[CARC] Intervista a Nicoletta Dosio del Movimento No Tav

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Newsletter n.30 del 22 agosto 2025

 

Intervista a Nicoletta Dosio del Movimento No Tav

Nel nostro paese un movimento di massa contro la Terza guerra mondiale sta muovendo i suoi passi con continuità. È un movimento eterogeneo e contraddittorio, ma in definitiva è l’unica soluzione positiva alla spirale in cui le Larghe Intese stanno trascinando il paese. È un movimento che vive già di alcuni slanci e che fa emergere, anche, tutte le questioni ideologiche che in un modo o in un altro ne ostacolano lo sviluppo.
Attingere dal movimento che più di ogni altro ha contribuito a tenere viva e alimentare la mobilitazione, con caparbietà, con decisione, con combattività e anche fantasia, è l’obiettivo che ci siamo dati nell’incontrare Nicoletta Dosio che di quella “impresa collettiva” è una testimone e un’artefice. Pensiamo sia utile riprendere l’esperienza del Movimento No Tav che è un esempio vivo di quello che può diventare il movimento unitario contro la Terza guerra mondiale di cui c’è bisogno.
Pertanto, a inizio luglio abbiamo intervistato Nicoletta Dosio, da poco libera dai domiciliari a cui era stata condannata per “il blocco dell’autostrada” del 3 marzo 2012.
Ne è nato un lungo scambio, necessariamente lungo, che mostra quanto quest’esperienza debba obiettivamente essere “tradotta nella propria lingua” territorio per territorio, ma la cui trentennale azione travalica i propri confini valligiani.

Lettera di Pablo Hasél dal carcere: “È urgente porre fine all’idea che si possa fare poco”

Rilanciamo la lettera di Pablo Hasél dal carcere di Ponent. Si tratta di un’analisi lucida e preziosa ai fini della trasformazione dello stato di cose presenti, di comprensione e trasformazione della realtà usando il materialismo dialettico e della necessità del socialismo. Uno schiaffo al disfattismo e un grido di lotta da un compagno detenuto per le coraggiose posizioni che ha assunto in qualità di artista militante.

Azioni di rottura. Irrompere ovunque con la bandiera palestinese!

Rilanciamo due esempi di “azioni di rottura” messe in campo nella scorsa settimana a Firenze e a Napoli. Iniziative positive che mostrano come sia possibile irrompere in diversi momenti della vita sociale e politica dei propri territori per portare la parola d’ordine della lotta, della solidarietà e della resistenza bandiere della Palestina in pugno. Azioni e iniziative che dovranno moltiplicarsi ovunque e irrompere con più forza e coraggio in vista delle prossime elezioni comunali e regionali d’autunno. La parola d’ordine? Irrompere ovunque con la bandiera palestinese!

Si è conclusa la Festa nazionale della Riscossa Popolare

Negli scorsi giorni abbiamo chiuso i lavori della Festa nazionale della Riscossa Popolare di Pisa, che si è svolta da 31 luglio al 3 agosto. Quella di Pisa è stata la prima parte di una Festa che proseguirà con ulteriori tre date nazionali a Roma, dal 26 al 28 settembre, e poi con la campagna autunnale delle Feste della Riscossa Popolare di sezione, in ogni territorio in cui siamo presenti.

Fratelli d’Italia sgombera la sua giovanile

“Governo forte, stabile e coeso che ha restituito credibilità all’Italia” le ultime parole famose del presidente Giorgia Meloni. Non ha fatto in tempo a postarle che è uscita la notizia di una guerra interna tra Fratelli d’Italia (FdI) e la sua giovanile. Guerra che si è concretizzata a Roma il 13 agosto con l’occupazione della sede del partito di via Sommacampagna 29 da parte dell’organizzazione giovanile Gioventù nazionale e con l’intervento di polizia e digos contro questa, chiamati proprio da Fratelli d’Italia.

Da Genova al resto d’Italia: bloccare il traffico di armi!

Il 7 agosto scorso i lavoratori del CALP di Genova sono saliti a bordo della Barhi Yambu arrivata da Dundalk (Usa) e attraccata poco prima al terminal GMT. Al suo interno, dove avrebbe dovuto essere imbarcato il cannone Oto Melara/Leonardo (che pare debba essere montato su una nave Fincantieri nei cantieri di manutenzione di Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti), i portuali hanno trovato un carico di sistemi d’arma, esplosivi e munizioni.

Milano sud. Gratosoglio: il quartiere è allo sbando, organizziamoci per invertire la rotta

Lunedì 11 agosto in via Saponaro una signora di 71 anni è stata investita da un’auto ed è poi deceduta in ospedale. Si è in seguito scoperto che a guidare la macchina erano quattro ragazzini di etnia Rom, tutti minori di 14 anni.

È l’ennesimo, gravissimo, episodio dopo quelli che si sono susseguiti sistematicamente in queste settimane estive, tra accoltellamenti, risse, furti e atti vandalici.

Ponte sullo stretto. Approvato il piano proseguire la lotta

Il 7 agosto il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (CIPESS) ha dato il via libera al progetto definitivo per la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina. Il ponte a campata unica più lungo del mondo costerà 13,5 miliardi di euro.

Estinguere l’incendio. Il Vesuvio è in fiamme ma a bruciare è il capitalismo

Da una settimana il Vesuvio brucia. Un andirivieni di canadair, mezzi della protezione civile, dei vigili del fuoco e forze dell’ordine anima da giorni Napoli e provincia. Sembra incredibile che nel 2025 siano stati necessari ben 7 giorni per spegnere un incendio perché non ci sono mezzi, fondi, uomini e donne sufficienti. I soldi ci sono ma si investono nelle armi, nella riconversione militare delle principali infrastrutture e nelle grandi opere inutili e dannose. Di seguito tre note per non perdersi dietro all’intossicazione e diversione.

[Sesto San Giovanni] Le città sicure le fanno le masse popolari organizzate

Pochi giorni fa Sesto è stata teatro di un grave episodio di sequestro e stupro di due giovani ragazze nella propria casa.

Da quel momento varie voci si sono levate condannando giustamente l’accaduto e chiedendo all’amministrazione di mettere mano alla gestione della città e alla sua sicurezza. Alcuni facendo proposte concrete di una gestione alternativa dei territori e della vigilanza, altri sottolineando la necessità di invertire la rotta rispetto all’abbandono e al degrado in cui affonda la città incrementando servizi pubblici, più garanzie e tutele per le fasce più deboli, più pulizia, più sicurezza.

[Torino] Salutiamo a pugno chiuso la compagna Teresa Elefante!

Domenica 17 agosto è scomparsa la compagna Teresa Elefante. Teresa è stata una compagna e un’operaia dell’ex Fiat di Mirafiori che per decenni ha svolto un ruolo d’avanguardia nella promozione delle lotte di resistenza della classe operaia di Mirafiori contro lo smantellamento produttivo portato avanti dagli Agnelli-Elkann e dagli Amministratori Delegati che si sono succeduti. Ricordiamo il ruolo di Teresa nelle battaglie condotte dal Cobas Mirafiori per il NO al referendum sul piano Marchionne del 2011, poi nella battaglia contro il ricorso esasperato ed esasperante alla cassa-integrazione e contro il reparto confino dell’ex Porta 33 di via Biscaretti, dove Teresa e altri operai “scomodi” erano stati confinati.

[Toscana] Sull’assassinio di Marah Abu Zuhri: che cento focolai di lotta al sionismo infiammino il paese!

Ieri, 20 agosto, si sono svolti a San Giuliano Terme i funerali di Marah Abu Zuhri, ventenne palestinese, giunta in Italia da Gaza tramite un volo dell’aeronautica militare e deceduta all’ospedale Santa Chiara di Pisa il 15 agosto scorso. Ci stringiamo alla famiglia di Marah che ha dovuto seppellire la propria figlia in una terra straniera, ci stringiamo con immensa rabbia e tristezza ma senza venire meno alla doverosa denuncia di questo ennesimo omicidio che ha una sola causa: l’assedio che viene portato avanti da mesi nei confronti dei gazawi per mano dell’IDF e dei suoi mandanti. Il Governo Meloni è pienamente complice di questa uccisione basti pensare che solo nel 2024 l’Italia ha esportato in Israele “armi e munizioni” (cat. 93) per circa 5.8 milioni di euro, dei quali ne esplicita solo l’11% (https://www.archiviodisarmo.it/armi-italiane-a-israele-arrivato-il-momento-di-fermarsi.html).

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È in preparazione il volume 2 del Manuale di storia.

Vedi l’anteprima, sostieni la pubblicazione, ordina le tue copie

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Resistenza n. 7-8 / 2025

Il podcast degli articoli di Resistenza

Abbiamo raccolto il suggerimento di proporre in formato audio gli articoli principali degli ultimi numeri di Resistenza. Del numero 7-8/2025 sono stati registrati

l’editoriale “Meno geopolitica, più dialettica marxista”,

Cacciare il governo della guerra, del riarmo e della repressione”,

Campo largo, istruzioni per l’uso (e perché abbiamo contestato Giuseppe Conte il 21 giugno a Roma)”,

Radicare nei territori la lotta contro la guerra. Le istituzioni devono schierarsi contro il genocidio”.

Qui anche gli articoli pubblicati nei mesi scorsi.

Sono ben accette osservazioni, critiche, suggerimenti e proposte di collaborazione (anche per leggere gli articoli dei prossimi numeri).

Ascolta il Podcast “Corrispondenze operaie” su Radiograd

Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza – per il Comunismo (CARC)
Via Tanaro, 7 – 20128 Milano – Tel/Fax 02.26306454
e-mail: carc@riseup.net – sito: www.carc.it


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