Coronavirus, solidarietà alla popolazione carceraria colpita dalle misure restrittive del Governo

Si moltiplicano le legittime iniziative di protesta e di lotta, rivolte e “battiture” nelle Carceri e negli Istituti di Pena in tutto il Paese a fronte della scellerata gestione, da parte della classe dominante, per la diffusione del Covid-19, tradotta con misure quali il blocco dei permessi e delle visite, della socialità tra detenuti, e in molti casi anche delle telefonate ai parenti. Infatti in molte città, da Palermo ad Alessandria, passando per Napoli, Foggia e Modena fino a Milano la popolazione carceraria lotta per la propria dignità e per la propria sicurezza. Ad ora sono circa 350 le evasioni (la maggior parte dal carcere di Foggia, poi Frosinone e Alessandria), 14 i morti per le violenze della polizia (che vigliaccamente la stampa ha addebitato all’overdose di metadone!) e sono 27 ad ora le carceri in rivolta con occupazione dei tetti, blocco delle porte carraie, incendi.

Le misure “emergenziali” del governo non sono altro che la “goccia che ha fatto traboccare il vaso” della situazione in cui versa il sistema carcerario: sovraffollamenti, sporcizia, inadeguatezza delle strutture sanitarie (se ti ammali, passano giorni per una cura), abusi fisici e psicologici, divieti e privazioni ([Italia] Denunciamo gli abusi subiti da Nicoletta Dosio in carcere!) sono all’ordine del giorno.

Nessuna misura concreta è stata presa per evitare la diffusione del virus tra le sezioni e il blocco delle visite non è che l’ennesima stretta repressiva: gli effetti della scellerata gestione “dell’emergenza” Coronavirus sono scaricati sulle masse popolari quando non direttamente utilizzati per vessarle maggiormente. La ribellione a queste misure, quando apertamente inconcludenti e apertamente antipopolari, è una questione di classe, di lotta di classe: mentre da un lato il governo cerca di imporre misure restrittive alla vita sociale e alle attività politiche, sindacali e culturali, costringe milioni di operai a continuare ad andare in fabbrica a lavorare ingrassando le tasche dei padroni, invece di requisire  gli ospedali privati per creare posti letto a sufficienza, di bloccare la produzione in tutto il paese e garantendo il salario agli operai (il virus si trasmette anche in catena di montaggio!).

La rivolta nelle carceri, per quanto la stampa di regime cercherà di descriverla come una rivolta di abbrutiti e delinquenti che hanno “approfittato della situazione”, è manifestazione della malagestione del governo Conte 2 dell’emergenza “Coronavirus”, della sfiducia crescente nei confronti delle istituzioni e del tentativo di una parte delle masse popolari di ribellarsi alle insensate scelte del governo.

Per queste ragioni bisogna:

  1. Esprimere solidarietà, senza se e senza ma, alla popolazione carceraria colpita dalle misure repressive e in queste ore dalla violenza della polizia, che si mobilita per i propri diritti. Denunciare le 14 morti accertate nelle carceri, promuovere iniziative di denuncia pubblica e mobilitazioni, non farle passare sotto silenzio, pretendere verità e giustizia;
  2. Sostenere le lotte dei detenuti e delle famiglie dei detenuti, per impedire l’attuazione delle misure restrittive (divieto di colloquio, di socialità tra i detenuti, di chiamata ecc.) e sostenere le lotte per l’indulto e la scarcerazione delle pene minori per ridurre il sovraffollamento delle carceri. Legare questa lotta alla battaglia per una sanità pubblica ed efficiente che sia in grado di affrontare con le misure necessarie l’emergenza: ridurre le libertà dei detenuti non risolverà il problema del virus, invece lo risolverà l’azione del governo per potenziare la sanità pubblica rimettendo in moto i reparti chiusi degli ospedali, assumendo personale sanitario e requisendo le strutture private per creare nuovi posti letto per le terapie intensive;
  3. Vigilare sull’operato delle forze dell’ordine seguendo l’esempio di Vigilanza Democratica: vigilare sulla condotta dei “servitori” dello Stato è un dovere e un diritto, è una questione di interessi di classe. Vanno denunciati gli abusi e le violenze nella gestione dell’ordine pubblico, pretendere che siano rispettate le libertà democratiche, promuovere un’ampia azione di controllo popolare seguendo l’operato di Vigilanza Democratica.

Nessun ambito della società è impermeabile alla lotta di classe: rivoltiamo contro il nemico ogni attacco!

https://www.carc.it/2020/03/09/italia-solidarieta-alla-popolazione-carceraria-colpita-dalle-misure-restrittive-del-governo-conte-2/

 

Un’azione prioritaria di protezione per le famiglie con disabilità

Superando.it

«L’emergenza sanitaria legata al coronavirus – scrive Alessandro Chiarini, presidente del CONFAD (Coordinamento Nazionale Famiglie con Disabilità) – dovrebbe rendere tutti più consapevoli di cosa significhi proteggere la propria famiglia da pericoli non dipendenti dalla nostra volontà, come capita ai caregiver familiari, che “sperimentano” ogni giorno un isolamento preventivo e forzato a salvaguardia della parte fragile della propria famiglia. Chiediamo dunque che tra le misure straordinarie di questi giorni messe in campo per le famiglie vengano ricomprese altresì le famiglie con disabilità»
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Affrontare i diversi aspetti della vita con la stomia
Offrire supporto alle persone stomizzate e ai loro familiari, cercando di migliorarne la vita tramite un portale informativo ricco di articoli, idee, spunti e consigli, per affrontare al meglio i diversi aspetti della vita con la stomia: è questo l’obiettivo di “Vivere la stomia.it”, nuova web app sviluppata dall’azienda B. Braun, in collaborazione con il Tecnopolo Mario Veronesi di Mirandola (Modena) della Fondazione Democenter SIPE, oltreché con il sostegno dell’Associazione AIOSS e della Federazione FAIS
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Mettere in protezione la parte più fragile della popolazione
«Esprimiamo preoccupazione e sgomento per la mancata chiusura nel Lazio dei Centri Diurni e chiediamo tutele per le persone con disabilità, spesso gravissime, almeno pari a quelle riservate agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado»: a dirlo è Silvana Giovannini, presidente dell’Associazione romana Ylenia e gli Amici Speciali, sottolineando la necessità «di mettere in protezione la parte di popolazione più fragile, che si trova anche a dover applicare norme di comportamento e igiene difficilissime da seguire, in particolare per le persone con disabilità intellettive e psichiche»
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Tanti modi per contrastare la discriminazione delle donne con disabilità
Un ambulatorio che garantisce l’accesso alle prestazioni ginecologiche per le donne con disabilità anche grave, un progetto che propone percorsi per prendersi cura di se stessi e cercare il proprio stile di rappresentazione, un Servizio Antiviolenza rivolto sia a donne che a uomini con disabilità e altre iniziative ancora: sono i tanti modi con cui l’Associazione Verba contrasta la discriminazione multipla delle donne con disabilità. Le parole delle sue responsabili ci aiutano a conoscere meglio questa organizzazione, nata nel 1999 a Torino
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Attendiamo ancora provvedimenti chiari dalla Regione Campania
«La Regione Campania non ha ancora emanato alcun provvedimento chiaro per quanto riguarda la possibilità di sospendere i servizi dei Centri Diurni e quelli in regime Semiresidenziale, frequentati da persone con disabilità, la maggior parte delle quali con disabilità intellettiva»: a sottolinearlo sono le componenti campane della Federazione FISH e dell’Associazione ANFFAS, ricordando che al momento «le uniche a farsi carico dell’assistenza sono le famiglie, perché lasciate sole dai Comuni e dalla stessa Regione, per la carenza di servizi di assistenza domiciliare»
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Malati Rari, non “vittime sacrificabili”
«Essere persone con disabilità, affette da una malattia rara e cronica – scrive Deborah Capanna, presidente del Comitato I Malati Invisibili – non è una colpa. Siamo persone che hanno bisogno di più attenzione, non “vittime sacrificabili”. Chiedo quindi, e mi sento di farlo a nome di tutti i pazienti e familiari, più rispetto e senso civico da parte del cittadino e controlli più rigidi da parte del Governo, che deve far fronte a questa emergenza con tutti i mezzi possibili»
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Come garantire lo studio delle persone con disabilità in giorni tanto difficili
«In questi giorni – scrive Vincenzo Falabella, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) – si è aperto un dibattito dentro e fuori il mondo della disabilità su come garantire il diritto allo studio degli alunni e delle alunne con disabilità, a causa della sospensione della didattica dovuta all’attuale emergenza sanitaria. Ogni soluzione possibile presenta dei pro e dei contro, e dev’essere quindi collegata alle difficoltà che tutte le famiglie stanno vivendo, da inserire, quindi, all’interno delle misure più generali che si stanno pensando per tutti»
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Emergenza sanitaria: un servizio utile agli over 65, ma non solo
È attivo da oggi, 10 marzo, nel sito di HappyAgeing – Alleanza per l’Invecchiamento Attivo, la rubrica online “L’Esperto risponde”, servizio di informazione gratuito per tutti i cittadini che volessero rivolgere domande o dubbi sul tema “Coronavirus e over 65”. «Il nostro obiettivo – spiega Michele Conversano, presidente di HappyAgeing – è quello di offrire un servizio ai cittadini e contribuire a una corretta informazione e diffusione di buone pratiche. Infatti, mettere in atto ogni possibile iniziativa per ridurre il rischio di contagio, in questo momento è fondamentale»
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Tutele per gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione
«Assistenti all’autonomia e alla comunicazione ed educatori – scrive Michele Peretti – si sono uniti per chiedere al Governo di adottare le misure più idonee per tutelarli, dopo che il Ministero li ha invitati a recarsi a casa dei loro studenti con disabilità, in modo tale da non perdere lo stipendio. Ma anche i docenti di sostegno si recheranno presso il domicilio dell’alunno con disabilità? E andare a domicilio, considerando i motivi per cui sono state adottate forti misure restrittive a tutela della salute pubblica, significa forse che per alcune categorie l’emergenza sanitaria è finita?»
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Friuli Venezia Giulia e disabilità: la Consulta chiede provvedimenti urgenti
Provvedimenti urgenti a sostegno del mondo della disabilità nell’àmbito dell’emergenza legata al coronavirus che sta interessando anche il Friuli Venezia Giulia, in particolare nel settore scolastico e in quello sanitario: a chiederli è stato Mario Brancati, presidente della Consulta Regionale delle Associazioni delle Persone con Disabilità e delle loro Famiglie del Friuli Venezia Giulia, tramite una lettera inviata alla Regione, all’Ufficio Scolastico Regionale e all’ANCI Friuli Venezia Giulia (Associazione Nazionale Comuni Italiani)
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Segnaliamo la pubblicazione in Superando.it dei seguenti articoli

Puglia: accettate le modifiche al Disegno di Legge sulla vita indipendente
In una nota inviata alle componenti regionali pugliesi delle organizzazioni ENIL, FISH e ANFFAS e A.Ma.Re, l’Assessorato Regionale al Welfare della Puglia ha informato che verranno presentate come emendamenti le proposte di modifica provenienti qualche settimana fa da quelle stesse organizzazioni, rispetto al testo del Disegno di Legge Regionale riguardante la vita indipendente delle persone con disabilità
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“Ti contagio col sorriso”, ovvero come creare un’”epidemia positiva”
La foto di un sorriso da postare nei social: è semplicemente questo, ma è decisamente importante, la campagna di comunicazione “Ti contagio col sorriso”, che sta raccogliendo grande successo in rete. A lanciarla sono stati gli atleti di Special Olympics Italia, il noto movimento dello sport praticato da persone con disabilità intellettiva e/o relazionale, «allo scopo – come spiegano i promotori – di creare una vera e propria “epidemia positiva”, in un momento storico in cui siamo tutti chiamati a mantenere le distanze e ad evitare il contatto fisico a causa dell’epidemia da Covid-19»
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40.000 persone con sindrome di Down offese e umiliate in prima serata TV
Purtroppo è accaduto ancora, solo a distanza di pochi giorni dal precedente episodio, e per giunta nello stesso programma, “Grande Fratello Vip”, ove la parola “Down” è stata di nuovo usata come un insulto, «offendendo e umiliando in prima serata TV 40.000 persone con sindrome di Down», come denuncia l’Associazione AIPD, che rivolge un appello forte e chiaro alla trasmissione e a Mediaset, chiedendo, «a nome delle nostre famiglie, che il linguaggio televisivo sia corretto e veicoli quei valori di inclusione e integrazione che da quarant’anni cerchiamo faticosamente di costruire e rinforzare»
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Garantire in questi giorni il diritto allo studio degli alunni con disabilità
Una nota è stata inviata dalla FISH Campania (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) a Lucia Fortini, assessore della propria Regione all’Istruzione, alle Politiche Sociali e alle Politiche Giovanili, chiedendo «di garantire, in accordo con l’Ufficio Scolastico Regionale, attraverso gli Ambiti Sociali e le Aziende ai Servizi Sociali, l’assistenza specialistica presso il domicilio degli studenti con disabilità che frequentano le scuole della Campania, per tutelare anche il loro diritto allo studio»
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Per una didattica a distanza realmente inclusiva
«Per gli alunni con disabilità l’inclusione significa apprendimento e partecipazione, cioè relazione con insegnanti e compagni, e dunque questo sarà un periodo difficile. “Dida-LABS” vuole essere un aiuto prezioso per attuare una didattica a distanza realmente inclusiva»: lo dichiara Dario Ianes, co-fondatore del Centro Studi Erickson, a proposito di “Dida-LABS”, ambiente online gratuito, attivato dallo stesso Centro Studi Erickson, che presenta oltre quattrocento attività multimediali, per il supporto di attività didattiche della scuola primaria da svolgere a distanza
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Positivo passo in avanti per il sostegno alle famiglie con disabilità del Lazio
«Questo provvedimento garantirà continuità assistenziale a tante persone con disabilità complessa che rischiavano di essere private di un sostegno indispensabile alle loro esigenze. Esortiamo perciò gli Enti Locali ad un intervento immediato nella stessa direzione»: così Daniele Stavolo, presidente della Federazione FISH Lazio, commenta lo stanziamento di fondi aggiuntivi, deciso dalla Regione Lazio, per gli interventi in favore delle persone con disabilità gravissima, ciò che consentirà a numerose famiglie finora escluse dal contributo, per mancanza di fondi, di ricevere il contributo stesso
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“Diversamente disabili”

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Rinviata la Giornata Nazionale della Persona con Lesione al Midollo Spinale
«Le dimensioni sovranazionali dell’attuale fenomeno epidemico e l’interessamento di più àmbiti sul territorio nazionale rendono necessarie misure volte a garantire uniformità, nell’attuazione della profilassi elaborata in sede internazionale ed europea. Pertanto si sospende l’organizzazione della Giornata Nazionale 2020, che conseguentemente all’evolversi dell’emergenza in atto, viene rinviata a data da destinarsi»: lo comunica la FAIP (Federazione Associazioni Italiane Paratetraplegici), in riferimento alla Giornata Nazionale della Persona con Lesione al Midollo Spinale del 4 aprile prossimo
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Per non perdere il contatto con le persone con sindrome di Down
«La diffusione del coronavirus – si legge in una nota dell’AIPD Nazionale (Associazione Italiana Persone Down) – e le indicazioni degli organi istituzionali stanno avendo forti ripercussioni nella vita quotidiana. Per la nostra Associazione l’impatto maggiore è ricaduto sulle attività di educazione all’autonomia. Per questo abbiamo fornito agli operatori dei vari percorsi alcuni suggerimenti sulle attività da svolgere, laddove possibile, per non perdere il contatto con le persone con sindrome di Down e le loro famiglie, e per alimentare il senso del futuro e la voglia di crescere e di fare»:
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