[Superando] Quante porte si sono aperte per Sara, grazie allo sport!

«Con il mondo di Special Olympics, si sono aperte per Sara tantissime porte e la sua crescita è stata esponenziale, in termini di autonomia personale, di consapevolezza, di rispetto delle regole e di un sano spirito agonistico»: lo scrive Raffaello Matteucci, papà di Sara, raccontando il percorso della figlia, una tra i tanti giovani che nei giorni scorsi hanno partecipato ai XXXIV Giochi Nazionali Invernali di Special Olympics, il movimento internazionale di sport praticato da persone con disabilità intellettiva e/o relazionale
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“È tempo di…”: il 7° Premio Melchionna, concorso artistico-letterario
«Il tema scelto per quest’anno è “È tempo di…”: dimenticare o ricordare? Accettare o cambiare? Abbattere o ricucire? Ce lo diranno i partecipanti attraverso un racconto, una poesia o una fotografia che ci aiutino a riflettere su come lo scorrere del tempo possa aiutarci a costruire una società più inclusiva, equa, coesa, rispettosa e aperta al dialogo»: così dall’Associazione Prodigio di Trento presentano la settima edizione del Premio Melchionna, cui tutti potranno partecipare, fino al 12 marzo del nuovo anno, con un racconto, una poesia o due fotografie
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Finalmente una Legge Regionale esemplare e seria sulla vita indipendente
«Ritengo – scrive Salvatore Nocera, analizzando la Legge Regionale della Lombardia 25/22 (“Politiche di welfare sociale regionale per il riconoscimento del diritto alla vita indipendente e all’inclusione sociale di tutte le persone con disabilità”) – che si debba dare atto alla Federazione LEDHA di avere offerto ai cittadini con disabilità della propria Regione uno strumento prezioso e anche assai stimolante per le Associazioni di altre Regioni aderenti alla Federazione FISH e non solo, per un ulteriore traguardo nella lunga via della qualità di vita inclusiva delle persone con disabilità»
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56 milioni e mezzo di euro per la lotta alle malattie genetiche rare
«Grazie al contributo di tanti italiani e italiane, potremo continuare a lavorare affinché nessuno venga lasciato indietro e, costi quel che costi, anche i bambini e le bambine affetti/e da una malattia genetica rara possano crescere guardando al futuro come tutti gli altri»: lo dichiara Francesca Pasinelli, direttore generale della Fondazione Telethon, subito dopo la conclusione della tradizionale maratona televisiva promossa ormai dal 1990 in collaborazione con la RAI. La Fondazione, va detto, ha finora raccolto in tutto il 2022 56 milioni e 500.000 euro
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“Sorridere Insieme”, un’iniziativa dedicata ai piccoli pazienti odontoiatrici
Se si parla di “buone prassi”, un esempio è certamente il progetto denominato “Sorridere Insieme”, finanziato dall’ASSI Gulliver (Associazione Sindrome di Sotos Italia), in favore del Reparto di Odontoiatria di Comunità, Sezione Pediatrica, dell’Ospedale di Piove di Sacco, in provincia di Padova. Si tratta di un’iniziativa che mira a rendere tale Reparto e l’Ospedale di cui fa parte sempre più inclusivi, con un percorso dedicato ai piccoli pazienti non verbali e alle loro famiglie, utilizzando il sistema di comunicazione CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa)
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“Winter Braille”: formiamo “Sentinelle Braille” tra i più piccoli
Lezioni monotematiche su argomenti di tiflologia, quali la segnografia Braille applicata ai diversi àmbiti disciplinari propri del curriculum scolastico, tecniche afferenti l’autonomia personale, l’orientamento e la mobilità per le persone cieche e ipovedenti: consiste in questo il progetto “Winter Braille” (“Braille d’inverno”), promosso dal Direttivo Molisano dell’ADV (Associazione Disabili Visivi), che sta suscitando grande entusiasmo da parte degli alunni e delle alunne delle scuole primarie molisane, dei loro insegnanti, dei dirigenti scolastici e anche dei genitori
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Poveri noi: una “gabbia dorata” come segnale di integrazione…
«Un moto di indignazione – scrive Giovanna Spinuso – mi ha scosso alla notizia che era stata allestita una spettacolare “gabbia d’oro” con vista su alcuni stadi del Qatar, per raccogliere persone con autismo, con disabilità cognitive e con altre tipologie beneficiarie di un progetto “speciale”. Il tutto raccontato ai media come un innovativo esperimento di integrazione. Poche le voci critiche, ma come è possibile? Si tratta di un salto nel passato remoto, quando la risposta alla disabilità era la segregazione di ognuno dal suo contesto di vita». Riceviamo e volentieri pubblichiamo
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