[nuovoPCI] Centenario della proclamazione dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche

Comunicato CC 33/2022 – 30 dicembre 2022

 

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Centenario della proclamazione dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche!

Impariamo dall’esperienza positiva e negativa del primo
paese socialista proclamato un secolo fa!

Avanti verso la rinascita del movimento comunista cosciente e organizzato in Italia e nel mondo!

Fare dell’Italia un nuovo paese socialista!

 

Esattamente un secolo fa, il 30 dicembre 1922, i massimi dirigenti sovietici proclamarono la costituzione dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. L’URSS copriva gran parte del territorio che era stato quello dell’Impero Russo, anello debole della catena dei paesi imperialisti costituita dai paesi dove il modo di produzione capitalista era diventato predominante.

Nel 1918 le potenze imperialiste di tutto il mondo avevano concluso in tutta fretta la guerra per una diversa spartizione del mondo che avevano iniziato nel 1914 e si erano lanciate nella loro comune aggressione contro il paese dove i Soviet, guidati dal Partito di Lenin, il 7 novembre 1917 (del Calendario Gregoriano, 25 ottobre secondo il Calendario Giuliano) avevano instaurato il loro governo. Esse combinarono la loro aggressione con la guerra civile condotta dalla nobiltà, dal clero e dalla borghesia dell’Impero Russo, ma furono sconfitte nonostante la superiorità di cui disponevano in campo militare. Pressata dalle masse popolari dei paesi che essa ancora dominava, la borghesia imperialista dovette rinunciare al proposito che W. Churchill riassumerà lungimirante ma impotente proclamando: “Soffocare il bambino finché è ancora nella culla”.

I dirigenti sovietici seppero approfittare dei risultati della loro vittoria. A differenza della Comune di Parigi del 1871, la Rivoluzione d’Ottobre consolidò il suo successo. Ma a smentita delle comuni attese le forze della rivoluzione proletaria non avevano preso il potere né in Germania né in alcuno degli altri paesi capitalisti più avanzati dell’Impero Russo. Effimeri erano stati i tentativi locali fatti in Ungheria, in Baviera, in Austria e in alcune zone della Polonia e di altri paesi europei. Essi imboccarono quindi la strada che l’esperienza successiva avrebbe confermato: costituire un primo paese socialista; consolidare e sviluppare il socialismo in esso e sulla base dei risultati che ottenevano contribuire allo sviluppo della rivoluzione socialista nel resto del mondo.

La rivoluzione socialista per sua natura non è esportabile! Il socialismo si afferma a livello internazionale tramite la combinazione, la solidarietà e la collaborazione di rivoluzioni nazionali vittoriose. Fu il programma perseguito dall’Unione Sovietica diretta dal movimento comunista cosciente e organizzato (MCCO) promosso dal partito comunista capeggiato prima da Lenin e poi da Stalin.

Costruire il socialismo in Unione Sovietica: consolidare il potere (detto anche “dittatura del proletariato”) del MCCO; sviluppare su grande scala le forze produttive delle condizioni materiali dell’esistenza; promuovere l’ampio accesso delle masse popolari alle attività specificamente umane. E nello stesso tempo dare vita all’Internazionale Comunista: partiti e organizzazioni comuniste vennero costituite praticamente in ogni paese del mondo; la rivoluzione di nuova democrazia (democrazia dei contadini e dei proletari diretti dai comunisti) si sviluppò su grande scala in molti paesi contro la dominazione straniera, il capitalismo burocratico e il feudalesimo e in alcuni arrivò a instaurare nuovi paesi socialisti. Tra essi sia per le sue dimensioni sia per il grande apporto alla concezione comunista del mondo dato dal suo principale dirigente, Mao Zedong (Mao Tse-tung), emerge la grande Repubblica Popolare Cinese.

Ma in contrasto con questo corso delle cose proseguirono e proseguono anche i tentativi della borghesia imperialista di “soffocare il bambino finché è ancora nella culla”: le ripetute, multiformi e infruttuose aggressioni contro il primo paese socialista le cui sconfitte ne accrebbero il prestigio e la forza; le manovre per consolidare il proprio potere nei paesi oppressi e per trattare i contrasti tra i gruppi imperialisti; lo sviluppo dei regimi di controrivoluzione preventiva con l’abbrutimento della specie umana di contro alle aspirazioni all’umanità nuova promosse dal MCCO; le altre forme ed espressioni della Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti USA, sionisti ed europei; la lunga opera di corrosione dell’URSS iniziata con il XX Congresso del PCUS nel 1956 e sfociata nella dissoluzione del 1991; la lotta di classe sviluppata in forme nuove nei primi paesi socialisti e nei partiti comunisti; l’inclusione di fatto nella rete della NATO di paesi di ogni continente (la resistenza incontrata in Ucraina ha dato rilievo mondiale al processo in corso).

Sono gli eventi e i fenomeni che hanno fatto e fanno la storia dell’epoca imperialista, l’epoca che deve sfociare nella costruzione del socialismo nel mondo intero, perché l’alternativa è la degradazione del Pianeta e l’estinzione della specie umana, visto il grande progresso che sotto la direzione della borghesia capitalista essa ha compiuto in termini di dominio sul resto della natura e di capacità di conoscerla e trasformarla. Ogni paese e popolo porta proprie caratteristiche, eredità della propria storia e delle condizioni pratiche del proprio sviluppo. Ma esse via via confluiscono, si fondono e arricchiscono.

Il CC del (nuovo)Partito Comunista Italiano rimanda i lettori che hanno la volontà e gli strumenti per approfondire la comprensione del corso delle cose e delle condizioni su cui far leva per avanzare nella rivoluzione che farà dell’Italia un nuovo paese socialista, agli ultimi numeri di La Voce e ai suoi supplementi. In essi, nei limiti delle nostre ancora modeste forze, abbiamo cercato di segnalare anche gli apporti per noi più importanti di altri partiti e paesi, in particolare del Partito Comunista Cinese e del suo XX Congresso (ottobre 2022).

Particolare importanza ha L’epoca imperialista è l’epoca della rivoluzione socialista e della decadenza della società borghese, il Supplemento di La Voce 72, che oggi compare nel nostro sito Internet.

Il CC si augura che esso sia di aiuto e di sprone. Nello stesso tempo dichiara di essere disposto a sviluppare un dibattito franco e aperto con ogni compagno e organismo che farà obiezioni e indicherà sviluppi ai temi trattati.

Che il nuovo anno sia un anno di grande sviluppo per la rivoluzione socialista!

Che l’associazione criminale USA-NATO sia sopraffatta dalle masse popolari americane, europee e degli altri paesi! Che il suo tentativo di estendere nel mondo la rete di basi militari e di agenzie di corruzione e abbrutimento sia sconfitto!

Che le masse popolari dei primi paesi socialisti trovino la forza per riprendere fiducia in se stesse e farla finita con le dure prove alle quali sono state sottoposte in questo periodo di sfrenata reazione, di degradazione e di emigrazione!

Che le masse popolari di tutto il mondo si uniscano in un’impresa fraterna e avanzino verso l’obiettivo che è nelle condizioni del loro sviluppo e che i fondatori della concezione comunista del mondo hanno indicato già nel Manifesto del 1848: che al posto della vecchia società borghese con le sue classi e i suoi antagonismi di classe subentri un’associazione nella quale il libero sviluppo di ciascuno è la condizione per il libero sviluppo di tutti!

 


 

È uscito il numero 1/2023 di Resistenza

Editoriale

Delocalizzazioni e Reddito di Cittadinanza

La posta in gioco è un lavoro utile e dignitoso per tutti

Per ragioni di spazio, in questo articolo tralasciamo volutamente analisi e riflessioni sull’utilizzo ricattatorio che le autorità e i padroni hanno fatto e fanno del Reddito di Cittadinanza (RdC).

Ricordiamo solo un episodio per chiarire il concetto: nell’ottobre 2020, a Torino furono arrestati dei ragazzi durante una manifestazione contro la criminale gestione della pandemia da parte del governo (all’epoca era il Conte 2), alle famiglie degli arrestati minorenni il tribunale affibbiò la revoca del RdC come pena “per non aver saputo educare i figli”.

Per le stesse ragioni di spazio, tralasciamo anche la ricostruzione delle manovre che le istituzioni hanno promosso per rendere il RdC completamente inefficace ad assolvere il compito di avviare al lavoro i percettori: pubblicammo sul numero 3/2022 di Resistenza l’intervista a un navigator che chiarisce, perfettamente, il boicottaggio del RdC da parte di quelle stesse istituzioni che avrebbero dovuto garantirne il funzionamento e a quella rimandiamo. Ci concentriamo, invece, su tre questioni che conducono tutte alla seguente conclusione: la mobilitazione contro l’abolizione del RdC può svilupparsi efficacemente solo se diventa parte della mobilitazione più generale contro il governo Meloni, contro il sistema politico delle Larghe Intese e per la costituzione di un governo di emergenza popolare. E del resto, nessun organismo, partito e movimento che aspira alla trasformazione del paese può prescindere dalla lotta contro l’abolizione del RdC e per la creazione di posti di lavoro utili (che servono alla società) e dignitosi (per paga, condizioni di lavoro e diritti).

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un passo avanti

non è il momento di cadere nella sfiducia o nella rassegnazione. è il momento di organizzarsi e organizzare, mobilitarsi e lottare!

Il 2020 e il 2021 sono stati caratterizzati dalla pandemia da Covid-19 e dall’emergenza ambientale: entrambe hanno mostrato, in maniera evidente e su scala mondiale, le conseguenze catastrofiche della gestione capitalista della società e del programma comune della borghesia imperialista: privatizzazioni, speculazione e mercificazione di ogni bene e servizio, devastazione e inquinamento ambientale.

Il 2022 è stato l’anno del salto di qualità nella tendenza alla guerra. La “guerra nel cuore dell’Europa” è il risultato di un processo avviato dagli imperialisti Usa fin dal 2014, con il colpo di Stato in cui sono sfociati i tumulti di piazza Maidan a Kiev, in Ucraina.

Da cosa sarà caratterizzato il 2023? Il futuro è il frutto dell’evoluzione delle condizioni oggettive e di ciò che le masse popolari fanno succedere. Pertanto, è in qualche modo possibile “prevedere” quello che succederà nel corso del 2023 e persino individuare i passi da fare perché le cose vadano in un senso anziché in un altro.

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Analogie e differenze

governo Draghi e governo Meloni

Sul numero 11-12/2022 di Resistenza abbiamo definito il governo Meloni l’ennesimo governo del pilota automatico che viene imposto dall’alto per attuare un programma già scritto. Il contenuto della Legge di Bilancio, ad eccezione di alcune quisquilie, e l’iter della sua approvazione sono lì a dimostrarlo.

Tuttavia, se attuare l’Agenda Draghi è il principale compito del governo Meloni, allo stesso tempo è anche il suo tallone d’Achille. Per vari motivi.

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Il 16 gennaio inizia il processo per “Fontana assassino”

Lettera degli imputati

Quando a maggio 2020 è comparsa su un muro di Milano la grande scritta “Fontana assassino”, si è scatenata la classica tempesta in un bicchier d’acqua per deviare l’attenzione pubblica sulla forma anziché sul contenuto del messaggio.

Quella scritta affermava la verità e dava voce ai sentimenti della maggioranza delle masse popolari lombarde che stava subendo gli effetti della gestione criminale della pandemia, aggravata dalla “variante Attilio Fontana”: quello che aveva fatto carte false per evitare l’istituzione della zona rossa nella bergamasca (per compiacere Confindustria), quello che aveva firmato la circolare per mandare i malati di Covid “a bassa intensità” nelle RSA a fronte della mancanza di posti letto nelle strutture ospedaliere, quello che pubblicamente sosteneva di “dormire tranquillo”, ma privatamente manovrava i traffici di mascherine, camici, respiratori…

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GKN

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CALENDARIO 2023 – Il comunismo è la gioventù del mondo

Anteprima e ordini: www.carc.it/calendario-2023/

Nella società capitalista i giovani proletari sono oppressi due volte: come proletari e come giovani dipendenti dalle famiglie e sottoposti all’autorità degli adulti. Questa doppia oppressione si manifesta chiaramente nel fatto che i giovani delle masse popolari sono destinati a una vita da precari e disoccupati, a una vita da esuberi.

Nella società socialista invece non ci sono esuberi e, anzi, il contributo dei giovani è fondamentale per il progresso della società. La storia del Komsomol dell’Unione Sovietica (abbreviazione di Unione comunista della gioventù) è uno degli esempi più importanti in questo senso.

Organizzati nel Komsomol, i giovani dell’URSS furono artefici fondamentali dell’edificazione del socialismo, trovando nel lavoro l’ambito in cui valorizzare le proprie aspirazioni e capacità, la voglia di imparare, di scoprire, di viaggiare, di istruirsi, di costruire un mondo nuovo, che, a differenza del vecchio, fosse anche a loro misura.

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