Pino Arlacchi: “L’Europa per evitare il nucleare iraniano”

Ed eccola qui la vera risposta dell’Iran all’attacco delinquenziale appena subito: l’inizio di una ritirata dall’accordo nucleare del 2015, logica conseguenza del ritiro trumpiano del 2018 e dell’ inadempienza europea dei termini dell’accordo stesso.

É cominciata così una grande partita, dove disinformazione e crassa ignoranza regneranno sovrane, e dove l’attore cruciale sarà, nell’immediato, l’Unione Europea. Ma prima di arrivare a questo punto del discorso, é bene sfatare alcuni miti molto radicati nel circuito politico e mediatico.

A) Le bombe atomiche non sono illegali. Il tabù nucleare le ha condannate senza appello, ma è un tabù etico-politico, mai trasformatosi in un dettato giuridico vincolante. I pilastri della pace nucleare globale restano il cosiddetto equilibrio del terrore, cioè la certezza della distruzione reciproca dei contendenti della eventuale guerra atomica, e il Trattato di non proliferazione del 1970. Accordo tra i più deboli, perché ogni suo contraente lo può abbandonare con breve preavviso e senza penali. E fabbricarsi poi tutti gli ordigni che vuole nel pieno rispetto della legalità internazionale.

É ciò che ha fatto di recente la Corea del Nord, ed è ciò che l’ Iran potrebbe fare se le prossime elezioni (mancano pochi mesi) consegneranno ai conservatori la prevedibile vittoria sui riformisti attualmente al governo. Non si è riusciti finora a proibire formalmente – ripeto – le armi nucleari. Solo le armi chimiche e batteriologiche sono bandite da apposite Convenzioni, fatte rispettare da appositi enti di controllo.

B) L’Iran é in posizione di vantaggio. Il Trattato del 2015 stabiliva che le potenze firmatarie si impegnavano a togliere tutte le sanzioni e reintegrare l’Iran nell’economia globale, soprattutto europea, in cambio della rinuncia a sviluppare il nucleare bellico fino al 2030. Impegno rispettato dall’ Iran,ma non dall’Europa e dagli USA. Trump ha stracciato l’accordo appena eletto, e ciò non sarebbe stato male se l’intero capitale finanziario occidentale non si fosse poi piegato all’imposizione americana di escludere l’Iran da ogni rapporto finanziario con il resto del mondo.
Le imprese europee, italiane in testa, avevano iniziato a investire in un mercato tra più promettenti, ma hanno finito col cedere al ricatto dello Zio Sam per paura di vedersi tagliate fuori dal mercato USA. L’UE, a dire il vero, si è ribellata. Ha rifiutato con forza la pretesa di extra-territorialità delle sanzioni americane ed ha reso illegale per le imprese europee il rispetto delle stesse. Ma sul piano delle proposte alternative l’Unione non è andata oltre la creazione di un quasi ridicolo meccanismo di baratto con l’Iran, chiamato INSTEX. La sua inadempienza dell’accordo è rimasta perciò intatta.

C) La palla é ora nel campo dell’Europa. Cosa può accadere? Il corso USA e quello iraniano sono prevedibili perché largamente obbligati. Trump non può far altro che proseguire con la guerra ibrida in corso. E gli ayatollah con pieni poteri proseguiranno, come annunciato, lungo la strada del disimpegno dai patti nucleari. Con il probabile, per noi disastroso, esito di obbligare i paesi della regione, sauditi ed egiziani in primo luogo, a dotarsi anche loro della bomba.
Dopotutto, l’unica scelta razionale per proteggersi dall’attacco da parte di una potenza nucleare, è quella di farsi proteggere da una potenza analoga oppure di costruirsi il proprio ordigno. La fine di Gheddafi e di Saddam Hussein, attaccati e distrutti proprio perché non possedevano le armi nucleari e non facevano parte di alcuna NATO alternativa, continua ad ammonire tutti i governanti della regione.

Ma l’Europa potrebbe stoppare la corsa verso l’abisso decidendo di rendere effettivo l’impegno contratto con l’Iran nel 2015. Basterebbe creare un fondo speciale per il finanziamento degli investimenti in Iran dotato di capitalizzazione e procedure adeguate, sulla scia di quanto abbozzato dall’Italia nel 2017, per rassicurare gli iraniani sulla volontà di rispettare l’accordo, dimostrare di non aver timore degli Stati Uniti e riprendere il processo di pacificazione commerciale e politica interrotto da Trump.

Può sembrare troppo riduttivo, ma è così. Riarmo atomico e pace globale si trovano ad essere appesi ad una decisione di secondo ordine, perfettamente fattibile, da parte di soggetti su cui noi tutti dovremmo esercitare qualche influenza.

di Pino Arlacchi – Il Fatto Quotidiano

 

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-pino_arlacchi__leuropa_per_evitare_il_nucleare_iraniano/82_32620/

Romania, Cronaca documentata di un colpo di stato. Dopo trent’anni, alla fine, la verità

Questo lavoro non è, e non intende essere una difesa dottrinale o nostalgica di ciò che è stata l’esperienza storica della Romania socialista e/o l’operato del suo leader N. Ceausescu.

L’articolo prosegue  su:

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-romania_1989_cronaca_documentata_di_un_colpo_di_stato/24790_32621/

Allarme Smog, report sui dati della prima metà di gennaio, polveri sottili alle stelle

Allarme SMOG, report di Legambiente Lazio sui dati della prima metà di gennaio, polveri sottili alle stelle

Aria avvelenata a Roma, va ancora peggio a Frosinone, Caccano (FR) e Cassino (FR); situazioni critica anche a Latina, Ciampino (RM), Colleferro (RM), Alatri (FR), Ferentino (FR), Civita Castellana (VT). Situazione peggiore nei risultati di ieri a Cassino con 147 ug/m3

Legambiente ”La situazione per ambiente e salute è grave e i comuni si permettono di proporre provvedimenti deboli o tardivi, o di non fare niente”

“Roma ha bloccato i diesel con troppi giorni di ritardo ed è ancora troppo poco, lo stop deve durare tutto il giorno e riguardare anche le altre vetture”

La prima metà di gennaio 2020 se ne va all’insegna dello SMOG nell’aria, come certifica il dossier di Legambiente Lazio su dati delle centraline di monitoraggio di ARPA Lazio: allarme continuo dopo giorni e giorni di superamento dei valori consentiti: il limite massimo per le PM10 è di 50 ug/m3 (microgrammi per metro cubo di aria).

Secondo i dati che emergono, a Roma c’è Mal’aria da inizio anno e ancora ieri (15 gennaio) ben 9 centraline su 13 hanno continuato a segnare sforamenti dei limiti: record negativo nella centralina su Via Tiburtina con 74 ug/m3 e 13 giorni su 15  oltre i limiti, picco romano registrato alla centralina Preneste con 140 ug/m3 il 1 gennaio.

Ancora peggio nella provincia di Frosinone con 14 giorni su 15 fuori i limiti alle centraline di Frosinone Scalo, Cassino e Caccano; 13 giorni di smog ad Alatri e 11 a Ferentino. A Latina anche 11 giorni di superamenti alla centralina di Via Tasso, nella città metropolitana di Roma 12 superamenti a Ciampino. In provincia di Viterbo 7 superamenti nel comune di Civita Castellana, inclusa la giornata di ieri. Intanto i modelli previsionali di ARPA Lazio prevedono almeno per altri 3 giorni una condizione costantemente inquinata.
Il picco registrato di polveri sottili nel Lazio da inizio anno è stato segnato a Ceccano (FR) con 179 ug/m3 il 4 gennaio, peggior situazione di ieri (15 gennaio) a Cassino (FR) con 147 ug/m3.

“La situazione per ambiente e salute è grave e i comuni si permettono di proporre provvedimenti tardivi o deboli – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – o di non fare assolutamente nulla. Roma ha bloccato i diesel e va bene, ma con troppi giorni di ritardo rispetto all’inizio dell’emergenza e visto il perdurare della problematica è chiaramente ancora troppo poco, lo stop che ora è previsto in due fasce orarie di mattina e di sera, deve durare tutto il giorno e riguardare anche le altre vetture. Gravissima la situazione anche in tante altre città dove l’aria è inquinata da inizio anno, poche amministrazioni hanno messo in campo provvedimenti e, laddove ci sono stati sono a dir poco deboli per contrastare le emissioni di smog: bisogna abbattere le emissioni inquinanti con regole stringenti sul trasporto e sulle modalità di riscaldamento. Per il lungo periodo la cura del ferro, il potenziamento e l’ammodernamento dei mezzi pubblici collettivi, è l’unica vera ricetta che può garantire un futuro senza Mal’Aria.”

Ufficio Stampa Legambiente Lazio

Nei CPR si muore e scoppiano le proteste, ma la censura del Viminale impedisce gli ingressi della società civile

Nell’ultimo anno si è parlato di CPR (Centri per i rimpatri) soltanto per sottolineare il “disagio” delle forze di polizia incaricate della sorveglianza, criminalizzare gli “ospiti” di queste strutture detentive, o per creare allarme… Read More “Nei CPR si muore e scoppiano le proteste, ma la censura del Viminale impedisce gli ingressi della società civile”

Quell’esoscheletro destinato ad ampliare i confini della riabilitazione

Superando.it

Grazie a un “esoscheletro antropomorfo”, dispositivo di elevato contenuto tecnologico, utilizzato prevalentemente per permettere il cammino a persone con lesioni midollari, lo spettro della riabilitazione classica potrebbe ampliarsi notevolmente, migliorando le abilità motorie delle persone e garantendo loro una qualità di vita sempre più elevata. Questa possibilità è iscritta in uno studio multicentrico, promosso e coordinato dall’Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna, che avrà nell’Istituto Riabilitativo Montecatone di Imola il principale centro di sperimentazione “quantitativa”
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Risultati sorprendenti per quei percorsi di autonomia
«Avviare progetti di autonomia innesca cambiamenti anche inaspettati nelle persone con disabilità. Di fronte agli stimoli per l’indipendenza, abbiamo visto sviluppi sorprendenti e nuove possibilità si sono aperte anche per familiari e operatori»: lo dichiara la ricercatrice Angela Genova, tirando le somme di “Noi speriamo che ce la caviamo da soli…”, progetto biennale che ha costruito percorsi di graduale autonomia per persone con disabilità intellettiva o fisica, coinvolgendo tredici Associazioni di dodici diverse Regioni. Il 17 gennaio a Pesaro ne è in programma il convegno conclusivo
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La Consulta Malattie Neuromuscolari di Piemonte e Valle d’Aosta
Da una parte raccogliere le esigenze e le problematiche comuni delle persone che convivono con le patologie neuromuscolari, in particolare riguardo all’accesso ai servizi sanitari locali e alla presa in carico clinica, gestita da un team multidisciplinare, dall’altra parte potenziare la voce delle singole realtà, in un dialogo costruttivo con le Istituzioni e con il mondo sanitario: è nata per questo la Consulta Malattie Neuromuscolari Piemonte e Valle d’Aosta, rete che riunisce quattordici Associazioni e gruppi di pazienti con malattie neuromuscolari che operano in queste Regioni
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Lombardia: questa è finalmente una buona notizia
Il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato due mozioni con le quali sono stati in pratica azzerati i contenuti di quella Delibera di Giunta prodotta a fine dicembre, della quale numerose organizzazioni lombarde, a partire dalla Federazione LEDHA, avevano chiesto nei giorni scorsi profonde modifiche, «per garantire il rispetto dei diritti fondamentali delle persone con disabilità». «Quella Delibera – commentano dal Comitato Uniti per l’Autismo – aveva suscitato un’ondata di indignazione, ma ora alcuni problemi sembrano in via di risoluzione. E questa è finalmente una buona notizia»
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Aperta in Albania una finestra sulla disabilità infantile
Grazie alla collaborazione con alcune realtà italiane, e in primo luogo con la Cooperativa Sociale Progetto Crescere di Reggio Emilia, è stato avviato nei mesi scorsi a Gurez, in Albania, un centro di cura dedicato ai bambini con disturbi del neurosviluppo e già le prime famiglie sono riuscite ad usufruirne. «La struttura che stiamo contribuendo a costruire – spiega Ciro Ruggerini, direttore sanitario di Progetto Crescere – prevede la collaborazione della nostra équipe per la formazione degli specialisti locali e per realizzare un progetto di riabilitazione/abilitazione su base comunitaria»
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La lunga battaglia delle persone con disabilità per cambiare la storia
Verrà presentato il 18 gennaio a Torino, in collaborazione con la Fondazione Paideia, il libro “Diversi. La lunga battaglia dei disabili per cambiare la storia”, opera del noto giornalista Gian Antonio Stella, «una lunga storia – come è stato scritto – fatta di orrori, crimini, errori scientifici e incubi religiosi, fino alla catastrofica illusione di perfezionare l’uomo e al genocidio nazista degli “esseri inutili”. Una storia raccontata attraverso le vite di uomini e donne che hanno subìto di tutto, resistendo come potevano, fino a riuscire piano piano a cambiare il mondo. Almeno un po’»
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Negare la vita indipendente significa compiere un grave atto di discriminazione
«A volte mi chiedo – dice Rita Barbuto – se ci si sofferma abbastanza a pensare come vive una persona che ha una grave disabilità e cosa significa non poter prendere neanche un bicchiere d’acqua da soli». «Dalla voce e dalle parole di Rita Barbuto – scrive Alessandra Straniero, autrice di questa lunga intervista – emerge uno stato di preoccupazione allarmante, rispetto alla prosecuzione della propria vita indipendente. La sua vicenda, tuttavia, è solo in apparenza personale e individuale, perché è comune a quella di diverse persone che vivono in condizioni simili»
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Atrofia muscolare spinale: la rivoluzione continua
Gli sviluppi della ricerca stanno portando in questi ultimi anni a una vera e propria “rivoluzione” nella storia della SMA (atrofia muscolare spinale), grave malattia genetica rara che colpisce in Italia un bambino su 8.000, indebolendo progressivamente le capacità motorie. E la “rivoluzione” non sembra volersi fermare, come viene sottolineato con soddisfazione dall’Associazione Famiglie SMA, alla luce di un nuovo farmaco sperimentale, presto somministrabile a coloro che finora erano stati esclusi da ogni altra opzione terapeutica
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