Gas, ecco perché i tagli del 7% annunciati da Cingolani non basteranno

Il ministro Cingolani si è dimostrato eccezionalmente ottimista. Ha affermato che l’Italia dovrà ridurre del 7% il consumo di gas.  Già sarebbe grave avere il 7% in meno di fabbriche funzionanti e di riscaldamento, ma difficilmente basterà.

Quest’inverno si profila un bagno di sangue. E’ un peccato che le elezioni si svolgano a settembre, quando ancora non sarà evidente la catastrofe causata dalle autolesionistiche politiche ultra atlantiche seguite dall’Unione Europea e dal Governo uscente.

Per schizzare il quadro della situazione è necessario partire da tre elementi. Primo, gli ulteriori tagli nelle forniture di gas russo – la ritorsione contro le sanzioni – stanno diventando sempre più consistenti e probabilmente altri ne avverranno. Oggi sono ancora scesi i volumi di gas russo consegnati alla Germania e all’Italia.

Secondo, il 7% in meno di cui parla Cingolani discende dal razionamento (consumare il 15% di gas in meno) proposto dalla Commissione Europea e poi addolcito ieri, martedì, al momento dell’approvazione, inserendovi alcune esenzioni. Ma è il prestigioso Economist a dire che i tagli concordati non sono risolutivi.

Infine, terzo elemento, in conseguenza di tutto questo i prezzi del gas nell’UE sono letteralmente impazziti: il grafico è qui sotto. Ed è estate, il momento in cui di solito il gas costa meno perché il riscaldamento è spento e si fa shopping a prezzo di saldo per riempire gli stoccaggi e per mettere fieno in cascina in previsione dell’inverno. Figuriamoci i prezzi da Natale in poi.

grafico prezzo gas

Gli stoccaggi abitualmente riempiti grazie ai saldi estivi di solito forniscono circa il 25% del fabbisogno invernale. In questo momento, gli stoccaggi degli Stati UE sono pieni in media al 67%; quelli italiani circa al 70%. Tanto? No no. Ecco qui sotto il confronto con il passato.

Il ministro Cingolani, dicendo che l’Italia dovrà tagliare “solo” il 7%, si comporta come se fosse scritto negli astri che gli stoccaggi italiani, a fine agosto, saranno pieni all’85%. E’ questa infatti, secondo le anticipazioni giornalistiche, la condizione concordata con la UE per ottenere lo “sconto”.

Gli stoccaggi italiani potranno mai salire in un mese dal 70 all’85%, ora che la Russia ha chiuso un altro po’ i rubinetti? E se anche mai accadesse, come ce la caveremo, visto che secondo l’Economist i tagli ora pianificati non bastano? E anche se riuscissimo a cavarcela, il gas in inverno dovremo pagarlo con il sangue, con la carne, con un rene?

Ecco. E’ un peccato che le elezioni si svolgano quando la catastrofe del gas non sarà ancora evidente. Teniamolo presente, quando andremo a votare.

GIULIA BURGAZZI

27/07/2022

Gas, ecco perché i tagli del 7% annunciati da Cingolani non basteranno – Visione TV

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