Pagati 2000 dollari al mese, “ribelli” siriani appoggiati dalla Turchia saranno schierati in Libia

I miliziani siriani sostenuti dalla Turchia verranno riassegnati in Libia per assistere il governo di accordo nazionale (GNA) riconosciuto dalle Nazioni Unite, secondo quanto riferito da Bloomberg oggi.

BREAKING — Turkish-backed Syrian rebels will be deployed to Libya, according to a senior official from UN-backed Libyan govt – Bloomberg

— Rag?p Soylu (@ragipsoylu) December 27, 2019

Prima di questo rapporto, la giornalista investigativa Lindsey Snell ha scritto sil suo profilo Twitter che la Turchia offre ai combattenti dell’Esercito siriano libero (FSA) uno stipendio di $ 2.000 al mese per questi miliziani da schierare in Libia.

TFSA source told me Turkey will be offering fighters from all TFSA factions $2,000/month to go to Libya.

— Lindsey Snell (@LindseySnell) December 24, 2019

Mentre le autorità turche non hanno commentato queste affermazioni, ci sono state voci per anni su gruppi come ISIS e altre fazioni di jihadisti che viaggiano dalla Siria, attraverso la Turchia, la Libia o viceversa.

La Turchia è riuscita a garantire il proprio posto in Siria costruendo posti di osservazione in tutta la regione settentrionale del paese; tuttavia, i suoi miliziani alleati non sono stati in grado di ottenere alcun vero successo sul campo, al di fuori della loro breve Operazione Peace Spring.

L’esercito nazionale siriano (SNA), che comprende l’esercito siriano libero e altre fazioni ribelli, ha subito un addestramento rigoroso, motivo per cui la Turchia potrebbe usare le proprie forze in Libia.

Inoltre, le fazioni più potenti nel nord della Siria sono probabilmente Hay’at Tahrir Al-Sham (HTS) e il Partito islamico del Turkestan (TIP).

Questi jihadisti sono i principali gruppi che combattono l’Esercito arabo siriano nel Governatorato di Idlib.

Fonte: Foto AFP repertorio

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-pagati_2000_dollari_al_mese_ribelli_siriani_appoggiati_dalla_turchia_saranno_schierati_in_libia/82_32326/

 

Cagliari, 52a marcia per la Pace a pochi chilometri dalla fabbrica di bombe per la guerra in Yemen

Si svolgerà a Cagliari, a pochi chilometri dalla fabbrica Rwm di Domusnovas dove si producono le bombe vendute all’Arabia saudita per la guerra in Yemen, la 52esima Marcia della pace della notte del 31 dicembre, promossa da Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace della Cei, Azione cattolica italiana, Caritas italiana e Pax Christi.

La partenza è prevista alle ore 17 da piazza San Michele. Lungo il cammino interventi e testimonianze, fino alla Basilica di Nostra Signora di Bonaria, dove alle 22 verrà celebrata la messa.

La Marcia sarà preceduta da un convegno sul disarmo («Bella Italia, armate sponde») promosso da Pax Christi nei giorni 30 e 31 dicembre, presso il teatro della Parrocchia Sant’Eulalia (vicolo del Collegio, 2).

Il convegno verrà aperto il 30 da mons. Giovanni Ricchiuti, presidente di Pax Christi e vescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti. Alle 10, tavola rotonda sulla militarizzazione del territorio della Sardegna con Mariella Cao (Gettiamo le Basi), Carlo Bellisai (Movimento nonviolento) e Aide Esu (A Foras). Nel pomeriggio, dibattito sulla riconversione alle produzioni di pace del Sulcis iglesiente, con particolare attenzione alla situazione Rwm di Domusnovas, con Raffaele Callia (direttore Caritas Iglesias), Arnaldo Scarpa e Cinzia Guaita (portavoce del Comitato riconversione Rwm) e Giampiero Pinna (Cammino minerario di Santa Barbara). Alle 19, messa presieduta da mons. Luigi Bettazzi, storico presidente di Pax Christi.

Il giorno successivo, dopo la preghiera mattutina guidata da Elizabeth Green (pastora della chiesa Battista di Cagliari, Carbonia e Sulcis Iglesiente), alle 9.30 incontro-dibattito sulle prospettive di impegno, alla luce del messaggio di papa Francesco per la Giornata mondiale della pace, con la partecipazione di mons. Ricchiuti, don Luigi Ciotti, Roberto Sedda (coordinatore soci Banca Etica, Cagliari) e don Angelo Pittau (promotore marcia della pace Ales-Terralba).

di Luca Kocci

27/12/2019

https://www.adista.it/articolo/62618

 

Parco Bassini, lettera aperta alle istituzioni dell’Intesa Stato Regione

Molte cose sono successe sul fronte delle iniziative per salvaguardare lo spazio del Parco del Campus Bassini, anche se purtroppo non siamo ancora riusciti a convincere le istituzioni che sia necessario salvare quest’area. Read More “Parco Bassini, lettera aperta alle istituzioni dell’Intesa Stato Regione”

Di fronte al fallimento della COP25 il Tribunale Int. degli Sfratti rilancia l’iniziativa per il 2020

Il Tribunale Internazionale degli Sfratti denuncia le violazioni del diritto alla casa e alla terra e chiede politiche climatiche basate sui diritti umani a partire dalla moratoria degli sfratti Read More “Di fronte al fallimento della COP25 il Tribunale Int. degli Sfratti rilancia l’iniziativa per il 2020”