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21 gennaio 2025 – anniversario della della morte di Lenin e della fondazione del primo PCI
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La lotta alla repressione passa anche dalla sicurezza informatica!
Fare fronte al controllo delle Forze dell’Ordine, di agenti e spie al servizio dei vertici della Repubblica Pontificia!
La Comunità Internazionale (CI) dei gruppi imperialisti USA, sionisti, europei e loro associati estende e aggrava sempre di più la Terza guerra mondiale (3GM) pur di preservare il proprio dominio in campo politico, commerciale e finanziario sempre più traballante. Gli sviluppi della 3GM sconvolgono in una certa misura il sistema politico dei paesi imperialisti. Crescono sempre più, in generale, il malcontento e la preoccupazione da parte delle masse popolari, l’insofferenza e la mobilitazione popolare per le politiche di guerra sempre più esplicite e i loro effetti: dallo smantellamento del tessuto produttivo, alla repressione, fino al taglio delle spese per sanità e istruzione pubbliche, a favore della corsa al riarmo, del sostegno allo Stato sionista d’Israele e al regime fantoccio di Kiev. Le mobilitazioni e le proteste sono cresciute di numero e, in una certa misura, anche di tono: negli obiettivi, nelle parole d’ordine e nei metodi di lotta.
Il movimento di sostegno alla resistenza palestinese contro il genocidio sionista ha dato una spinta importante in tal senso. Di fronte a ciò, la classe dominante estende la propria azione repressiva nel tentativo di limitare la mobilitazione e l’organizzazione delle masse popolari, di impedire che il “dissenso” diffuso e articolato nel paese diventi una vera e propria “massa critica” capace di rovesciare il sistema politico delle Larghe Intese rappresentato dal governo Meloni e dal polo PD e di prendere in mano la direzione del paese: ossia di costituire un proprio governo d’emergenza.
Dal caso di Seif Bensouibat, professore algerino che è stato licenziato e ha perso il suo status di rifugiato dopo aver pubblicato sui propri social network commenti sui crimini dei sionisti in Palestina, al caso del professore Christian Raimo, sospeso dall’insegnamento per tre mesi per le critiche al ministro Valditara, cresce la censura contro chi denuncia le malefatte dei vertici della Repubblica Pontificia e della CI dei gruppi imperialisti USA, sionisti ed europei.
Al tempo stesso, sempre più numerosi sono i tentativi di vietare mobilitazioni e le iniziative di piazza (vedi il tentativo, rispedito al mittente, di vietare la manifestazione dello scorso 5 ottobre a Roma in solidarietà con il popolo palestinese), la criminalizzazione delle lotte e delle proteste (vedi la canea mediatica contro chi si mobilita per la verità e la giustizia per l’omicidio di Ramy Elgaml da parte di due carabinieri), il tentativo di precettare scioperi, l’istituzione di “zone rosse” e in generale il clima repressivo attorno alla crescente mobilitazione popolare che Salvini e Piantedosi utilizzano per premere l’acceleratore sull’approvazione del DDL 1660 in discussione in Parlamento. Tra le varie misure punitive contro le masse popolari, all’articolo 31 il DDL 1660 prevede maggiori poteri per i Servizi d’Informazione (DIS, AISI, AISE) di infiltrazione, spionaggio, controllo anche nelle aziende pubbliche e università, al fine di carpire informazioni, schedare e imbastire operazioni repressive (se non addirittura vere e proprie montature) contro chi si oppone alle politiche lacrime e sangue dei vertici della Repubblica Pontificia.
La repressione cresce nel nostro paese e nel resto dei paesi imperialisti man mano che procedono la crisi generale del capitalismo, l’eliminazione delle conquiste, l’aggressione contro i paesi e i popoli oppressi che non accettano docilmente di essere saccheggiati e quindi si sviluppa la resistenza delle masse popolari. L’“ordine sociale” della borghesia imperialista è sempre più un ordine di guerra, di miseria, di distruzione dell’ambiente. Per imporlo e conservarlo la classe dominante deve indurre le masse popolari a rassegnarsi ad esso, quindi le sue autorità devono reprimere i ribelli e gli organismi che promuovono la resistenza popolare e, nel nostro paese, eliminare per legge e di fatto quanto resta delle libertà democratiche conquistate con la Resistenza.
I ribelli, i promotori delle lotte politiche e sindacali delle masse popolari, gli esponenti del movimento comunista cosciente e organizzato e tutti coloro che vogliono organizzarsi efficacemente per farla finita con il regime criminale dei vertici della Repubblica Pontifica, devono dotarsi di strumenti utili a prevenire la repressione a partire dal migliorare la sicurezza informatica e il modo in cui scrivono, trasmettono e conservano materiali e documenti utili a promuovere la mobilitazione e l’organizzazione delle masse popolari.
Il controllo telematico e il tracciamento (furto) delle informazioni è uno degli strumenti più utilizzati dalle Forze dell’Ordine e dal Servizi d’Informazione per reprimere gli organismi operai e popolari e i movimenti di lotta. Per questo segnaliamo ai nostri lettori tre strumenti informatici utili a prevenire il controllo delle forze repressive.
TAILS
È un sistema operativo basato su Linux e TOR. Con l’utilizzo di Linux vengono evitati tutti i metodi di tracciamento tipici del sistema operativo Windows nelle sue varie versioni e viene limitato drasticamente il numero di virus e trojan che possono aggredire e carpire informazioni sul vostro computer. Con TOR tutti i dati in transito tra voi e internet sono incanalati in una rete che invia i dati in modo criptato e utilizza un IP (il protocollo di Internet che identifica chi si connette alla rete) preso a caso tra i computer che supportano la rete TOR (decine di migliaia in tutto il mondo): con TOR non siete tracciabili e identificabili dagli spioni.
Sul sito del (nuovo)PCI trovate una descrizione di TAILS, gli indirizzi da cui scaricare il sistema operativo e il manuale su come installarlo. La praticità dell’utilizzo di TAILS è che va installato su una chiavetta USB: è portatile, collegabile a qualsiasi altro computer e non lascia tracce sul computer sul quale viene utilizzato.
VeraCrypt
Questo programma consente di mantenere l’intero disco del computer oppure una chiavetta USB criptati. Tutti i documenti possono essere modificati, creati e cancellati e rimangono sempre criptati sul proprio disco o chiavetta: in caso di sequestro o perdita del computer o della chiavetta USB, recuperare i file da parte di qualche curioso o da parte delle Forze dell’Ordine non è possibile a meno che non conoscano la password di decriptazione.
L’utilizzo di chiavette USB criptate con VeraCrypt assieme al sistema operativo TAILS garantisce un livello di sicurezza elevato. Sul sito del (nuovo)PCI trovate un manuale dettagliato che vi spiega come creare una chiavetta USB criptata.
PGP
Il sistema di criptazione PGP (PrettyGoodPrivacy) serve allo scambio di dati riservati tra due persone senza il bisogno di condividere una password in comune. Questo fa sì che, ad esempio, in uno scambio tra due caselle email di persone che non si sono mai incontrate fisicamente si possa inviare un messaggio criptato. Oltre a questo vantaggio, i dati anche se sono intercettati rimangono protetti. Attualmente questo sistema offre il maggior livello di sicurezza possibile per inviare file attraverso le caselle di posta.
Sul sito del (nuovo)PCI trovate un manuale che, oltre a spiegare il funzionamento del programma, contiene consigli utili a evitare errori e a non degradare il livello di sicurezza che vi offre il sistema PGP.
Se utilizzate TAILS, in esso è già installato il programma Kleopatra, lo stesso che è descritto nel manuale per l’uso di PGP presente sul sito del (nuovo)PCI.
Proteggersi dal controllo delle autorità della classe dominante e altri spioni da queste assoldati è necessario: lo dimostrano i casi di Edward Snowden, Julian Assange e tutti coloro che hanno portato avanti campagne di opinione e di lotta contro i crimini della CI dei gruppi imperialisti USA, sionisti ed europei.
Proteggere le proprie comunicazioni e il materiale necessario ad alimentare la mobilitazione e l’organizzazione delle masse popolari è necessario per non far conoscere i propri piani al nemico, quindi agire e lottare più efficacemente!
La lotta alla repressione passa anche dalla sicurezza informatica!
Elevare la resistenza alla repressione, estendere la lotta contro la repressione e allargare la solidarietà con le organizzazioni e le persone bersaglio delle misure repressive della borghesia!
Rafforzare la capacità delle masse popolari e delle loro organizzazioni di resistere alla repressione, accrescere la resistenza morale e intellettuale alla repressione, sviluppare la coscienza del contrasto antagonista di interessi e della lotta che oppone le masse alla borghesia imperialista!
Sviluppare la lotta contro il legalitarismo, combinare azioni legali e azioni illegali contro il governo della guerra, della miseria, della devastazione ambientale e della repressione!
Limitare, ostacolare e impedire l’attività repressiva della borghesia!