Il governo Conte e le alternative possibili

Da quando si è costituito il governo Conte 2 incessante è stata l’azione della destra e delle forze del liberismo trasversale per recuperare terreno e imporre il controllo totale sulle scelte governative. L’equilibrio nelle forze di governo ha impedito finora che l’operazione andasse in porto, anche per la capacità’ del presidente Conte di dare stabilità a un progetto di apertura su questioni importanti che hanno attinenza coi rapporti nell’UE e per le misure anticovid che nella prima fase della pandemia sono risultate efficaci.

Ora che la situazione sanitaria sta precipitando si sono messi in moto però meccanismi che prefigurano scenari politici e sociali più cupi. La destra cerca di guadagnare spazi dopo un periodo di sofferenza ma, soprattutto, il liberismo istituzionale si è di nuovo scatenato accusando Conte e i suoi ministri di essere incompetenti e in taluni casi addirittura criminali. Certamente il governo Conte presenta molti limiti e contraddizioni, ma è pur sempre il governo che ha tentato di mettere in discussione la linea liberista organica che si era espressa nei governi precedenti e bisogna tenerne conto. Dobbiamo essere coscienti dunque che l’obiettivo della destra fascio-liberista è sempre quello di far cadere il governo nella prospettiva di crearne uno nuovo che raccolga la destra e la crema del liberismo istituzionale. E noi certamente, tanto per essere chiari, non dobbiamo facilitare questa operazione E’ un esito inevitabile? Noi non lo diamo per scontato, ma è nell’ordine delle probabilità in rapporto anche all’acuirsi della crisi sanitaria e sociale. Per questo è importante non confondere la destra fascio-liberista e la politica del governo. Il nemico principale è la prima, cerchiamo di capirlo per tempo e di tenerlo presente nell’azione politica quotidiana.

La sconfitta del governo Conte rappresenterebbe infatti un serio arretramento del quadro politico. Per questo che dobbiamo lavorare in primo luogo per rovesciare il paradigma interpretativo della sua politica e questo va detto in primo luogo ai settori che si definiscono di sinistra e alternativi, che insistono su un giudizio negativo e sono abituati a portare in giro, a prescindere, la lista della spesa del rivendica­zionismo senza costrutto e prospettiva politica. A costoro, impegnati a difendere le loro botteghe e le loro nicchie, invece di porsi obiettivi politici di più ampia portata e tatticamente adeguati, va detto chiaramente, in questo momento, che i loro riti non solo risultano politicamente inerti, come hanno dimostrato decenni di ‘movimentismo’, ma oggi svolgono una funzione che rafforza solamente il salvinismo.

E’ facile ribattere che il governo è pieno di contraddizioni. Che bella scoperta! Forse esiste qualcuno di noi che pensa il contrario?

La questione è ben altra. Bisogna individuare esattamente la linea del fronte dove si gioca la partita tra i fascio-leghisti e le alternative possibili. Oggi in Italia esiste una destra e uno schieramento liberista trasversale che vogliono uscire dalla crisi con le loro ricette fascio-liberiste e un governo che è frutto di un compromesso PD-5stelle di cui Conte è il punto di mediazione di fatto più avanzato.

La domanda è: sono la stessa cosa? La differenza è solo formale per cui bisogna farne un unico fascio, anzi attaccare di fatto solo il governo responsabile dei misfatti che la destra gli attribuisce? Oppure bisogna tenere conto delle differenze per collocare un’ipotesi alternativa, ma non necessariamente conflittuale? Certo, possiamo aspettarci che anche il quadro politico all’interno del governo cambi o si vada a una resa dei conti tra il PD e i 5stelle, ma non possiamo muoverci sulle ipotesi, bensì su quello che abbiamo di fronte oggi.

Per dare un giudizio esatto su questo governo bisogna anche dire che esso è stato condizionato da una serie di fattori negativi che ne hanno influenzato le scelte. Cerchiamo di indicarne alcune: la situazione interna al PD e il ruolo nefasto di Renzi che pure fa parte della maggioranza, il ruolo dei governatori-cacicchi che svolgono una funzione di ricatto istituzionale e, infine, la forte pressione delle istituzioni liberiste, bancarie, confindustriali, mediatiche. Poteva un governo come quello di Conte non tener conto di questi ostacoli e andare dritto agli obiettivi? Solo un esibizionista come Di Battista e quelli come lui che vogliono la luna senza sporcarsi le mani possono pensare una cosa del genere. Più che ingenuità si tratta di irresponsabilità.

A conti fatti il governo è uscito non sconfitto, ma ammaccato e su questo si sono avventati gli sciacalli di varia estrazione che sono finiti in un calderone unico, dai fascisti ai bottegai.

Allora come affrontare la situazione in questo momento?

Sulla scia del quadro interpretativo che abbiamo delineato riteniamo che, per dare un contributo nella direzione giusta, ci si debba impegnare:
– a sviluppare un orientamento politico giusto a livello di massa, dove estesa è la tensione e la confusione, sul ruolo del fronte fascio-liberista e indicarlo come il vero nemico in questo momento;

– ad aprire un fronte di lotta contro i cacicchi-governatori che svolgono, in questa fase, un ruolo destabilizzante e dividono l’Italia, per rivederne anche le prerogative;

– nell’organizzazione di un movimento di massa per misurarsi col programma del governo per ottenere che ci sia effettivamente uno sviluppo del sistema sanitario pubblico a misura della pandemia e per un futuro della sanità che rompa con la linea delle privatizzazioni; che il reddito di cittadinanza sia garantito effettivamente a tutti i disoccupati e sia adeguato alle dimensioni della crisi; che lo stato svolga un’opera effettiva di pianificazione della ripresa economica e di tutela dell’occupazione.

Aginform
4 novembre 2020

 

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