miguel Martinez: «Una vasta area del Veneto è corrosa dai veleni, provenienti dagli scarichi delle fabbriche e dall’uso massiccio di pesticidi e diserbanti nei campi altrettanto industriali…. Spiega un mio amico veneto: “Mia nonna diceva che lei comprava solo il sale, tutto il resto se lo produceva da sola o assieme a quelli del paese. Oggi dalle parti nostri trovi soltanto il Prosecco, e un po’ più su, le mele, ridotte a tre varietà perché devono essere delle dimensioni giuste per gli scaffali dei supermercati…”. D’accordo, un po’ di esagerazione ci sarà, ma mi sembra uno straordinario riassunto della storia…»
MIGUEL MARTINEZ

CONVERSIONE ECOLOGICA O BARBARIE
L’Unione Europea agonizza da tempo, travolta dalla cosiddetta “crisi migratoria”. Trattare centinaia di migliaia di persone come pacchi, un peso da scaricarsi l’un l’altro non è una politica lungimirante. Se si vuole rovesciare il tavolo di una partita già persa, occorre andare non solo alla radice dell’insofferenza per i migranti e nemmeno solo alla radice dell’austerity che l’ha provocata. Va capito che cos’è veramente ciò che l’austerity sta bloccando. È questa la chiave per affrontare anche molte delle cause all’origine non di un’emergenza, ma di un processo secolare. A essere bloccata è la conversione ecologica: la capacità di indirizzare forze e pensieri alle misure per far fronte ai cambiamenti climatici e a un degrado ambientale irreversibili, la sola scelta in grado di restituire un ruolo all’Europa. Una scelta senza alternative che non siano la rovina del pianeta e dell’umanità e una guerra permanente contro i migranti destinata a provocare milioni di morti e ad alimentare reclutamenti di massa da parte di formazioni terroristiche. Ma è una svolta che non può più essere affidata a governi e imprese che hanno dimostrato di non saperla affrontare
GUIDO VIALE
 

SE VINCONO FINANZA, PAURA E POPULISMO
Lavoro a chiamata, gig economy, piattaforme on demand, bracciantato agricolo a cottimo, precariato di lusso, “lavoratori alla spina”, disoccupati, freelance sottocosto… Una volta molti avrebbero parlato di nuovo proletariato, di lavoratori divisi e di lotte sociali: oggi c’è molto da ragionare su concetti, parole e ribellioni, ma c’è prima di tutto da coltivare risonanza tra persone ed esperienze, rompere solitudini, recuperare il meglio di quanto movimenti come Occupy e 15M hanno fatto emergere soltanto qualche anno fa. In fondo è anche quello che hanno detto in estate, tra gli altri, i berretti rossi a Foggia…
MARIA ILARIA DE BONIS

LA MARCIA È DI TUTTI E PER TUTTI
Il 7 ottobre i movimenti per pace si incontrano alla marcia Perugia-Asssi
MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

APPUNTAMENTI CONSIGLIATI:

12 SETTEMBRE – NAPOLI. IL GRIDAS NON SI TOCCA
Presidio fesosto

13 SETTEMBRE – BOLOGNA. MERCATO CAMPI APERTI @XM24
Mercato contadino biologico a km0 autogestito

10/16 SETTEMBRE – ROMA. VISIONARIA FEST
Festival della razza umana alla Villetta a Garbatella

14/16 SETTEMBRE – MIRA (VE). SI PUÒ FARE
Festival nazionale del commercio equo e solidale

14/16 SETTEMBRE – GIOVINAZZO DI BARI. MONETE ALTRE
Scuola-laboratorio

14/16 SETTEMBRE – CECINA MARE (LI). CRISI: DIECI ANNI BASTANO
Università popolare di Attac Italia

7 OTTOBRE – ROMA. LA SCUOLA SENZA MURA
Tavola rotonda promossa dalla redazione di Comune

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