“La gioiosa e irriverente anarchia dell’infanzia”

Nel tempo delle immense migrazioni e dell’ecosistema che tracolla abbiamo bisogno di mondi nuovi e di ripensare l’azione educativa. Si tratta, ad esempio, di imparare a stare il meno possibile davanti ma a fianco di chi cresce; di pensare la cultura, a cominciare dal teatro, come relazione; e di coltivare il pensiero lento, cioè la capacità di sostare attorno a domande aperte. Infine, si tratta di lasciare spazio alla naturale esplosione di vitalità dei ragazzi senza lasciarla trasformare in prepotenza. Come? Creando un contesto dove opporsi a ogni forma di discriminazione e e proteggere i più fragili. Una conversazione di Chiara Lagani, drammaturga e attrice, con Franco Lorenzoni, maestro

Intervista a Franco Lorenzoni

Il potere delle madri

Nessun dolore è più lancinante e personale di quello di una madre che perde un figlio. Le donne centroamericane (e, in misura molto diversa, gli altri familiari) della Carovana delle madri dei migranti desaparecidos credono profondamente nel potere di ritrovarli. In 15 anni è già accaduto 315 volte. Quel potere, però, non è affatto personale. Tutte quelle donne lo hanno imparato, quello è un potere collettivo: bisogna organizzarsi per cercare e per affrontare i molti poteri avversi. Come quello del crimine organizzato, che vede nelle persone migranti un bottino di guerra; o quello degli Stati che, con le loro politiche, creano mercati neri di esseri umani, picchiano e separano le famiglie in nome della legge; oppure quello patriarcale, che vede nei corpi delle donne migranti un’altra proprietà di cui disporre. Sono molti e spesso letali i poteri contro cui devono lottare le madri, ma ognuna di loro diventa una portavoce e una dirigente comnitaria di tutte. È così che crescono anche i poteri che hanno dentro o al loro fianco. In questi primi giorni del 2020, nuove carovane dall’Honduras hanno ripreso o si prepararano a riprendere il cammino verso nord. Erano state precedute, a fine anno, dall’arrivo nel Nuevo León, lo Stato messicano al confine con il Texas, della quindicesima edizione della Carovana delle Madri. Quelle donne centroamericane coraggiose costruiscono qualcosa che ha un respiro planetario e, malgrado sfidino tutti i governi, incontrano un’ampia rete del Messico profondo che osa appoggiare una libertà di movimento ogni giorno più criminalizzata, perseguitata, vulnerabile, ma comunque inarrestabile
Articolo di Laura Carlsen

Quei veleni nell’urina dei bambini

Ne avevamo scritto anche per l’Italia, in occasione di un test sulla presenza di glifosato nelle urine delle mamme incinte. Lo stesso gravissimo allarme arriva ora dalle ricerche effettuate dalle università messicane su 281 campioni prelevati da bambini e adolescenti delle comunità rurali dello Stato di Jalisco esposte ai veleni dell’agroindustria. La denuncia arriva ancora una volta dalla mobilitazione delle madri, mentre le autorità sono come sempre compiacenti con gli interessi e la narrazione tossica dei pochi colossi che controllano il mercato. Negli Usa sono in corso 43 mila cause contro la Bayer-Monsanto per aver causato il cancro con il glifosato pur essendo al corrente della sua pericolosità
Articolo di Silvia Ribeiro
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Riace, Salvini e Forza nuova

Dopo averlo minacciato tante volte, alla fine Salvini è (quasi) andato a Riace. Sono davvero numerose le analogie con l’invasione di Forza nuova del 2017
Articolo di Roberta Ferruti

Una pistola in più

Dopo la sperimentazione voluta dall’allora ministro Matteo Salvini, il governo ha dato il via libera all’uso della pistola elettrica taser. Un’arma pericolosa e potenzialmente mortale – ricorda Patrizio Gonnella dell’Associazione Antigone – che nella pratica sostituirà il manganello. L’ossessione sicurezza è un cancro: disarmiamoli
Articolo di Patrizio Gonnella

Giulia

I due ragazzini che a Potenza hanno aggredito Giulia sono stati il logico risultato e il “braccio armato” del clima che la propaganda dell’odio ha creato. «Ogni strombazzata e stupida falsità sull’ideologia gender, ogni ululato idiota sulla difesa della famiglia tradizionale, ogni stereotipo e pregiudizio infamante sulle donne in generale e sulle donne lesbiche in particolare hanno costruito l’aggressione a Giulia… – scrive Maria G. Di Rienzo – La prossima volta in cui alla denuncia di farneticazioni discriminatorie e ignoranti, di insulti gratuiti, di allusioni pecorecce, qualcuno squittirà “e fatevela una risata ogni tanto”, “basta con il politically correct”, eccetera, rispondete “Giulia”…»
Articolo di Maria G. Di Rienzo

L’auto e la crisi climatica

Oggi possiamo e dobbiamo usare un’auto (o molte auto) senza possederla. Invece di restare ferme in media 22 ore su 24, ingombrando strade e parcheggi, saranno spesso in moto ma saranno molte di meno. Se l’ICT consente questo passaggio, la crisi climatica e ambientale lo rende ineludibile. Tuttavia, spiega Guido Viale, non possiamo affidare questo passaggio al mercato né ai governi nazionali
Articolo di Guido Viale

La scuola si divide in classi

La vicenda dell’istituto di Via Trionfale a Roma ha scoperto un vaso di pandora: la scuola non è inclusiva e ha rinunciato all’ambizione di cambiare la realtà delle cose. “La scuola dei ricchi e dei poveri non è la stupida gaffe di una scuola romana – scrive Matteo Saudino, insegnante di filosofia -, bensì è una amara e triste realtà che possiamo riscontrare sia nelle grandi città, da Milano a Torino, da Bologna a Palermo, sia nelle molteplici realtà della provincia italiana. Solo chi infila la testa sotto terra come gli struzzi, per non vedere, non vede il classismo persistente dell’istruzione italiana…”
Articolo di Matteo Saudino

Gli zombi sono una cosa seria

I ragazzi di oggi? Soltanto “zombetti”, tutti svuotati dall’universo digitale, incapaci di relazionarsi, “poveri esserini inclassificabili”. Lo sostiene Livio Marchese, insegnante, su un’autorevole rivista, Gli asini. In un’articolata risposta, la Rete di Cooperazione Educativa preferisce ragionare di responsabilità, di preparazione degli insegnanti, ma anche di relazione educativa come processo di ascolto e critica costruttiva e non come rapporto di potere. E poi, per chi non smette di cercare speranza, resta molto da imparare da quanto seminato in tanti modi diversi da migliaia di giovani e giovanissimi in movimenti come Fridays for future, nelle piazze delle Sardine, nei gruppi scout, in molti spazi sociali… (foto: a proposito di “zombetti”, i ragazzi dei gruppi scout Agesci Caserta 2 e Capodrise 1 ristrutturano Casa Nogaro, bene confiscato alla criminalità)
Articolo di Rete di Cooperazione Educ.

Piccoli cronisti di mondi nuovi

Un giornale online vero, scritto da e per le bambine e i bambini: Cronache Maceratesi Junior ha scelto di raccontare il mondo con bambini e ragazzi, anche quando alcuni fatti hanno scosso la comunità locale (terremoto, Rigopiano, omicidio di Pamela). Il laboratorio Crescere informati consente a CMJ anche di ridare senso al concetto di territorio, ad esempio, per pensare una ricostruzione delle zone terremotate vista con gli occhi dei più piccoli (foto: un gruppo di bambini si prepara a fare alcune interviste in giro per la città)
Articolo di Paola Nicolini

Le voci dall’alto e quelle dal basso

Per legittimare le sue scelte, il governo messicano insinua evidenti falsità
Articolo di Gustavo Esteva

Cambiare il mondo con la permacultura

Uno dei modi più brillanti per trasformare il proprio sguardo sul mondo lo offre la permacultura, soprattutto quando i suoi contenuti sono proposti tra apprendimento attivo, lezioni in aula, momenti esperienziali pratici e condivisione dei saperi. Meglio ancora se in una cascina. Ma sarebbe un errore pensare alla permacultura soltanto per percorsi in ambienti rurali
Articolo di Sandra Cangemi
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