“L’economia del paese è il principale affare pubblico!”

È la base necessaria anche per l’ordine pubblico, per la buona e sana formazione delle nuove generazioni, per l’istruzione, per la salute e l’assistenza sanitaria, per l’emancipazione delle donne e degli immigrati…

Comunicato CC 01/2020 – 12 gennaio 2020

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L’economia del paese è il principale affare pubblico!

È la base necessaria anche per l’ordine pubblico, per la buona e sana formazione delle nuove generazioni, per l’istruzione, per la salute e l’assistenza sanitaria, per l’emancipazione delle donne e degli immigrati, per una vita dignitosa degli anziani e degli invalidi, per la prevenzione dell’inquinamento e il risanamento e miglioramento dell’ambiente!

Lottare contro la partecipazione dell’Italia alle aggressioni della comunità internazionale dei gruppi imperialisti UE, USA e sionisti!

Fuori l’Italia dalla NATO e dall’UE!

Fuori le basi NATO dall’Italia!

Gestire le attività economiche secondo un piano nazionale unitario teso a soddisfare i bisogni della popolazione e le necessità delle relazioni con gli altri paesi è la base per poter gestire a favore della popolazione ogni altro aspetto della vita sociale. Bisogna quindi porre alla testa del paese autorità che assumono con determinazione questo come loro compito principale. Solo autorità emanazione degli operai e degli altri lavoratori organizzati azienda per azienda e nei luoghi d’abitazione sono in grado di assicurare questa base. Ogni lotta contro la delocalizzazione delle aziende, contro la riduzione e la frammentazione delle aziende, contro la disoccupazione e il peggioramento delle condizioni di lavoro, contro la repressione e contro la partecipazione dell’Italia alla guerra deve essere usata anche per mobilitare e organizzare i lavoratori, le donne, gli immigrati e i giovani per la costituzione di un simile governo. Contro la fornitura di armi ai paesi in guerra il governo deve destinare ad altri compiti le aziende produttrici di armi. Nessun lavoratore deve essere licenziato. Bisogna destinare ad attività utili, alla migliore manutenzione del territorio e delle infrastrutture urbane ed extraurbane e alle attività umane superiori (all’attività politica, alle attività culturali, ricreative, sportive e sociali) il tempo di lavoro non più destinato alla produzione di armi e di altre merci dannose o inutili. La produttività del lavoro è enormemente cresciuta e può crescere ancora di più: bisogna che serva a migliorare la vita degli anziani, a ridurre l’età della pensione, a ridurre il tempo destinato al lavoro indispensabile per produrre e riprodurre condizioni migliori d’esistenza e a sviluppare le attività superiori e creative.

Sono tutti obiettivi di buon senso, ma per i capitalisti sono inconcepibili, assurdi: secondo loro tutto deve essere destinato ad aumentare i profitti. Per questo ogni governo subordinato a “quelli che hanno i soldi”, a “risanare l’economia capitalista”, alla “crescita dell’economia capitalista” è un governo obbligato a governare contro la massa della popolazione, a legarsi al sistema finanziario internazionale e a far partecipare anche il nostro paese alle guerra che i gruppi imperialisti, principalmente UE, USA e sionisti fomentano in tutto il mondo. Il debito pubblico è il cappio al collo di ogni governo borghese. Pagare gli interessi e rinnovare i titoli in scadenza condiziona tutto il resto dell’attività di ogni governo borghese. Gli ideali di giustizia e di benessere proclamati dal Movimento Cinque Stelle si sono infranti contro le esigenze dei capitalisti italiani e stranieri. Matteo Salvini e la sua Lega hanno fatto molte promesse e da quando non sono più al governo le proclamano ancora più ad alta voce, ma quando sono stati al governo e ancora oggi nelle regioni e nelle amministrazione locali si è visto cosa sono in grado di fare: misure concrete contro gli immigrati in continuità con quelle dei governi Berlusconi e PD (Minniti ha preceduto Salvini al Ministero degli Interni), misure concrete contro i lavoratori in lotta (repressione di picchetti, blocchi stradali, occupazioni e proteste), pene pecuniarie che strozzano i lavoratori e sono di fatto immunità e impunità per i ricchi, declamazione “contro la Germania” mentre i lavoratori tedeschi vanno anch’essi di male in peggio schiacciati dalla crisi generale del capitalismo, sì alle grandi opere inutili se non dannose, opposizione all’abolizione della prescrizione dei reati a favore dei ricchi che pagano avvocati per tirare i processi in lungo e arrivare alla prescrizione (Berlusconi è il campione delle prescrizioni), no ai minibot e alla moneta nazionale, servilismo verso i gruppi imperialisti USA.

I lavoratori che in Italia si ribellano contro le imposizioni del regime capitalista non sono soli. Essi godono della solidarietà dei lavoratori di tutto il mondo e a loro volta rafforzano la lotta dei lavoratori in tutto il mondo. In ogni paese i lavoratori sono in lotta per obiettivi analoghi: dai lavoratori francesi che da più di un mese scendono in scioperi contro il governo Macron che vuole imporre una riforma delle pensioni a imitazione della riforma Monti-Fornero introdotta in Italia dal governo PD, alle masse popolari USA che protestano contro l’assassinio del generale iraniano Soleimani e le altre manovre di guerra dell’occulto complesso militare-industriale-finanziario che governa il paese e ha trovato in Donald Trump il burattino ideale e pittoresco per il teatrino della sua politica, ai popoli del Venezuela e degli altri paesi dell’America Latina, del Medio Oriente e dell’Africa. I contrasti tra gruppi e Stati imperialisti aumentano e portano a guerre sempre più estese e cruente, le attività militari devastano già oggi l’ambiente più degli usi civili dei combustibili fossili. Solo con il rovesciamento del capitalismo e l’instaurazione del socialismo possiamo prevenire la guerra e porre fine alla devastazione della Terra.

Il governo M5S-PD non ha chiuso la breccia che il voto del 4 marzo ha aperto nel sistema politico della Repubblica Pontificia. I due poli di quel regime, il polo Berlusconi e il polo PD si disgregano ogni giorno un po’; le iniziative della magistratura mostrano le resistenze che l’espansione della criminalità organizzata suscita nel seno stesso della classe dominante; il Vaticano nelle mani dei Gesuiti è costretto a predicare bene anche se non può che restare sulle generali e continuare a razzolare male. Il disfacimento del vecchio regime sarà tanto più rapido e tanto meno doloroso quanto più rapida ed energica sarà l’azione volta a instaurare un governo d’emergenza dei lavoratori organizzati. E questa è l’opera principale di noi comunisti.

Oggi le file di quelli che si professano comunisti e di quelli che si rendono conto che bisogna porre fine al capitalismo sono numerose, ma vi predominano ancora l’apatia e la sfiducia generate dall’esaurimento della prima ondata della rivoluzione proletaria (1917-1976) e dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica. Per questo è ancora più importante che noi comunisti comprendiamo e propagandiamo le cause di questi disastrosi avvenimenti che hanno permesso che i gruppi imperialisti riprendessero in mano la direzione del mondo. L’unità nelle azioni di resistenza immediata non deve impedire anzi deve portare al dibattito franco e aperto sulla divergenze di principio, le divergenze relative a concezione del mondo, bilancio dell’esperienza del movimento comunista, analisi del corso delle cose e linea generale: alla sperimentazione nell’unità d’azione dobbiamo invece sottoporre le divergenze sulle linee particolari e concrete. Sono i limiti dei sinceri comunisti nella comprensione delle condizioni, delle forme e dei risultati della lotta di classe che hanno loro impedito di condurre al successo in tutto il mondo la rivoluzione proletaria iniziata un secolo fa con la vittoria in Russia del movimento guidato dal partito di Lenin e di Stalin. La rinascita del movimento comunista si basa sulla comprensione e il superamento di quei limiti. Per rinascere e procedere verso l’instaurazione del socialismo il movimento comunista cosciente e organizzato aveva bisogno di un livello superiore della scienza delle attività con le quali gli uomini fanno la storia. Il marxismo-leninismo-maoismo è la scienza che oggi ci guida. Il Manifesto Programma del (n)PCI è l’esposizione sintetica di questa scienza per il nostro paese e la creazione delle condizioni per costituire il Governo di Blocco Popolare è la traduzione tattica di essa nella condizioni del nostro paese.

Che tutti quelli che vogliono porre fine al catastrofico corso delle cose costituiscano gruppi di studio per dare alla loro attività un corso più pratico e renderla feconda!

Che i giovani che la classe dominante e il suo clero distolgono dall’imparare a ragionare e dallo studio della storia e condannano a imparare un mestiere che probabilmente neanche potranno esercitare, imparino a fare la rivoluzione socialista, che è ciò di cui l’umanità ha bisogno più di ogni altra cosa!

Sta a noi comunisti promuovere questo corso delle cose, con passione e con scienza.

Impedire lo smantellamento dell’apparato produttivo del paese è il punto iniziale di una vera lotta per la sovranità nazionale e per l’instaurazione del socialismo!

Il primo paese che romperà le catene del sistema imperialista mondiale aprirà la via e mostrerà la strada anche alle masse popolari degli altri paesi e si gioverà del loro sostegno per fare fronte all’aggressione dei gruppi imperialisti UE, USA e sionisti!

Osare lottare, osare vincere! Il futuro è nostro!

Riprodurre e affiggere ovunque, con le dovute cautele, la locandina di pag. 72 di La Voce 63: vedere che il (n)PCI clandestino è presente infonde fiducia nei lavoratori e smorza l’arroganza dei padroni!

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