Un fronte politico costituzionale per un futuro di indipendenza e di pace contro guerre, Nato, liberismo

L’accelerazione della situazione politica in seguito alla guerra in Ucraina ci impone una ridefinizione delle priorità sulla proposta di un Fronte politico costituzionale, ma non ne modifica la sostanza. Anzi, per certi versi ne viene confermata l’impostazione perchè la drammaticità degli avvenimenti rende ancor più necessario che si ragioni sulle vie d’uscita possibili che consentano in Italia la nascita di un movimento politico che raccolga i settori progressisti e popolari i cui interessi sono opposti a quelle forze liberiste che guidano il governo e sostengono la politica di guerra portata avanti dalla NATO.

L’art.11 della Costituzione impone all’Italia il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, mentre sappiamo che nei fatti il nostro paese partecipa ad una alleanza militare offensiva che ha condotto numerose guerre di aggressione a partire dalla vicina Jugoslavia. Questioni internazionali e questioni sociali si collegano dunque alla necessità di portare la politica italiana dentro un alveo costituzionale che può unire la parte migliore del popolo italiano come è stato all’epoca della Resistenza e della Costituente.

La nostra è una battaglia di pace, di giustizia sociale, di diritti costituzionalmente garantiti di cui un nuovo movimento politico, unitario e determinato nei suoi propositi deve farsi carico per abbattere i veli di una ipocrisia istituzionale che ci vuol far credere che viviamo in un’oasi di democrazia e di pace.

NO, l’Italia non è il paese della democrazia e della pace! L’Italia è il paese in cui si definisce ‘pace’ l’alleanza aggressiva NATO a servizio degli americani e delle oligarchie internazionali. L’Italia è il paese i cui governi possono gestire il potere in spregio ai principi costituzionali. L’Italia è il paese in cui il liberismo impone la sua logica nelle relazioni economiche e sociali a danno dei lavoratori e dei ceti più poveri. L’Italia è il paese che rappresenta un esempio negativo tra i paesi civili per la corruzione, la devianza degli organismi istituzionali, gli interessi mafiosi, le connivenze tra potere politico e affari, il dominio delle logge massoniche.

Sappiamo che non è facile affrontare questi nodi e non bastano le parole a scioglierli.

Ma dobbiamo domandarci anche: è possibile andare avanti con la spada di Damocle delle guerre NATO in cui l’Italia è continuamente coinvolta? E’ possibile che si continui a vivere in un paese gestito da governi fuorilegge rispetto ai principi costituzionali?

La risposta non possiamo darla solo noi che ci battiamo da tempo contro questa situazione. La vera risposta la devono dare tutti quelli che non accettano più di vivere in guerra col mondo e fuori dalla legalità costituzionale.

Per questo riteniamo necessario rinnovare un appello a tutti quelli che condividono le nostre idee e i nostri obiettivi ad unirsi, evitando di scadere in pratiche politiciste e meramente elettoralistiche, e mettere in atto quella rivoluzione morale e politica che restituisca all’Italia il ruolo di un paese amante della pace e a servizio dei suoi cittadini. Come la Costituzione del 1948 prevede.

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