Crisi Ucraina, Fulvio Grimaldi: “Guerra semifredda”

“L’Ucraina tra fuffa e Armaggedon. Un’occhiata dietro le quinte della sceneggiata”. Intervista di Gianluca Spina (“Io Penso”) a Fulvio Grimaldi.

 

L’intervista completa: https://www.iopenso.eu/interviste/la-verita-sulla-crisi-russia-ucraina

 

In casa tutti bene? Sì, senza media

In questa intervista che mi fa Gianluca Spina della molto apprezzabile  piattaforma “Io penso” cerchiamo di fare un mestiere che, già nobilissimo e funzionale all’intelligenza, consapevolezza e coscienza, oggi è perlopiù decaduto in servizio di lavapiatti dei manovratori cheturlupinano e decerebrano l’umanità. Oltrechè avvelenarla con tutti i modi. Quello che a grande fatica sopravvive di questa professione, finalizzata alla distinzione tra vero e falso, oggi viene deriso e svilito in “complottismo”. Un’altra parola  per dire che è necessario neutralizzare gli ultimi rimasugli di giornalismo.

Così abbiamo “The Economist”, rivista economica e geopolitica della Grande Mistificazione imposta all’informazione dalla Grande Cupola dell’impero finanziario. L’Economista se ne esce oggi con l’ennesimo attacco sotto la cintura alla Russia e a un uomo, Putin, dai cui “capricci”, se non lo fermiamo con le cattive, rischiano di dipendere le sorti del mondo. Questa rivista di manipolazione di menti e mercati, spurgata dai più bassi istinti e intenti di una secolare conventicola di alieni, appartiene agli Elkann, schiatta biblica che vive in una dependance di Casa Rothschild, pilastro centrale dell’attuale assetto di dominio cosmopolita.

Questa cosca opera con vari strumenti, intercambiali, complementari e strategicamente sinergici. Al momento, quelli maggiormente impiegati, in alternanza o combinazione, sono la viruscrazia, la climacrazia e l’armicrazia (der. dal greco κράτος «potere», κρατέω «dominare»). Tutte crazie che, in tal modo, si sono disfatte del termine “demos”.

 

Dal golpe di Barack-Hillary al Primo Reich ucraino

Mentre noi siamo soggetti al primo tipo di crazia citato, di questi ultimi tempi ci vorrebbero far fare comparse e vittime anche dell’ultimo, l’armicrazia molto minacciata e parzialmente già impiegata, a partire dal golpe neonazista di Obama-Hillary nel 2014. Armicrazia  da rivitalizzare utilizzando le milizie mercenarie NATO, dopo i contraccolpi subiti, tra guerre, colpi di Stato, rivoluzioni colorate, da queste e dall’altro mercenariato, quello jihadista, è l’urgenza primaria della Cupola.

Ma qui si offrono due opzioni, come abbiamo potuto vedere a condizione di utilizzare gli occhi e non la saliva: quella neocon, ricorrendo al solito innesco, di una False Flag da attribuire al nemico, ma, come sempre, realizzata in proprio (a battersi sarebbero armi USA in mano a imbecilli olandesi, danesi, spagnoli, polacchi, italiani, ucraini); o la tempesta tipo citochinica alla Pfizer, ma innescata negli organismi umani dalla propaganda fuffarola di un assordante menzognificio politico-mediatico.

 

L’aquilotto spennato e l’orso con dietro il drago

Il presidente USA, sfuggito per un attimo dalla camicia di forza made in Cupola, quando ha urlato al giornalista che gli chiedeva dell’inflazione, organizzata dai suoi amici speculatori: “Ma sta zitto, brutto figlio di puttana!”, è l’uomo che viene contrapposto a quello dei “capricci” al Cremlino. Si dice il cittadino medio occidentale non vaccinato: “Annammo bbene!”

Basta. La teoria che provo a snocciolare nell’intervista di Gianluca Spina è che siamo tutti tra color che son sospesi, ma ai quali Biden ha fatto intravvedere una sintesi tra le due opzioni, quando ha borbottato “Potrebbe trattarsi di una “piccola incursione”, con riferimento alle migliaia di tonnellate di armi e alle migliaia di truppe spedite a Kiev.. La “piccola incursione” russa nel Donbass da radere al suolo, vera o False Flag, giustificherebbe qualche scaramuccia al confine.

Ora i pupazzi della catastrofe a chiacchiere, sostenuti dai pupazzetti con l’incenso, hanno dovuto spostare la “certissima invasione russa”, cioè la loro provocazione False Flag, dall’annunciatissimo fine gennaio alla prima metà di febbraio. Sapete perchè? Perchè l’hanno scoperto, al quartier generale di Mosca  quegli zuzzurelloni di barbe finte della CIA? Figurarsi. La False Flag degli autori dell’11 settembre potrebbe avvenire allora, perchè è in quei giorni che si svolgono i giochi olimpici invernali di Pechino. Quale migliore occasione per dare un calcio negli stinchi all’alleanza strettissima tra i due giganti asiatici? Nooo? L’hanno già fatto: 2007, Olimpiade estiva in Cina,  mandano la Georgia a far fuori l’Ossezia filorussa, per disturbare i giochi di Xin Ping (mal gliene incolse). E da quello schiaffazzo rifilato dall’Armata Rossa, dalla Russia in Siria, e dal ritorno in Russia della Crimea, che finisce l’unipolarità in mano a Washington.

Tutto queste spacconate per stoppare il gasdotto North Stream 2, indispensabile alla Germania come all’Europa e per far strapagare agli europei la porcheria di un gas liquefatto Usa estratto con il metodo eco-catastrofico del fracking. Una roba sostenuta a Berlino ormai solo dalla neocon verde Annalena Baerbock, ministro degli esteri.


Soluzione finalina

Il ripiego dallo scontro atomico tra le due grandi parti, con la terza che sta con la seconda, essendo invincibile e reciprocamente letale, sarebbe allora il barboncino Zelinsky (premier del protettorato ucraino golpizzato da Hillary e dalle SS ucraine), che dà un paio di morsi ai liberi pensanti del Donbas, seguito da uno dei capricci dello zar attraverso sostegni indiretti e materiali agli aggrediti. Qualche flusso di sangue, spavento generale, tregua, negoziato, ritiri, un nuovo pateracchio Minsk e i famigerati scienziati atomici che allungano da 100 a 120 secondi il tempo tra ora e l’apocalisse. La butto lì.

Contenti tutti. Noi possiamo tornare a farci imbonire e terrorizzare da Speranza e Greta, mentre i nazisti di Kiev  dovranno accontentarsi di aver sbranato  qualche russo di Donetsk e Lugansk e di restare i favoriti di Washington e Nato. Insieme ai tanti alleati hitlerini e hitleroni in giro per il mondo. Da quelli del Golfo alla Colombia, da Davos alla Silicon Valley, dai Tutsi (che qualcuno proclama vittime al posto degli Hutu) a Mogadiscio, dal Guatemala al Congo., dal Patto di Abramo a Bruxelles. Da Palazzo Chigi al Quirinale.

Fulvio Grimaldi

VENERDÌ 28 GENNAIO 2022

https://fulviogrimaldi.blogspot.com/2022/01/lucraina-tra-fuffa-e-armaggedon-guerra.html

 

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