Newsletter 03.2020 – Sull’esito delle elezioni in Emilia Romagna

Nemmeno il tempo di terminarne lo spoglio dei voti che per Bonaccini e i suoi la riapertura dei punti nascita sull’Appennino diventa “di difficile realizzazione” e l’autonomia differenziata “s’ha da fare”.

Newsletter 03.2020 – Sull’esito delle elezioni in Emilia Romagna

[Emilia Romagna] Sull’esito del voto alle regionali

Il futuro è nelle mani dei lavoratori e dei cittadini

Nemmeno il tempo di terminarne lo spoglio dei voti che per Bonaccini e i suoi la riapertura dei punti nascita sull’Appennino diventa “di difficile realizzazione” e l’autonomia differenziata “s’ha da fare”. Questa è la sintesi del “nuovo corso” del riconfermato governatore, cosa che non sorprende stante la sua politica da destra moderata fin qui condotta (privatizzazioni, speculazioni, grandi opere inutili e dannose). Nonostante buona parte degli elettori si sia espressa più contro Salvini che per convinzione delle politiche del PD, la vittoria di Bonaccini diventa ulteriore campo per far valere gli interessi delle masse popolari, inchiodandolo alle promesse fatte. Prendiamo ad esempio la riapertura dei punti nascita in montagna, dal giorno dopo le elezioni questa emergenza deve diventare un vero e proprio “problema di ordine pubblico” (manifestazioni, presidi insieme ad altre battaglie, iniziative a livello locale e regionale, ecc.) perché spontaneamente il PD, il nuovo governatore e i poteri che lo sostengono non li riapriranno.

La propaganda di regime cerca di ridurre il risultato elettorale a uno scontro tra i singoli candidati (che hanno fatto un bel teatrino), la verità è che il ruolo determinante lo hanno avuto le masse popolari. Sono loro che si sono mobilitate diffusamente e su più livelli in queste settimane: analizzando il voto questo è evidente perché parte della vittoria di Bonaccini è frutto della loro mobilitazione attorno a temi quali l’antifascismo, l’antirazzismo e i valori della Costituzione. È stato un sentimento diffuso, incarnato principalmente dal Movimento delle Sardine che ora devono occuparsi stabilmente dei singoli territori, difendere le aziende dalla delocalizzazione, creare dal basso mille lavori di pubblica utilità.

Il voto reale

L’affluenza è stata del 67.7% ma è, in realtà, la seconda più bassa di sempre nelle regionali in Emilia Romagna. Per non incappare nella trappola delle percentuali, che molto confondono, mettiamo il voto “con i piedi per terra”, facendo un confronto dei voti assoluti tra:

– i dati delle regionali del 2014 e quelli delle regionali del 26 gennaio 2020;

– i dati delle regionali 2020 e quelli delle precedenti politiche ed europee. (Leggi tutto il comunicato)

 

 

[Italia] Sulla parabola discendente del M5S

I risultati delle elezioni regionali in Emilia Romagna e in Calabria hanno cancellato ogni dubbio sul fatto che il M5S sia arrivato al termine di una parabola discendente iniziata subito dopo la vittoria alle elezioni del 4 marzo 2018. La manciata di voti ottenuta nella tornata elettorale di domenica (in Emilia Romagna il Movimento si è fermato al 4,7%, mentre in Calabria non è andato oltre il 7,35%) è stata un’ulteriore dimostrazione del fatto che il M5S ha definitivamente perduto il già precario e labile consenso ottenuto alle elezioni politiche di due anni e mezzo fa e che si basava sulle promesse immediate e concrete fatte alle masse popolari che oggi però, con l’insediamento del Conte 2 possiamo dire essere state accantonate.

L’asservimento di questo governo all’UE, alla Comunità Internazionale e ai partiti delle Larghe Intese ha portato il M5S ad avallare una serie di misure come i Decreti Sicurezza e il MES e di pari passo a rimangiarsi le promesse fatte.

È vero infatti che la garanzia di una vita dignitosa promessa ai cittadini a partire dal Reddito di Cittadinanza è stata messa da parte, come anche il ripristino dell’articolo 18 a cui alludeva il Decreto Dignità, l’Abolizione della Fornero per cui Quota 100 è stata solo un palliativo ecc.. (leggi tutto)

 

[Emilia Romagna] Sulle elezioni e il movimento delle Sardine

(…) Né le Sardine, né le elezioni di per sé saranno in grado di risollevare le sorti delle aziende in crisi e della delocalizzazione, di mettere mano alla disoccupazione e al degrado crescente. Ma sia il movimento delle Sardine sia il contesto delle elezioni regionali hanno suscitato tra la massa della popolazione un interesse importante verso temi quali l’antifascismo e la lotta contro la repressione di lavoratori e immigrati: un attivismo notevole che scemerà tanto più i comunisti concentreranno la loro azione o solo nella campagna elettorale (propaganda per prendere più voti in concorrenza con PD, Lega, M5S e altri partiti) per poi abbandonare il terreno delusi dalle “masse caprone” che non li hanno votati, oppure solo nel denigrare il movimento delle Sardine etichettandolo come “pilotato” dal PD e affini e quindi quasi come se fosse un movimento reazionario… (leggi tutto).

 

LOTTA ALLA REPRESSIONE

Videomessaggio di Rosalba Romano: non sarò l’aguzzina di me stessa, non pagherò la condanna inflittami dal tribunale di Milano

“Per scontare la condanna che mi ha inflitto il tribunale di Milano, io che ero infermiera precaria con Partita IVA avrei dovuto indebitarmi per tutta la vita, avrei dovuto lavorare per pagare le spese legali, le spese processuali, le multe e il risarcimento al poliziotto che si è sentito diffamato. Ci ho pensato molto e devo dire che l’esempio di Nicoletta Dosio mi è stato di grande aiuto e di ispirazione. Quando fu condannata ai domiciliari disse che lei non sarebbe stata la carceriera di sé stessa e che non li avrebbe rispettati. Ecco: io non sarò l’aguzzina di me stessa e fra passare la vita a rincorrere i debiti per una condanna inaccettabile e risarcire un poliziotto, ho preferito prendere la via della lotta: ho deciso che non pagherò niente, neanche un centesimo, per quella condanna.”

 

Ancora sulla lotta alla repressione

Dalla nostra Agenzia Stampa

[Internazionale] Siamo veramente sull’orlo della terza guerra mondiale?

Con l’inizio del 2020 abbiamo visto compiersi un salto di qualità nell’avanzamento della crisi generale che si manifesta a livello internazionale e a livello nazionale. Tale salto si è manifestato, in particolare, con l’attacco degli imperialisti USA all’Iran attraverso l’omicidio di Suleimani e altri esponenti dell’apparato politico militare iraniano in Iraq. L’attacco ha innescato la reazione militare dell’Iran, una rinnovata e rafforzata spinta del governo iracheno verso l’indipendenza nazionale, una impennata delle tensioni internazionali e una rinnovata spinta delle masse popolari alla mobilitazione contro la guerra imperialista, in particolare negli USA.

Nel nostro paese questa spinta alla mobilitazione nel campo delle masse popolari è stata interpretata da varie correnti della sinistra borghese che hanno alimentato analisi terroristiche e catastrofiche (“è iniziata la Terza Guerra Mondiale”).

Ma è veramente così? Per fare chiarezza e confutare il catastrofismo di queste tesi rilanciamo un testo pubblicato a gennaio 2016 dal Partito dei CARC titolato “Dieci tesi sulla situazione attuale e sulla tendenza alla guerra”. Le tesi sono un’ottima guida per orientarsi anche oggi e non perdere la bussola disorientati dalla propaganda di regime… (leggi tutto)

 

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Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza – per il Comunismo (CARC)

Via Tanaro, 7 – 20128 Milano – Tel/Fax 02.26306454

e-mail: carc@riseup.net – sito: www.carc.it

 

 

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