Alessandro Di Battista – 24/03/2025
https://alessandrodibattista.substack.com/p/altro-che-sogno-europeo-lue-e-complice
Lo ripeto da mesi: l’Unione Europea è complice del genocidio a Gaza. Non è solo una questione di omissione, di mancata condanna, di sanzioni mai applicate contro lo Stato d’Israele – che, ricordo, ha raso al suolo ospedali, bombardato scuole, assassinato donne, bambini, giornalisti – no, è molto peggio. È complicità piena. È silenzio complice. È vigliaccheria travestita da diplomazia.
E sapete chi ha votato questa Commissione europea? Il Partito Democratico. Gli stessi che oggi sfilano con la bandiera europea, citano il Manifesto di Ventotene, fanno i paladini dell’“Europa dei valori” e si vendono come alternativa alla Meloni.
Peccato che quando si tratta di votare la Commissione delle armi, del silenzio e della complicità, la votano.
Oggi Kaja Kallas era in Israele.
Non una qualunque: è l’Alto rappresentante dell’UE per la politica estera. Una che da mesi invoca la guerra totale contro la Russia, che propone di smembrare la più grande potenza nucleare del mondo in piccoli Stati autonomi, come se fosse un puzzle. Una figura pericolosa, bellicista, votata anche questa dal Partito Democratico.
E cosa è andata a dire a Gerusalemme? Che Israele “ha diritto a difendersi”. Che la sicurezza di Israele è “una priorità per l’Unione Europea”. E poi ha messo lì la parola magica, quella che usano tutti per lavarsi la coscienza: “proporzionalità”. Ma neanche un accenno ai 100.000 morti. Nessuna parola sui 200 bambini massacrati in tre giorni. Silenzio totale sull’assedio, sulla fame, sulla distruzione sistematica di un intero popolo.
Mentre era lì, mentre parlava accanto al ministro degli esteri israeliano Gideon Sa’ar – che ha il coraggio di dire che Israele “combatte per il mondo libero e per l’Occidente – l’esercito israeliano uccideva altri otto palestinesi. Tra loro, un giornalista. Si chiamava Mohammed Mansour. Faceva il suo lavoro: raccontava quello che molti non vogliono vedere. È stato colpito da un raid aereo mentre era nella sua casa, a Khan Younis.
Io non sono anti-europeo. Ma questa non è la mia Europa. Questa è l’Europa delle bombe, delle bugie, della genuflessione permanente davanti a Tel Aviv e a Washington. È l’Europa che si piega, che chiude gli occhi davanti ai genocidi, che difende i carnefici e abbandona le vittime.
È questo il sogno europeo? È questa l’Europa di cui parlava Benigni qualche sera fa su Rai1? Un’Europa che stringe la mano a chi bombarda i giornalisti e seppellisce i bambini sotto le macerie?
No. Questa non è la mia Europa.

