“Il 2019 di Riace”

Riace dava fastidio prima perché era una storia straordinaria di accoglienza che nessuno aveva previsto. Riace germoglia oggi, nonostante le accuse contro Mimmo Lucano che hanno fatto chiudere i numerosi progetti avviati, negli incontri in tutta Italia (sempre gremiti) di queste settimane con Lucano […].

 

  NEWSLETTER DI COMUNE      

 

IL 2019 DI RIACE

Riace dava fastidio prima perché era una storia straordinaria di accoglienza che nessuno aveva previsto. Riace germoglia oggi, nonostante le accuse contro Mimmo Lucano che hanno fatto chiudere i numerosi progetti avviati, negli incontri in tutta Italia (sempre gremiti) di queste settimane con Lucano, nel Capodanno inaspettato a Riace nato sui social, nelle iniziative di solidarietà che sono alle spalle della Fondazione di partecipazione che verrà presentata il 12 gennaio per far ripartire i progetti di accoglienza, nel coraggio di chi pensa che questo sia il tempo della disobbedienza. Dicono che Mimmo «parla una lingua che nessuno parla»: forse è per questo che «Riace oggi non è più solo il nome di un borgo ma l’orizzonte di senso di chi, di fronte all’imbarbarimento, ovunque e in molti modi diversi non smette di ribellarsi facendo
CHIARA SASSO
 

PALERMO NON HA PAURA
Mediterranea, la straordinaria piattaforma di realtà della società civile che collaborano per testimoniare e denunciare cosa accade nel Mediterraneo, ha deciso di supportare, pubblicando un appello e offrendo un indirizzo mail per poterlo sottoscrivere, l’iniziativa spontanea dei cittadini di Palermo che sostengono l’amministrazione comunale nella battaglia contro le norme discriminanti e pericolose imposte dal “Decreto Sicurezza”. Forza, facciamolo rimbalzare ovunque
APPELLO

IL DIRITTO DELL’ASPIRAZIONE AL BENE
Nel provare a temperare il crescente diffondersi dell’intolleranza nel discorso pubblico, racconta Franco Lorenzoni, c’è una parte consistente della scuola italiana che si sta impegnando con intelligenza e tenacia contro ogni tipo di discriminazione, facendo della costruzione e condivisione dei diritti il perno della pratica educativa. Scrive Simone Weil «Quando, in conseguenza delle azioni o delle omissioni degli altri uomini, la vita di un uomo è distrutta o mutilata da una ferita o da una privazione dell’anima o del corpo, in lui non è solo la sensibilità a subire il colpo, ma anche l’aspirazione al bene. C’è allora sacrilegio verso ciò che l’uomo racchiude di sacro…»
FRANCO LORENZONI

UN GIORNO MI SCOPPIERÀ IL CUORE
«Ancora non riusciva a crederci di ritrovarsi qui, bloccato, in attesa di un documento che per arrivare, se mai glielo avrebbero dato, stava impiegando anni. Non ce la faceva a capacitarsene. Per lui era un dolore in più, si sentiva di aver fatto enormi passi indietro. Quarant’anni e ancora viveva dentro un centro di accoglienza. Non solo, ci era dovuto tornare dopo una vita che sembrava ingranare. Il senso di fallimento lo stritolava… Guardava gli altri ragazzi poco più che ventenni, con i quali era costretto a dividere la stanza. Non li odiava, in fondo erano un po’ tutti sulla stessa barca, ma sentiva che tra i loro sorrisi e l’ansia che lo divorava c’erano quindici anni di vita vissuta e la consapevolezza che quello non era per lui, come invece per loro, il primo tentativo. Allora se ne stava da solo, spesso si isolava…»
SARA FORCELLA
 

LA GRANDE FUGA DALLE TERRE INOSPITALI
Quando si ragiona di migrazioni si continua a sottovalutare l’impatto delle cause ambientali sulle migrazioni forzate. Eppure nel mondo ci sono stati 30,6 milioni di sfollati interni, più del numero dei rifugiati internazionali, e ad incidere sulle migrazioni interne sono soprattutto eventi climatici estremi. Se guardiamo ad esempio ai principali Paesi di cittadinanza delle persone in cerca di asilo e protezione internazionale in Italia, ai primi posti, troviamo Nigeria, Pakistan e Bangladesh, paesi segnati da da cicloni tropicali, inondazioni, piogge torrenziali, frane ma anche dagli impatti ambientali delle multinazionali del petrolio. Del resto una nuova era glaciale è cominciata. In questo scenario qualsiasi discorso sulla “sicurezza” non appare delirante?
SALVATORE ALTIERO

UN GOVERNO GUERRAFONDAIO
Quella tra Usa e Russia è ormai una versa corsa al riarmo nucleare. Intanto anche il governo italiano, dopo le promesse pacifiste dei Cinque stelle, si conferma un sostenitore della guerra e del commercio delle armi. «Perché il grande movimento per la pace non scende unitariamente in piazza – scrive Alex Zanotelli – per contestare il “governo del cambiamento” che, nonostante le promesse, è diventato guerrafondaio come gli altri?»
ALEX ZANOTELLI

QUELLI CHE NON SONO NIENTE
In Messico come in Francia, e in fondo in qualsiasi angolo del mondo, il sistema rappresentativo si ritrova a pezzi. Ma i movimenti indigeni dimostrano che quelli che non sono niente, sono qualcuno. E in tanti modi diversi si sollevano. «I popoli indigeni camminano per altre strade – scrive Gustavo Esteva – In basso soffiano altri venti…»
GUSTAVO ESTEVA

LE VITTORIE DEGLI ZAPATISTI
Dal gennaio 1994 le comunità indigene delle montagne del Chiapas, in Messico, hanno fatto un passo avanti nella propria storia, la conquista dell’autonomia: invece di morire, hanno cominciato a ballare. In quel gennaio è iniziato un nuovo ciclo storico su scala regionale e nazionale con ripercussioni mondiali, che prosegue ancora oggi, fuori dello spettacolo e dell’attualità delle notizie. Per il mondo incarnò la prima mobilitazione contro la dittatura dei mercati e fecondò le resistenze globali contro il monopolio del potere economico mondializzato. Fu anche il primo movimento sociale ad avere a sua disposizione le armi della rete e le sue reti, e ad approfittarne ampiamente. «Il tempo ha rivelato che per i propri popoli originari – scrive He rmann Bellinghausen su La Jornada – la sveglia aveva suonato giusto in tempo, le generazioni in corso e le future si sarebbero concepite in un’altra forma, particolarmente le donne…»
HERMANN BELLINGHAUSEN
 

GUERRIGLIA ONDOMASTICA
Cos’è la «guerriglia odonomastica»? Si tratta di azioni e performances il cui scopo è reintitolare dal basso vie e piazze delle nostre città I nomi di vie e piazze – tecnicamente, gli «odonimi» – sono simboli, «ma spesso sono anche sintomi, spiega Wu Ming – Sintomi di malattie che affliggono la memoria pubblica, sindromi causate dalla cattiva coscienza, da rimozioni e ipocrisie, da un mancato fare i conti col»
WU MING

DEBOLI CON I POTENTI, MA FORTI DELLE NOSTRE IDEE
In un mondo incattivito, forse ha ragione Ascanio Celestini, ci restano da fare un paio di cose. La prima: non avvilirci se vediamo che i cambiamenti sono lenti e marginali: «La lentezza del cambiamento è anche indice di una stratificazione che ci ritroveremo come un tesoro nel futuro…». La seconda: fare della debolezza la nostra clava
INTERVISTA DI GIANLUCA CARMOSINO AD ASCANIO CELESTINI

OGNI ATTIMO QUELLO POSSIBILE
Abbiamo bisogno di liberare qualsiasi anniversario, qualsiasi festa, capodanno incluso, dalla fissità di una data», suggerisce Rosaria Gasparro, per «dissolverlo in tutti gli attimi che ci sono dati”, ognuno ricco di senso: qualsiasi cambiamento in profondità comincia qui e adesso»
ROSARIA GASPARRO

 

 

RIBELLARSI FACENDO, APPUNTAMENTI CONSIGLIATI:

4 GENNAIO. PALERMO CITTÀ APERTA
Appuntamento in piazza Pretoria

4 GENNAIO, VAL SUSA. CALENDARIO NO TAV 2019
Ecco dove è già disponibile e le informazioni per ordinarlo

4 GENNAIO, PESCARA. APERITIVO PER MEDITERRANEA
Ribellarsi accogliendo

5 GENNAIO, ROMA. FAMMI CAPIRE
Mostra e laboratori a cura dell’associazione Scosse

5 GENNAIO, L’AQUILA. SALVINI IN FIERA? NO, GRAZIE
Libera fiera aquilana

6 GENNAIO, BARI. BEFANA FUORIMERCATO
Ci vediamo a Bread&Roses

6 GENNAIO, BOLOGNA. SCRITTURA COLLETTIVA METICCIA
Iscrizioni aperte per il laboratorio con Wu Ming 2 all’università

6 GENNAIO, MELENDUGNO/LE. TOMBOLATA NO TAP
Musica e festa per ribellarsi giocando

6 GENNAIO, ROMA. VITAMINE DA RIACE
La spesa a Ecosolpop con i produttori calabresi di arance, limoni e olio

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