Dopo 2 mesi la stampa italiana scopre che non possiamo fare a meno del gas russo

Dopo due mesi il Governo ha capito quello che era lampante da subito: l’Italia del gas russo non può fare a meno.

Per sostituire la dipendenza dalle importazioni russe (non con l’indipendenza ma con la dipendenza da altri Paesi ovviamente) ci vorranno anni.

Intanto con la fine degli acquisti da parte della BCE gli interessi sui nostri titoli di Stato continuano a salire.

Come se non bastasse, ci pensa il processo di completamento dell’Unione Bancaria a metterci ancora più in difficoltà.

Sul piatto ci sta la delega in seno alla UE delle risoluzioni delle banche in crisi che toglierebbe qualsiasi autonomia nazionale residua e, soprattutto, la “tassa” legata a quantità e rating dei TdS detenuti dalla banche di un Paese.

In estrema sintesi, l’Italia sarà costretta a ridurre drasticamente la quantità di TdS detenuti dalle banche italiane.

Parliamo di 427,2 miliardi di euro, il 20% dell’attivo delle banche italiane (rispetto al 9% della Francia e al 12% della Germania).

In tutto questo, il Governo pensa di poter affrontare una crisi che sarà peggiore di quelle del 2008 e del 2020 con gli spiccioli (200 euro una tantum).

Insomma, come diceva Flaiano, «la situazione politica in Italia è molto grave ma purtuttavia non è seria».

Gilberto Trombetta

04/05/2022

Dopo 2 mesi la stampa italiana scopre che non possiamo fare a meno del gas russo – Lo Squillo – L’Antidiplomatico (lantidiplomatico.it)

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