Il programma nucleare ucraino non può essere più negato

L’Ucraina ha programmi nucleari e missili da quasi tre decenni come parte del settore di ricerca nazionale. L’uscita del presidente ucraino Volodymyr Zelensky alla Conferenza di sicurezza di Monaco di Baviera il 19 febbraio scorso sulla possibilità di raggiungere uno status nucleare, ad appena cinque giorni  dall’ “Operazione militare speciale” di Mosca, non è stata certo accidentale.

Nonostante abbia firmato il trattato sulla non proliferazione delle armi nucleari  nel 1994, l’Ucraina ha immediatamente iniziato il proprio programma di ricerca e sviluppo in maniera tale da avere la possibilità  di crearsi le proprie armi nucleari. Tuttavia, la spinta per le armi nucleari è arrivata in seguito al colpo di stato Maidan del 2014 e la salita al potere di Petro Poroshenko.

Secondo l’Agenzia russa di intelligence che si occupa di paesi stranieri, il settore di ricerca e  sviluppo dell’Ucraina in relazione allo sviluppo di un possibile ordigno (NED), che potrebbe poi essere utilizzato per la progettazione di testate nucleari, si è occupato sia di uranio che di plutonio. Dato il ruolo importante avuto dall’Ucraina in era sovietica, la comunità scientifica del paese ha sicuramente le capacità e il potenziale per raggiungere questo obiettivo. Inoltre, al fine di accelerare il processo, l’uranio di cui l’Ucraina necessitava per il proprio programma è stato fatto arrivare dall’estero.

Il ruolo chiave nella creazione di NEDS è stato assegnato al National Scientific Center “Kharkov Institute of Physics and Technology”. La base sperimentale disponibile in quella sede rende possibile la ricerca di materiali nucleari, compresi gli assemblaggi del carburante speso per il reattore, che possono essere utilizzati per produrre armi al plutonio. L’Istituto per la ricerca nucleare e l’Istituto di Chimica organica a Kiev ha fornito assistenza al centro nello sviluppo di metodi per la separazione degli isotopi dei materiali nucleari.

Anche l’Istituto per la sicurezza nucleare a Chernobyl, così come il centro scientifico e tecnico dello stato per la sicurezza nucleare a Kiev, hanno partecipato a questo lavoro. Vale la pena notare l’uso della centrale elettrica di Chernobyl Nuclear come sito per lo sviluppo delle armi nucleari. Era proprio lì, a giudicare dalle informazioni disponibili, che si stava facendo un lavoro per la separazione del plutonio e la produzione di una bomba cosiddetta “sporca”. L’aumento del livello di radiazioni di Chernobyl a seguito del famigerato disastro del 1986 ha nascosto la ricerca e il lavoro dell’Ucraina. (…)

Negli ultimi anni, l’Ucraina ha intensificato l’esplorazione delle miniere di uranio esistenti, nonché lo sviluppo di depositi di uranio promettenti localizzati nelle regioni di Mykolaiv, Dnepropetovsk e Kirovograd. Allo stesso tempo, alle società straniere è stato fatto un contratto per aiutare l’Ucraina nello sviluppare il proprio arricchimento dell’uranio. A questo proposito, si consideri che lo stabilimento idrometallurgico di Zhovti Vody sta già elaborando un concentrato di ossido di uranio dal minerale estratto in Ucraina, che può essere utilizzato nel processo di arricchimento dell’uranio nelle centrifughe di gas senza ulteriore elaborazione e purificazione.(…)

Dopo aver implementato programmi nucleari e missili per decenni, l’Ucraina crea ora le condizioni necessarie per fabbricare le proprie armi nucleari. In particolare, risultati significativi sono stati realizzati nella modellazione di reazioni a catena nucleare e separazione dell’isotopo dei materiali fissili. Kiev era vicino alla creazione di un dispositivo esplosivo nucleare basato sul plutonio ottenendolo da un combustibile nucleare esaurito e immagazzinato. E in effetti, gli specialisti ucraini potrebbero produrre un tale dispositivo entro pochi mesi.

Sembra anche che quando è iniziata l’ operazione militare speciale, la leadership ucraina abbia distrutto o trasferito tutta la preziosa documentazione immagazzinata nei centri scientifici di Kiev e Kharkiv all’università nazionale “Lviv Polytechnic”. Questo è stato fatto, tra le altre cose, per continuare a rigettare le accuse riguardanti la presenza di un programma nucleare ucraino.

In questo modo, nonostante l’Occidente abbia sorriso all’idea che la Russia volesse demilitarizzare l’Ucraina, la prova della presenza effettiva del programma di armi nucleari del paese sarà ulteriormente esposta con ulteriori dettagli, documenti e strutture che adesso sono sotto il controllo russo. Con Kiev apparentemente disposta a negoziare sul suo stato di neutralità, e con la Russia che sta smantellando il programma di armi nucleari del paese, questo assicurerà che l’Ucraina nel periodo postbellico non si trasformerà nel missile della NATO puntato su Mosca, stabilizzando così una situazione che è particolarmente volatile e violenta fin dal 2014.

di Paul Antonopoulos, traduzione Martina Giuntoli

1/04/2022

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