Torna in Italia, in molte regioni, l’obbligo delle mascherine all’aperto.

Ecco, credo che questo sia il più semplice e diretto esempio del carattere essenzialmente politico delle attuali misure.

Scientificamente è acclarato in ogni modo possibile che la trasmissione virale all’aperto è sostanzialmente nulla, a meno che non ti baci all’aperto col fidanzato. Sono usciti nel tempo articoli su articoli (non intendo quelli di Repubblica) che lo hanno attestato.

Tutto ciò è assolutamente irrilevante, perché la “mascherina all’aperto” è una misura di carattere simbolico, che serve a punire o premiare i comportamenti.

Io stesso in passato, nell’ottica della massima cooperazione con lo stato, non avevo contestato provvedimenti simili, pur essendo già allora destituiti di fondamento.

Ora la loro ingiustificabilità scientifica è ancora più chiara, così come è lampante il significato che viene attribuito all’atto da parte dell’autorità politica: è il segno di una colpa da espiare. “Siete stati discoli, e vedete, ci avete costretto a punirvi. Noi non volevamo, lo sapete, ma qualche sculacciata è per il vostro bene.”

Siamo entrati in un circolo vizioso in cui niente viene spiegato e niente è davvero spiegabile, ma non ha più nessuna importanza, perché si tratta solo di imporre i segni esteriori della sottomissione, o di toglierli in modo premiale, in presenza di adeguati segnali di accettazione della volontà delle autorità.

Andrea Zhok
30 Novembre 2021

Andrea Zhok – Sul ritorno dell’obbligo delle mascherine all’aperto – OP-ED – L’Antidiplomatico (lantidiplomatico.it)

 

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