“Teniamo aperti in sicurezza gli spazi ai lavoratori e alle masse popolari”

In queste settimane i dati ufficiali sull’aumento dei contagi in tutta Europa stanno spingendo i governi di vari paesi a imporre nuove misure restrittive.

 

Appello ai Circoli, alle Sezioni, alle associazioni e ai centri di aggregazione: teniamo aperti in sicurezza gli spazi ai lavoratori e alle masse popolari

In queste settimane i dati ufficiali sull’aumento dei contagi in tutta Europa stanno spingendo i governi di vari paesi a imporre nuove misure restrittive. In Italia, benché i numeri dei contagi siano inferiori rispetto ad altri paesi, il Governo sta predisponendo una serie di misure restrittive per “vietare assembramenti al chiuso” mobilitando nuovamente l’esercito per effettuare controlli e comminare sanzioni. Tali misure sono presentate all’opinione pubblica principalmente come “una stretta sulla movida”, esse hanno invece il risultato di ostacolare l’organizzazione dei lavoratori e le masse popolari e sono del tutto inefficaci per limitare il numero dei contagi, poiché i contagi avvengono principalmente nelle grandi aziende in cui focolai si sono moltiplicati anche durante l’estate, negli affollamenti dei trasporti pubblici, nelle RSA e negli ospedali, nell’incapacità di tracciare i positivi. Insomma l’aumento dei contagi è conseguenza delle scelte scellerate del Governo Conte che, pur di salvaguardare gli interessi di confindustria e gruppi finanziari, cerca di far mettere la testa sotto al tappetto alla popolazione italiana.

Al di là della propaganda di regime, ciò risulta evidente alla luce dell’esperienza.
– Già a marzo e aprile le restrizioni delle libertà di movimento e di riunione hanno colpito duramente i lavoratori: le fabbriche e le aziende erano rimaste aperte, ma erano vietate assemblee sindacali dentro e fuori le aziende. Soltanto la mobilitazione degli operai, costretti spesso anche a violare le leggi, con gli scioperi spontanei di marzo, ha imposto la chiusura delle aziende e l’adozione di misure di sicurezza che hanno in parte limitato il disastro sanitario che era in corso (ricordiamo in particolare la Lombardia e la decisione di non istituire la zona rossa nella bergamasca).

– L’importanza di riunirsi, discutere e organizzarsi, di avere spazi e strutture a disposizione per farlo è dimostrata in modo esemplare dall’esperienza delle Brigate volontarie per l’emergenza. Esse sono nate e si sono sviluppate soprattutto attorno agli spazi autogestiti che non si sono piegati ai divieti di riunione e hanno assunto un ruolo insostituibile in tutti i territori in cui hanno operato e operano, promuovendo l’organizzazione popolare per fare fronte ai mille problemi provocati dall’emergenza (e spesso anche dalle “soluzioni” imposte dalla classe dominante) fornendo a centinaia di migliaia di persone il sostegno che non è arrivato dalle autorità e dalle istituzioni.

Se vogliamo trarre un insegnamento dalla dura esperienza delle settimane di chiusura, esso è che le principali artefici della salute pubblica sono state le masse popolari organizzate e non le autorità costituite che spesso, invece, si sono rivelate essere parte del problema.
Pertanto oggi l’unica strada positiva da percorrere per fare fronte all’emergenza che continua, quella sanitaria, e che si aggrava, quella economica e sociale, è favorire in ogni modo l’organizzazione e la mobilitazione dei lavoratori e delle masse popolari.

Per questo facciamo appello ai circoli ARCI, alle Case del Popolo, alle Associazioni, ai centri di aggregazione, alle sedi di partito affinché lascino aperte le loro sedi e le loro strutture a quanti si vogliono riunire per discutere, organizzarsi e mobilitarsi.
E’ probabile che i gestori subiscano pressioni, minacce e ritorsioni (multe, ecc.), ma è possibile fronteggiare ognuna di esse ricorrendo alla solidarietà e alla mobilitazione delle stesse masse popolari che si organizzano e si mobilitano.
Ciò che bisogna evitare in ogni modo è cedere alla paura seminata ad ampio raggio dalla propaganda di regime e “autocensurarsi”, ad accodarsi alla tesi che “ogni assembramento è pericoloso allo stesso modo”.

L’organizzazione dei lavoratori e delle masse popolari è l’unica strada per fare fronte efficacemente all’emergenza!
Le misure efficaci per prevenire i contagi sono oggi conosciute e le abbiamo riassunte in un Vademecum che mettiamo a disposizione di tutti coloro che riconoscono il bisogno di rafforzare le masse popolari organizzate. Anzi diciamo di più: promuoviamo iniziative pubbliche di presentazione e spiegazione del contenuto dei Vademecum, educhiamoci a una sana aggregazione che garantisca la salute ed eviti il contagio.

Tenendo ben presenti le differenze fra quel periodo e la situazione attuale, oggi bisogna fare cose con lo stesso spirito di cui erano animata la Resistenza al nazifascismo, decisi a liberare il paese dal virus che rende la vita impossibile a milioni di persone. Esso non è il Coronavirus, è la combinazione dello sfruttamento e della sottomissione a cui la classe dominante costringe le masse popolari.

 

Scarica qui il vademecum per far fronte all’emergenza sanitaria!

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[Roma] Medico sospeso per aver detto la verità: fedeli alla Costituzione, non a chi specula sulla sanità!

In queste ore Francesca Perri, medico del 118 di Roma, è stata sospesa per un mese senza stipendio. La sua colpa? Aver denunciato in un’intervista fatta al quotidiano “Il Tempo” la carenza di DPI e le condizioni di sottorganico che costringono i lavoratori a turni massacranti che mettono a rischio la loro salute fisica e psicologica.

Quello di Francesca non è il primo caso a Roma di lavoratore accusato e sanzionato per lesione dell’immagine aziendale. Infatti, abbiamo visto nei mesi scorsi la sospensione di due infermieri dello Spallanzani e di uno dell’Umberto I e non è neanche il primo caso in Italia. Oltre alla battaglia dell’infermiere Marco Lenzoni che abbiamo seguito sin dal primo momento, abbiamo visto le centinaia di provvedimenti disciplinari a lavoratori della sanità durante e dopo il lockdown, tra i quali in ordine di tempo le decine di lavoratori che hanno perso il lavoro in una RSA della Versilia… (leggi tutto)

[Lucca] Repressione aziendale alla RSA Villa Laguidara: il comunicato del CSP Versilia

Rilanciamo il comunicato del CSP Versilia rispetto alla repressione aziendale verificatasi all’interno della RSA Villa Laguidara in provincia di Lucca. Si tratta dell’ennesimo attacco ai lavoratori, ai loro diritti e al ruolo che questi tendono ad assumere nella battaglia per la libertà di espressione, organizzazione e rivendicazione di misure di igiene e sicurezza per se stessi e per i propri pazienti, per fronteggiare l’emergenza sanitaria in corso. Il caso dell’infermiere Marco Lenzoni a Massa, del medico Francesca Perri e i due infermieri di Roma, dei lavoratori del Laguidara e i tanti altri casi di repressione aziendale in giro per il paese devono mettersi in connessione, incontrarsi e unire le forze nella lotta per la violazione e abolizione della legge sull’obbligo di fedeltà aziendale. Facendo rete, confrontando le esperienze e unendo le forze nelle rispettive battaglie contro consigli disciplinari e sanzioni i lavoratori del nostro paese possono spezzare gli effetti di questa legge, fomentarne la violazione in massa e imporne l’eliminazione da codici e regolamenti. Uniti si vince! (leggi tutto)

 

[Roma] Intervista a Salvatore Catello del Partito Comunista

Sabato 10 ottobre, in Piazza Santi Apostoli, a Roma, si è svolta la manifestazione nazionale “Fuori da UE, EURO, e NATO”, organizzata dal Partito Comunista di Marco Rizzo. In questa occasione abbiamo incontrato ed intervistato Salvatore Catello, segretario regionale e candidato alla presidenza della Regione Toscana alle elezioni svoltesi gli scorsi 20 e 21 settembre 2020. Al compagno abbiamo chiesto di raccontare la vicenda legata alla misura repressiva subita sul posto di lavoro. La cooperativa Archimede ONLUS presso la quale lavorava, a 3 ore dalla scadenza del contratto, ha comunicato l’interruzione del rapporto di lavoro malgrado ne fosse stata più volte confermata verbalmente la prosecuzione… (ascolta l’intervista)

[Italia] Meglio morire combattendo che in una lenta agonia: attivisti del M5S è il momento di risalire la china!

A tutti quegli attivisti ed elettori del Movimento 5 Stelle che non vogliono stare a guardare la disfatta del M5S.

“Dove possono portare i compromessi con i Benetton, con gli Agnelli, con le banche, Bonomi e Confindustria e i loro rappresentanti in parlamento (PD, Lega ecc.)? Dove può portare, in nome della possibilità di spendere soldi che non abbiamo ancora del “Recovery Found” (denaro saldamente vincolato alle direttive di BCE e Commissione Europea), rivedere il Reddito di Cittadinanza e Quota 100? Dove può portare qualsiasi misura economica e sociale di buon senso e che va negli interessi delle masse popolari se non si ha l’ardire di intaccare, mettere in discussione, eliminare i privilegi di ricchi, industriali, banchieri, speculatori, politici, “caste”, lobby? Il M5S non è di certo nato, cresciuto e diventato il primo partito nazionale alle elezioni politiche del 2018 perchè ha difeso gli interessi della Lagarde, di Mario Draghi, di Confindustria e dei Benetton!”… (leggi tutto)

Leggi anche: [Italia] M5S: attivisti, il nostro avvenire dipende da noi!

 

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