Fulvio Grimaldi: “Armi chimiche, biologiche, radioattive? Da 100 anni sempre solo euroamericane”

“Io c’ero” è quasi sempre vero, ma lo dico anche per dire. Se non c’ero proprio, sapevo, sono arrivato poco dopo, ho visto, sentito, dimostrato. E, con me, la Storia. Che, per Bersani e la nuova leva politico-mediatica nazificante, postliberista, uscita dall’uovo del Compromesso Storico degli “Opposti Concordi”, scompare. È solo discarica con liquami sgradevoli. Conta solo cosa, chi, dove succede l’istante, il presente, l’accadente, l’immediatamente afferrabile e manipolabile, grazie alla cassetta degli attrezzi assegnato al giornalismo dal globalismo nazi 2.0, per le realtà di convenienza. Dietro alla quale, il nulla. Contesti? Guai!

A GIORGIO BIANCHI

O forse no. Magari passa, facendo stormire fronde azzittite, qualche elemento di contorno, tipo il bosco che circonda l’albero, o la luna che sta davanti al dito.

Magari uno spettro con i capelli alla Lennon, un grande “target” ucraino sulla schiena e gli occhialini “sovietici”. Uno spiritello spigoloso che urta e scombina, che si aggira per una landa di lapidi, a reincidere nomi sgretolatisi nella storia lineare dei nostri attualisti.

Storia lineare, c’è solo un davanti. La Storia è lineare, finisce dove iniziano i tuoi tacchi. Poi, ciò che sta davanti te lo costruisci tu, le istruzioni non mancano, arrivano agli amanuensi del copia-incolla prima ancora che le cose accadono. Il copione è redatto da tempo.

La Storia è zavorra, stroppicciati le scarpe su Stampubblica e cancella chi ti ha fatto il caffè che stai bevendo.

ERO PICCOLISSIMO

Ero piccolissimo e la collina da Fiesole giù all’Arno zuzurellava di cicale, lucciole e, a volte, pipistrelli presunti nello scignon di zia Emma. C’era anche Pirandello, che disintegrava quella chiavica di borghesia novecentesca spurgata dal Risorgimento, ma siccome lo faceva in camicia nera, ce ne siamo accorti solo dopo. C’era ancora D’Annunzio che, a parte il Vittoriale e qualche bel verso, dopo Fiume e quella Carta del Carnaro, non aveva più combinato un granché di buono.

Armi chimiche, come ieri e oggi, fasciste.

Questo era l’ambiente, quando mio papà irrompe nella stanzetta dai parati con i topini e gli tira un pugno, al topino; “L’ha fatto, quel delinquente l’ha fatto! Ora son cavoli amari!”

I cavoli amari divennero le sanzioni “inique” e l’autarchia delle “fedi alla patria” e del pane nero, peraltro più saporito.

Il delinquente faceva il maresciallo e aveva bruciato e asfissiato alcune decine di migliaia – “donne e bambini” – di abissini. Poi di libici. Armi chimiche. I russi non c’erano.

Ma non eravamo stati nemmeno noi, i primi dei delinquenti. I britannici hanno sempre fatto meglio di tutti.

Prima era la civiltà portata sulla piastra arroventata della fede vera, poi la democrazia, poi i diritti umani, essenzialmente LGBTQI. E sempre di mezzo quegli scassaminchia dei Criminali di Guerra, ma solo se russi, perfino se inesistenti.

Nei primi anni venti del Secolo delle belle rivoluzioni e della Grande Liberazione dei Popoli (‘900, tutti a ricordarsi solo del nazifascismo, quello in fasce, come per gli anni che erano “di piombo”
e basta) c’era già stato chi rimediava a libertà, sovranità, autodeterminazioni, fiorite da un sacco di patrie, anche grazie a Garibale Bolivar, irrorandole di un primo Bayer-Monsanto (americogermanico) chiamato Iprite.

Lo fece a diluvio sugli iracheni – “donne e bambini ” – il noto eroe antifascista Winston Churchill. Iracheni sumeri e abassidi, mesopotami genitori di tutt’intorno, inventori di ogni cosa e perciò già allora saddamisti, orgogliosi e riottosi.

Non c’ero, è vero. Ma ne ho visto gli effetti replicati con “gain of function” (potenziamento) dai successori, ambiziosissimi nella oncogenia da spopolamento, durante un coscienzioso collaudo durato due guerre, 1991 e 2003, con seguito di Resistenza e poi di mercenariato ISIS agli ordini USA di Obama-Powell per conto del Golem.

LA STRADA DELLA MORTE DI SCHWARZKOPF (Testa Nera)

100 km e 100.000 uomini carbonizzati o vaporizzati mentre si ritiravano dal Kuwait a guerra finita. Arma segreta. Chimica, ma niente russi. Bombe iperbariche. Una fiammata e via. Tutto made in Usa. Neanche una provetta russa

IL BUE ALL’ASINO, BIDEN A PUTIN

Per vent’anni, nel paese più antico, del popolo più felice e forte, ho camminato tra corsie e lettini con quei corpicini storpi, sminuzzato, senza braccia, con un occhio sull’orecchio, una coda al posto delle gambe e una morte imminente nel groviglio di arti e organi mescolati come uno Shanghai esploso. Uranio.

Milioni di tonnellate di uranio, scorie di centrali nucleari, da smaltire su bimbi dal cuore a carciofo e mamme con nelle orbite solo ombre nere che le divorano.

FALLUJA-STALINGRADO

Churchill non schiatta mai. Dall’iprite per il beduino arabo irrispettoso di Sua Maestà, fino al fosforo bianco al saddamita che a Falluja pretendeva di stare a Stalingrado e resistere al nazismo 2.0

Lo stesso Churchill, icona antinazista nel segno del più feroce colonialismo mai praticato da qualsiasi nazione, che sorvolava l’Europa stracciata e ormai inerme, mirando col fosforo dentro le case per bruciarci tutti, “donne e bambini “, come suol dirsi.

Io c’ero. A fine allarme, mia madre ci portava a vedere cosa ci avevano lasciato quelle 500 zanzare made in Churchill, col loro ininterrotto vomito dal cielo, passivo come dio. Solo facciate come quinte teatrali, finestre nere, qualche fiamma ancora nel vuoto. Corpi per strada, quelli veri, non giustapposti come a Bucha dal globalnazismo. Anche cavalli, ricordo, con la pancia lacerata e l’occhio ancora grande. Spaventoso nella sua innocenza, qualche cane, compostissimo, anche nell’agonia. Come vecchi pellerossa che, per morire, vanno via soli. Da allora non sono mai più stato senza cane. Bassotto, nello specifico.

Mia madre voleva che avessimo conoscenza, non paura. Infatti, più paura uguale meno coscienza. Vedi Covid. Vedi russi. Grazie mamma. Credo che la mia partenza da inviato di guerra sia stata quella.

FALLUJA, VISTO CHE DRESDA NON ERA BASTATA

Tutto uguale anche a Falluja. Una giornalista era andata a farselo raccontare dalle donne scampate all’incenerimento. L’hanno rapita quelli che non volevano si sapesse, né di Abu Ghraib, né di Falluja. E per ribadire il punto, hanno ammazzato Nicola Calipari. Sparo preciso, in testa. Testa che sapeva. Ultimo singulto di italianità, prima del “Tramonto dell’Occidente” (Spengler). Senza Italia non c’è Occidente. Come senza Grecia. Lo sanno. Lì hanno messo Tsipras, qui Draghi.
Giuliana Sgrena, su Falluja, è rimasta zitta.

Io l’ho rivista in diretta a Gaza, 2009, quella Falluja. Quella Stalingrado. Fosforo. Corpi vivi che si carbonizzano, trascinandosi e rotolando. Lasciano un’orma nera sull’asfalto. Mai visto un russo, neanche lì.

ARMI CHIMICHE PER I DIRITTI UMANI

2003-2005 Falluja, fosforo bianco USA-NATO; 2006 Libano, bombe a grappolo di Israele per migliaia di tonnellate su tutto il Sud, contro i contadini, “donne e bambini “. Negli ospedali di Sidone, i medici mi mostrano pazienti e radiografie di organi necrotizzati e spappolati in corpi colpiti, ma senza fori d’entrata. Proiettili inediti a farfalla: roteano e affettano. Israele. Zero made in Russia. Armi tuttora segrete. Dunque non proibite. Io c’ero. I russi no.

SERBIA, DI TUTTO

Serbia 1999, marzo-maggio, sterminio ad altissimo potenziale esplosivo, chimico e radioattivo, su ogni cosa funzionante nel paese per 78 giorni. Ospedali (incubatrice spente), rete elettrica, ponti ferrovie case, servizi, parchi nazionali contro la fauna e la flora, le colonie di bambini, le strutture da picnic.

Pioggia di bombe a grappolo su Nis, seconda città del paese, che osa rispondere con la contraerea. Mine tra i piedi per generazioni di scolaretti

URANIO SU TUTTO IL PAESE, ENCLAVI SERBE IN KOSOVO COMPRESE

Nessun russo. I generalstar in TV, Camporini o Tricarico, genia alla Cadorna o Badoglio, che la sanno meglio di Putin di quanto lui sappia di sé, ci dicano dei quasi 400 militari italiani morti tra Kosovo e poligoni vari per essere stati mandati in mezzo all’uranio senza protezioni. Russi non ce n’erano. Io sì.

Chimica? Crimini di guerra? Corte di Giustizia? Sopra Pancevo massima concentrazione industriale petrolchimica dei Balcani, il cielo è gravido. Bastano sali d’argento o di arsenio, per far venire giù tutto.

E tutto è venuto giù grazie ai nostri operativi di Aviano, sotto Clinton, D’Alema, Mattarella e altri neocon. Il diluvio doveva provocare la tracimazione del Danubio, allagare tutto l’est della Serbia e, dunque, spargere sul territorio abitato e coltivato le migliaia di tonnellate di veleni fatti uscire dagli impianti chimici e petrolchimici a forza di bombardamenti.

Genocidio, ha detto il rimbambiden? Già, il vecchio gangster l’ha promosso nel 2009, da capo della Commissione Esteri del Senato e se ne vanta oggi. Come l’impareggiabile Madeleine Albright, talmudista, Segretaria di Stato, incastonatasi nella Storia dell’umanità con l’affermazione che ci aveva già fatto prevedere il futuro affidato a una canaglia nazista, disposto a fare carne di porco del suo paese e del proprio popolo anche meglio del Fuehrer nel Bunker.
Sentenziò l’augusta consorte morganatica di Hashim Thaci, detto il Serpente, premier kosovaro per crimini di guerra e traffico di organi prelevati da prigionieri serbi.

“500.000 bambini morti per embargo, uranio e bombe, su 1,5 milioni di civili iracheni uccisi, sono un giusto prezzo da pagare per la democrazia”. Disse e del terzo millennio finalista si spalancarono le porte. Ecco lo Zeitgeist.
E in tutto questo, di russi neanche l’ombra.

OLTRE IL GIORNALISMO – L’INFALLIBILE METODO MENTANA

Per la quale difficoltà incontrata nel lavoro monoteista delle demonizzazioni, c’è comunque, e si universalizza, il Metodo Mentana. Funziona così. Esce insopprimibile una grana: la banda Biden, padre e figlio, allestisce con una serie di briganti ucraini, guidati da CIA e Big Pharma, una catena di laboratori di armi biologiche. Ben 26. Anche qui, accidenti, neanche un russo. Proprio come con le carceri segrete della tortura (Abu Omar) disseminate sul pianeta dal “Mondo Libero”: uno, cento, mille Guantanamo.

Tocca provvedere, invertire, rovesciare. L’inviatina è analfabeta, ma percettiva. Va in piazza, calza l’elmetto, sniffa in giro: “C’è aria di armi chimiche russe…” Laboratori USA-ucraini dissolti dall’inevitabile evidenza che i chimici orridi sono i russi.
Uscita successiva: ” l’intelligenza Ucraina sospetta armi chimiche russe”…. “Biden sa da fonte certa che i russi, anzi Putin, ha introdotto armi chimiche a Mariupol”…. Mentana: “Accertato l’uso di armi chimiche russe, strage di DONNE E BAMBINI”. Sono sempre tre i passaggi dal depistaggio alla certezza contraria.

Proprio come con le grottesche, primitive, dimaiane, sceneggiate messe in campo dai tagliagole nazi-parajihadisti e accreditate dall’antigiornalismo del sandwhichman di ogni vaccino e ogni terrorismo. Uno che riesce a farsi passare da giornalista mentre da trent’anni ammorba la comunicazione televisiva, coperto dall’ultimo riccioletto tirabaci spiaccicatogli sulla fronte dal complice, ma inconsapevole, trucco e parrucco.

E vista l’apocalisse russa imminente, ecco che i missili sulla staccionata dei cortili di 150 milioni dì russi (più 450 degli Stati Federati) non li mettiamo più sui confini con l’Ucraina, 1.400 km, che sta nella Nato (o con la Nato, o sotto la Nato), ma non deve sembrarlo, bensì sui nuovi pacifismi nucleari Nato, Finlandia e Svezia. Come previsto da Blackrock.

Non vedevano l’ora, questi vichinghi da Colossal, di offrire il loro territorio, i bisogni dei loro popoli in fatto di benessere, giustizia sociale, energia, produzione, alimentazione, sovranità, la loro storia di comunità millenaria al Disneyland metaverso della Blackrock-Rothschild Nazihorrorshow. Va a puttane l’Europa per salvare il peggio canagliume della Storia? Come no. Lo festeggeremo con tanti begli omini di neve. Poi entreremo nella Sauna e metteremo la temperatura a 90. Ebollizione e Gran Crepuscolo degli dei.
E diamogli questa soddisfazione agli USA. Anzi a Blackrock. La Volvo non è mica la loro.
E’ dalla prima guerra mondiale che ci provano.

Dopo la birreria di Monaco, l’Hofbreuhaus, serviva una distilleria a Kiev.

Chiacchiericcio? Allora chiudiamo con qualche numero. Con un pensierino ai rovescisti con bandana arcobaleno che parlano di russi e Aleppo disintegrata.

Ovviamente di Palmira non si parla e neanche di un popolo che sanguina, ma resta in piedi, dopo 11 anni di una carneficina perpetrata dagli stessi che di guerre ne hanno fatto, una cinquantina, sempre su terre altrui, con altrettanti milioni di morti.

Putin, anzi la Russia, si è difesa da un’aggressione del ridicolo sicario georgiano. Ha fermato un’aggressione turco-Nato-israeliana all’Armenia, ha ridicolizzato i pali colorati delle rapine di legittimità statale alla Navalny (il ladrone con la pistola che invita a sparare ai migranti non slavi), è corsa in aiuto alla Siria destinata a obliterazione globalista nel Nuovo Medioriente talmudista (con qualche ambiguità rispetto a Israele). Soprattutto ha bloccato il progetto ur-nazista planetario transumano. Lunga vita.

MACELLAI

Solo dal 2001 USA-NATO hanno lanciato su 9 paesi 337.000 bombe e missili, 46 al giorno.
I primi 24 giorni di bombardamenti russi sull’Ucraina sono stati meno distruttivi del solo primo giorno di bombardamenti USA sull’Iraq nel 2003. Io c’ero.

Con il pretesto di fermare i propri mercenari ISIS, in Iraq e Siria, gli Usa hanno interamente polverizzato due delle più grandi e storiche città mediorientali Raqqa e Mosul (liberate poi esclusivamente dai combattenti patrioti contro jihadisti, armaioli USA, NATO, israeliani sauditi, qatarioti turchi e varie Forze Speciali anglo-francesi.

Distruggere quanto non potrà tornare. Storia lineare. Via l’identità. Schwab non conosce memoria. Ma chi cazzo sei!

Sulle sole Raqqa e Mosul gli USA hanno lanciato più di 120.000 missili e bombe. Più che nel genocidio della Cambogia. Mosul gioiello abasside, 1,5 milioni di abitanti, 138.000 edifici civili polverizzati. L’80%. 40.000 civili morti. Quanti rimasti sotto le macerie non è noto.

La Rand Corporation, quella che ha elaborato l’attuale piano contro la Russia, calcola che delle cosiddette armi di precisione, 88.000 tonnellate in meno di una settimana, almeno il 25% non è stato in grado di colpire con precisione e senza incalcolabili effetti collaterali. Esattamente come il vaccino USA.

EFFETTI COLLATERALI?

Missili, bombe, fosforo, uranio, bombe cluster, armi segrete, vaccini ingegnerizzati, catastrofe economico-sociale. Si tratta di uccidere. Loro sono pochissimi, lo 0.0001% si dice. Noi siamo troppi.

This is the question.

Fulvio Grimaldi

15=74/2022

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