Fulvio Grimaldi: “A Rimini tutti quanti, belli cartonati a fingere il contrario di ciò che sono”

Forum di VisioneTv condotto da Francesco Toscano e Francesco Capo, con gli interventi di Silvana De Mari (medico e giornalista), Giovanni Zibordi (economista) e di Fulvio Grimaldi (giornalista).

 

Te li là, tutti quanti, belli cartonati a fingere il contrario di ciò che sono. Tutti fieramente atlanticisti, pandemisti, vaccinisti, greenpassisti, bellicisti, ucrainisti, granderesettisti, tutti insieme sul palco per domani azzuffarsi sull’altra scena, quella dei gonzi, che credono che questi ragazzi e ragazze coccodè facciano sul serio. Se non quando rubano.

Tra palco e platea, a Rimini, è tutto un trasvolare di amorosi sensi, è la grande intesa a fottere quei milioni di italiani che stanno fuori a guardano a bocca aperta (dal terrore di quanto li aspetta). A chi l’applauso trionfale, a chi le più lunghe standing ovations? Ci fosse stato Formigoni, o qualcun altro di quelli qui celebrati e poi finiti dietro le sbarre (quanto meno della gabbia dell’imputato), sarebbe toccato a questi. In mancanza, hanno trionfato Lupi, a titolo di apericena, e poi, incommensurabile, Draghi, il piatto fortissimo in cui tutti questi sanno di poter affondare la forchetta. Democristiani 2.0,

Una platea di faccendieri e di spicciafaccende, sorretti dal sacro soffio curiale, armate del privato all’assalto dello Stato con il pugnale tra i denti e il teschio con le ossa incrociate sull’elmetto a tiara.

L’arco parlamentare schierato per la foto di rito al Meeting di Rimini 2022

Dunque, a 81 anni, dopo almeno mezzo secolo di malversazioni, conflitti d’interesse indecenti, abusi della credulità popolare, intossicazioni collettive, Anthony Fauci si è dimesso. Nel forum di Visione TV, la strepitosa Silvana de Mari e l’ultracompetente Zibordi hanno fatto la festa a colui che, per gli Stati Uniti e la parte del mondo che vi si sdraia sotto a zerbino, è stato una specie di Golem, di Leviatano della dittatura e conseguente mattanza biologica, economica, sociale e culturale, del verbo vaccinale. Insufficientemente contrastato dalla variabile di sistema impazzita, Donald Trump (peraltro guarito dal virus ingegnerizzato grazie agli anticorpi monoclonali), Anthony Fauci ha potuto spargere il veleno della menzogna e del siero di là e di qua dell’Atlantico, agevolando grandi passi verso l’obiettivo esplicitato dal Gran Maestro, Klaus Schwab e dal suo visir, Bill Gates.

Nel forum, io ho provato ad allargare il discorso del Fauci in fuga dallo tsunami degli effetti avversi delle sue malefatte, all’intera costellazione di buchi neri che hanno operato per portarci all’orlo dell’abisso e un pochino anche oltre. E qui l’uomo che, da trent’anni, da quando, sul panfilo della regina della massoneria, ha promesso alla cupola criminale di spezzare le reni all’Italia (oltre che alla Grecia), non poteva non avere un ruolo di risalto.

E allora eccoli i trionfi del sicario Goldman Sachs, celebratigli nell’arena dei gladiatori del business whatever it takes (costi quel che costi, anche una nazione intera)

“Comunione e Fatturazione” (copyright Travaglio) e il suo caro staticida

Sempre eccellenze, qui, sul palco CL Meritevoli di massime attenzioni giudiziarie – Formigoni, Andreotti, Sbardella, Tanzi, Fassino, Cuffaro, Boschi, Ciarrapico – o degne di formidabili riconoscimenti politici e sociali: Monti, Prodi, De Michelis, Forlani, Martelli, D’Alema, Cossiga, Mastella, Guidi, Dini, Romiti, Bersani, Turco, Renzi: La créme de la créme, spurgata dai bassifondi morali di questo paese infelice grazie alle sostanze tossiche inoculategli dagli USA, già da molto prima del vaccino.

Così, alla rinfusa, senza mai farsi mancare nessun potenziale committente. Fino a incoronare uno che non pochi vedrebbero volentieri davanti a un Corte Marziale, con l’imputazione di alto tradimento.

Il bravo Mario Giordano, su La Verità, sintetizza il suo discorso alla conventicola della sussidarietà: “ Agito con prontezza… superato difficoltà insuperabili… ho mostrato coraggio e responsabilità, indipendenza di giudizio… unità d’intenti, coesione sociale…alta credibilità interna, credibilità internazionale… serietà istituzionale…” Bravo! Bis! Sette più” E giù peana e ola.

Il mediocre figuro, scaturito da un’inseminazione artificialissima dentro a una cassetta di sicurezza, all’interno del caveau di Goldman Sachs, e spedito a distruggere quei pezzi di Europa di troppo che davano fastidio in mezzo al Mediterraneo, ha definito in questi termini l’esecuzione del suo compito. Che era quello di prendere l’Italia per i capelli, sbatterla ripetutamente contro il muro perché si svuoti di zavorre come il parlamento, la giusta giustizia, la libera stampa, i rimasugli di pubblico e, ridottala in stracci, usarla per lucidare scarponi chiodati oltre oceano e giugulari di vampiro a Bruxelles.

Anche per garantire cannoni, genocidi e lunga vita nazista all’Ucraina, Draghi ha assicurato il buio e il freddo a 60 milioni di italiani, esclusa qualche dozzina di corifei e ragazzi di bottega dal condizionatore a manetta. Ha assicurato povertà e 25 giorni di dieta su 30 a 11 milioni di italiani. Uno su quattro, ma, passando a dati veri, facciamo anche uno su tre e, in prospettiva, uno su uno (escluse sempre quelle dozzine tra le quali coloro che fingono giornalismo sotto Elkann, Cairo, Caltagirone, o prelati. Quelli che si sono ritrovati a salivare l’omuncolo alla Stampa Estera in una cena dai picciotti offerta al boss, in cui i primi si sono sentiti accarezzare la zampa così: ”Vi auguro di continuare a lavorare in questo modo, tra un cappuccino al sole e un aperitivo in piazza).

Questo robotino da Caveau, di suo ha soltanto un algoritmo: Quello che gli consente di ripetere quanto ha udito. Nel caso della cena alla Stampa Estera, il fervorino indirizzato da David Rockefeller ai direttori delle maggiori testate statunitensi, tra cui New York Times e Washington Post: “Vi sono infinitamente grato che, dopo anni di nostri comuni convegni a porte chiuse, non abbiate mai rivelato nulla dei nostri propositi. Senza la vostra discrezione il nostro progetto del mondo guidato da una élite di intellettuali, anziché da governi democratici, sarebbe fallito sul nascere”.

Italia lazzaretto a cui, in previsione della pandemia annunciata e poi fabbricata, l’ominicchio ha tagliato i fondi alla sanità; ha regalato miliardi in armi a Gestapo e SS, made in Ucraina dalla NATO; ha aumentato i fondi al ministero dell’Offesa e ai suoi clienti; ha totalmente devastato la scuola e i suoi frequentatori radendo al suolo un corpo di insegnanti e alienando una generazione intera; ha facilitato lo sradicamento di intere popolazioni dai loro luoghi d’origine, di storia, affetti, identità e risorse, per farne tratta di schiavi e delinquenza in un’altra società da scardinare. Ha condotto guerra stracciona a chi ci era partner benefico per import ed export e, grazie a energia facile, prossima e a basso prezzo, garanzia di vita tra benessere e, quanto meno, sopravvivenza. Oltrechè riferimento certo per un mondo sottratto ai taumaturghi della distopia postumana.

E, per dire il peggio del peggio, ciò per cui si deve parlare di corte marziale, agli italiani ha fatto il contrario di quello che sarebbe loro servito, che avrebbero voluto e che gli sarebbe dovuto. Ne ha cercato e operato il nocumento dal primo all’ultimo giorno della sua sciagurata esistenza pubblica. Riuscendo a togliere a tanti di loro perfino il bene dell’intendere e volere libero e a tanti altri, grazie all’opera dei suoi sicofanti, quello della vita.

La influencer Chiara Ferragni e la senatrice Liliana Segre

Non per nulla quei deliri di Rimini. Non per nulla arriva a supporto dei suoi propositi, sottobraccio a una veneranda senatrice con squadre di picchiatori anti-fake news, un marchio pluriaziendale travestito da donna e con milioni di followers.

Il “vile affarista” circondato dai ciellini

Tutta l’opera di questo sicario extra-umano degli USA e della Cupola e tutto il suo discorso alla kermesse dei plaudenti corifei di Rimini sono centrati sull’assassinio della sovranità commissionatogli a Washington. Sovranità del popolo, della nazione e dell’essere umano. Allora, ditemi voi, faccio bene o no a candidarmi alle elezioni con una formazione che ha nel nome, e dunque nel cuore, proprio il popolo e la sovranità: Italia Sovrana e Popolare? Quanto meno, gli faccio un dispetto a quello lì…

Italia Sovrana e Popolare

 

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