Premio Sacharov pilotato come sempre dagli USA: va a Zelensky anzichè ad Assange

Edoardo Gagliardi (Byoblu) – 20 Ottobre 2022

PREMIO SACHAROV, QUANDO L’EUROPA ONORA GLI ANTI-PUTIN (byoblu.com)

 

La decisione era già nell’aria e infatti il risultato non ha tradito quelli che erano i pronostici della vigilia. Il Premio Sacharov, riconoscimento assegnato dal Parlamento europeo per la libertà di pensiero e la difesa dei diritti umani, è andato al popolo ucraino e al presidente Volodymyr Zelensky.

Con l’assegnazione del premio, “vengono evidenziati gli sforzi del presidente ucraino Zelensky, insieme al ruolo di singoli individui, di rappresentanti della società civile e di istituzioni statali e pubbliche“, si legge in una nota del Parlamento europeo.

La decisione finale su chi premiare non stupisce, soprattutto se si considera che, tra i finalisti, figurava anche Julian Assange, fondatore di Wikileaks. Tra il nemico pubblico numero uno degli Stati Uniti e uno degli alleati più stretti di Washington, l’Ucraina e il suo presidente, è facile immaginare a chi sarebbe andato il premio.

“Gli ucraini dimostrano ogni giorno dedizione ai valori della libertà, della democrazia sul campo di battaglia contro la Russia, Stato terrorista. Per questo il sostegno delle nazioni europee è molto importante per noi“, ha twittato Zelensky.

Ricordiamo che il premio è andato nel 2020 all’opposizione bielorussa, ostile al presidente Aleksandr Lukashenko e nel 2021 ad Aleksey Navalny, principale oppositore di Vladimir Putin in Russia.

Intanto, sul fronte del conflitto in Ucraina, il presidente russo Vladimir Putin ha decretato la legge marziale nelle quattro regioni dell’Ucraina che Mosca ha annesso a settembre attraverso un referendum e ha conferito poteri di emergenza aggiuntivi ai capi delle regioni russe di confine.

Tra le misure che potrebbero essere applicate ci sono limitazioni agli spostamenti, coprifuochi e confische di beni. Le nuove norme del decreto, che è stato nel frattempo approvato dal Consiglio della Federazione russa, entreranno in vigore proprio oggi.

Il decreto istituisce anche un regime di sicurezza rafforzata, descritto come un “regime di reazione di medio livello”, nella penisola di Crimea, annessa nel 2014, così come nelle regioni russe di Krasnodar, Rostov, Belgorod, Briansk, Voronezh e Kursk, situate nei pressi della frontiera con l’Ucraina.

A causa dell’intensificarsi degli attacchi russi contro infrastrutture strategiche, il governo di Kiev si è visto costretto ai razionamenti dell’energia. Il presidente Volodymyr Zelensky ha inoltre invitato il popolo ucraino a limitare i consumi energetici.

Anche la connessione Internet ha subito le conseguenze degli attacchi, con un calo dell’80%. “Per favore, non accendete elettrodomestici non necessari e limitate il consumo d’elettricità su quegli elettrodomestici che richiedono molta energia”, ha detto Zelensky.

Il presidente ha rassicurato i cittadini: “Faremo certamente tutto il possibile per ripristinare le normali capacità energetiche del nostro Paese, ma richiederà tempo”.

Sempre a causa dei bombardamenti una struttura energetica è stata danneggiata nel distretto di Kryvyi Rog nella regione di Dnipropetrovsk. Sul fronte diplomatico si fanno pochi passi in avanti.

Kiev rifiuta qualsiasi proposta di dialogo e così “gli attacchi continuano, i civili stanno morendo“, ha dichiarato Putin nella riunione del Consiglio di sicurezza russo, come riporta l’agenzia di stampa Interfax.

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