Alterazioni nel sangue dei vaccinati Covid, i punti forti e quelli deboli dello studio choc

Tutti ne parlano, pochi lo hanno letto. Eccolo qui per intero, in italiano e in inglese, lo studio choc sulle alterazioni nel sangue dei vaccinati contro il Covid. Il quotidiano La Verità ha sollevato il caso a Ferragosto, in un articolo riservato agli abbonati, ed è nato un putiferio. Disinformazione!, si è espresso su Twitter il PD a tempo di record.

Dopo il tweet del PD è arrivata una valanga di improperi tesi ad evidenziare i punti deboli dello studio. E servirà pure che qualcuno ne evidenzi anche gli aspetti degni di considerazione. Primo fra tutti, il fatto che alcuni campioni di sangue sono stati analizzati, oltre che dagli autori, anche dal laboratorio di  Microscopia Elettronica del Dipartimento di Chimica dell’Università di Torino. Sono emerse sostanzialmente le medesime alterazioni: presenza di particelle di dubbia natura, aggregazioni di globuli rossi. In un referto di Torino si parla addirittura di un corpuscolo “simile alle strutture di tipo grafenico”.

E dire che a Torino hanno usato una tecnica di analisi diversa dal microscopio in campo oscuro impiegato dagli autori dello studio: proprio il microscopio in campo oscuro, ritenuto inadeguato e criticabile, è  uno degli ingredienti del putiferio. Per la precisione, a Torino hanno effettuato l’analisi con un microscopio elettronico a scansione, e di campo oscuro non si parla proprio.

Inoltre, come dicono gli autori dello studio, al laboratorio dell’Università di Torino si era chiesta semplicemente un’analisi, senza specificare cosa si stava cercando per non influenzare il procedimento. I risultati di Torino, poi, hanno confermato il quadro emerso negli altri casi: ovvero la presenza di piccoli coaguli e non solo.

In estremissima sintesi, lo studio ha esaminati al microscopio un vetrino preparato con sangue di 1.006 persone che avevano accusato disturbi dopo la vaccinazione Covid. In 948 casi (94% del totale), l’esame del vetrino col microscopio in campo oscuro ha evidenziato coaguli e corpuscoli nel sangue. Inquietante.

Dodici di queste persone avevano effettuato analisi del sangue con la medesima tecnica anche prima della vaccinazione Covid: e i risultati, allora, erano stati perfettamente normali.

Il principale elemento del putiferio scatenato dallo studio riguarda lo scarso blasone che lo ammanta. Le riviste che lo hanno pubblicato non sono esattamente notissime. In italiano, si tratta di un supplemento del mensile ND-Disinfection; in inglese, Idi JVTPR, International Journal of Vaccine Theory, Practice, and Research. Esse non spiegano se, e come, fanno la peer review, la revisione fra pari. Inoltre gli autori sono, sì, medici: ma non particolarmente noti.

Il primo autore, Franco Giovannini, è specializzato in agopuntura.  Nel putiferio, lo si rimprovera come se questo facesse automaticamente di lui un mezzo ciarlatano. Si dimentica però che si pratica l’agopuntura in varie strutture del Servizio Sanitario Nazionale (ad esempio in Toscana) e che l’Organizzazione Mondiale della Sanità – la stessa che raccomanda vaccini Covid – ritiene l’agopuntura utile per 64 patologie.

E poi, dov’erano i paladini del blasone quando il blasonatissimo Brutish Medical Journal ha chiesto invano i dati grezzi relativi alla sperimentazione dei vaccini Covid? Dov’erano, quando ha sollevato il velo sui caotici test del vaccino Pfizer?

Altro elemento del putiferio: lo studio che ha evidenziato le alterazioni del sangue non contemplava il gruppo di controllo né il doppio cieco. Vero. Però i vaccini Covid Pfizer e Moderna hanno spazzato via queste due cose molto rapidamente, anche se nei precedenti vaccini si andava avanti per anni. Le aziende hanno infatti offerto dopo alcuni mesi la vaccinazione al gruppo di controllo adducendone la “necessità etica”.

Mai sentito, che case farmaceutiche fossero così sensibili alle necessità etiche e non al guadagno. A proposito di questo loro comportamento, non risultano pervenute le voci sdegnate di coloro che ora rimproverano l’assenza di doppio cieco e gruppo di controllo allo studio che ha notato anomalie nel sangue dei vaccinati.

Se necessario, si rifaccia dunque lo studio sul sangue dei vaccinati col doppio cieco e col gruppo di controllo, visto che i risultati sono inquietanti. Lo si rifaccia arruolando un congruo numero di non vaccinati e sottoponendoli ad esami del sangue prima e dopo. Soprattutto, si inviino tutti i campioni al microscopio elettronico di un’università o di un’analoga istituzione scientifica. Tutti, e non solo due come nello studio che ha sollevato il putiferio: perché due sono davvero troppo pochi.

Però è terribile il pensiero che il 94% dei vaccinati Covid possa presentare alterazioni nel sangue. La vera disinformazione consiste nel non cercare gli elementi in grado di confermare o smentire.

GIULIA BURGAZZI

17/08/2022

Alterazioni nel sangue dei vaccinati Covid, i punti forti e quelli deboli dello studio choc – Visione TV

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