[Resistenza] Niente tornerà come prima, tutto deve essere meglio di prima

Anche se le operazioni militari in Ucraina finissero domani, niente tornerà come prima.

Le operazioni militari iniziate il 24 febbraio come diretta conseguenza delle manovre di accerchiamento della Federazione Russa da parte della NATO, le sanzioni contro la Federazione Russa che hanno sconvolto le relazioni economiche e commerciali di tutto il mondo, le manovre speculative degli USA per legare a sé i paesi dell’Unione Europea per le forniture di gas sono elementi particolari e specifici che fanno compiere un balzo in avanti alla crisi generale che è già in corso e che trascina il mondo nel marasma di cui la guerra imperialista è sbocco.

Nel giro di soli due anni è la seconda volta che l’umanità si trova di fronte a eventi di portata epocale – apparentemente improvvisi o accidentali – che stravolgono il “normale” corso delle cose. (Leggi tutto)

Creare 10, 100, 1000 organismi di base. Non più un passo indietro!

Nonostante gli ingenti investimenti economici e gli sforzi creativi, il ridicolo teatrino della diversione dalla realtà che la classe dominante mette in scena con il suo stuolo di “nani, ballerine e cantanti” non sortisce gli effetti desiderati.

Per distogliere dalla realtà le masse popolari, la macchina dell’intossicazione ormai coinvolge direttamente i capi di governo, i capi partito, i ministri e i sottosegretari.

Mario Draghi non è certo un incantatore di folle, ma si presta al gioco ben volentieri. Per non dare spiegazione sui motivi per cui il suo governo sta trascinando il paese in guerra su ordine della NATO, ha deviato l’attenzione sull’affermazione “o la pace o il condizionatore”. Ha fatto una figura barbina, ma ha aggirato il problema.

Mulé, il sottosegretario alla Difesa, si è inerpicato oltre la logica, il buon senso e il buon gusto quando ha affermato che la prossima estate bisognerà alzare il condizionatore di almeno due gradi, ma “ogni goccia di sudore sarà una goccia di sangue in meno versato dal popolo ucraino”… (continua a leggere)

Una strada c’è

Liberare l’Italia dal controllo della NATO, dalla guerra e dai ricatti

Rendere ingovernabile il paese fino a imporre un governo di emergenza delle masse popolari organizzate

Gli imperialisti USA non hanno alcuna intenzione di mettere fine alla guerra in Ucraina. Anzi, dopo averne creato le condizioni e favorito le premesse, continuano a condurre provocazioni per alimentarla e allargarla. Gli imperialisti USA e la NATO stanno trascinando il mondo in una guerra mondiale dispiegata.

Il governo Draghi sostiene interamente e senza riserve le manovre dei gruppi imperialisti USA. Lo fa violando la Costituzione e contro la volontà della maggioranza della popolazione; lo fa sapendo che questo aggraverà la crisi economica ed energetica e che saranno le masse popolari e i lavoratori a pagare il prezzo più alto.

Inviare armi ai battaglioni nazisti ucraini e mettere il nostro paese a completa disposizione della NATO (ci sono sul nostro territorio più di 120 basi militari oltre a depositi, arsenali e aree di addestramento), significa entrare direttamente nel conflitto e fare dell’Italia un bersaglio strategico per la Federazione Russa. (Leggi tutto)

Perché non esiste nessun imperialismo russo (Ancora sull’imperialismo)

(…) Con la dissoluzione dell’URSS (1991) i primi paesi socialisti sono crollati e il mondo ha smesso di essere diviso in due campi. Il campo dei primi paesi socialisti è tornato nel solco dello “sviluppo capitalista”, ma nella fase imperialista.
Ciò ha prodotto una situazione inedita nella storia. Prima di allora non erano mai esistiti paesi socialisti che avevano conteso la direzione dell’umanità alla classe dominante. Era una situazione che non esisteva quando Lenin pubblicò L’imperialismo, fase suprema del capitalismo, mentre si andava sviluppando quando Stalin pubblicò la sintesi delle contraddizioni principali della fase imperialista.

Alle tre contraddizioni sintetizzate da Stalin se ne è poi aggiunta una quarta: quella fra i paesi imperialisti e i paesi che, per ragioni storiche e politiche particolari, resistono e si oppongono alla Comunità Internazionale degli imperialisti. Fra di essi hanno un ruolo specifico (e principale) gli ex paesi socialisti. (Leggi tutto)

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