“Anche la figlia di Peveri dice che è un errore uscire con il fucile di notte”

Parole che non lasciano spazio a equivoci, una presa di posizione che deve far cessare ogni strumentalizzazione propagandistica del ministro Salvini. Martina Peveri, figlia dell’imprenditore condannato per aver sparato a un ladro, ha raccontato in un’intervista al Corriere della Sera come stanno davvero i fatti.

 

Salvini la smetta di strumentalizzare: anche la figlia di Peveri dice che è un errore uscire con il fucile di notte

 

Parole che non lasciano spazio a equivoci, una presa di posizione che deve far cessare ogni strumentalizzazione propagandistica del ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Martina Peveri, figlia dell’imprenditore condannato per aver sparato a un ladro, ha raccontato in un’intervista al Corriere della Sera come stanno davvero i fatti: non bisogna uscire di notte, armati, in preda a uno stato di agitazione. Il padre non lo rifarebbe. Perché la conseguenza può essere quella di uccidere, o rischiare di uccidere (come in questo caso specifico), un’altra persona. E c’è di peggio, il non-detto dalla figlia di Angelo Peveri: il cittadino armato corre il pericolo di essere ucciso se dall’altra parte c’è un ladro armato, sicuramente più disposto a sparare e meno turbato di fronte a una situazione del genere.

Il titolo dell’articolo pubblicato dal Corriere della Sera

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Armi e illusione di difesa: una vita rovinata

Il racconto di Martina Peveri tratteggia un evento traumatico, che ha distrutto una vita, legato al maledetto fucile: da quel momento Angelo Peveri ha vissuto un lungo incubo. “Non aveva nemmeno più voglia di lavorare”, racconta Martina. E aggiunge un ulteriore elemento: “No, non uscirebbe più dal cancello, questo è sicuro”, avanzando la richiesta che il padre “non sia trattato come un malvivente”. Anche in questo caso parole comprensibili: questa vicenda, come è stato sempre evidenziato su Addio alle armi, è un dramma umano. Nessun giudizio morale, solo il rispetto dell’iter processuale. E la storia di un uomo vittima di un fucile, dell’arma come illusione di difesa che porta all’eccesso. Al colpo esploso di troppo che distrugge tutto.

Uno scenario terribile, insomma. Ma anche un contesto che lo sdoganamento delle armi (previsto dalla riforma della legittima difesa) contribuirebbe ad aumentare. Tanto è vero che la grancassa di Salvini, che ancora oggi equipara il caso-Peveri alla legittima difesa, punta a questo: alimentare l’idea che dopo sarà tutto possibile, prendere la mira a distanza per tenere lontano eventuali ladri. “Potete farlo”, è il messaggio che si fa circolare e basta fare un giro sui social per comprendere quanto abbia fatto presa. Ma questo è il far-west, quello vero, che per fortuna non è attuabile nemmeno con la riforma, ormai prossima all’approvazione alla Camera.

25 Febbraio 2019

Stefano Iannaccone
 

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