“Ogni giorno che passa, muoiono dei ragazzi in Venezuela a causa del blocco degli Usa”

“Bisogna aiutare i bambini che stanno morendo di leucemia sbloccando i fondi che il Venezuela ha inviato in Italia sia per acquistare i farmaci oncologici che per poter realizzare i trapianti di midollo osseo. Il blocco economico degli Stati Uniti impedisce che questi bambini venezuelani vengano curati”. Padre Numa Molina Garcia, Docente di Teologia dell’Università Cattolica di Caracas e sacerdote gesuita da sempre vicino ai più poveri e agli oppressi del proprio paese, ha lanciato questo appello nel corso del seminario che si è tenuto oggi alla Sapienza nell’ambito delle lezioni di Politiche economiche del professore Luciano Vasapollo. Padre Numa ha lanciato con forza questo monito, facendo notare come, contrariamente a quanto dicono i media, spesso schierati a difesa degli interessi economici delle multinazionali e delle politiche imperialiste che stanno mettendo sotto assedio il Venezuela, il governo di Caracas ha erogato i fondi necessari all’acquisto di questi farmaci, i quali possono consentire a tanti bambini di sopravvivere. “Ogni giorno che passa, muoiono dei ragazzi. A questo bisogna pensare quando si antepongono delle ragioni politiche all’adempimento di un intervento umanitario”.

Durante il seminario, a cui hanno partecipato oltre a Padre Numa e all’economista e militante rivoluzionario Luciano Vasapollo anche Fernando Martinez (Presidente del corso di laurea in Scienze del Turismo alla Sapienza) e Francesco Valerio della Croce (Docente di Diritto dell’Unione Europea), si è discusso, insieme agli studenti, della realtà economica del Venezuela, dove, al di là delle narrazioni tossiche della maggior parte dei media, i governi della Rivoluzione bolivariana hanno consentito alla stragrande maggioranza della popolazione l’accesso alla sanità gratuita e all’istruzione. Tuttavia, il blocco economico di natura criminale che ha accerchiato questo paese, che è stato imposto dagli USA e sostenuto dall’Unione Europea, i quali hanno inoltre riconosciuto la figura tragica di Guaidó come presidente autoproclamato e golpista del Venezuela, ha portato il paese caraibico ad una situazione critica, in cui gli ospedali non possono garantire le cure che prima del blocco erano normalmente erogate alla maggioranza della popolazione. Il Venezuela, la cui economia si basa sull’esportazione, non può acquistare le medicine essenziali per la sopravvivenza di questi bambini malati di leucemia.

Insieme a Padre Molina, l’economista italiano, membro della Rete di Intellettuali e artisti in difesa dell’umanità, hanno lavorato per risolvere questa situazione. “La Sapienza e dunque il Policlinico di Roma sono d’accordo a curare questi bambini”, ha spiegato Vasapollo, “così come la Croce Rossa”, grazie anche al sostegno del suo presidente Francesco Rocca. “Ma le pastoie burocratiche ed il circuito finanziario internazionale, controllato da Washington, blocca sistematicamente, nelle filiali portoghesi e spagnole, i fondi stanziati dal Venezuela affinché Roma possa aiutare questi bambini malati. Ogni giorno che si perde, si mette a repentaglio una vita umana. “Si tratta per tanto di un blocco genocida” ha concluso Luciano Vasapollo, di cui è noto l’impegno per la pace ed il rispetto della vita umana, spesso offesa da politiche che rincorrono solo la massimizzazione del profitto e la svendita delle risorse di tutti alle multinazionali.

La tragicità di questa situazione è sotto gli occhi di tutti. Già lo scorso anno, Vasapollo e Padre Numa, che vive nei quartieri poveri di Caracas e proviene da una famiglia di campesinos, avevano lavorato ad un accordo che consentisse l’invio di farmaci e presidi medico-chirurgici in Venezuela, attraverso la mediazione di organizzazioni quali l’UNICEF e la Croce Rossa. Ciò ha consentito alle navi che dovevano portare questi aiuti, bloccate nei porti di Brindisi e Panama, di partire.

Padre Numa, che è stato per molti anni vicino al presidente Hugo Chavez, ha ricordato le conquiste della rivoluzione bolivariana e di come essa abbia contribuito “all’organizzazione e alla formazione del popolo”. Rispondendo alle domande di alcuni studenti, intervenuti tantissimi al seminario, il padre gesuita e teologo della liberazione, ha prospettato un grande futuro per il Venezuela: questo perché il popolo ha saputo rimanere unito e non è caduto nelle provocazioni. “Si parla tanto di dittatura, ma quale tiranno consente che nel proprio paese una persona qualunque, come Juan Guaidó, si autoproclami presidente senza che l’autorità non intervenga”, così come è accaduto in Venezuela. Padre Numa ha visto tanti poveri, in cui, come ha detto Papa Francesco, si rispecchia il volto di Cristo, uscire da uno stato di prostrazione sia materiale che spirituale grazie alle politiche attuate a seguito della rivoluzione bolivariana. “Ho visto persone di ottant’anni, rimaste fino ad allora analfabete, imparare a leggere e a scrivere”. “Bisogna recuperare il comunitarismo della Chiesa delle origini”, ha concluso il gesuita venezuelano.

di Nazareno Galiè – Faro di Roma 

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-padre_numa_molina_alla_sapienza_ogni_giorno_che_passa_muoiono_dei_ragazzi_in_venezuela_a_causa_del_blocco_degli_usa/82_32110/

 

Il potere delle multinazionali e distruzione economica dell’Italia procede senza sosta

La distruzione economica dell’Italia procede senza sosta. Le multinazionali straniere giocano alla roulette russa e ogni giorno cadono sotto i loro colpi innumerevoli imprese italiane con atroci licenziamenti di operai e conseguente miseria per le loro famiglie.

A Marcianise, tanto per citare un caso, la società Americana Jabil, che produce schede elettroniche, ha delocalizzato in Ungheria e Polonia e provvederà, dopo la scadenza della cassa integrazione, al licenziamento di 350 operai.
A Taranto si è riaperta la questione, poiché molto giustamente, il Tribunale ha deciso la chiusura dell’Altoforno 2, poiché insicuro per la vita degli operai. Rendiamo omaggio a questo magistrato, che ha fatto valere il diritto contro l’avanzante “anti-diritto” propugnato dalle multinazionali e attuato, persino, a livello europeo a proposito del Mes, e consistente nella concessione di “immunità” penali, civili e amministrative.

Sottrarre alla giurisdizione anche chi ha commesso omicidi è pura barbarie, è il ritorno allo stato dell’ uomo branco, è la fine della civiltà, la quale non può esistere senza giustizia e senza diritto.
Il governo sembra deciso a intervenire su l’Ilva, sostenendo forti spese da mettere a carico di Cassa Depositi e Prestiti e di società interamente o quasi partecipate dallo Stato, come Invitalia e Snam.
L’assurdo è che tutto questo è fatto in omaggio ad ArcelorMittal, affinché non abbandoni l’Ilva incassando persino i relativi profitti, che spetterebbero all’ Italia. Il governo in sostanza, prosegue a tentoni, interviene a macchia di leopardo e senza alcuna visione del disastro totale in cui versiamo.
Ricordiamo, anche a nome di tutti gli italiani, che il secondo comma, dell’articolo 42 sancisce che: “la legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa indirizzata e coordinata a fini sociali”, agendo in ogni caso con “disciplina ed onore” (art. 54 Cost.)

di Paolo Maddalena (Professor Paolo Maddalena. Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”)

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-prof_maddalena__il_potere_delle_multinazionali_e_la_distruzione_economica_dellitalia_procede_senza_sosta/82_32102/

 

Ripetete con noi: il campo di Auschwitz è stato liberato dall’URSS

La mega fake news dell’anno che impazza tra i liberali ‘competenti’. Ripetete con noi: il campo di Auschwitz è stato liberato dall’URSS

Il liberale e liberista fino al midollo Stefano Parisi, con un passato dove si dichiarava socialista, ha deciso di mostrare a tutti la sua crassa ignoranza in materia storica affermando tramite Twitter che “questa sera a Milano qualcuno ha cantato Bella Ciao. Dopo l’Inno di Mameli intonato a gran voce da tutti. Nulla contro Bella Ciao ma forse bisognava intonare l’inno USA. Sono gli americani che hanno liberato gli ebrei dai campi di concentramento”.

Non è il primo, Parisi, a voler ribaltare la verità storica deliberatamente o mostrare ignoranza in merito alla liberazione degli ebrei dai campi di concentramento. Ad esempio, il più ‘famoso’, quello di Auschwitz è stato liberato dall’Armata Rossa.

Anche il Tg2 ha deciso di riscrivere la storia al pari di Parisi affermando che il campo dove fu imprigionato Pietro Terracina, uno degli ultimi sopravvissuti allo sterminio nazista scomparso nei giorni scorsi, era stato liberato dall’esercito degli Stati Uniti.

In merito alle menzogne sulla liberazione del principale campo di concentramento giova ricordare il giudizio del regista Mario Monicelli sul film ‘La vita è bella’ diretto da Roberto Benigni dove il toscano fa liberare il campo dagli statunitensi.

“…quella mascalzonata di Benigni in La vita è bella, quando alla fine fa entrare ad Auschwitz un carro armato con la bandiera americana. Quel campo, quel pezzo di Europa lo liberarono i russi, ma… l’Oscar si vince con la bandiera a stelle e strisce, cambiando la realtà”.


Questo affermare in continuazione una falsità, in spregio alla verità storica che tutti dovrebbero conoscere, ci ricorda un’affermazione dove si sosteneva che ripetendo una bugia all’infinito questa finirà per affermarsi come realtà.

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_mega_fake_news_dellanno_che_impazza_tra_i_liberali_competenti_ripetete_con_noi_il_campo_di_auschwitz__stato_liberato_dallurss/82_32104/

 

Petizione: “Tutta l’area ex-Snia sia monumento naturale!”

In queste ore la Regione Lazio sta decidendo se tagliare il 40% dell’area dell’Ex Snia dalle tutele del Monumento Naturale lasciandola maggiormente a rischio di operazioni speculative e interessi cementizi che comprometterebbero l’opera di rinaturalizzazione in corso dovuta alla presenza del lago e all’area selvatica e ruderale attorno.
La lotta ai cambiamenti climatici globali passa attraverso le battaglie ambientali locali. Invia  il testo che segue a questi indirizzi:

presidente@regione.lazio.it,
assagricolturaeambiente@regione.lazio.it,
asscasaurbanisticaerifiuti@regione.lazio.it

Al Presidente della Regione Lazio           
Nicola Zingaretti           
All’Assessore all’Ambiente della Regione Lazio
Enrica Onorati
All’Assessore all’Urbanistica della Regione Lazio
Massimiliano Valeriani

Con la presente chiedo al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e ai suoi Assessori, di approvare il Decreto istitutivo del Monumento Naturale “Lago ex SNIA – Viscosa” per tutta l’area della ex fabbrica affinché sia garantita la salvaguardia dell’ambiente e degli animali presenti nell’area del lago a testimonianza della straordinaria ricchezza ecosistemica lì sviluppatasi, come il  “Martin Pescatore”, il “Falco Pellegrino” e la “Sgarza Ciuffetto” specie ornitiche di particolare pregio tutelate dalla Direttiva “Uccelli” 2009/147/CE.

Per la tutela di queste specie e a garanzia dell’arricchimento della biodiversità che ne richiama la presenza e ne consente la nidificazione, chiedo di includere nel perimetro di tutela proposto dal Decreto il 40% dell’ExSnia lasciato fuori ed in particolare le aree ruderali nelle quali è accertata la presenza di habitat di importanza comunitaria di cui alla Dir.UE “Habitat” 92/43 che ospitano le formazioni di Thero-Brachypodietea riferite all’habitat 6220*; così come  le formazioni di Pinus halepensis riferite all’habitat 9540  sede di nidificazione per il Falco Pellegrino e per numerose comunità di Chirotteri (Hypsugo savii, Pipistrellus kuhlii, P.pipistrellus e P.pygmaeus) “particolarmente protette” dalla Convenzione di Berna e inserite all’All.IV Dir.UE 92/43-.

Nelle maggiori capitali europee si investono milioni di euro per creare spazi di verde naturale a forte vocazione ambientale: nell’area dell’ex fabbrica Snia, grazie alla presenza del Lago, la rinaturalizzazione è avvenuta spontaneamente, senza alcuno stanziamento economico e con un immediato impatto positivo per l’ambiente cittadino. Una risposta prodigiosa per il contesto urbanistico nel quale si è sviluppata, tra i più inquinati e cementificati di Roma. 

Affinché questo processo venga salvaguardato a beneficio di tutta la città,
 

CHIEDO DI ISTITUIRE IL MONUMENTO NATURALE PER TUTTA L’AREA DELL’EX SNIA

Roma, 11 dicembre 2019

Io sono più ingegnosa della mia disabilità

Superando.it

Queste parole pronunciate dalla giovane Lara sono lo slogan di “Hackability On Tour”, mostra che verrà inaugurata domani, 11 dicembre, a Milano, durante la quale verranno esposti venti prototipi nati nell’àmbito di Hackability, l’iniziativa avviata nel 2016 e basata sulla realizzazione di oggetti e soluzioni per la vita quotidiana delle persone con diverse disabilità, degli anziani e, più in generale, di coloro che hanno necessità “speciali”, coprogettati insieme agli stessi diretti interessati
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“Voci d’Inverno”, per aprire alla grande le celebrazioni del centenario UICI
«Questo spettacolo di musica e arte varia, che ha per protagonisti vedenti e non vedenti, è una consuetudine annuale, mai interrotta, che diffonde un importante messaggio di condivisione e inclusione sociale. Quest’anno, inoltre, avrà ancor poù valore, , segnando l’apertura ufficiale delle celebrazioni per il centenario della fondazione dell’UICI»: così Daniela Monico, presidente dell’UICI di Lodi (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), presenta la quattordicesima edizione di “Voci d’Inverno”, tradizionale evento in programma per la serata del 13 dicembre nella città lombarda
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Quando la pet therapy si fa in acqua con i delfini
Hanno un’intelligenza sociale e sono in grado di utilizzare strumenti, trasmettono i caratteri culturali mediante imitazione, hanno coscienza di sé, tanto da riconoscere la propria immagine allo specchio, e risolvono problemi inediti in situazioni non comuni, come l’incontro con l’uomo: sono i delfini, che comprovatamente hanno effetti positivi sui bimbi e gli adulti con disabilità con cui vengono a contatto, a livello cognitivo, fisico, emotivo e sociale. E sono in corso ricerche per comprendere se possano aiutare anche a modificare funzioni neurologiche alterate più o meno complesse
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Accogliere e ascoltare le famiglie con disabilità, senza alcuna barriera
Lenire le sofferenze psichiche delle famiglie che assistono parenti con disabilità, migliorando e potenziando le loro risorse personali, il tutto rispondendo alle loro esigenze di informazione, rispetto ai temi legati alla disabilità e fornendo supporto attraverso colloqui di sostegno psicologico: è consistito in questo e ha ottenuto ottimi risultati il progetto “Ascoltare senza barriere: Centro di accoglienza ed ascolto per le famiglie dei disabili”, condotto per un anno dalla UILDM di Trani (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare)
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Il rispetto dei Diritti Umani è fatto di ponti che abbattono ogni barriera
«Oggi – scrive Salvatore Cimmino – è il 10 dicembre e si celebra la Giornata Mondiale dei Diritti Umani a settantun anni esatti da quando fu proclamata alle Nazioni Unite la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Credo sia arrivato il momento di trasformare le parole di quella Dichiarazione in atti concreti, edificando ponti funzionali ad abbattere ogni barriera fisica e sociale»
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La drammatica solitudine di noi caregiver familiari
«Il problema principale per noi famiglie di caregiver, che assistiamo un familiare, è la solitudine in cui ci troviamo»: lo scrive Alessandra Corradi, presidente dell’Associazione Genitori Tosti in Tutti i Posti, riflettendo sulla tragica vicenda accaduta in Piemonte, che ha visto una madre uccidere la figlia di 42 anni, persona con disabilità intellettiva e fisica. Per ottenere il riconoscimento del caregiver familiare come lavoratore, con reddito, tutele e pensione, l’Associazione Genitori Tosti in Tutti i Posti ha attivato recentemente la campagna “#UnaleggebuonaXtutti”
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”Tutto il mio folle amore” a ”Cinema senza Barriere®”
Liberamente tratto dal libro di Fulvio Ervas “Se ti abbraccio non aver paura”, a propria volta ispirato alla vicenda reale di Franco Antonello e del figlio Andrea, giovane con disturbo dello spettro autistico, sarà “Tutto il mio folle amore”, nuovo film di Gabriele Salvatores, a proseguire domani, 11 dicembre, a Milano, la quattordicesima stagione di “Cinema senza Barriere®”, progetto ideato nel 2005 dall’Associazione AIACE, che garantisce concretamente a chiunque il diritto di andare al cinema, persone non vedenti e non udenti incluse, grazie all’audiodescrizione e alla sottotitolazione
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Trenta persone con disabilità intellettive coloreranno il cuore di Genova
Cinquanta coloratissimi abiti di carta, a grandezza naturale, da ammirare e indossare, saranno esposti nell’atrio del palazzo che ospita a Genova il Centro Diurno della Fondazione CEPIM, mentre nella stessa strada del Centro saranno collocate circa duecento shopper-quadro e cartelline, decorate con immagini e pensieri, a disposizione dei passanti, che potranno portarle via con sé. Accadrà domani, 11 dicembre, e giovedì 12, grazie all’evento “Dress Up Dolls e Quadri in Viaggio”, voluto per mostrare alla città il frutto di due anni di lavoro svolto da trenta giovani con disabilità intellettive
(continua…)

Vi auguriamo una buona lettura!

Un cordiale saluto

La redazione di Superando.it

Superando.it è un servizio di informazione sulla disabilità promosso dalla FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap e gestito da Agenzia E.Net s.c.a.r.l.

 

Torino capitale delle nuove armi italiane?

Il Polo dell’industria 4.0 da collocare negli ex stabilimenti Fiat di Mirafiori, poi l’Aerospace & Defense Meetings, infine la concessione della città di Torino a Leonardo dell’uso gratuito di un’area complessiva di 230 mila mq (in parte di proprietà della stessa Leonardo). Il tutto con la collaborazione di Università e Politecnico. Tutto questo per fare cosa? Da Caselle uscirà il primo dei 28 Eurofighter Typhoon ordinati dal Kuwait

Torino è la città dell’Arsenale della Pace, dei Santi Sociali, di Sereno Regis dell’accoglienza diffusa e trasversale che coinvolge fattivamente volontariato, enti pubblici, Fondazioni, eppure sta diventando la capitale delle nuove armi italiane.

Si è partiti lo scorso 30 settembre con l’annuncio durante l’assemblea degli industriali con il Polo dell’industria 4.0 da collocare negli ex stabilimenti Fiat di Mirafiori, poi è arrivato l’Aerospace & Defense Meetings il 26 e 27 novembre con oltre 900 partecipanti provenienti da 26 Paesi e infine notizia di questa settimana la concessione della città di Torino a Leonardo dell’uso gratuito di un’area complessiva di 230 mila mq (in parte di proprietà della stessa Leonardo). Il tutto con la collaborazione di Università e Politecnico. E come ha dichiarato il rettore del Politecnico Guido Saracco «dovremo abdicare a un po’ della nostra autonomia per accettare e sviluppare le linee guida suggerite dalle aziende».

Quali sono le linee quindi? Quattro: la propulsione ibrido- elettrica, la manutenzione di nuova generazione, supportata dall’intelligenza artificiale e dai big data, il volo autonomo e i sistemi di monitoraggio e di ausilio per i piloti in situazioni ambientali critiche. Un incrocio tra armi, spazio e ricerca. Il tutto supportato da un monocolore politico plaudente che contribuisce con 50 milioni (la Regione) e punta ad incrementare facendo pressing sul governo perché venga riconosciuta l’area di crisi in questo modo potrebbero arrivare altri 100 milioni (ma da dividere tra corso Marche e l’Mtcc a Mirafiori) grazie all’accordo di programmazione interministeriale promesso al premier Conte. La Sindaca Appendino ha spiegato che «con questo progetto vogliamo mostrare al Paese che si può lavorare insieme non solo pubblico e privato, ma tutta la comunità». Che cosa produce questo tipo di “comunità” lo spiega Alessandro Profumo Ad di Leonardo “l’anno prossimo dal nostro sito produttivo di Caselle uscirà il primo dei 28 Eurofighter Typhoon ordinati dal Kuwait, il più avanzato che sia mai stato sviluppato e prodotto nella storia del programma europeo”.

E così mentre il Papa, durante il volo di ritorno dal viaggio in Tailandia e Giappone ha elogiato i camalli di Genova (senza citarli espressamente) dichiarando “in un porto, adesso non ricordo bene – ha detto papa Francesco – è arrivata una nave piena di armi che doveva passare le armi a una nave più grande che doveva andare nello Yemen, e noi sappiamo cosa succede nello Yemen. I lavoratori del porto hanno detto no. Sono stati bravi! E la nave è tornata a casa sua. Un caso, ma ci insegna come si deve andare avanti perché la pace oggi è molto debole, molto debole! Ma non dobbiamo scoraggiarci. E con le armi favoriamo questa debolezza”. Si trattava della Bhari Yanbu nave-cargo saudita che avrebbe dovuto caricare otto cannoni semoventi Caesar da 155 mm prodotti da Nexter ed altro materiale bellico di produzione italiana destinati all’Arabia Saudita. Prosegue il Papa denunciando “l’ipocrisia armamentista: Paesi cristiani, o almeno di cultura cristiana, Paesi europei che parlano di pace e vivono delle armi. Ipocrisia si chiama questa”. Occorre “finirla con quella ipocrisia che una Nazione abbia il coraggio di dire: Io non posso parlare di pace perché la mia economia guadagna tanto con la fabbricazione delle armi…. Occorre parlare come fratelli. La fratellanza umana! Fermiamoci ragazzi, fermiamoci perché la cosa è brutta!”. Anche a Torino.

di Fabrizio Floris

09 dicembre 2019

http://www.vita.it/it/article/2019/12/09/torino-capitale-delle-nuove-armi-italiane/153541/

 

Quali leggi e istituzioni della dittatura di Pinochet sono ancora in vigore in Cile?

Più di 1,2 milioni di cileni venerdì hanno organizzato la più grande manifestazione dal ritorno alla democrazia, nel 1990, per chiedere un’Assemblea Costituente che costruisca un paese meno disuguale e più giusto, senza rigurgiti pinocchettisti.

La mobilitazione a Santiago, replicata in altre città del paese sudamericano, aveva come richieste centrali: il ritorno delle Forze armate (FF.AA.) nelle caserme, ritiro da parte del Congresso delle norme considerate antipopolari e la convocazione di un’Assemblea Costituente per scrivere una nuova Costituzione che vada a rimpiazzare quella attualmente in vigore e creata sotto la dittatura di Pinochet.

Sebbene il Cile sia tornato alla democrazia formale nel 1990, la nazione andina ha ancora leggi e istituzioni create durante il regime militare (1973-1990).

 

Il sistema pinochettista ha consolidato il neoliberismo

La Costituzione che è entrata in vigore nel 1980 ha installato una nuova cultura economica e sociale che ha consolidato il modello neoliberista con un orientamento ideologico prevalentemente conservatore.

 

Educazione

Il Cile ha il sistema di istruzione più privatizzato e segregato tra i 65 paesi che utilizzano il test PISA, che misura la conoscenza degli studenti provenienti da paesi appartenenti all’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE).

In Cile, l’istruzione universitaria non è un diritto. Anche molte delle università che erano precedentemente pubbliche sono più costose di quelle private, a causa del loro prestigio accademico.

Nel 1981, Pinochet privatizzò gli istituti di istruzione superiore gratuiti, passando da uno Stato sociale a uno Stato sussidiario.

 

Salute

Nello stesso anno ha creato le Isapres, Instituciones de Salud Previsional  gestiti da privati ??per finanziare le prestazioni sanitarie, un’alternativa ad alto costo a cui la maggior parte dei cileni non può accedere.

Per gran parte del popolo cileno, nel 1979 ha creato il Fondo Nacional de Salud (Fonasa), un sistema sanitario che sostituisce il vecchio sistema di finanziamento della sanità pubblica.

 

Trasporti

Per quanto riguarda il trasporto, il paese sudamericano ha uno dei trasporti pubblici più costosi della regione (in Cile, il biglietto della metropolitana è equivalente a $ 1,13; in Brasile, $ 0,99; in Colombia, $ 0,67; e in Argentina, $ 0,43).

L’aumento del prezzo di questo servizio è stato il fattore scatenante delle proteste iniziate il 14 ottobre e che hanno causato la morte di almeno 19 persone e migliaia di detenuti, secondo i dati della Procura.

 

Aborto

Dal 1939, in Cile era possibile un aborto volontario, sicuro e gratuito, ma nel 1989 Pinochet stabilì la sospensione della gravidanza, per qualsiasi motivo, come un crimine. Nell’agosto 2017, l’aborto è stato depenalizzato, ma solo in tre casi: stupro, rischio di vita della madre e gravidanza non praticabile.

 

Pensioni

Nel 1980, quando Pinochet pose fine al vecchio sistema di pensionamento pubblico e di solidarietà per gli anziani e creò l’AFP (Administraciones de Fondo de Pensiones), un sistema che riunisce varie società private che forniscono il servizio e sono pagate al 100% da i lavoratori

 

Carabineros

I gruppi sociali hanno richiesto per anni, in particolare al governo del presidente Sebastián Piñera, di riformare la legge che disciplina l’arma dei Carabineros e che le conferisce un carattere militare. I Carabineros, nel corso degli anni, sono stati accusati in svariate occasioni di continue violazioni dei diritti umani a causa dei loro abusi di autorità.

Fonte: teleSUR

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-quali_leggi_e_istituzioni_della_dittatura_di_pinochet_sono_ancora_in_vigore_in_cile/82_32097/

 

“Senza pane non c’è democrazia e libertà”. Le principali frasi del discorso di Alberto Fernández

Alberto Fernández ha tenuto il suo primo discorso come presidente davanti all’Assemblea Legislativa, dopo aver giurato come Capo di Stato. In questa occasione, ha ricordato le diverse politiche che implementerà durante il suo mandato dove porrà fine al regime neoliberista instaurato da Mauricio Macri. Un fallimento totale che ha riportato l’Argentina indietro di un ventennio.

Queste le frasi più significative riportate dal quotidiano argentino Pagina|12:

«Vengo a rimettere l’Argentina in piedi».

«Chiamo all’unità di tutta l’Argentina nel perseguimento della costruzione di un nuovo contratto sociale fraterno e solidale».

«È tempo di iniziare con gli ultimi per poter raggiungere tutti in seguito».

«Senza pane non c’è presente né futuro, ne deriva una vita di sola sofferenza; senza pane non c’è democrazia e libertà».

«Vogliamo uno Stato costruttore di giustizia sociale».

«Implementeremo un enorme sistema di prestiti non bancari che offra prestiti non bancari a tassi bassi».

«Attueremo misure in modo che tutti i titolari di stipendio sociale possano essere inseriti nel mondo del lavoro e guadagnare col loro lavoro».

«Siamo arrivati a questa situazione perché sono state applicate pessime politiche economiche».

«Per mettere in piedi l’Argentina, il progetto deve essere nostro e dettato da noi».

«Il governo che ha appena terminato il suo mandato ha lasciato il Paese in una situazione di default virtuale».

«Non ci sono pagamenti del debito che possono essere effettuati se il paese non cresce».

«Non ci possono essere argentini di serie A e argentini di serie B. Il paese è uno e dovrebbe tendere allo sviluppo di tutte le sue regioni».

«L’Argentina deve integrarsi nella globalizzazione ma preservando la produzione e il lavoro nazionale».

«Sentiamo l’America Latina come la nostra casa comune. Rafforzeremo il Mercosur e l’integrazione regionale».

«Continuiamo a scommettere su un’America Latina unita».

«Difenderemo i nostri diritti sovrani sulle Isole Malvinas».

«Non c’è posto per i colonialismi nel 21° secolo».

«Senza una giustizia veramente indipendente, non esiste democrazia».

«Abbiamo assistito a indebite persecuzioni e detenzioni arbitrarie indotte da coloro che governano e silenziate da un certo compiacimento mediatico. Mai più una giustizia contaminata da servizi di intelligence, una giustizia contaminata da operatori giudiziari, procedure oscure e linciaggi dei media. Mai più a una giustizia che decide e persegue secondo i venti politici del potere di turno che viene utilizzato per risolvere le discussioni politiche o una politica che giudica il dissenso per eliminare l’avversario».

«I fondi riservati verranno assegnati per finanziare il piano contro la fame».

«Non ci saranno direttive statali per finanziare singoli programmi giornalistici. Patti chiari preservano l’amicizia e il rispetto».

«Non una di meno dovrebbe essere una bandiera di tutta la società e di tutti i poteri dello Stato. È dovere dello Stato ridurre drasticamente la violenza contro le donne fino alla sua completa eradicazione».

«In un contesto di estrema gravità di emergenza, dobbiamo capire che non c’è possibilità di chiedere maggiori sforzi a coloro che hanno fame, non si può chiedere più sofferenza a coloro che non raggiungono la fine del mese. Dobbiamo uscire da questa situazione con solidarietà».

«Chiediamo a coloro che hanno di più un maggiore contributo di solidarietà per coloro che stanno passando dei brutti momenti. Il segreto è iniziare con gli ultimi per raggiungere tutti».

«Voglio ringraziare profondamente la generosità e la visione strategica di Cristina».

«Saremo in grado come Argentina unita di osare costruire questa serena utopia a cui la storia ci chiama oggi, saremo in grado come società, come dirigenti?».

 

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-senza_pane_non_c_democrazia_e_libert_le_principali_frasi_del_discorso_di_alberto_fernndez/5694_32098/