Orso M57, Enpa e Oipa ricorrono al CdS per restituirgli la libertà

Orso M57, Enpa e Oipa ricorrono al CdS per restituirgli la libertà

Depositato al Consiglio di Stato il ricorso per ottenere l’annullamento della sentenza del Tar di Trento, previa la sospensiva negli effetti, dello scorso 16 aprile con cui ha respinto la richiesta di Enpa e Oipa di libertà per l’orso M57.

Comunicato stampa
3 maggio 2021

ORSO M57, ENPA E OIPA: «DEPOSITATO RICORSO AL CONSIGLIO DI STATO. M57 HA DIRITTO A UN FUTURO DI LIBERTÀ»

«Abbiamo appena depositato al Consiglio di Stato il ricorso per ottenere l’annullamento della sentenza del Tar di Trento, previa la sospensiva negli effetti, dello scorso 16 aprile con cui ha respinto la nostra richiesta di libertà per l’orso M57. La nostra tenace battaglia legale, rappresentata dall’avvocato Valentina Stefutti, prosegue». Così l’Ente nazionale protezione animali (Enpa) e l’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) si oppongono al destino che la Provincia Autonoma di Trento ha riservato per il giovane orso M57, condannato all’ergastolo per esser venuto a contatto con un carabiniere nella notte del 22 agosto 2020.

Nonostante se ne sia parlato poco, il 16 aprile, lo stesso giorno in cui il Tar di Trento ha accolto l’istanza di Enpa e Oipa sull’orsa JJ4 per cancellare l’ordinanza della Provincia di Trento che disponeva la sua cattura, è arrivata una brutta notizia per l’orso M57: il Tar di Trento lo ha condannato all’ergastolo. Eppure il giovane orso è stato incarcerato con una procedura del tutto anomala e con un’istruttoria insufficiente: catturato su un ordine impartito oralmente dal presidente Maurizio Fugatti, senza una vera approfondita indagine sullo svolgimento dei fatti, ovvero sull’incontro con il carabiniere avvenuto in piena notte in una zona boscosa, e quindi nell’habitat dell’animale, con modalità poco chiare. Inoltre, anche nelle settimane seguenti la Provincia Autonoma di Trento non ha dato formale notizia all’Ispra, come vuole la legge, e questo nonostante le numerose e ben note forme di tutela di cui l’orso gode a livello internazionale, europeo e nazionale.

Dalle ricostruzioni di quanto avvenuto quella notte, risulta evidente che quella di M57 è stata una forma naturale di reazione dovuta alla paura. L’orso, infatti, è stato preso alla sprovvista dall’incontro con il giovane carabiniere in piena notte nel suo habitat e costretto a un falso attacco. Un comportamento che, a norma del Piano d’azione interregionale per la conservazione dell’orso bruno nelle Alpi centro-orientali (Pacobace), non prevede mai il carcere a vita.

«Non ci basta» affermano Enpa e Oipa, «aver vinto per più di tre volte battaglie legali per JJ4 garantendole, la prima volta l’estate scorsa, il diritto alla vita, ottenendo in seguito dal Consiglio di Stato la sospensiva della sentenza della cattura e reclusione a vita, fino, poco più di un mese fa, all’accoglimento, da parte del Tar di Trento, della nostra richiesta di libertà per l’orsa. Anche M57 ha diritto ad un futuro di libertà. Il nostro è un impegno forte e doveroso nei confronti della popolazione ursina del Trentino cui viene negata quella politica di convivenza con le persone che è l’unica soluzione per questa dolorosa e ingiusta forma di ostilità che viene portata avanti nei confronti degli orsi. Politica di convivenza a tutt’oggi negata, dal momento che languiscono nei box di cemento del noto Casteller sia M49 che M57 e che nessuno restituirà a DJ3, inviata pochi giorni fa in Germania probabilmente per liberare una cella, i dieci tristissimi anni di prigionia passati nel Casteller.

 


 

ORSA DJ3 TRASFERITA IN GERMANIA. OIPA: «IMBOSCATA DELLA PROVINCIA DI TRENTO. PRETENDIAMO TRASPARENZA E ASSICURAZIONI CHE IL SUO POSTO NON SARÀ OCCUPATO DA ALTRI ORSI»

L’OIPA, in prima linea per la difesa degli orsi del Trentino sia nelle aule giudiziarie sia sul territorio, chiede alla Provincia autonoma di Trento che il posto lasciato libero dall’orsa DJ3 non sia occupato da altri orsi e che l’Amministrazione garantisca trasparenza sulle prossime condizioni di reclusione e di salute dell’orsa, che era da dieci anni rinchiusa nel Centro del Casteller dopo essere stata catturata con una trappola a tubo il 16 maggio 2011. Per conoscere il destino di DJ3 e delle sue condizioni all’arrivo, è già partita una lettera di OIPA International diretta ai gestori del Parco alternativo per orsi e lupi di Worbis, in Germania.

TIRANA, ALBANIA. RANDAGI AVVELENATI E MAI PIÙ RILASCIATI SUL TERRIORIO. L’OIPA INTERNATIONAL SI UNISCE ALLE VOCI DI PROTESTA

A Tirana i randagi vengono brutalmente accalappiati dagli operatori comunali e trasportati presso la clinica veterinaria municipale di Kombinat, dove invece di essere sterilizzati e rilasciati sul territorio, vengono uccisi con iniezioni di acido cloridrico. Un’investigazione del 2018 aveva già rivelato gli orrori all’interno della clinica, orrori sempre negati dalle autorità, ma che ancora oggi nuovi video hanno portato alla luce. Cittadini, volontari, attivisti, e associazioni si sono uniti insieme per protestare contro le atrocità inflitte ai cani in Albania. L’OIPA International si è unita alle proteste chiedendo alle autorità locali non solo che vengano fermate le uccisioni, ma che venga ripresa una campagna di sterilizzazione e rilascio come quella promossa nel 2016.

SEQUESTRO ALLEVAMENTO TRECASTELLI (AN). LE ASSOCIAZIONI: «URGE VELOCIZZARE I TEMPI. SITUAZIONE ALLARMANTE. ANIMALI IN SOFFERENZA»

Dopo quasi tre mesi dal sequestro dell’allevamento Itshow Kennel by Amico Cane a Trecastelli (Ancona) dove è presente un grave focolaio di brucellosi canina, la situazione per la maggior parte degli oltre 600 cani ancora detenuti al suo interno è a tutt’oggi grave. Enpa, Lav, Lndc Animal Protection e OIPA chiedono interventi urgenti per migliorare la situazione degli animali e per garantire loro assistenza e cure.

“STERILIZZAZIONE NO, MA MORTE SÌ: CONTRO L’IGNORANZA CHE CONDANNA ALL’AGONIA DEI LATTANTI, GLI ANGELI BLU DELL’OIPA DI BENEVENTO NON MOLLANO. OFFRI IL TUO AIUTO

È una vera e propria piaga quella dei lattanti, cuccioli di cane e gatto abbandonati a morire appena nati. Privati della madre e del latte materno, fondamentale per la loro sopravvivenza, tanti di loro non ce la fanno. Ogni volta è una corsa contro il tempo per i volontari dell’OIPA: bisogna scaldarli per scongiurare l’ipotermia, bisogna allattarli ogni due ore e ogni volta c’è l’ansia che qualcuno non sopravviva. La fatica, gli sforzi e i sacrifici sono tanti, ma ne vale la pena, perché ogni vita ha un valore inestimabile. Aiutaci ad aiutarli

COMISO (RG). SEGREGATO A CATENA IN UNA CASA ABBANDONATA, GIOVANE PITBULL LIBERATO DAI VOLONTARI DELL’OIPA DI RAGUSA

Terribili le condizioni di detenzione di un giovane pitbull liberato dai volontari dell’OIPA di Ragusa: rinchiuso in una casa disabitata e costretto a catena corta, viveva tra i suoi escrementi abbandonato da giorni a se stesso. Liberato insieme alla Polizia Locale e all’Ufficio Ambiente del Comune di Comiso, il cane è stato portato al sicuro nel canile sanitario. Una volta sterilizzato e microchippato, sarà adottabile.

DUE PICCOLE RUOTE PER TITTI, GATTINA RIMASTA PARALIZZATA DOPO UN INCIDENTE: AIUTIAMOLA INSIEME ALLE GUARDIE DELL’OIPA DI BERGAMO

Durante il primo lockdown, quando le strade erano vuote e la sua soglia di attenzione si era abbassata, Titti, gatta che per dieci anni ha sempre vissuto randagia, è stata travolta da una moto e ha perso la sua amata libertà. Paralizzata agli arti posteriori, è rimasta una gattina vigile, ancora tanto desiderosa di vivere ed esplorare il mondo. Le guardie dell’OIPA di Bergamo stanno aiutando la persona che, nonostante le difficoltà economiche e altri animali da accudire, l’ha salvata, garantendole cure e una vita dignitosa. Con l’ausilio di due piccole ruote, Titti potrà finalmente riassaporare l’emozione di tornare a camminare. Scopri come donarle un carrellino

NO ALLO STERMINIO DELLE FAMIGLIA DI NUTRIE DEL PARCO TEODORICO DI RAVENNA: PARTECIPA AL MAILBOMBING

È una famigliola formata da due genitori e da sette cuccioli, amata non solo dai numerosi frequentatori del parco pubblico di Ravenna, ma anche da tanti bambini, eppure l’Amministrazione Comunale ha deciso: i pochi esemplari presenti al Parco Teodorico vanno uccisi, ignorando così sia il parere contrario di tanti cittadini, che affezionati alle “mascotte” del parco, si propongono per farle sterilizzare a proprie spese, che quello delle associazioni animaliste tra cui OIPA, Animal Liberation, C.LA.M.A. Ravenna, Cruelty Free, Italia Nostra sezione Ravenna, LAV Bologna, Lega del cane.

Partecipa al mailbombing, invia l’email di protesta

UNA RETE DI AMORE POTRÀ GUARIRE SOLEI, MICINA ZOPPICANTE A CAUSA DI UN TRAUMA. UNIAMOCI AGLI ANGELI BLU DELL’OIPA DI TRENTO

Ricordate la piccola Solei? Ritrovata abbandonata a sole tre settimane di vita, era stata soccorsa dai volontari dell’OIPA di Trento, che per aiutarla nell’evidente zoppia che presentava ad una zampina anteriore, l’avevano sottoposta a visite e cure mirate. Purtroppo, la terapia non ha avuto l’esito sperato e dall’ultimo controllo neurologico è emersa la necessità di sottoporla ad un intervento ortopedico. Con il nostro supporto Solei potrà essere operata.

IL 5X1000 AGLI ANIMALI SOFFERENTI DONA CURE E VITA COME QUELLA DI ISIDE, MICINA RIFIORITA E ADOTTATA

Aveva appena un mese e mezzo Iside quando i volontari dell’OIPA di Gela l’hanno trovata su una strada statale con gli occhietti infetti e fuori dalle orbite. Troppo piccola per essere operata, è stata sottoposta a delle terapie mirate e guardate il risultato. Con le cure costanti degli Angeli blu, Iside è diventata un vero splendore. Anche se non ha potuto recuperare appieno la vista, può almeno vedere le ombre e ha evitato un intervento molto traumatico. Oggi ha otto mesi, sta bene e ha raggiunto la sua famiglia che fin da subito, l’ha supportata a distanza e se n’è innamorata.

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La malarazza: animali sfruttati, maltrattati,
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