Sabotaggio Nord Stream: tutti gli indizi portano a Washington

Giulio Chinappi – 2 Ottobre 2022

Sabotaggio Nord Stream: tutti gli indizi portano a Washington | World Politics Blog (wordpress.com)

 

Le illogiche teorie che vedrebbero la Russia agire contro sé stessa non servono altro che a nascondere la verità più probabile, ovvero un sabotaggio dei gasdotti sapientemente preparato dagli Stati Uniti e dalla NATO.

Oramai sono mesi che la propaganda russofoba descrive i russi come esseri irrazionali votati alla distruzione, ma nelle ultime settimane la narrazione della propaganda occidentale ha raggiunto vette di assurdità inimmaginabili. Prima ci hanno raccontato che i russi avrebbero bombardato la centrale nucleare di Zaporož’e, sebbene questa si trovasse saldamente sotto il loro controllo da marzo; ora, invece, ci viene detto che sempre i russi avrebbero sabotato in maniera quasi certamente irreparabile i due gasdotti Nord Stream, dopo che la Russia ha investito – insieme alla Germania – ingenti somme per la loro realizzazione.

Solamente chi pensa davvero che i russi abbiano improvvisamente perso il senno potrebbe credere ad una storia del genere. La conclusione più razionale e semplice, quella che ci viene suggerita dalla teoria del rasoio di Occam, è che ad effettuare il sabotaggio siano stati coloro che ne trarranno il massimo vantaggio, ovvero gli Stati Uniti ed il loro braccio armato atlantista, la NATO. Come sappiamo, infatti, uno dei motivi per cui l’Ucraina sta venendo distrutta suo malgrado è proprio la volontà, da parte di Washington, di rompere definitivamente il legame energetico tra Russia ed Europa.

Facendo pochi semplici conti, la Russia nel migliore dei casi dovrà adoperarsi nella riparazione delle infrastrutture, mentre nel peggiore – ma anche più probabile – non potrà mai più utilizzarle per vendere il proprio gas alla Germania. Gli Stati Uniti, dal canto loro, aspettano trepidanti l’inverno, durante il quale l’Europa a corto di gas andrà ad inginocchiarsi a Washington per comprare gas liquefatto a prezzi esorbitanti, rimpinguando le casse delle multinazionali nordamericane.

Il presidente Vladimir Putin non ha esitato a sbilanciarsi, puntando il dito contro l’asse Washington-Londra: “Le sanzioni non bastano agli anglosassoni. Si sono trasformati in sabotatori, è incredibile, ma è vero“, ha detto il leader russo venerdì. “Avendo organizzato esplosioni sui gasdotti internazionali del Nord Stream, che corrono lungo il fondo del Mar Baltico, hanno iniziato a distruggere l’infrastruttura energetica paneuropea“.

È chiaro a tutti che è colui che ne beneficia ad aver fatto tutto questo, ovviamente“, ha sottolineato Putin. Secondo il presidente russo, “il diktat statunitense si basa sulla forza bruta, sulla legge del più forte“. Putin ha continuato dicendo che questo spiega il dispiegamento e il mantenimento di centinaia di basi militari in tutti gli angoli del mondo, l’espansione della NATO, i tentativi di mettere insieme nuove alleanze militari, come AUKUS e altre. Ha anche richiamato l’attenzione sul fatto che è in corso un intenso lavoro per creare un collegamento politico-militare Washington-Seoul-Tokyo.

Tutti quegli Stati che possiedono o cercano di possedere una genuina sovranità strategica e sono in grado di sfidare l’egemonia occidentale sono automaticamente inclusi nella loro lista di nemici. È su questi principi che si fondano le dottrine militari degli Stati Uniti e della NATO, che richiedono niente di meno che il rispetto del loro dominio totale“, ha osservato il presidente russo. Secondo Putin, “le élite occidentali presentano i loro piani neocoloniali in modo ipocrita, con la pretesa che essi siano pacifici, parlano di una sorta di contenimento e di simili astuzie, che in realtà significano solo l’indebolimento di qualsiasi centro di sviluppo sovrano“.

Dmitrij Peskov, portavoce del Cremlino, non ha esitato a definire l’atto di sabotaggio come una forma di terrorismo di Stato. “Ovviamente, un atto così senza precedenti di, si potrebbe dire, terrorismo di Stato, non può e non dovrebbe essere lasciato passare senza una seria indagine internazionale. Naturalmente, sarà necessaria la cooperazione nell’ambito di tale indagine“, ha sottolineato.

In precedenza, Sergej Naryškin, direttore del Servizio di intelligence internazionale russo, ha affermato che l’agenzia da lui diretta sarebbe in possesso di materiali che indicherebbero una pista occidentale per l’attacco terroristico ai gasdotti Nord Stream 1 e Nord Stream 2. Ha anche ricordato che in Russia è in corso un’indagine a seguito delle esplosioni lungo i gasdotti: “Abbiamo già del materiale che indica la pista occidentale nell’organizzazione e nell’attuazione di questo attacco terroristico“, ha affermato Naryškin. “Secondo me, l’Occidente sta facendo di tutto per nascondere i veri autori e organizzatori di questo attacco terroristico“, ha aggiunto il funzionario.

Nikolaj Patrušev, segretario del Consiglio di sicurezza russo, ha sottolineato l’evidenza che inchioda gli Stati Uniti e smentisce le campagne diffamatorie occidentali che puntano il dito contro Mosca: “Sempre più spesso vengono poste domande serie agli organizzatori di queste campagne diffamatorie. Ad esempio, letteralmente fin dai primi minuti dopo che erano emerse le notizie sulle esplosioni ai gasdotti Nord Stream 1 e Nord Stream 2, l’Occidente si è imbarcato in una vigorosa campagna per trovare i colpevoli. Tuttavia, è ovvio che il principale beneficiario, in primo luogo, economicamente, sono gli Stati Uniti“.

Se i russi dovessero trovare le prove schiaccianti della responsabilità statunitense, l’atto di terrorismo potrebbe essere classificato come un vero e proprio atto di guerra, un passo in più verso quel conflitto mondiale che Washington sta facendo di tutto per provocare al più presto, prima di perdere il proprio vantaggio militare nei confronti di Russia e Cina. L’Europa, nel frattempo, si conferma totalmente genuflessa, sposando la linea statunitense nonostante questa vada ancora una volta contro gli interessi del nostro continente.

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