Nadal e i suoi fratelli: i malori fatali degli atleti italiani nelle ultime settimane

Rafa Nadal se l’è cavata. E’ vivo e vegeto. Però il suo malore offre l’occasione del grappolo di malori, spesso fatali, che nelle ultime settimane ha colpito gli atleti italiani. A partire da febbraio, hanno perso la vita tre calciatori delle serie minori e un giocatore di hockey. Più mancamenti e ricoveri. Più un ragazzo di 17 anni che non risulta fosse un atleta. Ma aveva, appunto, 17 anni: troppo pochi per morire all’improvviso.

La situazione richiama quella verificatasi in inverno fra i bambini e i ragazzi delle scuole. Le morti improvvise accadono. Però  accadono raramente fra i bambini e fra gli atleti. Questi ultimi, poi, sono pluricontrollati e in perfetta salute anche se giocano in squadre di secondo piano. Quando il fenomeno diventa vistoso, farsi delle domande è doveroso, e non solo lecito.

C’entra il vaccino contro il Covid? Gli over 12 possono entrare negli impianti sportivi solo se vaccinati… I paladini della vaccinazione avrebbero tutto l’interesse ad andare a fondo così da dissipare ogni sospetto. Invece nulla di tutto ciò. Nessuno, qui, si permette di diagnosticare miocarditi e simili disgrazie post vaccino a chicchessia. Però saremmo tutti più tranquilli se qualcuno le escludesse dopo aver effettuato i debiti accertamenti.

In mancanza, non resta che la cronaca, a cominciare da quella che riguarda Rafa Nadal, sicuramente bivaccinato: e nel frattempo, se l’ha ritenuto opportuno, ha avuto tempo per fare la terza dose. In campo ha accusato un malore di origine misteriosa: anzi, due malori. Il primo durante la semifinale durante del torneo Masters 1000 di Indian Wells, mentre giocava con Carlos Alcaraz; il secondo nella finale persa contro Taylor Fritz.

Rafa Nadal ha avuto fortuna. Può raccontarlo. E può raccontarlo anche il ciclista Sonny Colbrelli, che si è accasciato per un misterioso malore dopo aver tagliato il traguardo della prima tappa del Giro di Catalogna.

Non così Matteo Pietrosanti, 15 anni, che militava in una squadra di calcio giovanile della provincia di Latina. E’ crollato durante un allenamento. Se non altro, gli hanno fatto l’autopsia, che però, pare, non ha chiarito.

Morto durante un allenamento su un campo di calcio anche Assare Seare, 36 anni, originario del Ghana. E’ accaduto a Sessa Aurunca, in Campania. Giocava in Terza categoria con la squadra Folgore Maiano. Ha avuto luogo durante una partita di calcetto di serie D il malore fatale a Nicola Basile. Aveva 39 anni. E’ arrivato vivo in ospedale, i medici gli hanno praticato due interventi chirurgici alla testa: è mancato nel giro di una settimana. C’è poi Andreas Palla, 32 anni, giocatore di hockey. E’ morto al Palaghiaccio di Appiano durante una partita.

Fra gli atleti, i malori più recenti a lieto fine (solo folle corsa e ricovero in ospedale) riguardano un calciatore che giocava nell’Under 17 e una partita sospesa ad Abbadia San Salvatore. Ma soprattutto c’è la storia di un ragazzo in età di liceo morto a Roma. Aveva 17 anni. Troppo pochi per morire senza un apparente motivo.

GIULIA BURGAZZI

22/03/2022

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