Proteste in tutta Italia per l’arresto di Nicoletta Dosio. A Roma oggi alle 16:00

Oggi pomeriggio in Piazza Esquilino, Roma si mobilita per la libertà di Nicoletta Dosio.

Nella Capitale su Ponte Annibaldi (Colosseo) già ieri in tarda sera è comparso uno striscione che esprime solidarietà per Nicoletta Dosio e ne chiede a libertà.

Ieri sera a Torino un presidio popolare ha atteso davanti al carcere delle Vallette l’arrivo della macchina dei carabinieri con dentro Nicoletta, macchina che era stata bloccata a lungo a Bussoleno in Val di Susa dagli abitanti che hanno solidarizzato con Nicoletta Dosio.

Oggi sono previste manifestazioni nelle piazze o davanti alle prefetture in molte città.

BRESCIA. Dalle ore 10.00 alle 12.00 davanti alla Prefettura

MILANO.  Ore 12 in Prefettura, via Monforte 31
https://www.facebook.com/events/913388885789963/

BOLOGNA. Ore 14.00 a Piazza di Porta Ravegnana
https://www.facebook.com/events/511414966388847/

FIRENZE.  Presidio in Prefettura (Via Cavour) dalle 15,30 alle 18,30
https://www.facebook.com/events/1004655733268736/

NAPOLI. appuntamento ore 10.30 Metro Toledo (largo Berlinguer)
https://www.facebook.com/events/2567659286696574/

PISA.  ore 12 presidio in Piazza XX settembre
https://www.facebook.com/events/2580260768869277/

MANTOVA. Ore 12:30 sotto alla sede della Gazzetta di Mantova.

FORLI’. Ore 18 Presidio davanti alla Provincia di Forlì, piazza Morgagni
https://www.facebook.com/events/451116328886449/

VIAREGGIO. Dalle ore 15:00 alle ore 17.00 presidio alla Stazione di Viareggio
https://www.facebook.com/events/552777505277919/

ROMA. Presidio ore 16. Piazza Esquilino
https://www.facebook.com/events/440502066858772/

GENOVA: Dalle ore 17:30 alle 19:00, Piazza San Lorenzo

GROSSETO: Dalle 11.30 alle 13.30 sotto la prefettura, piazza Fratelli Rosselli
https://facebook.com/events/524180078190892/

TARANTO: Dalle 11.45 alle 13.45, Tribunale di Taranto, via Marche 66
https://www.facebook.com/events/2487334664726419

POTENZA: Dalle ore 16.00 alle ore 19, piazza Matteotti (piazza Sedile)
https://facebook.com/events/1056350184706079

BERGAMO: Dalle 11.00 alle 13.00, Prefettura di Bergamo, via Zelasco
https://facebook.com/events/2496804483896018

SIENA: Dalle ore 12.30 presidio a Piazza del Duomo
https://www.facebook.com/events/1066712313672544/

CAGLIARI. Presidio dalle 15 alle 17. Prefettura di Cagliari, piazza Palazzo 2
www.facebook.com/events/560048188183423

REGGIO CALABRIA. Ore 17,00
https://www.facebook.com/events/603626893801926/

VENEZIA. Presidio ore 15 presso la Stazione di Santa Lucia, Venezia

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La manifestazione di questa mattina a Napoli

 

Il video del Sit in davanti alla Prefettura a Milano

http://contropiano.org/news/politica-news/2019/12/31/proteste-in-tutta-italia-per-larresto-di-nicoletta-dosio-0122465

 

“Un mondo a colori”, articolo di Nicoletta Dosio

Gente bizzarra quella della Val Susa: amano camminare, fare musica e i colori della libertà. Per questo trovano il tempo e il modo per scendere in città, al carcere delle Vallette, perfino nei giorni di Natale. C’è da salutare le vittime della repressione contro la lotta No Tav e la sofferente umanità che quel non-luogo rinchiude, a cominciare dai bambini figli delle detenute. Poi, lunedì 30 dicembre, il colpo di coda avvelenato di fine 2019: Nicoletta Dosio, che firma questo articolo, viene portata in carcere dopo che poche ore prima si era voluta revocare la sospensione dell’ordine di carcerazione. Nicoletta, condannata con altri 11 attivisti per una mobilitazione in Valsusa del 2011, si era rifiutata di richiedere misure alternative alla carcerazione, preferendo il carcere all’accettazione di una misura ingiusta quanto assurda. L’ordine era stato inizialmente sospeso, nell’evidente imbarazzo di portare in carcere una donna di 73 anni colpevole di voler difendere la sua valle. Vergogna.

Un altro Natale se n’è andato. Giornata di vento, con raffiche di caldo fohn che combattono contro il gelo della tramontana. Nell’aria un’improbabile primavera, fatta di erba novella spuntata fuori stagione e di montagne candide di neve. Siamo scesi in città, al carcere delle Vallette, per dare un saluto, almeno da lontano, a Giorgio, Mattia, Luca e, con loro alla sofferente umanità che quel non-luogo rinchiude.

Intorno si allarga una sera gelida, grondante di umidità, squarciata dai riflettori del carcere: muri e cancelli, le sagome degli edifici di reclusione, l’angoscia di un non-quartiere delimitato dalla mole della centrale Iren lampeggiante di luci psichedeliche e dalle colline artificiali della discarica Barricalla. Poco lontano, mascherato dalla notte, il mattatoio, silenzioso dopo la mattanza prenatalizia.

A questo paesaggio fa da sfondo la periferia operaia, i grandi falansteri degli anni Sessanta, popolati dagli immigrati del sud depresso, manovalanza della Fiat e del boom industriale di un nord ricco e arrogante. Le luci natalizie che trapelano dalle finestre, gli stenti alberelli addobbati che popolano i giardini condominiali sono un’anomalia che moltiplica l’insensatezza di quell’altro mondo di sbarre e dolore, fatto anch’esso di uomini, donne e bambini, sì i piccoli figli delle detenute, nati in carcere, che condividono con le madri la vita buia, le inferriate alle finestre. E i malati, per i quali neanche l’incapacità fisica o la prospettiva della morte diventa motivo di clemenza.

Mi chiedo come tutto questo possa giovare alla giustizia sociale, alla costruzione di un mondo migliore….

Quando ha inizio la nostra “camminata musicale” intorno alle mura del carcere, si avvicinano i lampeggianti blu dei blindati, si materializzano gli armati in assetto antisommossa a farci da scorta minacciosa. Dal furgone che apre la piccola folla di resistenti si alternano musica e parole, saluti ai nostri compagni e a tutti i detenuti insieme agli slogan liberatori della lotta NO TAV. I pochi passanti guardano incuriositi quell’insolito corteo, lo sventolio di bandiere. Giungiamo nella zona retrostante il carcere, il luogo più vicino ai blocchi di detenzione, mascherati dalle alte mura, ma non abbastanza perché non se ne scorgano le finestrelle degli ultimi piani. Qui finisce la città e iniziano i campi seminati a frumento, le macchie di robinia che nascondono i ruderi delle vecchie cascine, la terra smangiata dall’asfalto e minacciata dai centri commerciali.

Ed è proprio ai margini di un campo di grano, di cui si intravede il verde spuntato anzitempo per la confusione delle stagioni, che si dispiega il momento più liberatorio del nostro lento andare solidale. Improvvisamente in cielo fiorisce una fantasmagoria di girandole e stelle: cascate di luce che ricadono tutt’intorno, a illuminare la notte, rompendo il silenzio murato dei giorni che non passano mai.

Penso ai bambini e alla loro meraviglia: forse questa notte sogneranno un mondo a colori.

di Nicoletta Dosio

28 Dicembre 2019

Un mondo a colori

foto in evidenza tratta da pixabay.com

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