[ReteAmbientalista] Dio salva chi gli pare

Rete Ambientalista – 11/09/2022

God save the

Cordoglio per la scomparsa della regina dell’impero britannico. Cordoglio per le oltre mille persone che nel 2022 sono scomparse nel Mediterraneo centrale cercando di raggiungere l’Europa.

Fermare l’ILVA di Taranto.

Due studi scientifici internazionali, tre interventi a congressi nazionali ed internazionali, diverse sollecitazioni alle istituzioni, vari interventi mediatici, finalmente agosto 2022 dopo oltre 2 anni sono oggetto di revisione le misure di salute pubblica raccomandate alla popolazione dei Tamburi durante i giorni cosiddetti wind days (vento da nord-ovest, ossia dall’ILVA), quando il quartiere Tamburi di Taranto è invaso dalle  polveri. Ovviamente la nostra richiesta finale è quella di eliminare la causa di tutto ciò: occorre fermare l’inquinamento dell’ILVA e avviare una bonifica e riconversione con fondi europei. Clicca qui  WIND DAYS A TARANTO

Chiudere Solvay.

Legambiente è a livello nazionale l’associazione più autorevole a chiedere la fermata immediata degli impianti della Solvay di Spinetta Marengo, mentre in ambito locale Comitato Stop Solvay e Fridays For Future, recentemente costituitisi in Alessandria, rappresentano l’ala più intransigente dei movimenti antagonisti alla Solvay e fin dagli esordi chiedono esplicitamente  la chiusura del polo chimico. Lo ritengono infatti in toto non recuperabile ad un territorio esente da inquinamento, da morte e malattia. Basta con i se e i ma. Ma: Solvay promette entro qualche anno  limiti zero ai veleni tossici e cancerogeni in aria-acqua-suolo.  Se: si ha tolleranza di aspettare ancora qualche anno per verificare. Ma… se… ma se mia nonna avesse le ruote sarebbe una carriola. Non stanno in piedi i se e i ma dopo venti anni di Solvay.  I partiti che  si nascondono dietro e i se e i ma, non fanno altro che prolungare i profitti della multinazionale belga e le malattie della popolazione. L’accusa è rivolta indistintamente a tutti i partiti, localmente sempre gli stessi, che si avvicendano nei decenni, talvolta dalla stessa azienda additati  in tribunale come beneficiari di tangenti.

Questi intendimenti fanno da sfondo all’assemblea del Comitato Stop Solvay  presso il Laboratorio Sociale di Alessandria a seguito dell’Indagine epidemiologica dell’Università di Liegi e del film documentario della televisione RTBF,  dei quali abbiamo già fornito ampia pubblicazione: clicca qui e clicca qui.  Nell’occasione non sfuggirà la riflessione su un nodo importante: il fine giustifica i mezzi, però i mezzi devono essere adeguati al fine. Il rischio è di essere velleitari quando si pensa di sconfiggere a livello locale una multinazionale con la sola mobilitazione popolare. Questa è sufficiente a bloccare un inceneritore prima della sua costruzione, quando la sua autorizzazione è nelle mani della politica locale che teme i voti: l’inceneritorista si rivolge ad un altro territorio che spera più arrendevole. Vittorie di questo genere ne abbiamo ottenute tante, anche ad Alessandria, più o meno grandi: abbiamo riempito libri. Altra avventura è  buttare fuori un colosso con interessi mondiali. Non basterebbe neppure l’alleanza  -che non c’è mai-  con le forze politiche locali, che spesso non hanno o non vogliono usare lo strumento della revoca delle autorizzazioni. Il potere decisionale si sposta più in alto, a livello nazionale.

Esemplificando per il polo chimico di Spinetta Marengo. Nei decenni la nostra (almeno la mia, che è stata decisiva) mobilitazione non si è mai indirizzata  alla sua chiusura, ma a conseguire passo dopo passo importanti vittorie di risanamento ambientale con riconversioni (linea pigmenti) e anche con chiusure di impianti (DDT, CFC, Bicromati), che hanno salvato la pelle a tanti lavoratori e cittadini. Si poteva fare di più? La mia coscienza, avendo pagato prezzi personali alti, è a posto per i trascorsi 50 anni. Ora anche il traguardo (a suon di ripetuti esposti, i miei) dei processi penali ha dimostrato che si deve  fare di più: infatti i (conquistati) monitoraggi ambientali e sanitari indicano un limite raggiunto  di disastro da bloccare con la chiusura di altre produzioni e di impianti. Tutti? Tutti: sembra rispondere la stessa Solvay, per l’effetto domino.

Ma di sua spontanea volontà Solvay non chiuderà mai i rubinetti dei propri profitti. Dunque? Pur essendo solo la punta dell’iceber ecosanitario irrisolto pur dopo la condanna della Cassazione, dunque i Pfas possono rappresentare il grimaldello per forzare gli eventi, nell’immediato  anticipando gli effetti del nuovo processo penale, ovvero di quelli in sede civile. Non sfugga a nessuno, però, che è velleitario pensare di costringere Solvay ad abbandonare i Pfas con la sola mobilitazione locale e senza la sponda politica a livello nazionale. Perciò abbiamo puntato su una legge parlamentare che metta al bando uso-consumo-produzione dei Pfas su tutto il territorio nazionale, obbiettivo delineato nel Disegno di legge Crucioli.

Altrimenti si rischia di ripetere la sconfitta del Tav Terzo Valico subìta da un comitato luddista che si è sopravvalutato e isolato da qualunque alleanza con partiti, addirittura con associazioni ambientaliste. Si va verso la sconfitta sicura  se la filosofia  è la lotta per la lotta, la lotta fine a se stessa, vincere o perdere è uguale purchè si persegua la conflittualità, a prescindere dall’obbiettivo, che a questo punto immagina la rivoluzione come palingenesi.  (“La lotta fine a se stessa basta a riempire il cuore dell’uomo. Bisogna immaginare Sisifo felice.” Albert Camus).

Movimento di lotta per la salute Maccacaro.

Causa gli “Speciali Pfas”,  non hanno trovato spazio nelle precedenti mailinglist molti articoli pubblicati sul  Sito: si possono recuperare cliccando sui titoli:

Quale strategia per fermare la Torino-Lione.

Incontri e discussioni in Valsusa sulla newslettera di Doriella@Renato

Assalto alla centrale a carbone di Fusina.

Prima giornata di azioni al Venice Climate camp, dal campeggio molti attivisti internazionali e non, sono partiti alla volta della centrale di carbone che si affaccia nel canale dei Petroli

Festa della pace a Pellegrino Parmense.

Che diventerà Capitale della Pace per un weekend. 

Accuse ad Israele di apartheid.

New York Times e il podio del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite accusano

I Sollevamenti della Terra in Marcia.

Per dire NO a opere dannose e imposte.

C’è chi propone qualche Zaporizhzhia in Italia.

Il ritorno al nucleare promosso dal centrodestra e non solo. La patacca del “nuovo nucleare a  emissioni zero”.

Appello ai candidati per il ripudio alla guerra.

Su TERA e AQUA di settembre.

Nessuna base per nessuna guerra.

Il Movimento No Base né a Coltrano né altrove si è organizzato in  presidio permanente itinerante.

Come costruire la pace in tempo di guerra.

Laboratorio dei giovani a Barbiana. 

L’emarginazione degli studenti e delle studentesse con disabilità nel mondo.

“Gorbaciov nonviolento” neppure pubblicato in occidente.

Non solo come statista, ma anche come pacifista nonviolento, Gorbaciov fu un fallimento.  

“Noi portuali di Genova non vogliamo far parte dell’ingranaggio delle armi”.

Transito e traffico d’armi per i porti italiani, europei.

Il carcere israeliano con un milione di minori.

Allarme dell’alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani. 

Così si affronta l’autunno.

Medvedev: per fare la guerra alla Russia vi fate del male da soli.

I politici italiani smentiscono  Medvedev che li incita a far valere il voto:   “Gli italiani sono disposti a fare sacrifici  e lo dimostreranno alle elezioni”. 

Giocare con il fuoco in Ucraina.

E’ un articolo su Foreign Affairs di John Mearsheimer.  Stesso avvertimento di Xi Jinping a  Joe Biden, in vista delle elezioni medio termine in USA.

Disastro ambientale a Imperia.

Eccezionali  indagini  condotte su tre livelli dimensionali: dal mare, dall’aria e da terra.

Lo scandalo irrisolto dei dispositivi respiratori della Philips.

L’amministratore delegato costretto alle dimissioni. Il Ministero della salute  lancia l’allarme per i pazienti a rischio.

Grazie a chi i Benetton, invece di pagare, hanno riscosso.

Per il crollo del ponte Morandi costato la vita a 43 persone. Tutti i nomi dei politici da destra e sinistra.

Maurizio Pallante al Reggio Calabria Film Fest.

Olimpiadi mentre i ghiacciai si sciolgono e la neve non cade più?

I vaccinati si ammalano più degli altri: cosa cambia con la “scoperta” dell’ISS.

Rigassificatore nel porto di Piombino.

Il treno ad alta lentezza Torino-Lione.

No muos, combattivo corteo verso la base usa. La polizia attacca.

In migliaia NoTav in marcia contro il fortino fantasma.

I Premi Attila non tramontano mai.

Un partito da non votare.

Afghanistan un anno dopo.

Sito: www.rete-ambientalista.it

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