[nuovoPCI] Lettera aperta a Marco Rizzo e altri esponenti della lista Italia Sovrana e Popolare

Comunicato CC 23/2022 – 11 settembre 2022

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Lettera aperta del CC del (nuovo)Partito Comunista Italiano a Marco Rizzo, Francesco Toscano, Giovanna Colone, Giorgio Bianchi, Antonio Ingroia, Claudio Messora, Stefano D’Andrea e agli altri promotori e candidati della lista ITALIA SOVRANA E POPOLARE perché contribuiscano a mandare nel Parlamento che sarà eletto il 25 settembre un grande numero di oppositori dichiarati dell’agenda Draghi, neutralizzando lo sbarramento del 3%.

Fare un passo indietro oggi per farne due in avanti domani!

“Che il Parlamento eletto il 25 settembre sia ingestibile come ufficio di registrazione e legittimazione delle misure antipopolari dell’agenda Draghi dettate dai suoi padrini USA-NATO, UE-BCE, Vaticano, Organizzazioni Criminali e Associazioni padronali”: questo è l’obiettivo che oggi si deve porre chi non nutre illusioni elettoraliste (cioè non crede che sia possibile cambiare il corso delle cose grazie a un gruppo parlamentare) o aspirazioni personali (reddito, privilegi e relazioni). Voi siete nelle condizioni di contribuire a raggiungere questo obiettivo:

1. potete proporre ai capi politici e promotori di tutte le altre liste anti Larghe Intese (LI) di far confluire il 25 settembre i voti sulla lista anti LI che ha le maggiori possibilità di superare comunque lo sbarramento del 3% dei voti validi nazionali (noi valutiamo che è UNIONE POPOLARE con de Magistris), previo a) l’accordo pubblico di mettere in discussione tra le masse popolari dopo le elezioni le questioni su cui le liste indicano soluzioni diverse, b) l’autocritica dei candidati che sono stati deboli a fronte della gestione criminale della pandemia fatta dal governo Conte II e dal governo Draghi;

2. siete in grado di chiedere con autorevolezza ai vostri sostenitori di mobilitarsi con lo stesso fervore con cui i migliori di loro si sono mobilitati a raccogliere le firme: mobilitarsi a far votare la lista prescelta anche 1. ai vecchi astenuti che nel 2018 sono stati 16.8 milioni e 2. ai probabili nuovi astenuti: gli elettori disgustati dall’agenda di Draghi e dei suoi padrini e dalla sempre più aperta convergenza su di essa di Giorgia Meloni e di Matteo Salvini.

La grande maggioranza di voi ha aspirazioni molto più alte dell’obiettivo che potete raggiungere il 25 settembre. Rivoltare contro la banda Mattarella-Draghi la trappola delle elezioni del 25 settembre migliora le condizioni per realizzarle. Se invece la trappola tesa dalla banda Mattarella-Draghi funziona e il prossimo Parlamento si riempie di succubi della banda, la lotta delle masse popolari procederà egualmente, ma in condizioni meno favorevoli.

In effetti per mettere fine al corso catastrofico delle cose dobbiamo instaurare il socialismo portando alla sua conclusione la rivoluzione socialista. Per far avanzare la rivoluzione socialista bisogna elevare la resistenza che le masse popolari oppongono al corso delle cose, dal livello spontaneo fino a diventare guerra popolare rivoluzionaria che sfocia nella conquista del potere. È quello che con risultati e coscienza crescenti sta facendo il movimento comunista cosciente e organizzato (MCCO), l’insieme di organismi, gruppi e singoli che aspirano al comunismo. Esso è ben più grande dei circa 10.000 iscritti attuali di PRC, PC e PCI come a ragione ha precisato Fosco Giannini nel discorso con cui il 3 settembre ha concluso la Festa Nazionale di Cumpanis a Falconara Marittima. Da un capo all’altro della penisola, dalla GKN di Campi Bisenzio alla Wartsila di Trieste, dalla base NATO di Ghedi (Brescia) al MUOS di Niscemi (Caltanissetta), dai roghi di bollette alle proteste contro l’inquinamento ambientale le masse popolari si mobilitano con dimostrazioni di strada, occupazioni, picchetti, sit-in, scioperi, non pagamento di bollette e tasse, “spese proletarie”, scioperi alla rovescia e imposizione alla Pubblica Amministrazione (comunale, regionale o statale) di misure appropriate dovunque c’è già la forza per farlo: mille operazioni in cui si formano e rafforzano Organizzazioni Operaie e Organizzazioni Popolari che prima o poi arriveranno a costituire un loro governo d’emergenza. Il MCCO anima questo movimento: bisogna farlo meglio e su scala più ampia. A questo fine è necessario e decisivo sviluppare il dibattito franco e aperto tra i comunisti. Nello stesso discorso di Falconara Marittima Fosco Giannini dice

– che nessuno ha fatto il bilancio della degradazione del socialismo in URSS da quando il PCUS nel 1956 con Kruscev ha imboccato la via decisa al XX Congresso fino alla dissoluzione del 1991 con Gorbaciov;

– che nessuno ha fatto il bilancio della degradazione del PCI a partire dalla svolta impressa da Togliatti con l’accettazione nel maggio 1947 dell’estromissione dal governo e con la linea approvata all’VIII Congresso del 1956 sfociata nell’eurocomunismo di Berlinguer e nella liquidazione nel 1991 con Occhetto.

Ma o Giannini non ha studiato il bilancio che la Carovana del (n)PCI ha fatto a partire dagli anni ’80 con Rapporti Sociali e poi con La Voce il cui numero 71 è uscito a fine luglio 2022, la pubblicazione nel 2008 del Manifesto Programma del (n)PCI e di I quattro temi principali da discutere nel Movimento Comunista Internazionale o Giannini mente sapendo di mentire. Più probabile la prima ipotesi, dato che in piena crisi per sovrapproduzione assoluta di capitale analizza il corso delle cose come se fossimo ancora nell’epoca in cui le operazioni speculative, finanziarie e bancarie erano una piccola sovrastruttura della produzione di merci (beni e servizi) mentre ora, dopo più di un secolo di imperialismo, questa è diventata una essenziale ma minuscola radice di quelle.

Il livello della resistenza delle masse popolari si alza e il MCCO cresce di coscienza e di forza, ma il MCCO deve sfruttare e acuire a vantaggio della mobilitazione e organizzazione delle masse popolari anche la crisi del regime politico della borghesia imperialista. In Italia questo in questi giorni si sintetizza nell’impedire che la banda Mattarella-Draghi e i suoi padrini possano continuare a servirsi ancora del Parlamento come ufficio di registrazione e legittimazione delle decisioni del “pilota automatico” che nel febbraio 2021 hanno messo a capo del governo. Anche se cambia nome da Draghi, a Meloni, a Letta o a Salvini, il suo ruolo non cambia: guerra contro la Federazione Russa per estendere la NATO, austerità dettata da UE-BCE e devastazione e inquinamento del Pianeta. Bisogna che il Parlamento del 25 settembre sia fatto in larga misura da oppositori dichiarati dell’agenda Draghi. Questo risultato delle elezioni del 25 settembre dipende in larga misura dal voto degli astenuti vecchi e potenziali. Il successo nella raccolta in agosto delle firme per le liste ha mostrato che gli attivisti delle liste anti Larghe Intese sono in grado di chiamare al voto larghe masse. È decisivo che i capi politici, i promotori e i candidati delle liste anti Larghe Intese si accordino per far confluire su una sola delle liste i voti che chiamano gli attivisti a mobilitare.

Nel Comunicato CC del 6 settembre e nei precedenti del 28 luglio, 12 agosto, 19 agosto e 31 agosto abbiamo esposto in maggiore dettaglio la natura dell’accordo che capi e promotori delle liste anti LI devono prendere e le condizioni perché esso oltre a orientare il voto, elevi anche la coscienza delle masse popolari: non stiamo a ripeterle.

La banda Mattarella-Draghi il 21 luglio ha convocato le elezioni parlamentari del 25 settembre per fare eleggere un Parlamento con meno remore di quello eletto il 4 marzo 2018 a funzionare da ufficio registrazione e legittimazione delle misure dell’agenda Draghi, quale che sia il presidente del Consiglio dei ministri. Portando a termine la raccolta di firme voi e i vostri sostenitori avete fatto saltare il primo lucchetto della trappola: grazie al truffaldino sistema del Rosatellum, la banda Mattarella-Draghi aveva riservato ai sostenitori dell’agenda Draghi la partecipazione alle elezioni, invece cinque e più liste di dichiarati oppositori dell’agenda Draghi saranno sulla scheda elettorale. Ora bisogna far saltare il secondo: l’esclusione dell’elezione dei candidati di ogni lista che a livello nazionale non raggiunge il 3% del totale nazionale dei voti validi. Per far saltare questo secondo lucchetto è necessario l’accordo per far confluire su una sola lista tutti i voti che gli attivisti riescono a mobilitare.

Avete fatto saltare il primo lucchetto della trappola tesa dalla banda Mattarella-Draghi con le elezioni del 25 settembre, ora sta a voi far saltare anche il secondo!

Ci sono imprese che non affrontiamo perché ci sembrano impossibili, ma in realtà ci sembrano impossibili solo perché non osiamo affrontarle!

Combattere a modo nostro fino a vincere!

Osare sognare! Osare lottare per realizzare il nostro sogno! Osare vincere!

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