Forum Italiano dei Comunisti

“Una nuova fase per la riorganizzazione dell’area dei comunisti italiani”

Forum Italiano dei Comunisti – 16/02/2025

www.forumdeicomunisti.it

 

GLI OBIETTIVI DELLA COLLABORAZIONE
 
una nuova fase per la riorganizzazione dell’area dei comunisti italiani

 

Insieme a questa nota i compagni e le compagne che seguono il nostro sito trovano, nel riquadro sottostante, il testo della lettera che il PCI ci ha inviato in cui, oltre a riaffermare la disponibilità a consolidare il rapporto instauratosi col Forum, ne indicano gli intenti. Dalla lettura si può evincere chiaramente il quadro in cui questa collaborazione va collocata. Si tratta in sostanza di mettere in pratica una fase nuova di relazione tra comunisti per arrivare all’obiettivo comune di costruire una forza che sappia essere incisiva nella lotta politica e di classe del nostro paese.

Nel porci questo obiettivo facciamo due considerazioni preliminari, una sulla situazione politica italiana e l’altra sul bilancio rispetto alla questione comunista.

Crediamo che sia evidente a tutti quei compagni e compagne che non si affidano alla retorica dei discorsi che la situazione politica italiana, in linea con quello che sta succedendo nel resto d’Europa, è enormemente squilibrata a destra, a partire dalla questione della guerra, che necessiterebbe una capacità di risposta adeguata. Non che non esista da noi un’opposizione alla destra italiana, ma questa si esprime con il volto del PD, dei 5 Stelle e dell’Alleanza Verdi-Sinistra che per loro natura non sono in grado di garantire una effettiva alternativa a ciò che la destra sta facendo. Quanto al PD pesano come macigni le posizioni tenute sulla guerra e tutte le ambiguità che lo caratterizzano questo partito. Il resto dell’opposizione è una sfarinatura di gruppi che non hanno una sostanziale rappresentanza che possa incidere nei rapporti di forza.

Quello di cui perciò di cui più si sente la mancanza è uno strumento che affronti in modo organico i punti centrali delle contraddizioni che si vanno esprimendo a livello interno e internazionale e spinga in avanti un processo di cambiamento seguendo una strategia politica non improvvisata. Di questo c’è bisogno e questo rende attuale l’ipotesi di riorganizzazione dei comunisti che non può essere un fatto di autoproclamazione in senso identitario, ma di capacità di individuare un programma e un processo di aggregazione di un’area estesa di comunisti per realizzare quella massa critica che rappresenti un punto di svolta. Di questo discuteremo quindi nel corso della collaborazione col PCI per arrivare a una conclusione comune.

Ma la questione, sia chiaro, non è un problema che riguarda solo noi e il PCI. Si tratta invece di uno sviluppo di relazioni a tutto campo che mira a coinvolgere un’ampia area di comunisti e comuniste per discutere e trovare un percorso politico nuovo.

Tenendo conto però di due elementi che devono costituire la bussola del nostro lavoro: il collegamento della riorganizzazione con il ceppo storico del PCI, cioè con la storia concreta del comunismo italiano, e la individuazione del terreno su cui un progetto strategico possa effettivamente svilupparsi. Non si può immaginare una ripresa comunista se non dentro le questioni essenziali che riguardano i lavoratori e la parte sana della società italiana. I comunisti non si nutrono di prediche, ma la loro forza è strettamente collegata alla capacità politica di coinvolgere le masse nel processo di cambiamento. Per questo insistiamo nel dire che nell’area comunista è necessario un nuovo modo di agire, nella cultura e nella mentalità, che eviti la coazione a ripetere delle autoproclamazioni battendo la tradizione dei cattivi maestri dei ‘comunismi’ italiani.

Noi crediamo che il metodo da adottare è quello della vecchia talpa che scavi e crei le condizioni di una ripresa effettiva di un’organizzazione dei comunisti e con intelligenza e determinazione sappia misurarsi con la creazione di un solido rapporto coi lavoratori, di una capacità di guidare un fronte antifascista e costituzionale e di lottare contro le guerre e l’imperialismo.

Solo un partito che ritrova la sua funzione nella realtà può avere un futuro.

 

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