[Resistenza] Resistenza, Solidarietà e lotta contro la repressione

Newsletter n° 2 del 20 gennaio 2023

 

Resistenza, Solidarietà e lotta contro la repressione

Celebriamo il 102° anniversario

della fondazione del Partito Comunista d’Italia

Comunicato del (nuovo)PCI

 

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Con l’arresto di Messina Denaro è finita la Mafia?

La storia del nostro paese è costellata di azioni e arresti eclatanti di mafiosi e altri boss delle Organizzazioni Criminali, dal maxi processo all’arresto di Totò Riina, Provenzano o i fratelli Graviano. A spron battuto le autorità della Repubblica Pontificia hanno sempre parlato di grandi risultati, di guerra aperta o addirittura di vittoria (come quando fu arrestato il “capo dei capi” Totò Riina).

Mai queste operazioni giudiziarie e arresti sono corrisposti a una “eliminazione della Mafia”, delle altre organizzazioni criminali, né tantomeno della criminalità in genere. Questo perché la Mafia non è un gruppo criminale che minaccia lo Stato e la “democrazia” italiana, è esattamente un pezzo dello Stato e uno dei centri di potere principali del nostro paese. Ogni proposito di venir a capo delle Organizzazioni Criminali (mafia, camorra, ‘ndrangheta, ecc.), di migliorare l’amministrazione della giustizia, insomma di rendere l’Italia un “normale paese borghese” è campato in aria se non pone come compito principale l’eliminazione del Vaticano, della Corte Pontificia e della sua Chiesa. Per questo tutte le dichiarazioni e i progetti enunciati in proposito dagli esponenti della Repubblica Pontificia, se non sono un imbroglio sono propositi velleitari: in definitiva lasciano comunque il tempo che trovano.

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Pieni di accise

Nel 2019 la Meloni chiudeva uno dei suoi spot elettorali con la frase “Andare in Europa per cambiare tutto”. A ragion veduta possiamo controbattere: andare in Europa per comportarsi esattamente come prima di lei Draghi, PD, Lega e Forza Italia hanno fatto.

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Appello alla solidarietà per il compagno Lino Parra

Succede costantemente di trovarsi di fronte a menzogne e idiozie, ne siamo immersi.
Ad esempio, ogni giorno, su ogni canale televisivo e su tutti i giornali veniamo a conoscenza dei “poveri imprenditori” che non trovano manodopera per colpa del Reddito di Cittadinanza. Troviamo opinionisti e politicanti che accusano chi lo percepisce di non aver voglia di lavorare, di vivere sulle spalle della società, sulle spalle di chi lavora.
Ci sono premi Nobel per la pace che ci chiamano a fare “ogni sacrificio necessario” per permettere al governo italiano di inviare ingenti quantitativi di armi di ultima generazione al governo ucraino: è l’unico modo per contrastare la guerra, dicono.
Ci sono giudici che chiudono processi per stupro colpevolizzando la vittima che, in fondo, “se l’è cercata” o “non ha opposto resistenza”. Ce ne sono altri che aprono processi contro organizzazioni popolari perché sono “associazioni a delinquere” o mandano a processo dirigenti sindacali perché “minacciando e dirigendo gli scioperi estorcevano conquiste e aumenti salariali”. Ci sono ministri di questo governo che denunciano gli studenti perché non si rassegnano a essere le vittime sacrificali dell’alternanza scuola-lavoro.

Il 4 giugno 2021, a poche settimane dalla “tragica fatalità” (ecco un’altra idiozia! Il padrone ha manomesso scientemente i sistemi di sicurezza “per andare più veloce” e aumentare la produzione) in cui a Prato Luana D’Orazio ha perso la vita sul suo posto di lavoro, il nostro compagno Lino Parra è stato denunciato dalla Polizia.

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Napoli: appello – Resistenza, solidarietà e lotta contro la repressione

Il 28 dicembre presso la Galleria Principe di Napoli si è tenuta l’iniziativa “Resistenza, lotta e solidarietà contro la repressione” promossa dalla Segreteria Federale del Partito dei CARC. Vi hanno partecipato su nostro invito alcuni esponenti della Consulta Popolare sanità e salute (in particolare il tavolo salute mentale e detenuti), del Partito della Rifondazione Comunista (PRC), del Partito Marxista Leninista Italiano (PMLI), del Collettivo Galleri@rt e altre realtà. Oltre a esponenti di varie organizzazioni hanno partecipato all’iniziativa anche alcuni singoli lavoratori e compagni della città di Napoli.

Al centro dell’iniziativa le tematiche poste sono state le seguenti: abolire il 41 bis, lotta per i diritti dei detenuti, coordinarsi per ribaltare contro il nemico ogni attacco repressivo. Largo spazio nella discussione ha avuto la solidarietà per Alfredo Cospito, Pietro Ioia e tutti quelli che lottano contro la repressione, per i diritti dei detenuti e contro gli effetti più gravi della crisi a partire dai disoccupati di Napoli e tutte le organizzazioni operaie e popolari poste sotto attacco dagli apparati repressivi dello stato.

I singoli e le organizzazioni partecipanti hanno deciso di stendere insieme un appello pubblico a fare fronte contro la repressione, dentro e fuori dalla patrie galere, per unire quello che il nemico cerca di dividere, per fomentare l’unità di classe e la resistenza delle masse popolari. L’appello prodotto è riportato di seguito e si pone l’obiettivo non solo di alimentare una campagna di opinione per l’abolizione del 41 bis e denunciare l’operato degli organi repressivi dello Stato ma soprattutto per alimentare il dibattito politico, l’unità d’azione e la solidarietà incondizionata contro la repressione tra tutti quei si mobilitano e lottano contro lo stato di cose presenti e gli effetti più gravi della crisi generale del capitalismo.

Chiamiamo singoli, organismi popolari, organizzazioni politiche e sindacali a firmare questo appello e dare la propria disponibilità a unire le forze, a vedersi nuovamente in assemblea e stabilire nuovi passi della lotta.

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Prima udienza del processo “Fontana Assassino”

Il 16 gennaio di fronte al Tribunale di Milano, si è svolto il presidio di solidarietà con gli imputati Pablo Bonuccelli e Claudia Marcolini del Partito dei CARC, per l’avvio del processo “Fontana assassino”. Mentre in Lombardia entra nel vivo la campagna elettorale per le regionali, inizia il processo contro Pablo Bonuccelli e Claudia Marcolini, accusati di essere gli autori della scritta “Fontana assassino”.

Attilio Fontana invece risulta “immacolato”. Secondo la legge non ha avuto nessun ruolo, nessuna voce in capitolo e nessuna responsabilità nella gestione criminale che la Regione ha fatto della pandemia. In forza di questa impunità, Fontana si ricandida a Presidente della Regione.

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Verità e giustizia per Emanuela Orlandi!

Nel giorno del 55° compleanno di Emanuela Orlandi 14 gennaio 2023, Largo Giovanni XXIII – ultimo fazzoletto di suolo italiano prima del lungo corridoio stradale che porta allo Stato Vaticano, Cupola all’orizzonte – è stato teatro di un nutrito sit-in organizzato dalla famiglia Orlandi in particolare da suo fratello Pietro – suo malgrado volto noto della famiglia Orlandi – che da ormai 40 anni chiede verità sulla scomparsa di sua sorella. Emanuela Orlandi, ricordiamolo brevemente, è una cittadina vaticana – ancora minorenne all’epoca dei fatti – scomparsa il 22 giugno 1983 proprio nei pressi di quello stesso crocevia tra Castel Sant’Angelo e la sua scuola di musica distante poche centinaia di metri. Oltre 40 anni di estenuante ricerca della verità, riflettori della stampa mondiale puntati, colpi di scena, molte piste e tutte sempre conducenti ad un unico responsabile: lo Stato Vaticano ed i suoi intrecci di potere con la mafia, gli USA e il resto dei gruppi di potere che compongono Repubblica Pontificia.

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Brasile: facciamo chiarezza

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CALENDARIO 2023 – Il comunismo è la gioventù del mondo

Anteprima e ordini: www.carc.it/calendario-2023/

Nella società capitalista i giovani proletari sono oppressi due volte: come proletari e come giovani dipendenti dalle famiglie e sottoposti all’autorità degli adulti. Questa doppia oppressione si manifesta chiaramente nel fatto che i giovani delle masse popolari sono destinati a una vita da precari e disoccupati, a una vita da esuberi.

Nella società socialista invece non ci sono esuberi e, anzi, il contributo dei giovani è fondamentale per il progresso della società. La storia del Komsomol dell’Unione Sovietica (abbreviazione di Unione comunista della gioventù) è uno degli esempi più importanti in questo senso.

Organizzati nel Komsomol, i giovani dell’URSS furono artefici fondamentali dell’edificazione del socialismo, trovando nel lavoro l’ambito in cui valorizzare le proprie aspirazioni e capacità, la voglia di imparare, di scoprire, di viaggiare, di istruirsi, di costruire un mondo nuovo, che, a differenza del vecchio, fosse anche a loro misura.

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