25 gennaio contro la guerra, “8 cose giuste e 1 sbagliata: quella fondamentale”

Per sabato 25 gennaio è stata chiamata una opportuna giornata nazionale dal titolo “Spegniamo la guerra, accendiamo la pace”. A convocarla, sovrapponendosi temporalmente ad una giornata sullo stesso tema già convocata dai partiti della sinistra di opposizione è un largo arco di reti pacifiste e dell’associazionismo laico e religioso.

L’appello per la convocazione parte dell’art.11 della Costituzione e declina gli scenari di guerra ai quali stiamo assistendo negli ultimi anni (Irak, Iran, Libia, Yemen), e nei quali occorre rammentare che l’Italia è spesso coinvolta direttamente a vari livelli: presenza di militari italiani sul terreno, uso delle basi militari Usa installate in Italia, vendita di armamenti a paesi belligeranti etc.

Questo coinvolgimento dell’Italia nei teatri di guerra non compare nel testo dell’appello ma viene declinato sul piano dei punti delle manifestazioni. In particolare si chiede la negazione delle basi militari in Italia per interventi al di fuori del mandato Onu; il ritiro dei militari da Iraq e Afghanistan, lo stop alla vendita di armi e all’acquisto degli F35; adesione al trattato per il bando delle armi nucleari; porre all’interno dell’Unione europea la questione dei rapporti USA-UE nella NATO

Ed è proprio su questo aspetto che si produce un buco e una distorsione politica a nostro avviso decisiva. Nel testo dell’appello c’è un passaggio che dice molto su un punto di profonda divergenza: “L’UE, nata per difendere la pace, deve assumere una forte iniziativa che – con azioni diplomatiche, economiche, commerciali e di sicurezza – miri ad interrompere la spirale di tensione e costruisca una soluzione politica, rispettosa dei diritti dei popoli, dell’insieme dei conflitti in corso in Medio Oriente e avviare una rapida implementazione del Piano Europeo per l’Africa (Africa Plan) accompagnandolo da un patto per una gestione condivisa dei flussi migratori”.

Al presupposto di questo passaggio dell’appello opponiamo la tranciante e convincente tesi del Premio Nobel Peter Handke secondo il quale con la guerra contro la Jugoslavia “è morta l’Europa ed è nata l’Unione Europea”.

Non solo. Alimentare l’idea che l’Unione Europea sia per sua natura portatrice di pace e di soft power è una tesi ingannevole, mistificatoria e superata ampiamente dai fatti. E’ una fotografia del passato remoto, non del presente né del futuro. Di questo tra l’altro si parlerà nel convegno organizzato dalla Piattaforma Eurostop sabato prossimo a Napoli, e questa immagine ne esce fortemente contraddetta sul piano dei processi realizzati e messi in cantiere in questi anni proprio dall’Unione Europea.

La tesi secondo cui in un mondo di “cattivi” (Trump da un lato e il “dispotismo asiatico” dall’altro), l’Unione Europea debba e possa assumere un ruolo da protagonista nei nuovi equilibri e squilibri della competizione globale, è un assist volontario o involontario al rafforzamento di un polo imperialista europeo in competizione con gli altri ma con le medesime caratteristiche e gli stessi obiettivi. Questa distorsione torna anche in uno degli otto punti della piattaforma dove leggiamo che occorre “Porre all’interno dell’Unione europea la questione dei rapporti USA-UE nella NATO”.

E’ evidente che in una piattaforma ampia e, come si dice adesso, “inclusiva”, non viene posto il problema dell’uscita dell’Italia dalla Nato – nonostante sia ormai questione decisiva e dirimente – ma è tutta la declinazione che rischia di trasformare un legittimo movimento contro la guerra e per la pace in una consapevole/inconsapevole manifestazione di cattura della buonafede dei manifestanti e di consenso al progetto dell’imperialismo europeo, alla mistificazione sulla sua natura benefica in un mondo di cattivi guerrafondai e dittatori, tutti rigidamente non europei.

Una giornata di mobilitazione contro la guerra ci sta tutta ed è un bene che prenda parola nelle piazze. Lo abbiamo fatto in diverse città e davanti alle basi militari Usa e Nato nelle settimane scorse. Ma è altrettanto buono che sui contenuti ci sia e si faccia chiarezza. Non saremo mai disposti all’indulgenza o alla cooptazione verso il nostro imperialismo.

Al contrario pensiamo che sia arrivato il momento di mettere in campo un progetto di politica e collocazione internazionale per il nostro paese di segno diametralmente opposto, a cominciare dall’uscita dai trattati militari esistenti (Nato ma anche i progetti militari europei), neutralità attiva e non allineamento. Se un paese vuole avere credibilità come negoziatore e interlocutore internazionale non può stare dentro uno degli schieramenti in campo.

di Sergio Cararo

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-25_gennaio_giornata_nazionale_contro_la_guerra_8_cose_giuste_e_1_sbagliata_quella_fondamentale/5871_32721/

 

Elezioni Emilia-Romagna, da lunedì cambieranno molte cose, prepararsi all’evento

Nel definire in modo concreto come sviluppare il dialogo a tutto campo che il Fronte Politico Costituzionale intende portare avanti nei prossimi mesi bisognerà tener conto dell’esito delle elezioni regionali in Emilia-Romagna. Read More “Elezioni Emilia-Romagna, da lunedì cambieranno molte cose, prepararsi all’evento”

Comunicato del Fronte Politico Costituzionale (18 gennaio 2019)

Il ministro della difesa piddino Lorenzo Guerini vuol fare in realtà il ministro della guerra. Di fronte alle commissioni difesa della Camera e del Senato ha proposto infatti non già il ritiro delle truppe italiane dall’Iraq, ma il loro inquadramento in una più larga missione della NATO .

Il fatto è gravissimo perchè il parlamento iracheno ha chiesto il ritiro di tutti i contingenti militari stranieri. Quello proposto da Guerini sarebbe dunque un nuovo atto di guerra, in continuità con le violazioni dell’art.11 della Costituzione compiute da altri ministri e governi della Repubblica.

Il 25 gennaio si svolgeranno in Italia numerose iniziative sul tema della pace, alcune delle quali mantengono un sostanziale carattere di ambiguità rispetto ai responsabili delle guerre, che invece bisogna saper individuare e combattere.

Il Fronte Politico Costituzionale propone comunque che nella giornata del 25 gennaio venga fatto un presidio presso la sede nazionale del PD a Roma (Largo del Nazareno) per chiedere al partito di sconfessare la proposta del ministro Guerini e di rispettare l’art.11 della Costituzione.

 

Valorizzare l’attuale percorso ciclabile nella Riserva Litorale

Italia Nostra, Fai e Wwf: percorso ciclabile nella Riserva Litorale? Cinque buone ragioni per privilegiare il tracciato esistente

Le associazioni unite propongono la valorizzazione del percorso storico contro l’ipotesi di un tracciato ex novo ad alto impatto ambientale parallelo alla costa

Valorizzare il tracciato campestre esistente ricco di storia e inserito nel paesaggio piuttosto che privilegiare un percorso ex novo che andrebbe ad impattare con il contesto naturalistico caratterizzato da dune e campagna tipico della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano.

E’ questa in estrema sintesi la proposta che viene avanzata da Italia Nostra, Fai e Wwf che in un documento congiunto evidenziano le cinque buone ragioni per tenere in considerazione il percorso campestre nel tratto tra Marina di San Nicola e la torre di Palidoro, all’interno del territorio del Comune di Fiumicino, nell’ambito de più ampio progetto di Ciclovia Tirrenica di interesse interregionale.

A siglare il documento – inviato a Regione Lazio e per conoscenza al ministro dell’Ambiente, al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e alla Commissione della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano – Franco Medici, presidente Italia Nostra Lazio unitamente alla sezione Italia Nostra Litorale Romano, con Maria Gabriella Villani, presidente Wwf Litorale Laziale e Giuseppe Morganti, Delegazione Fai di Roma, Presidenza Regionale Fai Lazio.

Il percorso interno che passa in campagna è un tracciato ormai storicizzato e costituirebbe una scelta a basso impatto e molto meno onerosa dell’ipotizzato tracciato più vicino alla costa, che andrebbe al contrario costruito ex novo e necessiterebbe di un ponte sul fosso Cupino in area di foce, area di elevatissimo interesse ambientale.

Riguardo al tracciato parallelo alla costa, Italia Nostra, Fai e Wwf mettono in evidenza che tali opere sarebbero incompatibili con l’habitat fluviale e con la presenza delle dune costiere e in generale con l’area 1 della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano, e come tali sarebbero censurabili dall’Unione Europea mediante procedura d’infrazione. Lo stesso vale – commentano le associazioni – per il tratto successivo in direzione Passoscuro, che passerebbe in area 1. Viceversa, l’adeguamento del percorso interno avrebbe un costo minimo in quanto il tracciato già esiste.

La proposta di intitolare alla figura di Antonio Cederna l’insieme dei percorsi campestri nella tenuta di Palidoro, fino a raggiungere la stazione ferroviaria, sostenuta da diverse associazioni, e la segnalazione della torre e delle dune di Palidoro come “Luogo del cuore” del Fai dimostrano quanto tale scelta sia condivisa.

“La tenuta di Palidoro – concludono Italia Nostra, Fai e Wwf – rappresenta uno dei luoghi di maggiore pregio di tutta la Riserva del litorale voluta da Antonio Cederna, proprio per la continuità campagna-dune-spiaggia-mare. Un unicum di grande valore naturalistico ed estetico che non merita di essere spezzato da nuove inutili ciclabili, laddove esiste già un tracciato ottimo da tutti i punti di vista”.

In allegato il documento Ciclovia Tirrenica – Da Marina di San Nicola alla Torre di Palidoro – Cinque buone ragioni per scegliere il percorso campestre.

COMUNICATO STAMPA

22 Gennaio 2020

Extinction Rebellion: documento anti-terrorismo della polizia è “grossolano, controverso e pericoloso”

Il manifesto con l’elenco dei gruppi nel Regno Unito rispetto a cui la polizia sta dicendo alla gente di “correre a nascondersi” è totalmente folle. Purtroppo non è sorprendente. Read More “Extinction Rebellion: documento anti-terrorismo della polizia è “grossolano, controverso e pericoloso””

Una tesi di laurea dedicata al progetto “Museo per tutti”

Superando.it

«Il patrimonio culturale è un terreno fecondo per la crescita e la formazione della persona, uno spazio in cui sperimentare emozioni, costruire e rafforzare il proprio pensiero. Questo principio prende forma però solo se l’individuo è protagonista di tale esperienza e se viene messo nella condizione di poterne fare tesoro»: lo scrive Veronica Cicalò, nella prima tesi di laurea dedicata al progetto “Museo per tutti. Accessibilità museale per persone con disabilità intellettiva”, meritoria iniziativa promossa dall’Associazione milanese L’abilità, in collaborazione con la Fondazione De Agostini
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La Convenzione di Istanbul, le donne con disabilità e il contrasto alla violenza
In quali termini la Convenzione di Istanbul del 2011 (“Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica”) si è occupata di violenza nei confronti delle donne con disabilità, visto e considerato che esse hanno da due a cinque volte più probabilità di essere vittime di violenza? «Se si va oltre le poche citazioni della parola “disabilità” in questo fondamentale documento – scrive Simona Lancioni – si scopre qualcosa di ben diverso, inducendoci a riconsiderare gli stessi modi con cui contrastare la violenza»
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Una Fattoria Sociale, per stare tutti bene, nel cuore della collina torinese
«Questo progetto è nato dalla nostra esperienza quotidiana: ci siamo resi conto di quanto sia bello e importante offrire alle famiglie con bambini con disabilità, che incontriamo ogni giorno, uno spazio di relax in natura in cui trascorrere un weekend lontano dalla città e vivere con altre famiglie occasioni di imparare divertendosi»: a dirlo è Fabrizio Serra, direttore della Fondazione Paideia di Torino, e il progetto di cui parla è quello riguardante la Fattoria Sociale Paideia, recentemente inaugurata a Baldissero Torinese, nel cuore della collina, a meno di mezz’ora dal centro di Torino
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Un approccio multidisciplinare alle “crisi comportamentali” nell’autismo
Un viaggio multidisciplinare nelle “crisi comportamentali” presenti nell’autismo, toccando approcci psicologici e pedagogici al fianco di modelli matematici e logici, e presentando anche concrete realtà provenienti da diverse culture: sarà questo il congresso internazionale “Le ‘crisi comportamentali’ nell’autismo. Un approccio multidisciplinare”, in programma per il 24 gennaio a Castelfranco Veneto (Treviso), a cura della Cooperativa Sociale Sonda (Centro Ricerca e Formazione) e dell’Istituzione Universitaria Statale polacca PWSTE
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“NotteTempo”, per realizzare un sogno di vita al di fuori della famiglia
È stato inaugurato nei giorni scorsi a Lissone (Monza-Brianza) l’appartamento denominato “NotteTempo”, luogo che mira ad offrire alle persone con disabilità, anche complessa, un’opportunità di sperimentazione di vita al di fuori del contesto familiare. L’iniziativa è il nuovo risultato ottenuto nell’àmbito del progetto lombardo “TikiTaka – Equiliberi di essere”, nato per dare la possibilità alle persone con disabilità di realizzare il proprio percorso di vita all’interno della comunità di appartenenza, in rispondenza ai propri desideri e volontà
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Vincere facendo bene agli altri: il terzo Premio Inclusione 3.0
Lavoro, tecnologie, tempo libero e sport, arti, empowerment: per queste categorie l’Università di Macerata ha conferito una serie di riconoscimenti nel quadro del Premio Inclusione 3.0, iniziativa giunta alla sua terza edizione, che premia le realtà nazionali e internazionali impegnate in percorsi e progetti volti all’inclusione delle persone con disabilità. Si tratta di un’iniziativa che sta via via ampliando i propri orizzonti, come si evince anche dal progressivo allargamento delle candidature
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“Cityfriend”: facilitatori per il turismo accessibile
Una piattaforma web facilmente fruibile che non solo permette di organizzare nei dettagli e in modo autonomo una vacanza personalizzata, ma anche di avere una persona di riferimento nel luogo di soggiorno, formata sui temi dell’accessibilità, in collaborazione con Associazioni come l’ANFFAS e l’ANGSA: è questo il progetto “Cityfriend”, nato per rispondere concretamente all’esigenza di rendere più inclusiva l’esperienza turistica per le persone con disabilità o in generale con esigenze specifiche, basandosi su standard oggettivi di riferimento
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MUOS, Pippo Gurrieri: «Sulla condanna inflittami dal tribunale di Gela»

Giovedì 16 gennaio il tribunale di Gela mi ha condannato a 6 mesi di carcere per i fatti avvenuti durante il trekking no muos del 21 agosto 2016. Vista la mole di imputazioni scaricate sui 24 compagni coinvolti in questa inchiesta, il fatto che, alla fine, io sia risultato l’unico condannato può essere di per sé considerato positivo.

Che io abbia offeso «l’onore e il prestigio» dei pubblici ufficiali (poliziotti in borghese senza nessun segno di riconoscimento) abbassandomi i pantaloni e mostrando il sedere, è senz’altro questione che va esaminata attentamente.

Gli operatori (poi risultati poliziotti) filmavano continuamente tutte le persone che si andavano concentrando per partecipare al trekking, girando attorno a loro in maniera provocatoria. All’arrivo di un pullman da Catania, la polizia impose all’autista di aprire solo la porta anteriore per consentire che tutti i presenti dentro il mezzo scendessero uno ad uno dall’unica uscita disponibile e in modo da poter essere filmati. La polizia ha giustificato questo suo operato come azione preventiva di eventuali reati…

Il mio gesto è stato senz’altro un segno di protesta verso questa sfacciata operazione di schedatura, che riguardava anche molti minorenni; ma non v’è alcun dubbio che si sia trattato anche di un modo divertente per dimostrare come vivano questa lunga battaglia contro il MUOS gli attivisti, cioè in piena allegria, affrontando in maniera assolutamente spensierata il clima serioso, tetro e minaccioso con cui le forze dell’ordine gestiscono gli eventi di protesta.

Ogni volta sono due mondi incomunicabili a contrapporsi e loro non comprenderanno mai la nostra gioia di lottare, che a volte (come fu in quel caso) può rappresentare anche una maniera di smorzare la tensione che il loro atteggiamento produce.

La condanna va però vista anche sotto altri aspetti: chiudere il procedimento assolvendo tutti poteva rappresentare un segno di debolezza, invece condannandone almeno uno, si lanciava un segnale – l’ennesimo – verso chi si ostina a resistere alla militarizzazione americana del territorio siciliano. Che importa poi se lo stesso soggetto era già stato assolto per lo stesso “reato” in sede civile; o se, alla fin fine, l’unico fatto che ha “turbato” l’ordine pubblico quel 21 agosto 2016 sia risultato essere l’esposizione di un culo alle telecamere della polizia scientifica, intervenuta in forze con la Celere e tutti i soliti apparati connessi, in Sughereta e dentro la base USA a difesa dell’impianto bellico dei Marines?

La questura di Caltanissetta da tempo ha fatto proprio il detto di Mao Zedong «colpiscine uno per educarne cento» e così andiamo avanti a colpi di arresti (Turi Vaccaro), fogli di via (Giacomo), condanne, procedimenti giudiziari, come se una lotta come questa si potesse ridurre a un contenzioso giuridico.

E che non si può ridurre a questo lo dimostrano gli anni di battaglie a Niscemi per far chiudere una base di morte, ma lo dimostrano ancora di più tutte le resistenze in atto in Italia, con gli arresti e la repressione che le colpiscono, che però, più che smorzarle, le alimentano di rabbia e di consapevolezza.

Pippo Gurrieri

21 Gennaio 2020

http://www.labottegadelbarbieri.org/pippo-gurrieri-sulla-condanna-inflittami/