Comunicato CC 16/2025 – 30 luglio 2025
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“Non aspettarsi giustizia, ma essere giustizia”
Il 22 luglio in Parlamento, Jonathan Peled, nuovo ambasciatore in Italia dello Stato sionista d’Israele, ha conferito a Matteo Salvini il premio Italia-Israele 2025 per i meriti di quest’ultimo nella legittimazione del genocidio e della pulizia etnica che i sionisti conducono dall’ottobre 2023 contro la popolazione palestinese di Gaza e della Cisgiordania.
Nello stesso giorno un altro alfiere dei sionisti in Italia, Antonio Tajani, ministro degli Esteri della Repubblica Pontificia, ha reso nota l’adesione dell’Italia a una petizione di 25 governi di paesi dell’UE perché venga posta fine alla guerra dello Stato sionista contro la popolazione di Gaza. Due giorni prima, il 20 luglio, il nuovo papa Leone XIV, dopo il bombardamento della parrocchia cattolica della Sacra Famiglia a Gaza e il connesso carico di morti e feriti, ha denunciato la “barbarie dell’esercito israeliano” contro il popolo palestinese. Nel frattempo anche gli esponenti del cosiddetto “campo largo” del centro-sinistra, per arginare l’emorragia di voti e seguito hanno iniziato contribuire alla mobilitazione contro genocidio, guerra mondiale e riarmo, dal 5 aprile al 7 giugno fino al 21 giugno, passando per l’interruzione delle relazioni istituzionali con lo Stato sionista di Israele decisa da importanti amministrazioni locali. Sempre a luglio il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che nell’assemblea generale dell’ONU di settembre la Francia riconoscerà lo Stato di Palestina (come già hanno fatto 148 dei 193 paesi membri) e lo stesso ha annunciato il primo ministro britannico Keir Starmer; i governi di Francia, Germania e Regno Unito hanno chiesto la “fine della catastrofe umanitaria in corso a Gaza”; la procura federale belga – su segnalazione della Hind Rajab Foundation e del Global Action Legal Network – ha fermato (e poi rilasciato) due soldati della brigata Givati, unità speciale dell’esercito sionista in prima linea nel genocidio a Gaza, che si erano recati in Belgio per partecipare a un festival musicale.
Le contorsioni in campo nemico e nel teatrino della politica non sono frutto di un tardivo “ravvedimento” di fronte alla efferatezza e alla brutalità di quello che i sionisti stanno facendo a Gaza. Sono il risultato della Resistenza del popolo palestinese e del movimento di solidarietà che si è sviluppato nei paesi imperialisti. La Resistenza palestinese e il movimento di solidarietà con il popolo palestinese contro i crimini sionisti hanno fatto diventare il genocidio che i sionisti stanno perpetrando in Palestina un problema di ordine pubblico per i vertici della Repubblica Pontificia (come per le classi dominanti degli altri paesi imperialisti). Non solo per l’ampiezza e la capillarità delle mobilitazioni, ma anche e soprattutto perché allargano il distacco delle masse popolari dalle autorità e dai partiti delle Larghe Intese, rompono la facciata democratica della loro dominazione, fanno a pezzi ogni chiacchiera su diritto internazionale, legalità e democrazia, indeboliscono le remore legalitarie che intralciano le masse. Sono diventate un fattore di sviluppo del movimento di resistenza delle masse popolari e di elevazione della loro coscienza ideologica e politica, nel nostro paese e in tutto il mondo.
Non bisogna aspettarsi che le autorità italiane e degli altri paesi imperialisti diano seguito pratico alle loro dichiarazioni< né “sperare che la giustizia, sia italiana che internazionale, assuma finalmente le proprie responsabilità in merito punendo sia i genocidi che i loro complici”. “Israele sta facendo il lavoro sporco per l’Occidente”, come ha riconosciuto apertamente il cancelliere tedesco Friedrich Merz all’indomani dei bombardamenti sionisti contro la Repubblica Islamica dell’Iran: lo Stato sionista d’Israele è il braccio armato degli imperialisti USA-NATO nel Mediterraneo, nel Medio Oriente, in Africa e anche in altre zone del mondo contro gli Stati che resistono alle scorrerie della Comunità Internazionale degli imperialisti USA, UE e loro associati.
Non bisogna “aspettarsi giustizia, ma essere giustizia” come ha scritto nel suo Testamento l’eroe della Resistenza palestinese Yahya Sinwar.
Estendere e rafforzare la lotta contro gli agenti dell’Entità sionista attivi in Italia
Le contraddizioni in campo nemico creano un terreno favorevole per attaccare e indebolire la catena di approvvigionamento che dall’Italia contribuisce alla sopravvivenza dello Stato sionista e ai suoi crimini. Per proseguire l’opera di sterminio del popolo palestinese e far fronte all’eroica Resistenza palestinese, lo Stato sionista di Israele ha infatti bisogno del supporto dell’insieme di gruppi (palesi e occulti) di affaristi, speculatori, banche, fondi di investimento, aziende e loro dirigenti, uomini della cultura, dell’informazione e della politica, professionisti (avvocati, consulenti tecnici, notai, medici, ingegneri, esperti di informatica, ecc.), militari e paramilitari, associazioni e gruppi di pressione che operano dentro e fuori dalla Palestina a questo fine, in particolare nei paesi imperialisti. Questa fitta rete si chiama “Entità sionista”. Con la pubblicazione delle liste degli agenti sionisti operanti in Italia il (n)PCI ha iniziato a dare volti, nomi e cognomi a questi nemici delle masse popolari in Palestina, in Italia e nel mondo. Benché l’Entità sionista si avvalga di esponenti politici del sistema delle Larghe Intese, essa infatti opera per lo più nell’ombra servendosi di personaggi come Marco Carrai, non a caso coccolato e riverito da buona parte delle Larghe Intese, da Salvini a Renzi fino agli agenti sionisti all’interno del PD.
Marco Carrai è un criminale di guerra!
Il (nuovo)PCI plaude alla campagna di denuncia e di boicottaggio delle attività di Marco Carrai condotta a Firenze dagli organismi del movimento di solidarietà con la Palestina con iniziative concatenate e in crescendo. Essa rafforza il movimento di lotta in corso in tutta Italia contro l’Entità sionista. Carrai infatti non è soltanto il console onorario dello Stato sionista d’Israele in Toscana, come non è soltanto un affarista che opera senza scrupoli contro gli interessi delle masse popolari in Toscana. È un’esponente apicale dell’Entità sionista in Italia, con ruoli di vertice nel promuovere la complicità della Repubblica Pontificia con lo Stato sionista, nel procacciare capitali da investire nell’economia coloniale, nell’alimentare l’apparato industriale che produce per la repressione e lo sterminio dei palestinesi.
È una delle principali figure di collegamento tra il sistema di Larghe Intese e lo Stato sionista. Marco Carrai è un criminale di guerra!
Sul ruolo antipopolare di Marco Carrai in Toscana, rimandiamo ai comunicati dei Comitati di Partito (nuovo)25 Aprile e Aurora del (n)PCI. In questa regione Carrai è “console onorario di Israele” con competenza anche per l’Emilia Romagna e la Lombardia, è vicepresidente di JSW Italy (proprietaria odierna delle Acciaierie di Piombino), presidente di Toscana Aeroporti e della Fondazione Ospedale Meyer, l’ospedale fiorentino per l’infanzia.
La lotta contro organismi e agenti sionisti operanti in Italia è lotta sia per sostenere la Resistenza del popolo palestinese sia per liberare il nostro paese dai gruppi imperialisti italiani e stranieri e in particolare dal protettorato USA-NATO!
Per questo il (nuovo)PCI fa appello
– a collaborare all’aggiornamento della lista degli organismi e agenti sionisti, inviando segnalazioni attraverso il modulo di contatto anonimo presente sul suo sito,
– a estendere ad altre città e contro altri agenti sionisti campagne come quella in corso a Firenze contro il criminale di guerra Marco Carrai per rendere loro la vita impossibile.
Estendere e far salire di tono la mobilitazione in solidarietà con il popolo palestinese e contro i crimini sionisti combinando iniziative legali e illegali
La denuncia nominativa e le campagne contro organismi e agenti dell’Entità sionista alimentano la mobilitazione in solidarietà con il popolo palestinese. Contribuiscono a trasformare i sentimenti di solidarietà, vicinanza e fratellanza con il popolo palestinese e l’orrore suscitato dalle immagini che ogni giorno vengono trasmesse su telegiornali e social network della popolazione di Gaza stremata dalla fame e dalla sete, dai bombardamenti, dal blocco degli aiuti umanitari e dalle angherie dell’esercito sionista in mobilitazione e ribellione: contro l’Entità sionista nel nostro paese, contro il sistema delle Larghe Intese che ne protegge gli interessi, contro il protettorato USA in cui i vertici della Repubblica Pontificia hanno ingabbiato l’Italia e che la rende retrovia delle operazioni con cui la Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti USA, sionisti e UE allarga la Terza guerra mondiale. Permettono di combinare manifestazioni di piazza, iniziative pubbliche di protesta e di lotta, iniziative della campagna Boicotta, Disinvesti, Sanziona (BDS), mozioni e campagne di sostegno umanitario per la popolazione di Gaza con
– il boicottaggio e sabotaggio delle aziende che collaborano con lo Stato sionista d’Israele o di proprietà dei sionisti: molte di esse sono indicate nella lista diffusa dal (n)PCI così come nei documenti della campagna BDS, nel rapporto di Francesca Albanese, relatrice speciale ONU per la situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati.
Iniziative come quelle di Palestine Action (di recente messa fuori legge nel Regno Unito), che ha fatto numerose irruzioni in aziende sioniste – tra tutte la Elbit Systems, produttrice di armamenti – e altre colluse con esse distruggendo macchinari, impianti, ecc. e di Extinction Rebellion e altri gruppi solidali con la causa palestinese, che a Roma, Torino, Varese hanno fatto irruzioni nei piazzali e sui tetti della Leonardo SpA mostrano che le aziende complici dei sionisti sono tutt’altro che intoccabili;
– il boicottaggio delle basi militari USA-NATO. L’aerobase USA di Sigonella e di Aviano, il comando della Marina USA a Napoli, l’aeroporto di Amendola, i poligoni NATO in Sardegna e molte altre sono le installazioni USA e NATO nel nostro paese che servono alle attività di addestramento e spionaggio dell’esercito sionista, che fungono da basi logistiche per il rifornimento di armi allo Stato sionista;
– il blocco dell’invio e il trasporto di armi verso lo Stato sionista d’Israele nei porti, aeroporti, stazioni e in ogni nodo logistico.
Far salire di tono la mobilitazione in solidarietà con il popolo palestinese fino a rendere ingovernabile il paese ai vertici della Repubblica Pontificia e imporre un governo d’emergenza popolare che fa del sostegno alla causa palestinese e della lotta contro la Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti la propria bandiera: questa è la nostra principale forma di solidarietà con il popolo palestinese e il nostro principale aiuto alle forze che ne dirigono la Resistenza.
Dare un volto e un nome al nemico è un pezzo della guerra contro chi conduce una guerra di sterminio non dichiarata contro le masse popolari!
Trasformare la solidarietà con la resistenza palestinese e l’indignazione per i crimini sionisti in ribellione, organizzazione e lotta per cacciare il governo Meloni e sostituirlo con il Governo di Blocco Popolare!
Stampare e diffondere su ampia scala la locandina contro il criminale di guerra Marco Carrai.


