Resistere alla prepotenza e al panico

L’accumulo di scandalose iniquità, la compulsione a distruggere, l’arroganza, il cinismo e la prepotenza delle élite, alimentano un’immensa ondata di molte espressioni di ribellione in tutto il mondo.

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Resistere alla prepotenza e al panico

L’accumulo di scandalose iniquità, la compulsione a distruggere, l’arroganza, il cinismo e la prepotenza delle élite, ma in molti casi, spiega Gustavo Esteva, anche l’istinto di sopravvivenza, alimentano un’immensa ondata di molte espressioni di ribellione in tutto il mondo. Quelle che esplodono nell’America Latina sono tra le più visibili
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I seguenti articoli sono su: https://comune-info.net

 


Perché la libertà delle donne fa tanta paura?

Secondo Lea Melandri, quella che sta avvenendo è ancora una “inclusione” del femminile che lascia immodificata l’insignificanza storica delle donne. Intanto, la nascita dell’autonomia femminile resta una delle ragioni della violenza maschile in ambito domestico. Di certo, per ribaltare qualsiasi relazione di dominio abbiamo bisogno prima di tutto di ragionare sul perché gli spazi di libertà si aprono lentamente
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Uno psichiatra per i geopolitici

Non c’è dubbio che gli interessi geopolitici delle potenze mondiali siano ancora capaci di finanziare e favorire guerre e conflitti sociali. La Siria, l’Afghanistan e altri Stati dilaniati stanno lì a dimostrarlo. Tuttavia la Guerra Fredda, quando ogni azione popolare del pianeta veniva attribuita a una delle due superpotenze è finita da decenni. Oggi sostenere che ogni protesta sociale sia manovrata dall’esterno è un esercizio di dietrologia che sfiora la paranoia, quando non è usato in modo demagogico e strumentale solo per rafforzare il consenso di governi in difficoltà. Sta accadendo in modo sistematico con i leader politici dell’América Latina, dove l’ecuadoriano Moreno denuncia che le proteste sono frutto delle ingerenze del venezuelano Maduro, accusato, insieme all’eterna Cuba, dall’Organizzazione degli Stati Americani di sobillare rivolte ovunque. Sull’altro versante, c’è il regime del terrore di Daniel Ortega, che continua imperterrito ad attribuire a Washington la profonda avversione che gran parte dei nicaraguensi gli manifesta non appena ne ha la possibilità. Fino all’esplosione delle scorse settimane, anche il governo boliviano del Mas ha usato argomenti simili contro le proteste. E, neanche a dirlo, quella di servire interessi antipatria è la prima delle accuse che fanno oggi ai sostenitori di Morales i nefasti esponenti dell’ultradestra che si sono auto-nominati suoi successori. Naturalmente, interessi e ingerenze esterni esistono eccome, ma l’elemento che più accomuna queste letture “strategiche” è l’incapacità di accettare il fatto che le persone siano capaci di manifestare la propria volontà e che i popoli non siano marionette i cui fili sono manovrati sempre dai grandi paesi o dai vari caudillos. Quel disprezzo elitario per l’autonomia della gente comune – che invece, adesempio in Cile ed Ecuador, si sta manifestando con evidenza – ha fatto e continua a fare danni (Raúl Zibechi)
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Le nostre scuole aperte al mondo

Cosa ci fanno un papiro e una pianta di arachidi accanto a un melo e a un pesco? I bambini e le bambine del Bibliorto e i più grandi che frequentano ogni giorno la Casa dei mille, spazi recuperati nella scuola Garibaldi di Roma dall’Associazione genitori Anita, lo sanno bene: le aiuole migranti legano popoli e culture, cancellano muri e confini, rendono un orto comunitario un luogo più bello. La mattinata dedicata dalle scuole aperte e partecipate di Roma per scambiare idee, esperienze e cibo buono – racconta Gianluca Carmosino – è cominciata con una passeggiata nel Bibliorto

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Tu non sei un numero

Una scuola senza insufficienze è possibile, «certo non è facile» dice Catia Castellani, insegnante di arte in un liceo. Quando comincia l’anno spiega ai ragazzi e alle ragazze perché non darà 2 e 3 ma aggiunge che ci sarà molto da lavorare finché non faranno un buon lavoro. «Non immaginano nemmeno quanto mi faranno felice – e succede sempre – quando mi diranno di avere riaperto i libri a casa per andare a studiare meglio ciò che sanno meno… In un momento come questo pericoloso e difficile, dove “restare umani” sembra un’idiozia, un segno di debolezza… noi insegnanti dobbiamo andare da un’altra parte… Non una scuola di eccellenze ma di teste pensanti e tutte diverse. Non una scuola azienda ma una scuola creativa e ricca di utopia, fatta “di segni e di scritture illeggibili per popoli immaginari” come direbbe Bruno Munari…»
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Un triste fumetto per Roma

La giunta capitolina ha ideato un fumetto per spiegare il nuovo odioso Regolamento di Polizia urbana, che moltiplica daspo e multe anche per poveri, senzatetto, mendicanti, venditori ambulanti che si ostinano a frequentare il centro-storico. Insomma, scrive Federica Borlizzi, c’è da tutelare il “decoro” e contrastare il “degrado”…. Il fumetto sarà perfino distribuito nelle scuole
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Il morire, la morte e la politica

Bosnia, uno squallidissimo obitorio, il volto di un migrante ucciso dal tentativo di superare il confine. Quel ricordo di Gian Andrea Franchi, insegnante di filosofia e oggi instancabile organizzatore con Lorena Fornasir di azioni lungo la rotta balcanica con cui portare medicinali e scarpe ai migranti e creare relazioni, trova risonanza in un libro importante: Morti senza sepoltura di Ottavia Salvador e Fabrizio Denunzio. “Ogni politica statuale, grande o piccola, è necropolitica, per dirla con Achille Mbembe, perché lo Stato – scrive Franchi – e, in generale, ogni forma di potere, è in ultima analisi fondata sul potere di proteggere o non proteggere dalla precarietà del vivere, quindi, in fondo, dalla morte”. Tra i migranti che cercano di superare i confini Gian Andrea riconosce prima di tutto il forte “desiderio di una libertà e un’uguaglianza al di là di ogni ordinamento statuale. Noi dobbiamo raccogliere questo gesto…”. Si tratta, ad esempio, di imparare a coltivare una nuova visione del morire e della morte
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Senza ricchezza non c’è povertà

L’integrazione forzata nell’economia mondo in un vecchio proverbio
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Cosa accade a Venezia

Centinaia di cittadini e cittadine, tra i quali moltissimi giovani e ragazzi (a cominciare da quelli di Fridays for future Venezia), non si fermano in queste ore: c’è da dare una mano a tanti e da proteggere centinaia di luoghi, abitazioni e locali. Ma hanno le idee molto chiare su cause e responsabilità di quanto accaduto
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Luigi non c’è più

Un ricordo di Luigi Russo, instancabile difensore di bellezza e animatore delle lotte in Salento contro le devastazioni industriali e l’uso di pesticidi. Anche la redazione di Comune aveva avuto modo di conoscerlo in questi anni con i suoi articoli e con le sue segnalazioni. “Ultimamente lo diceva spesso e in pubblico – scrive Crocifisso Aloisi -: il suo male dipendeva proprio dai veleni che hanno devastato il nostro territorio…”
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Dalla parte degli ulivi

Un documentario sulla nuova forma di land grabbing che devasta la Puglia
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Un borgo di comunità

Una cooperativa, un vecchio frantoio e il progetto di un giardino comunitario
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Scambiamo semi di mondi diversi

C’è chi mette su una festa soltanto per scambiare semi. E arrivano persone comuni da tutte le regioni. Tra possessori di sementi antiche, diffusori di piante rare, artisti amanti di terra argillosa e paglia, contadini ribelli alle multinazionali del pomodoro, cestai dai saperi infiniti e masserie con salse a sfruttamento zero ti accorgi facilmente che feste così stanno salvando il mondo

Il 25 novembre con le donne kurde

Dalla lotta antifascista delle sorelle Mirabal alla resistenza di Hevrîn Xalef
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L’Anpi, la fantasia e l’horror

C’è ancora un mondo che si ribella ai mostri che riemergono dal passato
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