[Torino] Intervista all’avvocato Valentina Colletta, difensore di Nicoletta Dosio

Lunedì 30 marzo con un post sui social il Movimento No TAV ha pubblicato la notizia dell’uscita di Nicoletta dosio dal carcere delle Vallette di Torino per scontare la pena ai domiciliari, nella sua casa di Bussoleno in Val Susa.

Una scelta sofferta per Nicoletta che, come simbolo della lotta contro il TAV, ha avanzato la richiesta spinta e supportata dai militanti del Movimento, che hanno visto nel propagarsi del Coronavirus un pericolo concreto per la vita della compagna. La situazione nelle carceri è infatti allo stremo e la gestione dell’emergenza da parte del Governo risulta insufficiente a prevenire il contagio sia tra la popolazione carceraria che tra polizia penitenziaria, infermieri, avvocati e magistrati, che entrando e uscendo dalle carceri diventano potenziali vettori dell’infezione.

Pubblichiamo quindi solo oggi l’intervista rilasciata dall’avvocato Valentina Colletta, difensore della Dosio, perché avrebbe anticipato la notorietà della richiesta di Nicoletta di essere sottoposta alla detenzione domiciliare, presentata il 20 marzo, e di cui ancora il movimento No TAV non aveva diffuso la notizia.

Con la rabbia di chi ha lasciato tra le mura del carcere tante compagne di detenzione a cui il governo nega il diritto a mettersi in salvo dal virus, Nicoletta prosegue da casa la sua battaglia per il riconoscimento pieno dei diritti dei detenuti costretti ad una realtà fatta di intollerabile oppressione e repressione sociale.

A Nicoletta e agli altri attivisti ci uniamo nella lotta per pretendere l’attuazione immediata di misure urgenti come l’amnistia sociale per ridurre il sovraffollamento carcerario, per la salvaguardia e la salute dei detenuti e del personale penitenziario, sanitario e giudiziario con cui entrano in contatto.

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Quali sono le condizioni di Nicoletta e come è cambiata la vita all’interno del carcere a seguito del diffondersi dell’epidemia da Covid-19?

Nicoletta è in carcere ormai da tre mesi e, se nel primo periodo – nonostante le difficoltà connesse alla drastica perdita di ogni libertà, alla sua lunga collocazione ai “nuovi giunti” e ai suoi problemi di carattere sanitario – è riuscita comunque a mantenersi serena e propositiva, oggi la situazione è cambiata. Nicoletta si è infatti da subito attivata per comprendere le dinamiche che caratterizzano i rapporti interpersonali all’interno del carcere, si è messa a disposizione delle altre detenute, ha cercato faticosamente di interagire in maniera costruttiva con il personale di Polizia penitenziaria affinché venissero riconosciuti e garantiti i diritti suoi e delle sue compagne, si è occupata della biblioteca della sezione dove si trova, ha mantenuto costanti rapporti epistolari con l’esterno e si è mantenuta informata. Con il dilagare della pandemia in corso molte delle sue attività sono state ulteriormente limitate a causa del divieto di ingresso di volontari e personale che rendevano agibile la biblioteca, così come altri servizi. Nicoletta, come le altre detenute, non ha più diritto ai colloqui visivi parentali e non può più ricevere pacchi alimentari. Inoltre respira quotidianamente un clima particolarmente teso, alimentato dalle scarse e poco chiare notizie che le giungono. Tutti i detenuti hanno contezza, sebbene non ufficialmente, dell’ingresso del virus in carcere e lei, come le sue compagne, vivono con ansia l’assenza di presidi sanitari e la promiscuità a cui sono costrette.

Come è arrivata alla decisione di richiedere misure alternative alla detenzione in carcere?

Il dilagare del virus ha portato in molti a chiedere a Nicoletta di accedere alle misure alternative a cui avrebbe diritto. Il Movimento NO TAV l’ha pubblicamente invitata a considerare la richiesta quanto meno della detenzione domiciliare. Le è dunque giunta la forte e generalizzata preoccupazione per le sue condizioni di salute che, in caso di contagio, la esporrebbero a conseguenze potenzialmente letali ed alcuni giorni fa ha quindi avanzato richiesta di detenzione domiciliare. La sua è stata una decisione sofferta che ha dovuto assumere per rispetto di quanti le hanno chiesto di salvaguardare sé stessa e la valenza che ha per le molte lotte che ha sposato, in primis quella del Movimento NO TAV. La decisione che ha preso l’ha d’altra parte esposta al patimento di provare a sottrarsi ad un ambiente, quello carcerario che, sebbene sia fonte di inestinguibile dolore, le ha consentito di conoscere e condividere una realtà contro cui da sempre si espone in quanto inumana, inutilmente degradante ed emblema di quell’intollerabile controllo sociale che marginalizza gli ultimi e reprime quanti per loro si battono ancora. Qualora la magistratura di sorveglianza ne consentisse la scarcerazione Nicoletta continuerà a dedicare ogni sua energia alle lotte sociali e ai detenuti.

Qual è il ruolo di Nicoletta nella lotta contro la drammatica situazione del sistema carcerario e quali sono le misure prese per contrastare la diffusione del virus tra detenuti e personale?

Nicoletta decise di non chiedere misure alternative al carcere per riportare l’attenzione di tutti sulle tematiche che da sempre le sono care: le lotte ambientali, quelle per la casa ed il lavoro, le distorsioni di un sistema capitalistico ed individualista che delega alla magistratura la violenta repressione di chi non si piega. Nicoletta in questo modo ha cercato di rimettere sotto i riflettori le ragioni della lotta sua e dei suoi compagni e, non ultimo, le drammatiche condizioni in cui versa l’intero sistema carcerario. In effetti dopo il suo arresto numerose sono state le realtà che hanno cominciato ad invocare provvedimenti che consentissero la scarcerazione non solo di coloro che sono stati condannati per aver preso parte alle lotte sociali, ma anche di quanti si trovano ristretti per reati per lo più bagatellari e dettati da condizioni di necessità o indigenza. La pandemia ha tuttavia interrotto tale movimento che ora, necessariamente, si è concentrato sulla richiesta di misure, magari meno strutturate ma più urgenti, per contenere quello che si teme potrà essere un inarrestabile contagio all’interno degli istituti penitenziari con conseguenze drammatiche e, almeno in parte, imprevedibili. Continuo a frequentare regolarmente la Casa Circondariale di Torino e la paura di quanto potrà avvenire è palpabile sia nella popolazione detenuta che nel personale di Polizia penitenziaria. Sia ai detenuti che al personale che lavora in carcere non è stato fornito alcun presidio di protezione personale e il sovraffollamento e la conseguente promiscuità non consentono a nessuno di rispettare neppure quel minimo di distanza interpersonale prescritto a tutti gli altri cittadini. Il nervosismo e la sensazione di vivere e lavorare in un mondo dimenticato da tutti sono evidenti e si manifestano in un maggiore nervosismo ed in un’ansia che mina i rapporti interpersonali. Il perdurare di una sovraesposizione alla paura rende le persone meno disponibili e sensibili alle sofferenze e ai bisogni altrui anche in carcere. Per il momento continua ad essere consentito l’ingresso agli avvocati, ai quali viene misurata la febbre e fornita una mascherina. Ogni finestra del carcere è e resta aperta per consentire la più ampia areazione possibile ed i detenuti hanno freddo ma sopportano. In difetto di un approvvigionamento alimentare tramite i pacchi dei parenti, gli acquisti all’interno del carcere sono divenuti più onerosi e non tutti possono permetterselo.

Come si è mosso il Governo per limitare il dilagare dell’epidemia all’interno delle carceri?

Il Governo ha reagito all’allarme da più parti gridato con un provvedimento che affronta il tema con due miseri articoli che non potranno che incidere tardivamente e inefficacemente. Il decreto ricalca le disposizioni della legge c.d. svuotacarceri ponendo tuttavia ulteriori limiti alla sua già ridotta applicabilità. In difetto di altri immediati e più radicali provvedimenti lo Stato dovrà assumersi la responsabilità di quanto appare drammaticamente inevitabile: il dilagare della pandemia all’interno degli istituti penitenziari con le conseguenze che questo significa in un ambiente in cui vivono ammassati uomini, donne, vecchi, bambini, malati e miserabili.

[Torino] Intervista all’avvocato Valentina Colletta, difensore di Nicoletta Dosio

 

Paolo Maddalena: “Si usi il Golden Power per ricostituire il patrimonio pubblico nazionale”

Ieri si è svolto nel tardo pomeriggio il Consiglio dei ministri che ha deliberato due importanti provvedimenti: la concessione di un prestito con garanzia statale di 400 miliardi di euro a piccole, medie e grandi imprese (ciò consentirà ai nostri imprenditori di superare l’attuale blocco di attività e di incrementare, e qui si vedrà la loro capacità, la produzione nazionale di beni); e un decreto legge (immediatamente esecutivo, ma da approvare entro 60 giorni da parte delle Camere) che conferisce al governo il così detto “Golden Power”, cioè i pieni poteri, oltre che nelle materie già previste dalla legge del 2012, anche in materia sanitaria e alimentare che sono asset strategici del made in Italy. È un’ottima soluzione per proteggere l’italianità dei nostri prodotti.

Per quanto riguarda l’Europa

Per quanto riguarda i rapporti con l’Europa, il Consiglio dei ministri ha tenuto ferma la posizione di chiedere soltanto gli Eurobond, cioè dei prestiti garantiti dal bilancio dell’Unione europea, evitando del tutto l’attuazione del Mes (come da noi richiesto con la seguente petizione: http://chng.it/wZvzDtGN).

Se passasse questa linea, e ci sono al riguardo buone probabilità (sono contrari Germania, Olanda,Austria e Finlandia, mentre sono favorevoli oltre a Italia, Francia e Spagna altri 11 paesi dell’Unione), sarebbe una bella vittoria di chi sostiene la solidarietà in Europa su chi la osteggia in nome del del peggior contabilismo del sistema economico predatorio neoliberista.

A tal proposito invitiamo il governo a essere ferreo nei confronti dei paesi dissidenti, poiché qui si tratta dell’esistenza o non della stessa Unione europea.

In conclusione

In conclusione, secondo noi, oltre a esser forti con l’Europa, dobbiamo assolutamente ricostituire il nostro patrimonio pubblico. E a tal fine la giusta attribuzione di pieni poteri al governo dovrebbe comportare anche il ricorso alle nazionalizzazioni delle industri strategiche, dei servizi pubblici essenziali e delle fonti di energia, le quali costituiscono una fonte di ricchezza nazionale di inestimabile valore, che indebitamente è stata ceduta a singoli faccendieri privati e a fameliche multinazionali.

E si ricordi che tali fonti di produzione di ricchezza, ai sensi dell’articolo 43 della Costituzione, devono essere in mano pubblica o di comunità di lavoratori o di utenti.

Sarebbe questa, secondo noi, la via più sicura per assicurare un reale sviluppo economico della nostra Italia.

di Paolo  Maddalena (Professor Paolo Maddalena. Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”)

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-paolo_maddalena_si_usi_il_golden_power_per_ricostituire_il_patrimonio_pubblico_nazionale/82_34089/

 

Irragionevole e immorale attribuire alla Cina la diffusione dell’epidemia di Covid-19

Secondo quanto riportato recentemente da alcuni media britannici, la Henry Jackson Society, un think-tank neo-conservatore con sede a Londra ha pubblicato un rapporto nel quale ha criticato la Cina per “aver nascosto le informazioni sull’epidemia di Covid-19” e per aver “aver violato le norme sanitarie internazionali”. Il rapporto chiede alla Cina di “assumersi la responsabilità per la diffusione dell’epidemia”, ha invitato la comunità internazionale a svolgere indagini sulla Cina e a chiedere un risarcimento.

Si tratta di un’affermazione totalmente assurda. In realtà la Cina ha fatto enormi sacrifici istituendo una prima linea di difesa per la prevenzione e il controllo dell’epidemia guadagnando tempo prezioso per tutto il mondo. Il governo cinese ha comunicato con tempestività le informazioni sull’ epidemia e ha condiviso senza riserve le esperienze di prevenzione, controllo e trattamento con l’Oms e la comunità internazionale, dalla quale il Paese ha ricevuto ampio riconoscimento ed apprezzamento. La cosiddetta affermazione di “fare in modo che la Cina si assuma le sue responsabilità e risarcisca per la diffusione dell’epidemia di Covid-19” è totalmente irragionevole e immorale.

L’intera umanità è vittima dell’epidemia. Non vi sono casi nella storia in cui è stato chiesto un risarcimento ad una nazione per un incidente che riguarda la sanità pubblica, poiché questo avrebbe inevitabilmente suscitato ondate di odio in tutto il mondo contro un determinato gruppo etnico, creando i presupposti per una tragedia. L’idea di chiedere alla Cina di assumersi la responsabilità dello scoppio di questa epidemia e di risarcire i danni provocati dal Covid-19 è sostanzialmente dettata da una posizione razzista che ha oltrepassato ogni limite in termini di moralità.

Attualmente, sono stati segnalati in tutto il mondo oltre 1,2 milioni di casi accertati, il primo ministro britannico Boris Johnson è stato trasferito in una unità di terapia intensiva a causa del peggioramento della sua situazione clinica. Nel momento in cui il mondo si trova ad affrontare l’emergenza della lotta contro il coronavirus, alcuni politici ed organizzazioni europee ed americane hanno supportato politiche razziste e hanno attribuito alla Cina la responsabilità della diffusione dell’epidemia. In questo modo hanno messo in luce i loro malsani obiettivi politici ed ostacolato la cooperazione sulle misure di profilassi e controllo dell’epidemia a livello globale. Quelli che sono chiamati ad assumersi la responsabilità per la diffusione del virus in Europa e negli Stati Uniti sono persone immorali che continuano a creare caos nel mondo.

di Radio Cina Internazionale

 

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-irragionevole_e_immorale_attribuire_alla_cina_la_diffusione_dellepidemia_di_covid19/82_34098/

 

“Nato per vivere”. Pablo e la Pasqua dell’agnello felice

Come sempre, anche quest’anno, denunceremo la mattanza degli agnelli con una campagna in loro difesa: “Nato per vivere”, perché ogni essere vivente che nasce, ha diritto di crescere e vivere, un diritto imprescindibile, sotto tutti i punti di vista. Read More ““Nato per vivere”. Pablo e la Pasqua dell’agnello felice”

Quella sensazione di “dolore anticipato”, ora condivisa da tutti

Superando.it

«Il mondo è cambiato – scrivono le Famiglie e gli Operatori della Fondazione Oltre il Labirinto-Per l’Autismo – e ogni cosa sarà diversa. La perdita di normalità, la paura del pedaggio economico, un nuovo modo di vivere le relazioni: non è un semplice dolore, è un “dolore anticipato”, quel sentimento che si prova per ciò che potrà riservare il futuro, quando questo è particolarmente incerto. Per chi ha un figlio con autismo è una sensazione ben nota, fin dal momento della diagnosi: la mente va verso il futuro e immagina il peggio. Per calmarsi, è necessario vivere nel presente e accettarlo»
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Assistenti educativi all’autonomia e alla comunicazione: la Torre di Babele
«Perché creare tante condizioni ostative – scrive Paola Di Michele – agli assistenti all’autonomia e alla comunicazione, come sta accadendo in queste settimane? Non bisogna infatti dimenticare che nell’attuale “Torre di Babele” che ci riguarda, chi ci rimetterà, oltre a noi lavoratori, con stipendi decurtati all’80%, saranno soprattutto i bambini con disabilità, di cui caparbiamente molti si stanno già occupando in maniera “informale”, con i propri mezzi, sentendo l’obbligo etico di non lasciarli soli con le loro famiglie»
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Raccomandazioni Covid-19 e malattie neuromuscolari
Si chiama così il documento elaborato dalla Commissione Medico-Scientifica della UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), che raccoglie varie indicazioni rivolte soprattutto alle persone con malattie neuromuscolari (distrofie, atrofia muscolare spinale, miotonie ecc.). Oltre alle raccomandazioni fornite dal Ministero della Salute, il testo propone rassicurazioni e consigli sull’assunzione di farmaci, sull’interruzione della fisioterapia, sulla ventilazione, nonché su altri aspetti fondamentali per chi ha una malattia neuromuscolare, ma anche per i familiari e i caregiver
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Evitare che le strutture residenziali diventino tutte focolai di coronavirus
«I Centri Residenziali sono “bombe ad orologeria” pronte a scoppiare», era stato scritto una decina di giorni fa sulle nostre pagine. Purtroppo, a dar corpo a quel timore, oltre a quanto da noi raccontato, ad esempio, sulla situazione dell’Oasi Maria Santissima di Troina (Enna), vi sono altre notizie drammatiche che si diffondono, come quella di una struttura per persone con disabilità a Cocquio Trevisago (Varese), dove ben 65 ospiti su 78 sono risultati positivi al Covid-19. Anche in questo àmbito, dunque, per evitare il moltiplicarsi di casi del genere, bisogna fare meglio e fare subito!
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Un seminario internazionale in rete sulle discriminazioni nelle cure urgenti
Vladimir Cuk, direttore esecutivo dell’IDA (International Disability Alliance), Catherine Naughton, direttore esecutivo dell’EDF (European Disability Forum) e Luisella Bosisio Fazzi, altra componente del Direttivo dell’EDF, oltreché di quello del FID (Forum Italiano sulla Disabilità) e della Giunta Nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap): tra poche ore, ed esattamente alle 18 di oggi, 6 aprile, saranno loro i protagonisti del webinar internazionale (seminario in rete) sul tema “Disabilità e coronavirus: discriminazioni nelle cure urgenti”
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Disabilità e coronavirus: fare (molto) meglio, fare presto!
«Tra provvedimenti largamente insufficienti, e in parte ancora lettera morta, se non causa di ulteriori disparità, attendiamo la conversione in legge, da parte del Parlamento, del Decreto “Cura Italia”. Da parte nostra abbiamo proposto solidi investimenti per la disabilità e la non autosufficienza, sui quali ci auguriamo vi sia una convergenza bipartisan. Al Governo chiediamo coraggio, determinazione e investimenti congruenti: serve cambiare rotta, fare meglio e fare presto!»: lo dichiara Vincenzo Falabella, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap)
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La Puglia agisce per la distribuzione dei dispositivi medici monouso
Come segnala con soddisfazione Francesco Diomede, presidente della FINCOPP (Federazione Italiana Incontinenti e Disfunzioni del Pavimento Pelvico) – organizzazione che insieme a molte altre impegnate in favore delle persone incontinenti, stomizzate e laringectomizzate, avevano denunciato le gravi difficoltà riscontrate nell’ottenere i dispositivi medici monouso (sacche, placche, cateteri e altri) – la Regione Puglia si è caratterizzata come la prima in Italia ad agire formalmente per la distribuzione di quei dispositivi
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La scuola a distanza, l’inclusione e la buona volontà delle persone
«Come si fa a pensare – scrive Giovanni Maffullo – che un’intera categoria di lavoratori sia obbligata a “fare scuola” a distanza, senza che l’Amministrazione abbia effettuato un adeguato investimento in termini di formazione? E tuttavia, nonostante una serie di notevoli criticità, i docenti, nel complesso, stanno dimostrando di saper sostenere la formazione degli studenti anche in situazione emergenziale. Ma credo anche che fino a quando la realizzazione dell’inclusione scolastica e sociale si identificherà con la seppur meritoria buona volontà delle persone, essa rimarrà ancora un miraggio»
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Molte cose da fare e con urgenza, insieme e in favore del Terzo Settore
«Temiamo che questa crisi renda ancora più debole la nostra società. Più deboli e indifese le persone in difficoltà materiale e in marginalità sociale. Più deboli e rarefatte le relazioni sociali, più debole la coesione e il capitale sociale del Paese. Per questo bisogna agire subito e la Cabina di Regia Interministeriale, prevista dalla Legge sul Terzo Settore, costituisce la sede per una rapida concertazione di interventi immediati e per impostare le azioni di rilancio per il dopo crisi»: lo dichiara Claudia Fiaschi, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore
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Il Piano per l’Emergenza Socio-Economica della Campania
«Il contributo economico va bene come sostegno, ma allo stesso tempo gli Enti Locali devono dare supporto alle persone con disabilità e alle famiglie, dando priorità all’attivazione dei servizi a domicilio»: lo ha dichiarato Daniele Romano, presidente della FISH Campania (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), subito dopo la presentazione del Piano per l’Emergenza Socio-Economica della Regione Campania, rispetto al quale Romano ha chiesto anche di estendere il sostegno economico a tutte le persone con disabilità grave che non hanno accesso ad alcun servizio o beneficio
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Servirà un tavolo congiunto permanente, per una “nuova epoca”
«Oggi abbiamo la convinzione – scrivono ai propri Amministratori Regionali i Presidenti delle componenti del Friuli Venezia Giulia di FISH, ANFFAS e SIMFER – che, terminata l’emergenza, forse non tutto riprenderà come in precedenza. Ma proprio su alcune situazioni di estrema difficoltà riscontrate in questo periodo, ci sentiamo pronti nel rivedere forme, modalità operative e protocolli che hanno dimostrato elementi a volte di forte criticità. Servirà quindi l’attivazione di un tavolo congiunto permanente, finalizzato a una programmazione comune, con forti elementi di proiezione futura»
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Una Circolare per i lavoratori della Pubblica Amministrazione
Dopo l’INPS, che lo aveva fatto per i dipendenti del settore privato, interviene anche il Ministro per la Pubblica Amministrazione, sul tema delle agevolazioni per i lavoratori del settore pubblico, con la Circolare 2/20, che pone maggiore attenzione agli aspetti organizzativi derivanti dall’attuazione del lavoro agile (“smart working”). Secondo il Servizio HandyLex.org, «si tratta di una reale sfida organizzativa per la macchina della “Pubblica Amministrazione” che non in tutti i suoi comparti riesce agevolmente ad usare le nuove tecnologie e soprattutto le nuove logiche»
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Appello ai membri delle Forze Armate e delle Forze dell’Ordine italiane

Comunicato CC 10/2020 – 5 aprile 2020

Appello ai membri delle Forze Armate e delle Forze dell’Ordine italiane

Non sostenete il colpo di Stato perpetrato dal governo Conte: senza la vostra collaborazione non passerà!
Non accettate di violare la Costituzione a cui avete giurato fedeltà, vi mettereste contro il popolo italiano!
Siate invece al servizio del popolo italiano!
Collaborate col (n)PCI che lotta per una vera sovranità nazionale: costituite in ogni reparto Comitati di Partito clandestini!

Con i Decreti-Legge dell’8 e del 9 marzo e i successivi DL e Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM), il Governo Conte 2, il presidente Mattarella, altre autorità e i loro mandanti e complici hanno preso a pretesto la pandemia del Coronavirus Covid-19 per compiere un colpo di Stato e abolire i diritti costituzionali dei cittadini del nostro paese. Il governo Conte 2 chiede a ogni membro delle Forze Armate e delle Forze dell’Ordine di farsi suo complice e agente: non ha sostegno nella popolazione, chiede a voi di sporcarvi le mani.

Il governo Conte, altre autorità e i loro mandanti e complici dicono che le misure che impongono servono a porre fine alla pandemia del Coronavirus Covid-19. Non è vero e i fatti lo mostrano! Quelli che lo dicono sono gli eredi e continuatori di governi che hanno condotto il nostro paese alla catastrofe attuale!

Le loro misure non sono adatte a porre fine alla pandemia! La pandemia è solo un pretesto.

Il governo Conte 2, il presidente Mattarella, altre autorità e i loro mandanti e complici non fanno stare a casa con garanzia di salario pieno i lavoratori che non fanno produzioni indispensabili (clamoroso il caso del settore armi e spazio) né garantiscono condizioni di sicurezza ai lavoratori che fanno produzioni indispensabili. Vietano le riunioni sindacali, intimano ai lavoratori contagiati di tenere nascosto il contagio, inquisiscono lavoratori (compresi infermieri, medici e altro personale sanitario) e sindacalisti che protestano, criminalizzano chi sciopera per esigere condizioni di lavoro sicure!

Con le loro misure in realtà mirano principalmente a impedire che i lavoratori italiani si mobilitino in massa e si organizzino per darsi un governo che abbia veramente la volontà e la capacità di porre fine alla pandemia, di far fronte al disastro economico e sociale che la pandemia provocherà e al sistema di relazioni sociali che ha impedito di prevenire la pandemia con ricerca e vaccino e di contenerla con un servizio e una struttura sanitaria adeguati. È lo stesso sistema che provoca il disastro ecologico e le altre disgrazie che affliggono la grande maggioranza del popolo italiano!

Le misure che il Governo Conte 2 vi chiede di imporre alla popolazione italiana non impediscono la propagazione del contagio né assicurano ai contagiati un trattamento adeguato. Lo dimostrano i fatti, a più di due mesi dalla scoperta che l’epidemia era in corso.

1. Il numero dei contagiati continua a crescere benché le autorità facciano fare un numero di esami (con tamponi o altro) inferiore a quello che possono far fare.

2. Il numero dei morti da Covid-19 continua a crescere anche se non tutte le morti dovute a Covid-19 sono censite come tali.

3. Le autorità non hanno ancora distribuito, e tanto meno gratuitamente, dispositivi di protezione individuale (DPI) a tutta la popolazione, neanche a tutti gli addetti alle attività sanitarie e di soccorso e ad altre attività indispensabili.

4. Le autorità lasciano funzionare aziende che non fanno produzioni indispensabili nell’immediato e che comportano luoghi e circostanze favorevoli al contagio e la circolazione dei rispettivi lavoratori.

5. Le autorità fanno funzionare strutture e aziende indispensabili senza assicurare misure e dispositivi adeguati a impedire il contagio, creando così luoghi e circostanze favorevoli al contagio.

6. Strutture, mezzi e personale dedito alle cure, in particolare alla terapia intensiva, sono ancora in quantità insufficiente e le autorità subordinano la loro messa in opera a questioni finanziarie.

7. Le autorità non hanno ancora disposto l’erogazione senza se e senza ma di un reddito dignitoso e alle scadenze abituali a tutti i lavoratori dipendenti e autonomi e ai disoccupati. Non hanno provveduto al ricovero in case decenti di tutte le persone che sono senza casa o vivono in case inadeguate, nonostante il gran numero di case di ricchi, di Ordini e Congregazioni religiose, di immobiliari normalmente vuote e i locali lasciati liberi dai turisti.

8. Le autorità subordinano ancora l’erogazione di servizi pubblici (acqua, corrente elettrica, gas, internet e telefono, ecc.) al pagamento di bollette. Non assicurano ancora il servizio a domicilio di beni essenziali a tutte le persone che non possono spostarsi o che è meglio non si spostino.

L’elenco potrebbe continuare perché da ogni dettaglio delle misure che hanno imposto traspare che il paese non è in mano ad autorità dedite al benessere della maggioranza dei loro concittadini. È in mano ad autorità preoccupate soprattutto di nascondere l’entità dell’epidemia, di distrarre l’attenzione e impedire la ribellione della popolazione, di assicurare continuità ai profitti dei padroni delle grandi aziende, al pagamento degli interessi ai signori del sistema finanziario e bancario e al rinnovo dei titoli del Debito Pubblico che vengono a scadenza.

È ovvio che sia così perché il governo M5S-PD che è alla testa dello Stato e della Pubblica Amministrazione, è un governo a guida PD, uno dei poli delle Larghe Intese. Alti funzionari nominati dai governi delle Larghe Intese (polo PD e polo Berlusconi) fanno ancora il bello e il cattivo tempo anche dopo le elezioni del 4 marzo 2018. Il governo è infiltrato da Italia Viva di Matteo Renzi e affiancato dal Polo Berlusconi (Lega di Matteo Renzi, Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni e Forza Italia di Antonio Tajani più satelliti vari). Questo è il governo della Confindustria, del Vaticano, delle Organizzazioni Criminali (‘ndrangheta, mafia e le altre), dei gruppi imperialisti europei (UE e BCE), americani (NATO, FMI e complesso militare-industriale-finanziario USA) e sionisti (Israele).

Sono gli stessi che lasciano continuare la produzione di armi, non per garantire sovranità e protezione al popolo italiano ma per i profitti degli esportatori e l’arricchimento dei grandi industriali italiani e stranieri: clamoroso il consenso che il 30 marzo il governo M5S-PD ha dato al gruppo (ufficialmente pubblico) Leonardo di riprendere la produzione di F35 americani nello stabilimento di Cameri (Novara).

Sono gli stessi che continuano a farvi partecipare alle spedizioni militari NATO dall’Afghanistan alla Libia e ora hanno pianificato di spedirvi su larga scala anche in Africa nel Sahel e oltre. Sono gli stessi che lasciano circolare e operare liberamente da un capo all’altro del nostro paese le basi militari NATO e USA.

Con questo sistema chissà quando e dopo quanti morti finirà l’epidemia! È quello che ha detto, nell’intervista rilasciata a Repubblica del 30 marzo anche uno dei capi della delegazione di esperti cinesi dopo aver passato in rassegna i dispositivi in atto nel nord Italia.

Il Governo Conte 2 in nome della lotta al contagio ha abolito diritti costituzionali (il diritto di spostarsi, riunirsi, organizzarsi, scioperare, dimostrare, il diritto all’istruzione ecc.): lo riconosce lo stesso Giuseppe Conte quando gli conviene (vedi l’intervista rilasciata il 29 marzo al giornale spagnolo El Pais e molti di voi lo constatano personalmente. Sono i diritti costituzionali su cui hanno chiamato a giurare ogni membro delle Forze Armate e delle Forze dell’Ordine, mentre ora vi chiedono di farvi garanti del coprifuoco generale e della sospensione di questi diritti. Mirano a imporre un vero e proprio regime poliziesco e la militarizzazione dei territori: in questo crimine che prima o poi verrà giustamente punito vogliono implicare ognuno di voi. La lotta al contagio è solo un pretesto: milioni di lavoratori sono costretti comunque ad andare a lavorare nelle grandi aziende (i veri assembramenti!) e a spostarsi su tutto il territorio nazionale, facendosi di fatto veicolo di contagio per altri. Il Governo Conte 2 è sottomesso a Confindustria e alle altre organizzazioni padronali. Che questo avvenga, può constatarlo ogni agente delle Forze dell’Ordine onesto, a seguito dei controlli sulle autocertificazioni che fa quotidianamente.

Allo stesso tempo, milioni di persone sono bombardate ogni giorno con una propaganda di guerra, terrorizzate, abbandonate a se stesse senza alcuna tutela economica, psicologica e sanitaria. Le loro condizioni di vita peggiorano costantemente per l’incuria di Governo e istituzioni locali.

Quello messo in atto dai vertici della Repubblica Pontificia (Confindustria e altre organizzazioni padronali, Vaticano, Organizzazioni Criminali e altri gruppi imperialisti) è un vero e proprio colpo di Stato contro la Costituzione e le libertà democratiche. Esso si concretizza nel costringere milioni di persone a lavorare a rischio contagio, nel lasciare abbandonate a se stesse (o alle famiglie) senza assistenza medica centinaia di migliaia di persone contagiate che non hanno sintomi gravi (con il conseguente allargamento del contagio), nel non prendere misure economiche e politiche immediate (adeguate e sufficienti) per far fronte all’emergenza sanitaria ed economica, nel non sostenere lavoratori, disoccupati e partite IVA. Non hanno neanche organizzato, mobilitando Forze Armate, Protezione Civile, studenti e disoccupati, il rifornimento di generi alimentari e di prima necessità alle persone costrette alla quarantena che solo in alcune zone hanno avuto sostegno dalle masse popolari e da giovani organizzatisi in Brigate di Solidarietà. Nello stesso tempo colpiscono la popolazione con misure restrittive concepite su misura per non intaccare gli interessi dei padroni delle grandi industrie (anche di quelle non necessarie ad affrontare l’emergenza, ma che danno profitti e impediscono ai concorrenti di occupare il mercato); vessano la massa della popolazione con il terrorismo mediatico, con la paura della repressione e con sanzioni pecuniarie che lasciano piena libertà di spostamento ai ricchi ma soffocano i lavoratori: 3.000 o 5.000 euro di multa per un Berlusconi sono noccioline, per una persona normale sono una cappio al collo.

Promotori di questo colpo di Stato sono quelli stessi che negli ultimi anni quarant’anni hanno distrutto il settore pubblico dell’economia, hanno smantellato o privatizzato le aziende proprietà dello Stato e di enti pubblici, hanno indirizzato la ricerca scientifica e l’industria farmaceutica a fare brevetti e produrre profitti, hanno inondato di denaro pubblico le tasche della sanità privata (dalle cliniche di Congregazioni e Ordini religiosi, al gruppo San Raffaele di don Verzé, alle centinaia di strutture private disseminate sul territorio nazionale), mentre hanno smantellato la sanità pubblica. L’Organizzazione Mondiale della Sanità contabilizza per l’Italia solo negli ultimi dieci anni 37 miliardi in meno di finanziamenti per gli ospedali pubblici, dimezzati i posti di terapia intensiva, ridotto di 70 mila il numero dei posti letto, ridotto di 40 mila il numero del personale medico e paramedico, chiudendo ospedali e reparti e bloccando le graduatorie per l’assunzione di medici e infermieri. Questi personaggi sono i vari governatori e ministri dei partiti delle Larghe Intese (PD, partito di Berlusconi e la Lega al governo in Lombardia e Veneto) che al guinzaglio del “partito di quelli che hanno i soldi” hanno fatto arricchire a danno degli italiani speculatori e affaristi di ogni sorta, italiani e stranieri, che ora sfruttano l’emergenza Covid-19 per arricchirsi ancora di più a danno della salute del popolo italiano.

In questa situazione la propaganda della “necessità dell’unità nazionale” è solo intossicazione delle menti e diversione dalla realtà che la classe dominante promuove. Cercano di nascondere il fatto che non siamo tutti sulla stessa barca. Grandi capitalisti, sciacalli della finanza, banchieri, cardinali, alti graduati militari e delle forze di polizia sono comodamente seduti nelle loro ville o uffici isolati dal contagio e comunque avrebbero a disposizione le migliori cure per guarire. Invece operai e altri lavoratori, agenti di polizia e carabinieri, soldati dell’esercito, agenti di polizia penitenziaria, sono costretti ogni giorno a lavorare “in strada” o in grandi assembramenti (fabbriche, caserme, carceri, campi di concentramento per immigrati, ecc.) senza le dovute tutele (sanificazione dei locali, mascherine, guanti), ma soprattutto sono costretti ad avere a che fare ogni giorno con centinaia di persone potenzialmente contagiose. I vertici militari, il Ministero dell’Interno e della Difesa si guardano bene dal mandare le Forze Armate e le Forze dell’Ordine a controllare lo stato di degrado e l’incuria verso la salute dei lavoratori all’interno delle aziende, a chiudere e mettere sigilli a quelle fabbriche dove gli operai sono costretti a lavorare a contatto l’uno con l’altro, per lo più senza protezioni o con protezioni insufficienti, con il rischio di contagiare le proprie famiglie al rientro dal lavoro, a controllare le strutture sanitarie gestite da Congregazioni e Ordini religiosi e da privati e le Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) e le case di riposo gestite da affaristi e speculatori che si arricchiscono sulla pelle degli anziani, dove migliaia di anziani muoiono per mancanza di cure. Sono gli stessi alti ufficiali, generali e colonnelli che, consci dei reati che commettono e timorosi del futuro, cercano tramite il loro lacché Maurizio Gasparri di farsi approvare in Parlamento uno scudo, l’immunità penale, per mettersi al riparo da richieste di risarcimento e da denunce perché fanno lavorare voi senza dispositivi di protezione individuale (DPI) né garantiscono la sanificazione di luoghi di lavoro, automezzi e dotazioni personali (come segnalato nella lettera inviata il 29 marzo al Presidente del Consiglio e ai Ministri dai sindacati militari e di polizia FP CGIL, SILP CGIL-UIL, SILF, SILCA, SIAM SILME).

 

Soldati delle FFAA italiane, agenti delle FdO! Questa emergenza sanitaria ed economica è una guerra: la classe dominante, i suoi esponenti e portavoce la conducono combinando l’incuria verso le masse popolari e la repressione sotto il paravento dell’ “unità nazionale” e chiedono a voi di “puntare il fucile” contro i lavoratori, i giovani, le donne, i pensionati italiani, le vostre famiglie! Non prestate le vostre braccia, la vostra professionalità e la vostra intelligenza a questa operazione di repressione contro la popolazione: chi vi chiede di farlo sono gli stessi criminali che non si sono fatti scrupoli a lasciarvi senza tutela alcuna al rientro dalle “missioni di pace”, che fanno orecchie da mercante verso il problema dei “suicidi” tra i vostri colleghi, che lasciano all’abbandono quei militari contaminati dall’uranio impoverito e altri metalli pesanti durante gli addestramenti nei poligoni NATO e nelle “missioni all’estero” (Balcani, Iraq, Afganistan), che vi negano diritti di rappresentanza sindacale, che vi trattano come servi e carne da macello (Nassirya ne è un esempio) in nome della “difesa degli interessi dello Stato e della Costituzione”. Non fatevi complici di quanti violano la Costituzione, della classe di parassiti che usa questa pandemia per continuare ad arricchirsi, che semina panico per tenere sottomesse le masse popolari. Partecipate, sostenete e collaborate con le organizzazioni popolari che si organizzano dal basso per affrontare la situazione d’emergenza (Brigate di Solidarietà e altre).

 

Militari delle Forze Armate italiane, utilizzate la vostra professionalità per sostenere le reali necessità dei quartieri delle grandi città e delle zone periferiche: collaborate alle tante iniziative messe in atto da Emergency e da altre simili associazioni, dai comitati popolari che fanno quello che le istituzioni non fanno, ossia aiutare gli anziani, i malati e le persone in difficoltà per l’approvvigionamento dei beni di prima necessità (spesa, farmaci ecc.). Non prestatevi invece all’“operazione Strade Sicure” che il Governo vuole estendere per militarizzare i territori, con l’obiettivo di incutere ancora più terrore tra la popolazione civile e creare ancora più panico e disorientamento! Solo organizzando la popolazione e mobilitandola ci salveremo, non terrorizzando e reprimendo! Autorità veramente popolari i giovani non li chiudono in casa, ma li mobilitano in Brigate di Solidarietà e in formazioni per altre attività utili, ovviamente tenendo conto che da alcuni decenni il sistema di relazioni sociali, quindi capillari e correnti, e i mezzi di comunicazione educano le nuove generazioni alla competizione, alla concorrenza e all’evasione, quindi all’individualismo anziché alla collaborazione e alla solidarietà!

 

Agenti della Polizia Penitenziaria, utilizzate la vostra esperienza e professionalità per sostenere la battaglia di tanti detenuti, associazioni e avvocati: svuotare le carceri con misure di emergenza oggi è necessario anche per tutelare la vostra salute e quella delle vostre famiglie. Le carceri diventeranno lazzaretti per le pessime condizioni in cui si ritrovano (degrado strutturale, sovraffollamento, mancanza di DPI per tutti). Non prestatevi alle direttive dei Dipartimenti che vi ordinano di usare il “pugno duro” con i detenuti mentre vi fanno rischiare la vita e continuano a farvi stare in galera con doppi turni e straordinari e minacciano di rappresaglie i vostri colleghi che restano a casa per paura del contagio!

 

Carabinieri, poliziotti, finanzieri: usate la vostra professionalità e il vostro ruolo per controllare tutte le fabbriche e le aziende del territorio nazionale ancora aperte, i veri grandi assembramenti di persone, per verificarne lo stato di salubrità e sicurezza. Entrate negli ospedali per verificare le condizioni igieniche e di sicurezza in cui sono costretti a lavorare infermieri e medici. Non prestatevi a colpire con denunce qualche “furbetto” o chi legittimamente esce a farsi una passeggiata dopo ore e giorni che è stato chiuso in una casa stretta e insalubre (i ricchi invece hanno ville, parchi, giardini e ampie dimore e comunque a loro una pena pecuniaria non fa alcun male): i veri “untori” e veicolo di contagio sono le aziende private e i padroni, che assembrano a centinaia gli operai sotto il ricatto del salario, ammassati sulle catene di montaggio e senza protezioni; sono le strutture sanitarie e gli ospedali collassati dai tagli alla sanità pubblica degli ultimi quarant’anni e in cui i medici e gli infermieri, per l’incuria del governo e delle direzioni sanitarie, sono costretti a lavorare in pessime condizioni igieniche, senza sufficienti protezioni; le carceri e i campi di concentramento (dai molti nomi) dove sono rinchiusi gli immigrati che non vivono alla macchia.

 

A tutti i membri democratici delle Forze Armate e delle Forze dell’Ordine facciamo appello a non prestarsi ad attuare le misure repressive del governo contro la maggioranza della popolazione italiana, garantendo così di fatto gli interessi dei veri responsabili della situazione disastrosa in cui versa il paese.

Ribellatevi, disobbedite alle direttive di fare multe e denunce a lavoratori, giovani e pensionati!

Rifiutatevi di usare il vostro ruolo per contribuire al terrorismo mediatico e psicologico che la classe dominante fa attraverso i giornali e i TG. Usatelo invece per fare quello che serve davvero per affrontare l’emergenza! Voi siete in una posizione privilegiata per promuovere iniziative da parte della popolazione e per denunciare le autorità criminali!

I sindacati militari (sia quelli riconosciuti ufficialmente, sia quelli che ancora non lo sono ma hanno una rete di associati e contatti) e di polizia devono sostenere tutti i militari e gli operatori dell’ordine pubblico che si mettono su questa strada: assistenza legale, appoggio sindacale e politico, logistico e organizzativo, se vogliono realmente fare gli interessi del personale militare e degli agenti!

Stante il “clima che si respira” nei vostri ambienti, siamo coscienti che organizzarsi per cambiare le cose non è concesso dai vertici militari e di polizia perché non è compatibile con i loro interessi. Molti di voi sono quindi timorosi: Riccardo Casamassima sta pagando per aver denunciato l’omicidio di Stefano Cucchi. Denunciare, anche in forma anonima, la violazione della Costituzione, il malaffare, la corruzione perpetrate dai vostri superiori, è giusto e necessario. Collaborare con gli operai e con le masse popolari che lottano per migliori condizioni di lavoro e di vita è un vostro dovere. Questo è essere fedeli al popolo e non ai vari criminali con i guanti bianchi o con le armi che appestano il paese.

 

Coscienti della repressione che la classe dominante attua in mille modi contro i lavoratori di questo paese, contro i comunisti e contro chiunque ha intenzione di (e si organizza per) cambiare realmente le cose, il (nuovo) Partito comunista italiano è clandestino: si è dato la forma organizzativa necessaria a far fronte alla violenza della borghesia e del clero, a prevenire le infiltrazioni dei nemici del movimento comunista, a prevenire la repressione. La clandestinità garantisce anche maggiore possibilità per i comunisti di infiltrare le organizzazioni e istituzioni della borghesia, di avere agibilità di manovra e di azione, di essere il retroterra sicuro di tutte quelle organizzazioni pubbliche che operano per migliorare le condizioni di vita e di lavoro delle masse popolari.

Facciamo appello ai più generosi e animosi tra le fila delle Forze Armate italiane e delle Forze dell’Ordine ad arruolarsi nel (nuovo) Partito comunista italiano e a costruire Comitati di Partito clandestini nel proprio reparto, per farla finita con la classe dominante e con la macelleria sociale ed economica che promuove. Diventate membri di un esercito nuovo, che combatte per farla finita con la crisi del capitalismo e instaurare un nuovo sistema di relazioni sociali, uno Stato realmente sovrano di un paese finalmente libero da basi militari NATO e di altri paesi e da agenzie spionistiche straniere, per andare verso il Socialismo!

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In una situazione di emergenza, serve un governo d’emergenza che adotti misure di emergenza!

Il (nuovo) Partito comunista italiano chiama i lavoratori più avanzati, le donne e i giovani più generosi, a lottare in questa situazione efficacemente contro la borghesia e il clero, a lottare per instaurare il socialismo, a lottare per formare in questa fase un Governo di Blocco Popolare che attuerà immediatamente tutti i provvedimenti necessari per realizzare le sette misure che riassumono le esigenze immediate delle masse popolari del nostro paese.

1. Assegnare a ogni azienda compiti produttivi (di beni o servizi) utili e adatti alla sua natura, secondo un piano nazionale (nessuna azienda deve essere chiusa).

2. Distribuire i prodotti alle famiglie e agli individui, alle aziende e ad usi collettivi secondo piani e criteri chiari, universalmente noti e democraticamente decisi.

3. Assegnare ad ogni individuo un lavoro socialmente utile e garantirgli, in cambio della sua scrupolosa esecuzione, le condizioni necessarie per una vita dignitosa e per la partecipazione alla gestione della società (nessun lavoratore deve essere licenziato).

4. Eliminare attività e produzioni inutili e dannose per l’uomo o per l’ambiente, assegnando alle aziende altri compiti.

5. Avviare la riorganizzazione delle altre relazioni sociali in conformità alla nuova base produttiva e al nuovo sistema di distribuzione.

6. Stabilire relazioni di collaborazione o di scambio con gli altri paesi disposti a stabilirle con noi.

7. Conformare le Forze dell’Ordine (Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria), le Forze Armate e i Servizi d’Informazione allo spirito democratico della Repubblica configurato nella Costituzione del 1948 (in particolare a quanto indicato negli articoli 11 e 52) e ripristinare la partecipazione universale più larga possibile dei cittadini alle attività militari a difesa del paese e a tutela dell’ordine pubblico.

Queste sette misure costituiscono la base e la condizione dell’ordine pubblico e della sicurezza per le masse popolari in Italia. Queste sono le misure del governo che serve per affrontare l’emergenza sanitaria, economica e politica che assilla il paese e per avviare la sua rinascita.

 

Bando al panico, alla rassegnazione e al disfattismo!

Viva il governo delle masse popolari organizzate!

Solo un governo che gestisce l’apparato che produce beni e servizi è in grado anche di far fronte all’epidemia del coronavirus.

 

Riprodurre e affiggere ovunque, con le dovute cautele, la locandina di pag. 72 di La Voce 64: vedere che il (n)PCI clandestino è presente infonde fiducia nei lavoratori e smorza l’arroganza dei padroni!

Inviare alla Delegazione delegazione.npci@riseup.net l’indirizzo email di ogni conoscente e di ogni organismo a cui può essere utile ricevere i Comunicati del Partito

 

[Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word ]

 

“Come gli abitanti fronteggiano il Coronavirus”

Dando seguito all’Appello Internazionale Sfratti Zero per Coronavirus stiamo raccogliendo in queste pagine centinaia di storie provenienti da tutti i paesi in Europa, Asia, America latina, Africa, Australia su come le organizzazioni popolari e i loro alleati, le autorità locali, i governi, gli organismi sovranazionali stanno affrontando la crisi abitativa scoperchiata dal coronavirus.

Al primo posto la sicurezza abitativa, con la sospensione degli sfratti e del pagamento degli affitti e dei mutui, rivendicata con forza ed ottenuta in moltissime città e Paesi, le denunce dell’assenza di politiche sanitarie, abitative ed urbanistiche adeguate, dell’abbandono dei senzatetto e delle discriminazioni, dell’autoritarismo rampante nei quartieri popolari, l’auto-aiuto e la solidarietà popolare, e molto altro …

Soprattutto, sta emergendo la battaglia contro l’abbandono dei quartieri popolari del sud globale, più 1,8 miliardi di persone senzatetto o mal alloggiate, per le quali  “stare a casa” vuol dire perdere il lavoro e diffondere ulteriormente la pandemia, dato il sovraffollamento e le pessime condizioni sanitarie, inclusa la mancanza d’acqua.

Sullo sfondo, la minaccia degli speculatori finanziari, inclusi gli avvoltoi dei fondi, generosi nel coprire i prestiti oggi necessari agli stati, però pronti ad appropriasi di case e terre di centinaia di milioni di persone impoverite da una crisi che si annuncia peggiore di quella del 2007-2008.

Sul fronte, oltre ai valorosi del servizio sanitario e della protezione civile, ci sono le organizzazioni popolari, gli attivisti del diritto alla casa che propongono, implementano e lottano, perciò debbono essere ugualmente protetti e difesi.

Siete invitati a continuare a postare direttamente qui su Facebook le vostre testimonianze, denunce, proposte, articoli, video, foto su:

  • la situazione abitativa dei vostri quartieri e città
  • le minacce alla sicurezza abitativa (sfratti, discriminazioni …)
  • le minacce e la criminalizzazione degli attivisti del diritto alla casa e alla terra
  • le proposte, le iniziative solidali e le battaglie per il diritto alla casa e alla salute
  • le politiche mancate, quelle proposte ed implementate dalle autorità locali e dai governi

Queste informazioni sono indispensabili per capire, coordinarci e vincere questa fondamentale battaglia locale / globale delle re-esistenze degli abitanti per il diritto alla casa, alla città e alla salute.

Info: zec.coronavirus@habitants.org

Mercoledì, 01 Aprile 2020

 


L’emergenza è l’affitto: firmate per un contributo straordinario per tutte e tutti!

emergenza-affitto

200.000 famiglie a rischio sfratto per morosità. Chiediamo al Governo di creare un fondo straordinario con erogazione immediata del contributo affitto per coprire le spese degli inquilini e di tutte le categorie, evitando la morosità causata dalla crisi evidenziata dal Coronavirus.

Firmate adesso l’Appelllo cliccando qui !

#iorestoacasa è giustamente lo slogan di questi giorni, utilizzato dal Governo e dalle istituzioni, ma il diritto ad avere una casa è messo sempre più in discussione dalle notevoli difficoltà economiche di molti e molte.

Lavoratori e lavoratrici, autonomi, a tempo determinato in scadenza, atipici, partite iva, in nero, studenti e studentesse fuorisede, famiglie, coppie, molti non riusciranno a pagare gli affitti in questi mesi.

Ad un’emergenza eccezionale bisogna adottare una misura eccezionale: un contributo affitto per tutte e tutti! E’ necessario creare un fondo straordinario con erogazione immediata del contributo affitto che permetta di coprire le spese degli inquilini e di tutte le categorie, evitando episodi di morosità!

Abbiamo bisogno di una misura apposita, immediata e diretta, facilmente fruibile online, evitando procedure burocratiche eccessive, che venga erogata in tempi celeri e che garantisca a tutte e tutti un aiuto nel pagare gli affitti rispetto all’emergenza Coronavirus e al contrarsi dei guadagni e della capacità di reddito.

 

Aderite all’Appello adesso, fatelo circolare dappertutto!

Invitiamo organizzazioni, movimenti, sindacati, associazioni e reti di proprietari, amministratori locali, sindaci, gruppi consiliari e parlamentari ad aderire all’appello inviando nome completo, entità di appartenenza, città, alla mail emergenzacasacovid19@gmail.com

Per le adesioni singole vi chiediamo di compilare questo breve form .

Se vi va, scrivete le motivazioni per cui aderite (anonime e non pubblicate nel caso) per aiutarci ad avere un’idea sull’impatto di questa emergenza.

Unione Inquilini, Link Coordinamento Universitario, Rete della Conoscenza, Pensare Urbano

Mercoledì, 01 Aprile 2020

 

Roma, attivata una Task Force di volontari per le emergenze relative agli animali

“La situazione critica dovuta al diffondersi del coronavirus rischia di creare un circuito nel circuito dell’emergenza con l’aggravante di colpire maggiormente le categorie considerate ad alto rischio […]” Read More “Roma, attivata una Task Force di volontari per le emergenze relative agli animali”