Biden indice il summit virtuale dei Paesi Democratici ma esclude gli “alleati” Ungheria e Turchia

Paolo D’Arpini – 28/03/2023

Altra Calcata… altro mondo: Biden indice il summit virtuale dei Paesi Democratici – Grandi esclusi gli “alleati” Ungheria e Turchia (altracalcata-altromondo.blogspot.com)

 

Dal 28 al 30 marzo 2023  gli Stati Uniti  tengono  il loro secondo Vertice per la democrazia con gli occhi puntati sul resto del mondo, per individuare i buoni ed i cattivi. La censura di Biden ha già etichettato due  Stati, l’Ungheria e la Turchia, come “non democratici”,  e quindi non li ha invitati a partecipare al Summit della “crème della crème” democratica. Notiamo che i due Paesi esclusi  sono entrambi membri della NATO, e vengono puniti da Biden perché si sono dimostrati  recalcitranti ai richiami  all’obbedienza del revisore  democratico per antonomasia.

All’assemblea dei Paesi  muniti del “Pass di Biden”, ed etichettati  come “veri democratici”, sono  invitati solo gli amici fidati degli USA, tra cui Zambia, Costa Rica, Corea del Sud, ecc. ovviamente non manca l’Italia, importante esempio democratico nel Mediterraneo. Il vertice durerà tre giorni, per lo più in formato virtuale.

L’evento organizzato da Biden ha provocato un ironico commento da parte di Maria Zakharova la quale ha affermato: “Questo è il secondo tentativo dell’attuale amministrazione statunitense di convocare una sorta di conferenza per – come viene presentata a Washington – formare una coalizione di Stati democratici. Naturalmente, sotto la guida degli stessi Stati Uniti. Riteniamo che sia il massimo dell’ipocrisia da parte delle autorità nordamericane rivendicare la leadership nella promozione dei valori democratici su scala mondiale in un momento in cui la loro reputazione in questo campo non può nemmeno essere definita dubbia: è stata completamente distrutta. I cosiddetti “vertici per la democrazia” sono una chiara manifestazione delle pratiche neocoloniali della politica estera statunitense. Dietro tali sforzi, c’è il desiderio di legittimare gli strumenti statunitensi di controllo esterno e di interferenza negli affari interni di Stati sovrani. È ora che gli Stati Uniti e i loro alleati tornino a rispettare il diritto internazionale e si impegnino a creare le condizioni per una coesistenza pacifica e una cooperazione reciprocamente vantaggiosa…”

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