“Comunità in movimento”

Dall’appello frutto di una discussione emersa tra decine di organizzazioni riunite dalla Comunità San Benedetto al porto è nata la bella manifestazione “Per Genova, aperta, accogliente e solidale”.

 

NEWSLETTER DI COMUNE      

 

COMUNITÀ IN MOVIMENTO

Siracusa, Genova, Avigliana: le persone, tra cui molti giovani, che sono scese in strada sabato 26 gennaio – che hanno anticipato il presidio a Roma, in piazza Monte Citorio, di lunedì 28 per chiedere lo sbarco delle 47 persone a bordo della Sea Watch – mostrano un pezzo di società in movimento che non rinuncia a tentare di infrangere in molti modi l’odioso abuso di potere istituzionale contro i migranti. Dall’appello frutto di una discussione emersa tra decine di organizzazioni riunite dalla Comunità San Benedetto al porto è nata la bella manifestazione “Per Genova, aperta, accogliente e solidale”. In Val di Susa, mentre si prepara la grande mobilitazione nazionale di marzo contro le grandi opere, sono stati diversi comuni e la Rete dei Com uni Solidale (insieme, tra gli altri, ad Anpi e la Chiese valdese) a promuovere una manifestazione contro la “legge sicurezza”. Infine, a Siracusa in modo spontaneo centinaia di persone si sono ritrovate (sabato, domenica e lunedì) davanti alla rada dove è ormeggiata la Sea watch per gridare “Fateli scendere”, scritta apparsa anche su tante lenzuola appese sui balconi della città
IL RACCONTO FOTOGRAFICO

ATTO CONTRARIO BRUNO TOGNOLINI

ALZIAMO LA VOCE E LA TESTA MARCO AIME

CHIUDETE I PORTI. ALLE ARMI
Di fronte al muro di gomma dei governi e all’ipocrisia del M5S, partiamo dalle città per fermare subito l’invio di armi per la guerra in Yemen. Il senso di una proposta che ha attraversato finora Assisi, Cagliari, Bologna, Verona e Roma
CARLO CEFALONI

UN GOVERNO GUERRAFONDAIO ALEX ZANOTELLI

ARMI, DA CHE PARTE STA LA CGIL? ARNALDO SCARPA

CARA, IL SUCCESSO TI HA CAMBIATO
Un casermone isolato affollato e con tanto di filo spinato, dove è stato spesso somministrato cibo avariato, dove sono state spesso represse brutalmente diverse proteste, dove i trasferimenti improvvisi verso destinazioni sconosciute non sono cominciati nel 2019… Quelli del Laboratorio 53, mai si sarebbero aspettati di leggere apprezzamenti sul Cara di Castelnuovo di Porto come esempio di «integrazione». Il corto circuito provocato da “grandi” media e politica istituzionale può questo e altro. «In questi dieci anni nessun politico ha messo in discussione questo modello, per questo il clamore che si sta creando appare paradossale – scrivono quelli del Lab 53 – Una sinistra istituzionale che nell’ambito della migrazione non ha fatto altro che rincorrere l a destra, oggi si trova a difendere il Cara… È chiaro, i trasferimenti improvvisi, le espulsioni che lasciano le persone per strada sono da condannare… Tuttavia non sostituiamo nelle nostre menti l’immagine del Cara ricevuta dai racconti di tanti, con la perversa trasfigurazione proposta in questi giorni che trasforma il Cara in modello di accoglienza… Cominciamo a costruire una rete di solidarietà che parli di disobbedienza, senza remora…»
LABORATORIO 53
 

QUELLO CHE SIAMO DIVENTATI OLIVIERO BETTINELLI

GUARDARE NEGLI OCCHI UN RIFUGIATO A. M.

NON CONDIVIDIAMO NULLA DELLA SUA POLITICA
Il “Villino di via Vernio” a Fidene, a Roma, è un bene confiscato che nel mese di novembre il Municipio III di Roma ha chiesto all’Agenzia Nazionale per i Beni confiscati e sequestrati. A fine novembre quel villino, destinato a un progetto di accoglienza di persone con disabilità, è stato attribuito al Municipio con una delibera del Comune. Venerdì 25 gennaio il ministro dell’interno Matteo Salvini è andato a Fidene. Ecco cosa ha detto Giovanni Caudo, presidente del Municipio III, a Salvini
GIOVANNI CAUDO

CARO ITALIANO CHE HAI VOTATO SALVINI PENNY

I MURI ITALIANI DI PAPÀ SALVINI ASCANIO CELESTINI

UN CANTIERE SOCIALE CHIAMATO FOLIAS
Una storia di oltre vent’anni di vita nei territori, maturata per la voglia di cambiare il mondo di un piccolo gruppo di ventenni. Quella della cooperativa sociale Folias di Monterotondo è una storia cominciata intorno a un luogo abbandonato, recuperato e restituito ai cittadini, “Il Cantiere”, per ospitare iniziative sociali e culturali promosse per e con i ragazzi. Una storia cresciuta su cinque assi: agire sulle cause dei problemi sociali per rimuoverle dal basso, partendo dalla vita di ogni giorno delle persone comuni; mettere al centro dei problemi sociali, la parte costruens, cioè la capacità di individuare soluzioni anche nelle situazioni più complesse; proporre un’idea di lavoro diversa da quella tradizionale; coltivare sul serio la partecipazione; pensare a l lavoro cooperativo come occasione per puntare sul lavoro di gruppo. Oggi il volto di Folias è dato dai suoi presidi sociali: dal Cantiere al centro per bambini Piccole canaglie, dalla Riciclofficina alle attività per persone in condizioni di povertà e per persone con disabilità, dalle attività di formazione rivolte ai migranti (corsi di pasticceria, agricoltura, panificazione) alle attività nelle scuole, fino al Monterocktondo, festival per band emergenti. Chi frequenta gli spazi gestiti da Folias e conosce i suoi servizi pensa alla politica non come qualcosa che si possa ridurre a quel che accade nei cortili dei Palazzi, magari assomiglia molto di più a un Cantiere o a un mural
GIANLUCA CARMOSINO

CREARE BENI COMUNI E MONDI NUOVI S. FEDERICI E G. CAFFENZIS

RIPARTIRE DAL TERRITORIO CARLO DE ANGELIS

LE SCUOLE SI APRONO INSIEME
Il bisogno di una scuola diversa troppo spesso finisce soffocato dall’attesa di interventi dall’alto. In questo modo non solo sembra impossibile favorire qualsiasi cambiamento ma si svuota sempre di più di senso la parola democrazia, ingabbiata dalle sue istituzioni e sfinita nel suo infinito inseguimento di elezioni e mercato. Per questo tutto ciò che si muove in basso per sperimentare un apprendimento diverso e per aprire spazi di democrazia con il protagonismo di tanti attori differenti di un territorio resta una strada importante da percorrere: lo dimostrano, ad esempio, i percorsi delle “scuole aperte e partecipate”
R.C.

LUI E LEI. DENTRO AL CIELO
«Loro sono in classe insieme. Hanno sette anni. Lei è una bambina. Italiana. Lui è un bambino. Straniero.
Lui è autistico. Lei no. Lei sta tutto il giorno a scuola. Lui no. Lei ha bisogno di essere bambina. Amata. Spronata. Capita. Lui ha bisogno di essere bambino. Amato. Spronato. Capito. Di più.
Lei scrive. Lui se la maestra lo aiuta. Lui piange quando non viene a scuola. Sì dispera. Ripete i nomi dei compagni senza sosta. Prima non voleva entrarci. A scuola. Scappava. Ma le cose succedono quando si vuole.
Lui ha l’insegnante di sostegno. Anche lei. L’insegnante di sostegno è della classe. Aiuta tutti. Lei sta in classe, sempre. Anche lui sta in classe . Pure se parla tanto, fa “rumore”. Che il silenzio in quell’aula non c’è mai. Ma quel “rumore” è la sua voce. Lei dentro a quella voce cresce. Diventa grande.
Un giorno lei lo incontra ai giochi… SEGUE QUI
PENNY

LA TELA DELLA MEMORIA
“Occorre fare come i ragni, tessere una tela, con pazienza, legando passato e presente, lasciando aperto in ogni disciplina una narrazione che non perda mai il suo filo… – scrive Barbara Bertani, maestra – Basta una piccola grande storia per bambini e bambine di sei anni per partire a tessere la tela… Ma bisogna darsi il tempo. Non serve alla memoria mostrare per forza campi di sterminio a bambini così piccoli, aiuta di più raccontare l’ingiustizia di una diversità che si fa colpa e non ricchezza… Si dice che i ragni una volta tessuta la tela lancino le ragnatele nel vuoto, senza la certezza di trovare un appiglio ma fiduciosi verso ciò che verrà….”
BARBARA BERTANI

SOPRAVVIVERE E NON DIMENTICARE
«Sono partita con mio padre dal Binario 21, dal ventre della stazione di Milano, ammassata come animale al macello. Quando sono tornata con il tempo un piccolo gruppo, di cui faceva parte il rabbino capo di Milano Giuseppe Laras e poi anche il cardinale Martini, abbiamo cominciato ad incontrarci lì, in quel posto abbandonato, sentivamo il bisogno di vederci in quell’antro da dove tutto era per noi cominciato. Era una cosa privata, di dolore, intima, nostra. Poi abbiamo pensato che quel luogo dovesse essere conosciuto, mi sono detta “Non voglio morire prima che questo binario 21 divenga un faro nella storia dell’Europa, un monito perenne”…». Le parole di Liliana Segre e un docufilm per raccontare, in una modalità fortemente contemporanea, come s arebbe stata la vita di Anne Frank se fosse sopravvissuta ai giorni di Auschwitz e Bergen Belsen
ALESSANDRA MAGLIARO
 

“SCIENZA” O RICERCA SCIENTIFICA?
Alcuni scienziati-divulgatori, di cui Roberto Burioni e la senatrice Elena Cattaneo sono oggi i principali esponenti in Italia, amano presentare la scienza come una “cosa” unica, rinchiusa in un recinto a cui possono accedere solo gli addetti ai lavori. Ma è davvero così? Un articolo di Guido Viale, per non smettere di coltivare pensiero critico
GUIDO VIALE

 

RIBELLARSI FACENDO, UN’AGENDA COMUNE:

29 GENNAIO, MONFALCONE METICCIA IN PIAZZA
Portiamo striscioni e soprattutto pentole

29 GENNAIO, MELENDUGNO/LE SALVIAMO SAN FOCA
La Tap si prende gratuitamente la spiaggia in un territorio militarizzato

29 GENNAIO, PADOVA PER UNA RETE CONTRO IL RAZZISMO
Spegniamo la miccia della bomba sociale rappresentata dalla legge Salvini

30 GENNAIO, LA SPEZIA APERITIVO CON MEDITERRANEA
Con Arci e Caritas

1 FEBBRAIO, ROMA ZEROCALCARE E ASCANIO CELESTINI
Dialoghi su Roma

2 FEBBRAIO, MODICA MARMELLATE E CONFETTURE SICILIANE
Degustazione nella bottega di Quetzal

2 FEBBRAIO, ROMA RETE SCUOLE APERTE E PARTECIPATE
Incontro laboratorio alla Di Donato/Manin

2 FEBBRAIO, BARCELLONA MEDITERRANEO, FRONTIERA DEL CAMBIAMENTO
Mediterranea “sbarca” anche in Spagna!

 

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