La Regione Lazio da’ la caccia ai cinghiali

La Regione Lazio apre la caccia al cinghiale in aree finora vietate, cioè nei parchi, nelle riserve e nei monumenti naturali.

Comunicato stampa
13 agosto 2021

LA REGIONE LAZIO DICHIARA GUERRA AI CINGHIALI. LA NORMATIVA IN VIGORE DA OGGI

L’OIPA CHIEDE AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DRAGHI E AL MINISTRO CINGOLANI DI PROMUOVERE LA QUESTIONE DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE PER VIOLAZIONE DI QUANTO PREVISTO DALLA LEGGE NAZIONALE 

Piacenza: «Sono diverse le previsioni a nostro avviso impugnabili dal Governo innanzi alla Corte Costituzionale»

Entra oggi in vigore la legge regionale n.14 del 11 agosto 2021 Disposizioni collegate alla legge di stabilità regionale 2021 e modifiche leggi regionali pubblicata ieri nel Bollettino Ufficiale della Regione Lazio, che all’art.72 dichiara guerra ai cinghiali. Lo rende noto l’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa).

La Regione Lazio apre la caccia al cinghiale in aree finora vietate, cioè nei parchi, nelle riserve e nei monumenti naturali, istituisce zone per l’addestramento dei cani da caccia al cinghiale, stabilisce che caccia agli ungulati potrà essere svolta tutto l’anno e che i “piani di contenimento” potranno essere attuati dalle guardie dipendenti dalle Province e dalla Città metropolitana, che potranno avvalersi anche dei proprietari o dei conduttori dei fondi sui quali si attuano i piani di salvaguardia,delle guardie forestali e comunali muniti di licenza per l’esercizio venatorio.

Contro queste disposizioni l’Oipa presenterà istanza al Presidente del Consiglio Draghi e al Ministro della Transizione ecologica Cingolani affinché il Governo promuova la questione di legittimità costituzionale innanzi alla Consulta per la violazione delle disposizioni previste dalla legge nazionale n. 157/92 Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio.

«Le modifiche previste all’articolo 72 del collegato sono palesemente in contrasto con la normativa nazionale in materia», spiega Alessandro Piacenza, consigliere giuridico dell’Oipa. «Sono diverse le previsioni a nostro avviso impugnabili dal Governo innanzi alla Corte Costituzionale. In sintesi: non si può cacciare gli ungulati tutto l’anno ma solo in un periodo temporale determinato e deve essere chiesto anche un parere preventivo all’Ispra. Inoltre, bisogna sempre rispettare il silenzio venatorio, anche per permettere ai non cacciatori di poter frequentare boschi e campagne. La legge nazionale all’articolo18 prevede poi che qualsiasi attività venatoria, anche quella di selezione, possa essere svolta solo un’ora prima del sorgere del sole fino al tramonto e non due come disposto dalla Regione Lazio. Inoltre, la caccia tutto l’anno, oltre alla potenziale pericolosità per gli escursionisti, è in contrasto a nostro avviso con l’articolo 1 comma 2 della legge n. 157/1992, il quale prevede che “l’esercizio dell’attività venatoria è consentito purché non contrasti con l’esigenza di conservazione della fauna selvatica e non arrechi danno effettivo alle produzioni agricole”. E questo potrebbe invece accadere in caso di caccia tutto l’anno».

Leggi e scarica il testo della legge n.14 del 11 agosto 2021 Disposizioni collegate alla legge di stabilità regionale 2021 e modifiche leggi regionali

 


 

Comunicato stampa
16 agosto 2021 

L’OIPA CHIEDE A ZINGARETTI DI SOSPENDERE L’AVVIO DELLA STAGIONE VENATORIA: «HA DICHIARATO LO STATO DI CALAMITÀ NATURALE, TUTELI LA BIODIVERSITÀ» 

Comparotto: «Gli animali vittime degli incendi hanno visto morire la prole e non hanno più di che alimentarsi in quel che rimane del loro territorio incendiato. Farli finire vittime dei cacciatori sarebbe oltremodo crudele»  

L’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) chiede al presidente della Regione Lazio di sospendere la stagione venatoria, il cui inizio è fissato al 19 settembre e che potrebbe essere anticipato se Nicola Zingaretti autorizzerà anche quest’anno giornate di preapertura.

Il presidente Zingaretti ha firmato il 13 agosto la dichiarazione dello stato calamità naturale su tutto il Lazio fino al 30 settembre per la “grave recrudescenza degli incendi di questi ultimi giorni”, come afferma una nota della Regione. In questo contesto, l’Oipa ritiene che l’apertura della caccia debba essere sospesa e che non si autorizzino eventuali preaperture.

«Occorre tutelare la fauna selvatica vittima delle centinaia d’incendi in tutto il Lazio che hanno mandato in cenere ettari ed ettari zone agricole e boschive», dichiara il presidente dell’Oipa, Massimo Comparotto. «Chiediamo pietà per gli animali sopravvissuti all’inferno, molti di loro gravemente ustionati. Animali che hanno visto morire la prole e che non hanno più di che alimentarsi in quel che rimane del loro territorio. Farne anche vittime dei cacciatori sarebbe oltremodo crudele. La sospensione dell’attività quest’anno è più che mai urgente. La tutela della biodiversità passa anche per un provvedimento come questo».

 

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