Il “vile” in pubblico afferma che vuole la pace, ma in realtà invia armi pesanti ai (nazi)ucraini

L’Italia non è in guerra, non è geograficamente vicina al conflitto e non ha legami particolari con l’Ucraina. Né la Russia né l’Ucraina fanno parte dell’Unione Europea o della NATO.

Eppure l’Italia, o meglio, il governo Draghi, firma decreti per inviare armi a ritmo incessante. Decreti che non passano per il Parlamento e che dimostrano come nel Paese il popolo non ha più nessuna voce.

Dal vertice Biden-Draghi il primo risultato è stato infatti quello previsto: l’Italia si piega al volere della NATO e prepara il “salto di qualità”. Ecco come molti definiscono il terzo decreto-legge che porterà gratuitamente armi in Ucraina.

Armi che pur restando top-secret, senza per altro valido motivo, sembrano dalle voci essere tutt’altro che di difesa.

Le armi pesanti

Il Corriere della Sera parla di mortai, bombe, missili e mitragliatrici. La Rivista italiana difesa e l’ANSA sono più precisi e affermano che a Kiev invieremo “APC cingolati M113, obici semoventi da 155 mm” e “semoventi d’artiglieria M109”.

Ecco come l’Occidente sta lavorando per la pace, ecco come l’Italia sarà ricordata nei libri di storia.

Si tratta comunque di indiscrezioni e il pacchetto armi il ministro della difesa Guerini non vuole condividerlo. Se però così fosse, e il Governo stesse veramente autorizzando l’invio di armi di offesa, l’Italia starebbe operando nell’illegalità.

Le violazioni del Governo

Come evidenzia infatti il blog di Nicola Porro, i decreti-legge non solo vanno contro il volere del Parlamento, ma contro la Costituzione.

Il decreto-legge n. 14 del 25 febbraio 2022, denominato “Disposizioni urgenti sulla crisi in Ucraina” e convertito in legge ad aprile, parla esplicitamente di “scopo difensivo”, di “equipaggiamento di protezione” e di “armi non letali”.

Il Parlamento italiano ha quindi votato l’invio di armi di difesa, come elmetti e giubbotti anti-proiettile, non missili e mezzi blindati.

Nell’articolo 11 della Carta costituente si parla poi di ripudio della guerra e intervento solo nel caso di attacco militare, come giusta reazione se aggrediti.

Se in territorio ucraino si rinvenissero quindi delle armi marcate “Italia”, sarebbe la prova dell’ennesimo atto illegale ed aggiungeremmo immorale, del governo Draghi.

Quale legittimazione?

Come si giustifica però questo terzo decreto prossimo ad essere varato dai ministeri di Difesa, Economia ed Esteri, senza passare dal Parlamento?

Lorenzo Guerini ha dichiarato:

“L’invio di armi è mirato a consentire all’Ucraina di difendersi e difendere la sua popolazione dall’aggressione russa, è la prosecuzione del nostro impegno come indicato dal Parlamento”.

Indicato dal Parlamento? Si autorizza l’invio di bombe e missili perché mesi fa il Parlamento ha votato una sola volta un decreto che parla di “armi non letali”?

Poniamo delle domande e proviamo a dare anche delle risposte.

Arianna Graziato

13 Maggio 2022

L’articolo originale e il servizio video:

DRAGHI NON VUOLE LA PACE: INVIO ARMI PESANTI IN UCRAINA (byoblu.com)

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