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“L’Unione Europea è rimasta balbettante, e si è allargata la distanza tra i giovani che manifestano e le imprese disponibili e la paralisi dei governi”. Così il Vicepresidente di Kyoto Club, Francesco Ferrante, ha commentato il bilancio della Conferenza sul clima dell’Onu annuale appena conclusasi a Madrid.
Comunque finisca sarà un fallimento, sia che si scelga di prorogare questa Cop in mancanza di un accordo sia se si trova un compromesso, che sarà inevitabilmente al ribasso e che non scioglierà alcuno dei nodi che c’erano prima di arrivare a Madrid”. Lo ha detto il Vicepresidente di Kyoto club, Francesco Ferrante ai microfoni dell’agenzia Ansa, commentando il ritardo nella decisione finale alla conferenza mondiale dell’Onu sui cambiamenti climatici. “Diventa drammatica – ha proseguito – la distanza fra l’urgenza dettata dagli scienziati, voluta dai ragazzi e su cui persino molte imprese si rivelano disponibili e la paralisi in cui i governi hanno costretto questa tornata di negoziati. Ad opporsi sono sempre ‘i soliti noti’, dagli Usa al Brasile ai paesi produttori di petrolio, alla Cina e all’india che frenano. Ma ciò che è mancato a Madrid – aggiunge Ferrante – è stato il protagonismo europeo che la presentazione del Green Deal aveva fatto sperare potesse essere il catalizzatore del cambiamento. Invece l’Europa è rimasta balbettante”.
Comunicato stampa
Roma, 16 dicembre 2019
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