In autunno arriva l’ennesimo vaccino Covid, e la UE sta già facendo le fusa a Pfizer

In autunno arriva un nuovo vaccino Covid. Altro giro in giostra, altro regalo: magari sotto forma di un ciclo vaccinale che ricomincia daccapo con due dosi e altrettanti booster, che dire “quattro dosi” sembra più brutto.

La Commissione Europea guidata da Ursula von der Leyen, nota anche per i misteriosi SMS scambiati con l’amministratore delegato di Pfizer, ha raggiunto un accordo con la Pfizer stessa e il suo partner BioNTech . Prevede che le dosi di vaccino dovute in estate agli Stati UE siano invece consegnate in autunno e in inverno. Non si dice esplicitamente, ma si suggerisce potentemente che saranno dosi adatte alle varianti del virus.

L’Europa ha acquistato vaccini Covid con modalità di shopping compulsivo. L’UE detiene il record mondiale dell’acquisto. La variante Omicron, l’ultima arrivata, buca i vaccini come se fossero fatti di burro. Le case farmaceutiche sono al lavoro per calibrare su di essa i vaccini. Tuttavia non è scritto nelle stelle che la variante Omicron sarà ancora quella dominante in autunno. Il virus è mutevole; i vaccini finora sono stati uno o due passi più indietro rispetto alle varianti. E probabilmente continueranno a restare indietro (sempre che servano a qualcosa).

Non sono noti analoghi accordi fra l’UE ed altre case produttrici per aggiornare e rimandare all’autunno-inverno la consegna dei vaccini dovuti in estate. Comunque Moderna sta già testando in vista dell’autunno un “booster bivalente” in grado, dice, di proteggere (non si parla di mai immunizzare…) dal virus di Whuan e dalle varianti Beta, Delta, Omicron.

Anche Pfizer sta lavorando su Omicron. Tuttavia per Pfizer le cose vanno un pochino a rilento. In teoria, i risultati sarebbero dovuti arrivare entro lo scorso mese di aprile. In pratica, nessuno ancora li ha visti. E poi ci vorrà del tempo per effettuare l’iter di autorizzazione.

La Commissione Europea è evidentemente fiduciosa sia nel fatto che Pfizer riesca a mettere a punto un vaccino aggiornato. E’ evidentemente fiduciosa anche del fatto che esso otterrà l’autorizzazione. Altrimenti perché mai avrebbe fatto l’accordo con Pfizer?

Nell’era pre-Covid, l’iter per autorizzare un vaccino durava anni. I vaccini Covid ora in uso hanno ottenuto dall’Unione Europea un’autorizzazione condizionata: significa che vengono impiegati anche se le case farmaceutiche devono ancora fornire parte dei dati. Gli ultimi dovrebbero arrivare nel 2023. Verosimilmente otterranno un’autorizzazione condizionata anche i vaccini aggiornati attesi per l’autunno.

E chissà mai se, a quel punto, le autorità europee e le case produttrici continueranno ad occuparsi dei vaccini Covid, diciamo, di prima generazione e del loro iter ancora (formalmente) non concluso. In fondo, a quel punto saranno superati dagli eventi e nessuno se li farà più iniettare.

Magari si scoprirà che la produzione dei dati ancora mancanti sui vaccini di prima generazione, e il loro esame da parte delle autorità, sottrarrebbe tempo e risorse allo sviluppo dei vaccini di seconda generazione e al relativo esame. E avanti così anche per i vaccini di terza, quarta, quinta generazione e per molti anni a venire?

GIULIA BURGAZZI

16/05/2022

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