Forum Italiano dei Comunisti – 18/09/2025
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Nell’ultimo incontro avuto coi vostri dirigenti in occasione della festa del PCI di Torino abbiamo avuto modo di riprendere le fila della discussione e dei rapporti avuti finora per capire come si prospetteranno le relazioni future.
Ribadito il fatto che il nostro confronto non avviene tra organizzazioni, ma tra un partito e un collettivo di compagni riunito attorno al Forum italiano dei comunisti e che si condivide l’idea che bisogna portare a fondo l’iniziativa nell’area dei comunisti italiani per rendere incisiva e aderente alla realtà la loro azione, è arrivato il momento di definire come la nostra collaborazione andrà avanti superando le dichiarazioni di buona volontà e rendendola concreta.
Per affrontare questa collaborazione, che non sia solo rituale, è necessario però partire dalla comune premessa che dobbiamo rimboccarci le maniche per superare i limiti con cui dobbiamo fare i conti sulle questioni strategiche, organizzative e di azione politica. E’ questo un sentire comune o una pretesa di dare lezioni? In altri termini: si è convinti fino in fondo che per sviluppare il movimento comunista c’è bisogno di rinnovare e allargare la platea degli interlocutori? Noi siamo convinti che questa sia la strada e speriamo che i compagni del PCI non si chiudano rispetto a questa necessità. Non sarebbe un danno solo per il partito che rappresentano, ma per tutti i comunisti italiani.
Andando al dunque delle questioni noi riteniamo che lo sviluppo della collaborazione debba avvenire con uno strumento comune di lavoro e su punti condivisi. Per questo proponiamo di costituire un comitato ristretto centralizzato che esamini e decida su tutte le questioni sul tappeto. E segnatamente:
lo sviluppo in Italia di un lavoro di confronto e dibattito sulle basi teorico strategiche dei comunisti italiani. Il riferimento al pensiero di Gramsci e di Togliatti non può essere rituale, ma una base sui cui elaborare la strategia del presente. In particolare affrontare i passaggi di Lione e di Salerno per capire la dinamica storica su cui si sono mossi i comunisti italiani ed evitare che la riorganizzazione dei comunisti avvenga su un terreno di cultura minoritaria;
il dibattito strategico su come recuperare l’autonomia di classe dei lavoratori è il centro del lavoro di riorganizzazione del rapporto tra partito e masse. Questo implica una verifica della situazione di fatto e su come superare le difficoltà;
la difesa del patrimonio storico del movimento comunista internazionale e le basi della continuità nella fase storica attuale;
Il partito come avanguardia dei processi di trasformazione e strumento di battaglia politica capace di guidare l’azione e l’orientamento di massa.
Questa è la proposta e questi i riferimenti di un lavoro comune. Aspettiamo la vostra risposta augurandoci che sia positiva.

