2019, un anno di sofferenza e resistenza per i palestinesi

Israele, come sempre, ha continuato a violare i diritti legittimi dei palestinesi perpetuando la sua politica espansionista con il fermo e incondizionato sostegno degli Stati Uniti.

I palestinesi hanno vissuto un altro anno sotto l’occupazione e l’espansionismo di Israele. Di conseguenza, il 2019 è stato un anno caratterizzato da repressione e proteste.

  • 30 marzo: 1 ° anniversario di marzo del Marcia per il ritorno

I palestinesi nella Striscia di Gaza commemorano un anno di proteste e repressioni israeliane, in occasione del primo anniversario di una marcia contro l’occupazione israeliana che iniziò come un appello che sarebbe durato un mese e mezzo e finito per diventare un appuntamento settimanale della rabbia palestinese e la repressione israeliana che, secondo le Nazioni Unite, ha causato l’uccisione di un numero di palestinesi cha varia tra i 189 e i 250.
Secondo il Ministero della Salute palestinese a Gaza, 305 palestinesi sono stati uccisi e migliaia feriti dall’inizio di queste mobilitazioni.

  • 25-26 giugno: Conferenza del Bahrain

Gli Stati Uniti rivelano parte del loro piano chiamato Accordo del secolo, che consiste in modi per attirare investimenti nella Cisgiordania occupata, nella Striscia di Gaza e nei paesi della regione. I leader palestinesi hanno respinto la proposta, hanno invitato a boicottare l’incontro e si sono rifiutati di impegnarsi alla Casa Bianca, accusandolo di essere di parte nei confronti di Israele.

  • 1 settembre

Il presidente dell’Honduras Juan Orlando Hernández ha inaugurato in Honduras (Al-Quds) l’Ufficio commerciale e di cooperazione dell’Honduras in questa città, come gesto di sostegno a Israele dopo che, alla fine del 2017, gli Stati Uniti sono diventati il Primo paese a riconoscere ufficialmente Al-Quds come la capitale di Israele. I leader palestinesi hanno denunciato questa misura e hanno assicurato che rivaluteranno le loro relazioni con l’Honduras.

  • 10 settembre: annessione della Valle del Giordano

Il Primo Ministro israeliano ha promesso l’annessione della Valle del Giordano e di applicare la sovranità israeliana in tutti gli insediamenti ebraici in Cisgiordania, nel caso di vittoria alle elezioni legislative del 17 settembre.

La leadership palestinese ha presto condannato la promessa di Netanyahu. Ha denunciato che l’annessione è un crimine di guerra che seppellirà ogni possibilità di pace.

  • 18 novembre: riconoscimento americano degli insediamenti israeliani

Gli Stati Uniti danno a Israele una nuova spinta cessando di considerare illegali gli insediamenti israeliani in Cisgiordania.
La decisione americana ha ricevuto una forte condanna dalla Palestina e dalla comunità internazionale

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-video_2019_un_anno_di_sofferenza_e_resistenza_per_i_palestinesi/82_32350/

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