“I giorni del Covid-19”

Oltre quaranta articoli dedicati al coronavirus e alle sue conseguenze sulle relazioni sociali. E il contributo di altre testate indipendenti: Effimera, il manifesto, Volere la luna.

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I giorni del Covid-19

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Oltre quaranta articoli dedicati al coronavirus e alle sue conseguenze sulle relazioni sociali. Raccoglie, tra gli altri, i diari di Ascanio Celestini e Wu Ming, gli interventi di Lea Melandri, Raul Zibechi, Patrizia Cecconi, Guido Viale, Lanfranco Caminiti, Marco Bersani, Alessandra Ballerini, Mauro Armanino, Rosaria Gasparro, Enzo Scandurra, Lucia Cuffaro,.Alessandro Ghebreigziabiher, Francesco Martone, Floriana Lipparini, Adriano Labbucci, Salvatore Palidda, Franco Arminio, Guido Vaudetto, Marco Revelli, Aldo Morrone. E ancora, su quanto accade nel carcere, Susanna Marietti e Luca Abbà. Infine, sull’universo educativo Sonia Coluccelli, Bruno Tognolini, Paola Nicolini, Angela Pesce, Giovanni Fioravanti, Mirco Pieralisi. E il contributo di altre testate indipendenti: Effimera, il manifesto, Volere la luna (foto di Ferdinando Kaiser: “quarantena armata” a Napoli, per sorridere un po’)

Il parassita

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“Quasi diecimila chilometri in linea d’aria dividono Pomezia da Wuhan. Il parassita li ha percorsi passando da un corpo all’altro. L’ultimo passaggio se l’è fatto dare da un poliziotto. E adesso è arrivato in una cittadina dove i giovani si accontentano di poco. Adesso è seduto su una panchina e rovina la serata a due amici che parlano a meno di un metro di distanza l’uno dall’altro…”. “Lui non lascia impronte. Non mostra documenti. È più pericoloso di un ladro, ma non ha bisogno di mettersi il passamontagna e puntare la pistola. Entra in banca e ruba la salute degli impiegati senza che se ne accorgano…”. 7 e marzo: un diario di Ascanio Celestini nei giorni del Covid-19. Per non smettere di pensare

Le tragedie non si conteranno

Le tragedie non si conteranno
Una proposta: permettere a tutti i detenuti di usare, oggi stesso, i numeri telefonici già autorizzati, per chiamare i propri cari, tranquillizzarli e sapere come stanno. Una richiesta: fare subito trasparenza su quanto accaduto a Modena. Infine un appello ai detenuti: fermate subito qualsiasi azione violenta, “la situazione sta esplodendo – scrive Susanna Marietti, coordinatrice nazionale dell’associazione Antigone (che da vent’anni lavora alla promozione dei diritti e delle garanzie nel sistema penale e penitenziario). – Se continua così le tragedie non si conteranno…”

Liberarsi dal virus del carcere

Liberarsi dal virus del carcere
Negli istituti di pena non c’è la possibilità di affrontare il contagio

Sospensione della pena

Sospensione della pena
Il rischio contagio si accompagna sempre di più al rischio disumanità. In troppi, ad esempio, dimenticano che tra la popolazione detenuta il 50% circa ha una età compresa tra i 40 e gli 80 anni e oltre il 70% presenta almeno una malattia cronica e il sistema immunitario compromesso. E che gli istituti penitenziari sono a tutti gli effetti luoghi pubblici e sovraffollati… “È del tutto evidente che la diffusione del virus all’interno delle carceri assumerebbe dimensioni catastrofiche…”, scrivono un gruppo di associazioni (tra cui la redazione di Comune-info) e singoli in un appello.

L’antivirus è partire da sé

L'antivirus è partire da sé
Abbiamo bisogno di domande e di ponti tra discussioni e punti di vista differenti per non annegare nel disorientamento, nella paura dell’altro e nell’isolamento. Ma abbiamo bisogno prima di tutto del “partire da sé”, spiega Lea Melandri, quale “fondamento di ogni agire politico che voglia produrre duraturi cambiamenti” e che, come hanno dimostrato diversi movimenti, va al di là del processo di liberazione delle donne avviato dal femminismo. È un’àncora quanto mai necessaria “quando attorno terremotano certezze, abitudini, adattamenti, e contemporaneamente anche poteri che sembravano consolidati”

L’urgenza di liberarsi di Google

L'urgenza di liberarsi di Google
Tra i poteri che stanno approfittando dell’epidemia ci sono soprattutto le multinazionali del Big Tech. Google, ad esempio, ha offerto ai ministeri dell’istruzione di molti paesi la «soluzione alla chiusura delle scuole»: il colosso dei motori di ricerca fornisce ai docenti mail con spazio illimitato e piattaforme per l’istruzione telematica. I problemi sono almeno due. Il primo: la mancanza di consapevolezza, ad esempio tra gli insegnanti, di cosa facciano davvero quegli strumenti, delle conseguenze enormi sul piano politico e commerciale. Il secondo: le alternative ci sono. Ci sono eccome, scrive il collettivo Wu Ming, e sarebbero pure facili da usare

Se il virus non ha confini

Se il virus non ha confini
Sono stati prima di tutto i movimenti delle donne a mettere al centro della politica i corpi, a rifiutare i deliri di onnipotenza, a parlare del tema della cura. C’è da ripartire da quei passaggi nell’inedita emergenza globale di questi giorni, ma anche dalla capacità di riconoscere e rifiutare tutte le impalcature costruite contro i diritti delle persone e le libertà dei corpi. A cominciare, ad esempio, dalle miserabili minacce dell’Ue di mandare navi militari al confine greco-turco per bloccare i profughi (nella foto di Non una di meno Roma l’azione dell’8 marzo in piazza di Spagna; scrive NUDM: “Siamo il grido altissimo e feroce di tutte quelle donne che più non hanno voce! Siamo il grido altissimo e feroce di tutti quei corpi che più non hanno voce!”)

I nostri corpi per fermare il virus

I nostri corpi per fermare il virus
Possiamo trasformare l’emergenza nel rifiuto netto dell’individualismo

What is Coronavirus?

What is Coronavirus?
Indicazioni basilari di igiene e di condotta in diverse lingue

L’orizzonte imprevisto

L'orizzonte imprevisto
Usciamo dalla richiesta ansiogena di dosi sempre più massicce di sicurezza

Dobbiamo cambiare prospettiva

Dobbiamo cambiare prospettiva
Possiamo fare un bilancio complessivo del “Prodotto Dannoso Sociale”?
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Uno spazio web dedicato al migrare, a chi si mette in viaggio,
all’affermazione della libertà di movimento: Benvenuti ovunque
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Jens comandante disobbediente

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Agenti di Frontex si oppongono a un respingimento verso le coste turche
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