Alessandro Di Battista – 16/03/2025
https://alessandrodibattista.substack.com/p/la-piazza-di-repubblica-e-la-memoria
Cito spesso questa frase di Malcolm X: “La storia è la memoria di un popolo, e senza una memoria, l’uomo è ridotto al rango di animale inferiore.” La cito spesso perché, effettivamente, dimenticare quel che è accaduto e perché è accaduto rappresenta per l’essere umano una sorta di prigionia. Un carcere dove non si è in grado, non dico di muoversi, ma neppure di pensare.
In tanti hanno dimenticato che le due guerre più distruttive dalla Seconda guerra mondiale in poi, mi riferisco alla guerra in Vietnam e al secondo intervento militare USA in Iraq (2003), sono nate entrambe da due immense fake-news.
L’intervento diretto USA in Vietnam venne giustificato sulla base dell’incidente del Golfo del Tonchino, ovvero l’attacco da parte del Vietnam del Nord ad alcune navi statunitensi ormeggiate in quel golfo. Ebbene, quell’attacco non si è mai verificato. I servizi segreti USA inventarono tutto per avere il pretesto di entrare in una guerra che si sarebbe conclusa con la sconfitta USA, con oltre 2 milioni di morti civili vietnamiti e con quasi 60.000 morti tra i soldati statunitensi.
Anche l’invasione dell’Iraq da parte degli USA nel 2003 si è verificata grazie a una menzogna. I servizi segreti statunitensi inventarono la storiella della presenza di armi di distruzione di massa in mano a Saddam Hussein per giustificare quell’ignobile guerra, la quale, nel corso degli anni, tra morti dirette e indirette, avrebbe provocato la morte di 600.000 persone, più di tutti gli abitanti di Bologna.
Sarebbe buono e giusto ricordare la Storia anche perché certe porcherie, in forma leggermente diversa, si verificano ancora.
In fondo, il mantra che circola in questi giorni per giustificare il ReArm Europe, il piano criminale della von der Leyen per riarmare (come se non avessimo armi) l’Europa in chiave antirussa, è piuttosto chiaro, non trovate? “La Russia è pronta a colpirci nei prossimi anni, dunque dobbiamo spendere 800 miliardi di euro (anche indebitandoci) per difenderci.” Magari domani questo desiderio di difesa si trasformerà in guerra preventiva. Chi può saperlo? “La Russia pronta ad attaccarci” mi pare l’evoluzione di “Saddam ha armi di distruzione di massa ed è pronto ad usarle contro di noi.” Anche per questo è bene esercitare la memoria, è bene ricordare quel che è avvenuto negli ultimi decenni. E se proprio non si riesce a farlo, sarebbe fondamentale ricordare quel che è accaduto negli ultimi mesi, negli ultimi giorni e persino nelle ultime ore.
La piazza che ieri inneggiava all’Europa quale simbolo di libertà, democrazia e diritti umani, ricorda che negli ultimi mesi proprio l’Europa, evitando di alzare un dito che sia uno contro il terrorismo di Stato israeliano, ha di fatto permesso il genocidio dei palestinesi, un genocidio che si è consumato a poche centinaia di km dalle coste della libera e democratica Europa?
I palestinesi, il popolo più martoriato del pianeta, secondo voi che idea hanno dell’UE? Quella di un gruppo di Stati che davvero si interessano ai diritti umani, alla libertà dei popoli e al rispetto del diritto internazionale?
Negli ultimi giorni (non anni o mesi, ma giorni), le truppe di occupazione israeliane stanno cacciando da casa loro (mi riferisco ai campi profughi di Jenin e Tulkarem, nella Cisgiordania occupata) decine di migliaia di civili. Donne, uomini, anziani, bambini. Lo fanno per realizzare pulizia etnica.
Nelle ultime ore, coloni sionisti, ovvero il Ku Klux Klan del XXI secolo, stanno bruciando case e campi palestinesi nei Territori occupati.
Ieri, sui maxi schermi della piazza che La Repubblica ha organizzato, avrebbero potuto diffondere le immagini di questi fanatici terroristi sionisti, i quali, con gli occhi iniettati di sangue, trattavano i palestinesi come fossero bestie.
Non l’hanno fatto. Molto meglio combattere (a favore di telecamera) ipocrite battaglie fintamente democratiche. Le battaglie semplici, le battaglie comode, le battaglie che caratterizzano questo mostro di ipocrisia, incoerenza, doppio standard e, di fatto, violenza denominato Unione Europea.

